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Sentenza S.Leo: maxisconto all'investitore, deciso il corteo di protesta

Invitate Rai e Mediaset. Il romeno aveva travolto e ucciso Letizia e la mamma Barbara: nove anni e due mesi in primo grado, ora l'appello: mobilitazione su Facebook.
L'arrestato

Arezzo, 29 aprile 2017 - E' stato ormai definito il corteo di protesta contro la sentenza sulla tragedia di San Leo. Si muoverà martedì alle 18 dall'oratorio di San Leo fino al luogo dell'incidente. "E' un'occasione per gridare contro questa e tutte le ingiustizie della giustizia" spiegano gli organizzatori. E chiedono anche la partecipazione delle telecamere della Rai e di Canale 5.

LA SENTENZA. Pena ridotta di 4 anni, maxi sconto per Danut Alexe, che il 31 gennaio 2016 uccise con la sua minicar mamma e figlia che stavano passeggiando sul marciapiede di ritorno a casa a San Leo, ha affrontato il processo in Corte d’Appello a Firenze chiedendo una diminuizione della pena. Per quel duplice omicidio colposo aggravato era stato condannato in primo grado a nove anni e due mesi di reclusione. In appello ha ottenuto la riduzione di quattro anni, praticamente siamo di fronte ad una pena dimezzata.

Il romeno si è presentato davanti alla corte d’appello in costituzione collegiale assistito dall’avvocato fiorentino Carmen Capoccia che ha chiesto un alleggerimento della pena. In primo grado, con rito abbreviato il gup Piergiorgio Ponticelli aveva condannato Alexe a nove anni e due mesi, la pubblica accusa sostenuta dal pm Elisabetta Iannelli ne aveva chiesti 12.

Omicidio colposo plurimo il reato, aggravato dalle violazioni al codice stradale e dalla guida in stato di ebrezza. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma della sentenza, sono arrivati i quattro anni in meno, le motivazioni entro sessanta giorni. L’esito dell’appello fa discutere, il codice penale prospetta una pena fino a 15 anni quando il reato sia aggravato dall’uso eccessivo di alcol e comporti la morte di più persone. Questo il caso. Il livello dell’alcol nel sangue di Alexe era 1,79 g/l, quasi quattro volte superiore al consentito. Alcol e velocità (60 chilometri orari in centro abitato) che hanno portato il romeno a perdere il controllo della sua minicar, a sbandare e a piombare su mamma e figlia, lasciandole sull’asfalto senza vita.

Una sentenza contro la quale si sta organizzando un corteo di protesta. Una mobilitazione partita via Facebook e che dovreebbe confluire in una fiaccolata martedì 2 maggio alle 18, con arrivo, proprio come era successo subito dopo l'incidente, nel luogo della tragedia.

LA TRAGEDIA. Nessuno può dimenticare quel giorno, erano le 18 circa quando Marzanna Barbara Stepien, di 51 anni, insieme alla figlia Letizia Fiacchini di 10, stavano rientrando a casa dopo aver partecipato ad una festa di compleanno. Su di loro piombò la minicar del romeno, che si scoprirà avere nel sangue un livello di alcol superiore quasi quattro volte il consentito. Anche la macchinetta era stata truccata per viaggiare ad una velocità superiore rispetto ai 45 km/h consentiti. Lui viaggiava a 60 nel centro abitato dove, oltretutto, c’è il limite a 50.

La minicar, sulla curva, sbandò e piombò sulla famigliola. In un attimo l’inferno.  Il romeno venne subito arrestato dalla polizia municipale. Il gup stabilì che: «Non merita attenuanti». Il pm Elisabetta Iannelli formulò i due capi di accusa: omicidio colposo plurimo, aggravato dalle varie violazioni al codice stradale e contravvenzione per guida in stato di ebrezza alcolica. Il giudice di primo grado ha negato le attenuanti generiche.

da lanazione.it


E’ una vergogna! Solidarietà totale dall’ASAPS !!
Sosteniamo la protesta della famiglia e degli abitanti di S.Leo (AR)
E’ vero che l’incidente è avvenuto il 31 gennaio 2016, quindi prima dell’entrata in vigore della legge sull’Omicidio stradale, ma è anche vero che pure col 589 CP previgente, in caso di morte di due persone (in questo caso la mamma e la bambina) la pena, col conducente ubriaco over 1,5 g/l poteva arrivare fino a 15 anni! E ora da 9 anni e 2 mesi in primo grado sono scesi in appello a 5 anni. Se ricorre in Cassazione finisce che lo premiano e chiede i danni alle vittime...
(ASAPS)

Martedì, 02 Maggio 2017
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