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Pirateria 21/11/2005

Donna carbonizzata, il convivente arrestato per mancato soccorso.

da Repubblica.it
Verona, l’uomo era fuggito dal luogo dell’incidente che aveva
avuto con la sua donna. All’inizio sembrava un omicidio

Donna carbonizzata, il convivente
arrestato per mancato soccorso.

VERONA - Un’auto in fiamme, un corpo di donna carbonizzato, il conducente illeso che viene visto scappare verso casa: fotogrammi e circostanze che inizialmente avevano indotto gli investigatori a pensare al peggio, a un possibile omicidio nascosto con un falso incidente, ma ci sono volute diverse ore per verificare che si trattava effettivamente di un incidente conclusosi con una incredibile omissione di soccorso.
Tutto è accaduto oggi a Cancello di Montorio, dove alcuni abitanti segnalano al 118 un’auto incendiata: dentro, più tardi, si scoprirà il corpo ormai carbonizzato di Federica Corsi, 32 anni, dipendente di un’azienda privata. Alcuni testimoni vedono scendere dal lato guida della vettura un uomo, il convivente della vittima, Michele Montagnoli, 34 anni, che si rifugia nella casa vacanza che la coppia utilizzava nei week end.
L’uomo viene subito rintracciato dalla polizia e spiega che l’auto, una citron C3, ha sbandato ed è finita contro un paracarro, incendiandosi. Lui, aggiunge, è scappato ed è rimasto paralizzato dallo shock. Dai primi accertamenti, però, non emergono tracce evidenti dell’incidente e pare che il decesso della giovane non sia da attribuire a un sinistro. L’uomo, interrogato dalla polizia, resta fermo nella sua versione ma comincia a manifestare problemi respiratori.
Viene accompagnato all’ospedale Borgo Trento, dove gli sono diagnosticati un enfisema polmonare e una rachide cervicale, causata dal classico "colpo di frusta". I sanitari ritengono opportuno il ricovero. La diagnosi cambia tutto, rendendo attendibile la versione dell’incidente, ma a Montagnoli la squadra mobile di Verona non risparmia l’arresto per omissione di soccorso e ulteriori indagini per approfondire la circostanza. Ora l’uomo, impresario edile, si trova quindi nel reparto detenuti del nosocomio.
I due vivevano a Verona e avevano una casetta anche in località Caio, a circa mille metri di altitudine sulle montagne scaligere, dove si erano recati per trascorrere il week end. Domani verrà affidato l’incarico per l’autopsia.



Lunedì, 21 Novembre 2005
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