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Giada Molinaro, pm chiede il rito immediato per il 'pirata' che investì la 17enne

Il 24enne è accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e fuga
Giada Molinaro, travolta e uccisa in viale dei Mille

Varese, 17 gennaio 2017 - Morte di Giada Molinari: chiesto il giudizio immediato per il «pirata» Flavio Jeanne. Il pubblico ministero Massimo Politi, che ha coordinato le indagini, sceglie di «saltare» l’udienza preliminare chiedendo che il giovane cuoco di 24 anni, arrestato lo scorso 17 settembre con l’accusa di omicidio stradale, omissione di soccorso e fuga, vada direttamente a processo.

«La data dell’udienza non è ancora stata fissata - spiega Corrado Viazzo, legale della famigliaMolinaro - ma a breve dovrebbe essere resa nota. Naturalmente chiederemo di costituirci parte civile in seno al procedimento». Jeanne potrebbe chiedere di essere ammesso al rito abbreviato: è reo confesso e ha ammesso di essere fuggito dopo l’incidente per paura in preda al terrore più assoluto. L’incidente è avvenuto poco dopo le 23.30 dello scorso 14 settembre in viale dei Mille, davanti al cinema Nuovo, a pochi metri di distanza dall’abitazione della ragazza. Giada, 17 anni, studentessa del liceo scientifico Ferraris, era con il fidanzato e la madre del ragazzo. Hanno attraversato sulle strisce pedonali: Giada era l’ultima ed è stata travolta dalla Kia Rio guidata dal ventiquattrenne. Che non si è fermato e ha tirato dritto fuggendo. Giada è morta poco dopo.

Gli agenti del comando di polizia locale di Varese hanno raccolto i frammenti del fanale dell’auto del pirata, ricostruendo il pezzo e identificando il modello della vettura. Jeanne, nel frattempo, nonostante la fidanzata lo implorasse di costituirsi, ha portato l’auto in carrozzeria a Sesto Calende, il paese dove lavorava come chef, dicendo di aver investito un cinghiale. Il carrozziere, che aveva letto la storia sui giornali, non ci ha creduto e ha chiamato i carabinieri. Poche ore dopo i militari della compagnia di Gallarate hanno arrestato il giovane. Che davanti agli inquirenti ha confessato tutto. Al gip, che ha poi concesso gli arresti domiciliari, ha detto di essere fuggito per paura. Provato e pentito ha chiesto perdono ai familiari della ragazza. Ora affronterà il processo: il suo sarà il primo in provincia di Varese per omicidio stradale.

 di Simona Carnaghi

da ilgiorno.it


 

In attesa di una pena giusta! (ASAPS)

 

Mercoledì, 18 Gennaio 2017
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