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Articoli 11/04/2023

di Stefano Guarnieri*
"Sono Romeo e ho 11 anni. Non so molto della vita ma ho capito che avrò 11 anni per sempre"
Chi poteva mai pensare che andare a prendere un gelato al mare in Italia fosse pericoloso come essere in guerra

In una serata estiva come tante, in un paese di mare della costa tirrenica, Romeo undici anni è felice perché è in vacanza con la sua famiglia, e i suoi cuginetti. Con lui tante altre persone, bambini, giovani, anziani, uomini, donne che esercitano un diritto sacrosanto: quello di passeggiare al fresco della sera e di prendersi un bel gelato dopo cena.

In quella stessa serata N. neopatentato ha un’idea ben diversa di come divertirsi
Alla guida della sua Polo con amici a bordo, in quella zona di mare piena di bambini e villeggianti, N. “teneva una condotta particolare, in quanto sgommava e frenava ripetutamente. Alcune persone riferiscono che era più volte passato da quella via, sempre mantenendo questo tipo di guida scorretta”. Così dichiara un testimone.
Gli amici che erano con lui in auto raccontano che usava guidare in maniera “sportiva”.
Alle 22.50 un testimone afferma: “vedo arrivare la Polo ad altissima velocità facendo la curva con il freno a mano; arrivata all’altezza delle strisce pedonali il guidatore perdeva il controllo dell’auto”. Questa è stata la sua “guida sportiva”. Le analisi del sangue di N., si scopre dopo, ci dicono che aveva assunto cocaina.

In quell’esatto istante Romeo stava attraversando la strada sulle strisce e N. con la sua auto l’ha ucciso, togliendogli in un attimo 71 anni di vita attesa. Pensate a quante cose si possono fare in un’intera esistenza. Quanta vita, quanti amori, quanti divertimenti, quante amicizie, quante gioie N. ha fatto perdere a Romeo.

Non è stato un incidente. E’ stato un omicidio stradale. N. ha volontariamente assunto Cocaina mettendosi poi alla guida. N. ha deciso di procedere in un centro abitato ad altissima velocità esercitando la sua “guida sportiva”. N. non ha dato la precedenza a Romeo sul passaggio pedonale. N. ha compiuto degli atti volontari che hanno causato la morte di Romeo. Si tratta di un omicidio. E di questo speriamo che la giustizia ne tenga conto.

Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Romeo ma ho potuto conoscerlo attraverso sua mamma Titta e Cristiano, compagno di Titta, che era come un padre per Romeo. Due persone meravigliose che si sono posti la seguente domanda: come possiamo fare affinché quello che è accaduto a Romeo non accada ad altri?

Romeo è uno dei tanti bambini (circa 50 e sono già 10 anche nel 2023) che vengono uccisi in Italia ogni anno da noi adulti a causa di nostri comportamenti sbagliati e da un sistema che tollera le alte velocità in ambito urbano, i passaggi pedonali non adeguatamente protetti e la guida sotto l’effetto di alcol e/o droga
Sicuramente nell’omicidio di Romeo c’è una responsabilità personale evidente, quella di N. Non è certo colpa della strada. Ma le infrastrutture possono, se ben progettate, impedire ai N. di andare veloci in ambito urbano e proteggere i piccoli Romeo che attraversano la strada.
Per questo con la nostra Associazione a dicembre 2022 abbiamo presentato all’amministrazione di Terracina un progetto per limitare la velocità in ambito urbano e proteggere i passaggi pedonali il più possibile. Ci siamo anche offerti, grazie alla famiglia di Romeo, di finanziare almeno la messa in sicurezza del passaggio pedonale dove è stato ucciso Romeo. Al momento tutto tace. Speriamo che gli amministratori trovino il tempo da dedicare a questo tema. Se dovesse accadere un’altra volta credo che una corresponsabilità di chi amministra sarà sicuramente indiscutibile.

Grazie a mamma Titta, Romeo ci racconta personalmente quello che gli è accaduto. Speriamo che tanta poesia e amore possano in qualche modo risvegliare la nostra umanità e spingere cittadini e amministrazioni a cambiare per proteggere la vita dei nostri giovani. Noi cittadini modificando il nostro approccio alla guida. Le amministrazioni investendo in modifiche delle infrastrutture per far andare piano le auto e proteggere i pedoni; in controlli per individuare chi si mette alla guida non essendo in condizioni di farlo e in educazione per una mobilità sicura. Non abbiamo più scuse.

Il mio nome è Romeo, sono un bambino di 11 anni. Oggi è iniziata la mia vacanza.
Sono a Terracina con la mia mamma, le mie cugine e le mie zie. Domani arriverà Cristiano. Sono felice! Questa sarà una vacanza speciale senza compiti, perché ho terminato le elementari e a settembre andrò in una nuova scuola. Avrò tanti nuovi amici, ci saranno i professori non più maestri, non indosserò più il grembiule e forse dopo qualche mese potrò addirittura andare a scuola da solo. Sto diventando grande!!

In spiaggia ho chiesto a mamma di avere un portafogli per metterci la mia paghetta, adesso posso spendere i miei 10€ settimanali come mi fa più piacere.
Le ho chiesto anche il Transformers della Lego, quello non è proprio un giocattolo, è più un hobby. Sto crescendo!! In spiaggia ho giocato a carte con Fabrizia, le ho insegnato la briscola, ho dovuto leggere qualche pagina dell’ ”Omero per lettori sfaticati“. Non amo leggere, la mia mamma mi ordina di farlo.

Mi piace questa vacanza. Dopo cena abbiamo convinto mamma e zia a scendere per un gelato. Dopo 20 minuti di fila abbiamo tutti un super gelato a testa. Fabry, io e le altre cuginette abbiamo sete. Di fronte c’è la fontanina. Andiamo con zia Ade. Mamma vuole che si attraversi solo sulle strisce pedonali. “Il solito ordine” Scendo dal marciapiede.

Sento il rumore delle ruote. Vedo una luce abbagliante. Mi fermo. Sono fermo. Mamma urla “fermo”. Voglio la mia mamma. Lei è lì. L’auto è nell’altra corsia …. la vedo arrivare velocissima ... È sempre più vicina Mamma... Silenzio. E poi il buio.

Sono Romeo e ho 11 anni. Non so molto della vita ma ho capito che avrò 11 anni per sempre.


* Vice Presidente Associazione
  Lorenzo Guarnieri Onlus


La tristissima storia del piccolo Romeo che ora, signori giudici, attende giustizia! Quella vera. (ASAPS)

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Martedì, 11 Aprile 2023
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