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Articoli 25/11/2020

MONSIGNOR PIETRO IOTTI SCOMPARE A 97 ANNI:
GIA’ CAPELLANO DI POLIZIA DI STATO E VIGILI DEL FUOCO REGGIANI

Fu presidente dell’associazione “Giovanni Palatucci”, che contribuì a portare avanti la causa di beatificazione dell’ex questore di Fiume che salvò migliaia di ebrei. Creò l’obiettivo “un campanile, un campo sportivo” grazie al quale nacquero sui campi parrocchiali calciatori del calibro di Salvatore Bagni e Carlo Ancellotti
Don Pietro Iotti

Monsignor Pietro Iotti, sacerdote reggiano, già cappellano della questura reggiana e del comando provinciale dei Vigili del Fuoco, è improvvisamente scomparso all’età di 97 anni suscitando ampio sgomento tra le centinaia di appartenenti alle forze dell’ordine e dell’emergenza. Entrato in seminario giovanissimo, fu consacrato sacerdote nel giugno del 1946 ed inizio il suo ministero nella città emiliana con diversi incarichi. La sua indiscutibile capacità a colloquiare con i giovani, lo portarono a ricoprire per lunghi anni l’incarico di consulente pastorale provinciale del C.S.I. (Centro Sportivo Italiano), l’organizzazione nazionale sportiva di matrice cattolica.
In quella veste, oltre a sostenere l’obiettivo “un campanile, un campo sportivo” grazie al quale nacquero sui campi parrocchiali calciatori del calibro di Salvatore Bagni e Carlo Ancellotti (solo per fare un paio di esempi), riuscì anche ad imprimere un forte senso etico del gioco e dello sport.

Don Pietro Iotti

Nel dopoguerra, mentre nelle pianure emiliane si costruiva lentamente una pace ed una solidarietà sociale, sugli appennini continuavano le astiosità dovute alle differenti ideologie politiche. Fu così che assieme ad Angelo Burani ideò il “Torneo della Montagna”, che ancora oggi si svolge nei mesi estivi e che vede migliaia di tifosi accorrere anche dalle provincie limitrofe per assistervi (basti pensare che nella giornata finale sono presenti per garantire l’ordine pubblico alcune squadre del Reparto Mobile di Bologna).
Don Pietro (come da tutti confidenzialmente chiamato), fu anche promotore di centri estivi per bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie. Dal vescovo accettò di celebrare “provvisoriamente” la messa all’intero della questura reggiana, salvo rimanervi “definitivamente” fino al 1993. In realtà continuo il suo servizio affiancando il successore nel medesimo incarico.

Dal 1952 fu anche cappellano dei Vigili del Fuoco e come per la questura continuò imperterrito il suo servizio nonostante l’avanzare dell’età e di taluni acciacchi che in seguito gli impedirono di muoversi liberamente.
Non da ultimo fu presidente dell’associazione onlus “Giovanni Palatucci”, che contribuì (grazie anche all’impegno del compianto ispettore di polizia Rolando Balugani) a portare avanti la causa di beatificazione dell’ex questore di Fiume che salvò migliaia di ebrei. Oggi, la caserma dove trova sede la Sezione di Polizia Stradale di Reggio Emilia, è titolata proprio a Palatucci. Infine monsignor Iotti era conosciutissimo per avere avuto in dono da papa Giovanni XXIII° una Fiat 2100 che era stata in precedenza regalata al Pontefice, ma che non venne mai usata. Don Pietro sfrecciava talvolta per Reggio Emilia (e persino a Roma) con questa vettura “papale” la cui targa  SCV1 veniva periodicamente asportata. Divertito confidava: “la targa reale è italiana, ma ho lasciato la copia di quella originale. Tutte le volte che la rubano ne monto una nuova…rigorosamente fasulla. Se però chi l’ha presa è soddisfatto dobbiamo tutti gioire: è un fratello in più che si avvicina a Dio attraverso il papa buono”. Inimitabile don Pietro Iotti, ci mancherai.

Roberto Rocchi
Consigliere Nazionale ASAPS


Addio a Mons. Iotti un vero pastore per i giovani e amato punto di riferimento per le divise di Reggio Emilia. (ASAPS)

Mercoledì, 25 Novembre 2020
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