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Articoli 19/12/2011

Francia: dura campagna contro la guida in stato di ebbrezza
“Se tieni a un amico trattienilo con te!”
In Italia invece…

di Luca Galeotti
Un fotogramma del video

(ASAPS) La settimana scorsa, proprio quando in tutto il mondo iniziava il rumoreggiante e sfavillante periodo natalizio, in Francia hanno lanciato una campagna-choc per  sensibilizzare l’opinione pubblica sul grave problema dell’alcol e della guida in stato di ebbrezza.
La “grandeur” francese anche questa volta non si è smentita e mentre nelle televisioni e nelle radio dei Paesi confinanti imperversavano dolci, regali e jingle natalizi, il Ministero dell’Interno francese ha lanciato lo spot, che dura poco più di 50 secondi, tal titolo “Electrochoc”.
Le immagini raccontano gli ultimi istanti di vita di un ragazzo che, al termine di una serata divertita e “bevuta”, si mette alla guida nonostante le insistenze di un amico che lo prega di smaltire l’ebbrezza.
Nel filmato il ragazzo steso sulla strada, tutti attorno i sanitari che tentano di rianimarlo con massaggio cardiaco e defibrillatore. Ad ogni impulso elettrico dell’apparecchio, quasi  andasse a far girare un registratore con la spina staccata, si sente l’ultimo dialogo della vittima con l’amico che, appunto, lo invita a non mettersi in viaggio.
“Non preoccuparti, ti chiamo quando arrivo a casa” è l’ultima frase del ragazzo che però viene coperto dall’ormai triste e famoso lenzuolo bianco che veste, come la tunica degli angeli, le migliaia di vittime della strada.
Il pensiero del Ministero francese, anche in questo periodo di spensieratezza e frenetica attesa delle feste, è rivolto a tutti quei ragazzi che troppo spesso, per imprudenza o semplicemente perché quando si è giovani ci si sente invincibili e immortali, inconsapevoli dei gravi pericoli determinati si mettono alla guida anche quando durante la serata hanno ecceduto con le sostanze alcoliche.
I numeri presentati dal Governo Francese sono drammatici: nel 2010 sono morte sulle strade d’oltralpe 1150 persone per eccessivo tasso alcolico, dal 2000 il 30% di tutti gli incidenti mortali é stato causato dall’alcool.
Sempre secondo le statistiche del Ministero francese la maggior parte delle vittime aveva un’età compresa tra i 18 e i 24 anni; nel 2010 sei giovani a settimana hanno perso la vita per guida sotto l’influenza dell’alcool riscontrato  tramite le analisi che hanno appurato un dato: uno su due aveva un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi/litro, in Francia il limite è di 0,5.
“Se tieni a un amico trattienilo con te” questo è il messaggio imperante nello spot, che viene proposto in continuazione su radio e televisione, per convincere i giovani ad essere attenti non solo a se stessi ma ad avere un occhio di riguardo anche verso i componenti la compagnia, cercando di incoraggiare un comportamento serio e consapevole volto a disincentivare l’utilizzo della macchina da parte di chi non è pienamente nelle facoltà per farlo.
Tanto di cappello nei confronti dei francesi che, in fatto di sicurezza, fanno davvero tanto.
Hanno lanciato, infatti,  una  campagna dura proprio nel periodo caratterizzato solo da spensieratezza e consumismo sfrenato, attirando ancora di più l’attenzione dell’opinione pubblica ma, soprattutto, onore agli organi competenti per la precisione dei dati enunciati,” loro” il numero dei morti e degli incidenti   lo conoscono davvero bene.
In Italia è dal 2009 che i dati su gli incidenti causati da alcol e droga   non vengono evidenziati nei report Istat, solo l’Asaps, con i propri mezzi e attraverso i propri osservatori, ha insistito nel sollecitare la soluzione del problema portando alla luce un dato preciso: il 34% delle piraterie gravi o mortali sono causate da alcool o droga.
In Italia, dobbiamo dirlo sinceramente e tristemente, tra un panettone e una bottiglia di moscato difficilmente sarebbe passato inosservato e apprezzato uno spot come quello francese e avrebbe sollevato indignazione e scontento. Chissà perché ma dal 15 dicembre al 6 gennaio molti hanno la sensazione che il mondo ruoti seguendo un’orbita diversa che rende tutto edulcorato e brillante.
Eppure basta aprire il giornale per capire che molte persone non mangeranno il panettone, pur non essendo allenatori di calcio, e per questo si chiede ai giovani, così come hanno fatto in modo vibrante i francesi, di non pensare solo a se stessi ma di dare un’occhiata in giro: se nella compagnia qualcuno ha alzato il gomito per allegria o delusione, accompagniamolo  a casa, è il più bel regalo di Natale che possiamo fare a lui e alla sua famiglia. Buone feste! (ASAPS)

 

Guarda il video della campagna

 

 



 

Lunedì, 19 Dicembre 2011
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