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Articoli 23/12/2016

Un tributo e un pensiero speciale a Cristian e Luca
Vogliamo ricordare che tutto il merito è il loro, di chi era in strada stanotte e di tutta la filiera di competenza
Quelli che senza molti mezzi rispetto ai colleghi tedeschi o francesi e con stipendi quattro volte più bassi fanno la loro parte alla grande senza tante polemiche

Di Lorenzo Borselli *

(ASAPS) L’Italia esce bene dal conflitto a fuoco di stanotte (23 dicembre 2016): intanto Cristian Movio, il collega colpito dalla furia omicida di Anis Amri, il terrorista di Berlino, sta bene e questa è la cosa per noi più importante. Amri è caduto a terra freddato dalla pallottola esplosagli contro da Luca Scatà, che ha posto fine così alla fuga del terrorista, ed ha ricordato a tutta l’Europa che il nostro Paese non è solo una penisola pervasa da inefficienza e malaffare. La Polizia di Stato con agenti della Volante di Sesto S.Giovanni ha dimostrati che  c’è e se durante il giorno siamo tutti a leggere giornali e a guardare le tv di All News, di notte ci sono uomini e donne che vanno in giro a pattugliare il territorio, le intelligence delle forze di polizia e dei servizi lavorano senza soluzione di continuità e rendono, un pezzettino alla volta, il nostro mondo più sicuro. Senza incensarci troppo, vogliamo ricordare che Edward Luttwak, il politologo che tutti intervistano quando scoppia una bomba o quando un camion travolge cittadini inermi, va dicendo da tempo che tutti dovrebbero andare a lezione dalla polizia italiana, e qui vogliamo comprendere tutte le divise. Sono preparati, sono scaltri e anche se squattrinati, hanno il controllo della situazione. Poi Luttwak  potrà starci simpatico o antipatico, ma la sostanza non cambia: chi fa il nostro lavoro, anche il “maresciallone” della mensa sa perfettamente che quando, a mensa, arrivano quegli sbirri ( e quelle sbirre) normali un po’ anzianotti, quasi tutti o calvi o coi capelli sulle spalle, vestiti alla meglio, con le loro vite private devastate da divorzi e divisi tra intercettazioni telefoniche e recite scolastiche, si tratta di professionisti di primordine.

E ora ai fatti: il nostro Paese è in prima linea in tutto quello che c’è da fare. E lo fa. Chi indaga non fa polemica perché non ci sono macchine, perché non ci sono straordinari, perché non ci sono mezzi. Chi perlustra il territorio non ha tempo per fare polemica se la Seat ha meno chilometri della Renault, se ha solo due caricatori e se va in giro con mitra parabellum negli anni ’70, se le radio portatili sono ancora grosse come quelle a transistor, se non ci sono webcam sempre con loro, se manca la carta o il toner.
Se lo stipendio è quattro volte più basso di un collega francese o tedesco.
Chi lavora seriamente, lavora e basta.
Ora che tutti sgomitano per prendersi il merito della cattura, vogliamo ricordare a tutti, anche a loro, che il merito è di chi era in strada stanotte e di tutta la filiera di competenza, responsabilità e professionalità che hanno permesso a un rintraccio fortuito di non trasformarsi in una carneficina.
A tutti, soprattutto a Cristian e Luca, che aveva pochi giorni di servizio nonostante i suoi 29 anni, noi diciamo un grazie che, siamo sicuri, ha lo slancio di un Paese intero.

Lo ricordino soprattutto i detrattori di professione e soprattutto i sapientoni di quell’area mitteleuropea che pensa di essere al top su tutto, facendo pagare, con le loro arroganti certezze, i puntuali tributo di sangue ai loro cittadini. E anche ai nostri.
Ricordiamoci, ricordiamolo, questa operazione per come si è conclusa, per come sta rimbalzando su tutti i web del mondo e sui giornali ha lo stesso peso della liberazione del generale Lee Dozier sequestrato delle BR il 17 dicembre 1981 e liberato dai NOCS dopo 42 giorni di prigionia. Ancora oggi gli americani quando parlano delle forze di polizia italiane, parlano di Dozier.
Per questo, un pensiero speciale in questo momento di rafforzata certezza, lo vogliamo dedicare ai nostri concittadini rimasti uccisi dalla parte di Islam che ci vuole annientare.

 

*Responsabile della  Comunicazione Asaps
e  Consigliere Nazionale
 

 


Questa operazione per come si è conclusa, per come sta rimbalzando su tutti i web del mondo e sui giornali ha lo stesso peso della liberazione del generale Lee Dozier sequestrato delle BR il 17 dicembre 1981 e liberato dai NOCS dopo 42 giorni di prigionia. Ancora oggi gli americani quando parlano delle forze di polizia italiane, parlano di Dozier. Grazie Cristian, grazie Luca. (ASAPS)

Venerdì, 23 Dicembre 2016
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