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Articoli 06/07/2023

di Lorenzo Borselli*
Incidenti dueruote
Vi sveliamo un segreto: il motociclista non ha sempre ragione. Anzi.
E si fa sempre male

Nella foto l’autore dell’articolo

(ASAPS) L’ultima volta che abbiamo parlato dell’emergenza motociclisti sui nostri social, facendo notare che il prezzo corrisposto dalla categoria è altissimo (il più alto di tutti), si è come al solito scatenata la polemica. Cieca e sorda, quella tipica dei leoni da tastiera e degli odiatori professionali.
E allora facciamo un poco di chiarezza.

Punto primo: nessuno all’ASAPS ce l’ha coi centauri. Che sia chiaro: la gran parte della vecchia guardia di noi stradalini porta gli stivali e sono, lo precisiamo, calzature da motociclista. Il fatto che negli ultimi trent’anni la Specialità abbia inspiegabilmente abdicato alle pattuglie in moto non rileva. Ce l’abbiamo nel DNA.

Punto secondo: nel primo fine settimana di luglio, quello corso tra venerdì 30 giugno e domenica 2 luglio 2023, 18 motociclisti sono morti in altrettanti eventi accidentali: 18 vittime sulle 40 complessive. Nei restanti 22 morti ci sono tutte le altre categorie di utenti: automobilisti (15), ciclisti (2), pedoni (4) e perfino una vittima su una carrozzina elettrica.
Aspettate a protestare, ad alzare la voce. Fateci finire…

Punto terzo: 10 eventi motociclistici mortali, sui 18 finora censiti, sono risultati essere autonomi. Parliamo di moto, cioè, che sono andate a sbattere senza il coinvolgimento accertato di terzi. Parliamo del 55,5%, vale a dire più di uno su due.

Punto quarto: se più di un incidente motociclistico mortale su due è autonomo, non vuol dire che i restanti siano colpa degli altri. Su di essi sono aperte indagini e per capire chi tra i coinvolti abbia ragione o torto bisognerà aspettare i tempi della giustizia; che a noi interessano poco, perché intanto, se il motociclista è morto con ragione è circostanza che potrà interessare (speriamo relativamente) solo agli eredi.

Punto quinto: c’è poco da fare polemica. Una recente sentenza del Tribunale di Ferrara ha assolto una donna accusata di duplice omicidio stradale, risultando dai rilievi che la moto su cui viaggiava una coppia, pur avendo il pieno diritto di precedenza, teneva una velocità eccessiva. Per gli addetti ai lavori, si chiama “precedenza di fatto”: si tratta di una regola meramente “giurisprudenziale”, formatasi a suon di sentenze emesse per mitigare (o escludere del tutto) la responsabilità di chi, impegnando ad esempio l’incrocio con una strada con diritto di precedenza vada a scontrarsi con altro veicolo che, se avesse proceduto a velocità ben inferiore, avrebbe potuto evitare l’impatto o ridurne le conseguenze.
Inutile ribattere, ma proviamo a venirvi amichevolmente incontro con un discorso che non dovremmo nemmeno fare e che scaturisce dalla nostra lunga esperienza professionale, non solo in termini di rilievo d’incidenti, ma anche e soprattutto di guida.

Vi piacciono le curve, vi piace la velocità? La pista è troppo cara e così vi sfogate sui passi? Usate le precauzioni dei motociclisti più esperti: NON vi mettete in competizione con altri, evitate i gruppi corsaioli, rallentate negli abitati, rispettate pedissequamente i limiti nelle traverse e occhio ai segnali di preavviso di incroci; NON raggiungete mai il limite vostro e quello della moto ma, soprattutto, evitate di fare i “coglioni”.
Anche ammesso che il motociclista abbia sempre ragione, e ormai sappiamo che non è affatto così, almeno cercate di sopravvivere. (ASAPS)

(*) Ispettore della Polizia di Stato, responsabile della comunicazione di ASAPS, motociclista professionale.
 

 

>Incidenti motociclisti
Nel primo fine settimana di luglio si sono conteggiati 18 sinistri mortali con 18 vittime


Cari amici e colleghi motociclisti, per piacere leggete queste considerazioni basate sui fatti. L’autore  porta la divisa e in moto ci va come voi da una vita. Come?  Lo dice anche la foto. (ASAPS)

 

 

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Giovedì, 06 Luglio 2023
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