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2020 Primo Semetrale , 2019 Anno ,... 06/07/2020

Pirateria stradale 2019
1.129 episodi gravi (+12,3%) che hanno causato 115 morti (+3,6%) e 1.335 feriti +17,5% 
308 episodi nei primi 5 mesi del 2020 con 28 morti e 365 feriti nel 2020 nonostante il lockdown 

L’Osservatorio ASAPS sulla pirateria stradale nel 2019 ha registrato 1.129 episodi di pirateria grave, nei quali delle persone sono morte o hanno riportato lesioni. Rispetto al 2018 quando registrammo 1.005 episodi l’aumento è di 124 fughe +12,3%. I decessi nel corso del 2019 sono stati complessivamente 115, 4 in più rispetto al 2018 quando furono 111 +3,6%. I feriti sono stati 1.335  in aumento del 17,5% rispetto ai 1.136 dell’anno precedente. Nel 53,1% dei casi l’autore è stato identificato, percentuale che sale al 70,2% per le piraterie mortali. Sfugge alla raccolta dei nostri dati l’identificazione che avviene a distanza anche di mesi.  Nel 15,1% delle piraterie mortali il pirata identificato a distanza di poco tempo è risultato positivo all’alcol o alla droga o entrambe le tossicità. Nel 16,7% delle fughe dopo l’incidente il pirata identificato è risultato essere straniero. Fra le 115 vittime mortali ben 54 erano pedoni e 16 i ciclisti, rispettivamente 63 e 21 nel 2018. In 175 episodi è rimasto coinvolto un minore, in 86 incidenti il coinvolto aveva meno di 14 anni. In 71 episodi (11,8%) le protagoniste della fuga erano donne. La regione in cui si si è registrato il maggior numero di episodi è la Lombardia con 208 episodi, c’è poi la Campania con 120 e il Lazio con 103. Il Veneto con 94, la Sicilia e l’Emilia-Romagna con 90, la Toscana con 72, la Puglia con 65 e il Piemonte con 63. Le Marche con 58 episodi, il Friuli Venezia Giulia con 35, la Liguria 34 e l’Abruzzo 26.  Numeri migliori in Sardegna con 19 eventi, Calabria 17, Trentino Alto Adige 14, Umbria 11, Molise 9 e Valle D’Aosta 1.
308 episodi nei primi 5 mesi del 2020 con 28 morti e 365 feriti nel 2020 nonostante il lockdown.


Complessivamente dati in aumento. I dati di questo bieco fenomeno, molto italiano, devono farci riflettere e richiedono una maggiore politica di contrasto.   I motivi della fuga? Più o meno sempre gli stessi, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, la paura di perdere la patente e la sempre più frequente “scopertura assicurativa”. Ricordiamo che chi si dà alla fuga dopo un incidente può vedersi aumentata la pena per Omicidio stradale e lesioni, da un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore a 5 anni o 3 anni.

Forlì lì 6 luglio  2020


Giordano Biserni
Presidente ASAPS
 

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Lunedì, 06 Luglio 2020
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