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Omicidio stradale , Notizie brevi ,... 17/07/2019

Strage di Jesolo: il guidatore della Golf era ancora ubriaco alle 7 del mattino

Il ragazzo investitore positivo all'alcoltest fatto alle sette di domenica: trascorso troppo tempo dallo schianto, prova inutilizzabile. Perizia su punto d’impatto e velocità delle auto

JESOLO. Punto d’impatto e velocità dei due veicoli, entrambi sotto sequestro. La maxi perizia che domani sarà conferita dal sostituto procuratore Giovanni Gasparini all’ingegnere Mario Piacenti punta a sondare questi due aspetti fondamentali per ricostruire dal punto di vista tecnico cosa sia successo domenica notte in via Adriatico. «Siamo stati affiancati da un’auto», ha raccontato sin dal primo momento Giorgia Diral, l’unica sopravvissuta della compagnia, agli inquirenti.

E in effetti sulla Golf di Alin Marius Marinica, il romeno di 27 anni fermato con le accuse di omicidio stradale plurimo e omissione di soccorso, c’è un segno sulla fiancata destra, verso la parte posteriore, compatibile con la ricostruzione fatta finora.

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Ovvero che Marinica abbia fatto un sorpasso azzardato, colpendo la Fiesta e innescando la carambola mortale. Il giovane elettricista ha ammesso di aver sentito il colpo, «ma pensavo di aver battuto lo specchietto» ha detto domenica durante l’interrogatorio. Le condizioni della Ford Fiesta su cui viaggiavano i ragazzi sono pessime dopo la carambola nel campo e la fine corsa in acqua. Il lavoro del consulente, quanto alla determinazione del punto d’impatto, non sarà per nulla semplice.

C’è poi il nodo velocità. L’amico che viaggiava con Marinica, sentito dalla polizia locale di Jesolo, ha sostanzialmente confermato la versione data dal conducente. Ovvero che ha sentito il colpo ma non si è reso conto dell’incidente.

Sempre l’amico ha riferito che la Golf stava procedendo a circa 80 chilometri all’ora, su un limite di 70. Il consulente dovrà determinare la velocità della Golf così come della Fiesta. C’è da capire anche se il conducente della Fiesta, Riccardo Laugeni, abbia in qualche modo cercato di ostacolare il rientro della Golf dopo il sorpasso.

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Al momento, solo ipotesi nel ventaglio delle possibilità. Anche i difensori delle famiglie delle vittime, così come dello stesso indagato, potranno nominare i propri tecnici per la consulenza. La famiglia Laugeni si è affidata allo Studio Simonetti, le altre stanno valutando.

Sulle salme di Riccardo, Eleonora, Leonardo e Giovanni il pm ha deciso di non disporre l’autopsia, non ritenendo necessario l’esame ai fini dell’inchiesta penale e rilasciando il nulla osta già ieri. Così come non rilevante per l’accusa è il fatto che alle 7 di domenica mattina, quando i carabinieri si sono presentati a casa di Marinica, lui avesse un tasso alcolemico di 0,52 grammi per litro di sangue (su limite di 0,50 per mettersi alla guida).

«Ho bevuto una birra con la mia ragazza prima di dormire», si è giustificato. In ogni caso l’accertamento è stato fatto sei ore dopo l’incidente: è passato troppo tempo, impossibile dire se quel 0,52 sia lo strascico di una nottata alcolica o il risultato di qualcosa bevuto poco prima.

Difeso dall’avvocato Rodolfo Marigonda, Marinica comparirà domani davanti al gip Massimo Vicinanza per l’udienza di convalida del fermo. Il giudice dovrà decidere sulla misura cautelare. Da domenica sera il 27enne è ai domiciliari. Non è finito in carcere perché incensurato e collaborativo: si è assunto la responsabilità della guida, non scaricando sull’amico che era con lui.

da mattinopadova.gelocal.it


“In ogni caso l’accertamento è stato fatto sei ore dopo l’incidente: è passato troppo tempo, impossibile dire se quel 0,52 sia lo strascico di una nottata alcolica o il risultato di qualcosa bevuto poco prima”
Certo... Così avrà cercato di evitare le conseguenze dell’ipotesi più grave dell’Omicidio stradale, anche se aggiungerà l’Omissione di soccorso e comunque ricadrà nel gravame previsto per la morte di più persone. Confidiamo nel giusto e severo giudizio del Tribunale. (ASAPS)

Mercoledì, 17 Luglio 2019
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