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Causò la morte di due persone con un sorpasso, condannato a 4 anni e 2 mesi

Il 28enne di Piacenza che causò a Chiavenna Landi l'incidente del 6 novembre 2016 in cui morirono l'amico Fabio Scrivani e la 23enne Valeria Fraschini inizialmente rischiava 18 anni: dopo alcuni accertamenti, il suo tasso alcolemico era di 1,29 (e non 1,59)
L'incidente in cui sono morti Fabio Scrivani e Valeria Fraschini

Quattro anni e due mesi di reclusione con l'accusa di pluriomicidio stradale è la pena inflitta al piacentino Isaac Zanelli dal giudice per l’udienza preliminare, Stefania di Rienzo. Gli esami tossicologici su un campione di sangue sono stati fondamentali per far abbassare la pena e addebitare al giovane l’ipotesi meno grave per la guida in stato di ebbrezza. In aula, nella giornata del 25 ottobre, il pubblico ministero Emilio Pisante e i difensori dell’imputato. Zanelli è stato ritenuto responsabile dell’incidente avvenuto il 5 novembre 2016 a Chiavenna Landi, sulla strada tra Cortemaggiore e Piacenza. Nello schianto persero la vita l’amico Fabio Scrivani (che era a bordo con lui) di 34 anni e a Valeria Fraschini di 23, che procedeva in direzione opposta. L’incidente avvenne di sabato sera. Zanelli era al volante di una Mercedes insieme a tre amici. Su un rettilineo la Mercedes sorpassò una Volkswagen sulla quale viaggiavano tre persone. Nel sorpasso, invadendo la corsia opposta, si scontrò frontalmente con l’Alfa Romeo guidata dalla giovane Fraschini. Feriti gli altri due occupanti della Mercedes: Andrea Volpari e Dejan Traycon.

Zanelli rischiava una pena che sarebbe potuta arrivare addirittura a 18 anni. Ma uno scarto di 0,30 grammi di alcol rilevati nel campione di sangue che gli era stato prelevato, aggiunti allo sconto di un terzo della pena, concesso col rito abbreviato, e al riconoscimento di alcune attenuanti, hanno portato il giudice a pronunciare una sentenza più mite. «Siamo soddisfatti - ha commentato l’avvocato Monica Testa, che difende il 28enne di Piacenza insieme alla collega Grazia Eufrasia Longo - perché la condanna rispecchia il reale stato psicofisico dell’imputato  al momento del fatto». Il giovane ha provocato l’incidente dopo l’entrata in vigore della nuova legge sull’omicidio stradale che modula la pena anche sulla quantità di alcol trovato nel sangue dell’automobilista.

Se si è trovati con 1,5 grammi di alcol per litro di sangue le pene vanno da 5 a 10 anni, mentre al di sopra balzano da 8 a 12. Secondo i primi accertamenti il tasso alcolemico di Zanelli risultava di 1,59, prefigurando la fattispecie più grave. «Il gip ha accolto la richiesta di rito abbreviato, condizionato a una perizia sul tasso alcolemico dell’imputato», sottolineano i due difensori, che durante il processo si sono avvalsi della consulenza del dottor Fulvio Fantozzi. Il giudice aveva nominato un perito - la tossicologa forense Cristiana Stramesi dell’Università di Pavia - per una nuova analisi del sangue. Il risultato fu di 1,29 gr/litro, che ha consentito la modifica del capo d’imputazione. Zanelli venne arrestato. Oggi si trova agli arresti domiciliari e ha il permesso di andare al lavoro. Il giovane sta seguendo un programma al Sert, il Servizio per le tossicodipendenze dell’Ausl, e il giudice ha ritenuto positivi i risultati raggiunti.

 

Gianfranco Salvatori
da ilpiacenza.it


Una pena veramente troppo mite per un duplice mortale, nonostante la legge sull’Omicidio stradale. (ASAPS)
 

Venerdì, 27 Ottobre 2017
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