Lunedì 28 Settembre 2020
area riservata
ASAPS.it su

Segnalavano posti di blocco su WhatsApp e insultavano gli agenti. Il Gip: non è reato

Archiviata l’inchiesta su 49 ragazzi della Valle Scrivia. Il giudice: «Nessuna alterazione del servizio e nessun vilipendio, la chat non era pubblica»

Avevano formato un gruppo WhatsApp con un centinaio di iscritti che venivano avvertiti sui posti di blocco sulle strade della Valle Scrivia. E in più condivano gli avvisi con insulti contro carabinieri e poliziotti. Denunciati, il giudice per le indagini preliminari di Genova Luisa Avanzino ha archiviato l’inchiesta, decidendo che il gruppo sui social non costituiva reato perché c’è stata alcuna interruzione di servizio pubblico. E anche le invettive contro le forze dell’ordine non costituiscono vilipendio.

 

 

 

 

 

 

Le motivazioni

 

I 49 ragazzi denunciati (difesi dagli avvocati Matteo Carpi, Nicola Scodnik, Alessandro Costa e Barbara Costantinio) avevano messo in piedi una maxi chat. Lo scopo era quello di segnalare posti di blocco per evitare di incappare in multe e sospensioni della patente se si fosse alzato il gomito durante la serata. Secondo il gip, però, la creazione del gruppo non avrebbe «comportato alcuna alterazione del servizio che è sempre stato svolto regolarmente, considerato il numero di utenti della strada e il numero comunque limitato dei partecipanti alla chat». Per il giudice, inoltre, non vi sarebbe alcun vilipendio «pubblico» visto il carattere «chiuso della chat e quindi della conversazione».

da corriere.it


Secondo il gip,  la creazione del gruppo non avrebbe «comportato alcuna alterazione del servizio che è sempre stato svolto regolarmente, considerato il numero di utenti della strada e il numero comunque limitato dei partecipanti alla chat». Per il giudice, inoltre, non vi sarebbe alcun vilipendio «pubblico» visto il carattere «chiuso della chat e quindi della conversazione». Questa sentenza è per lo meno sorprendente  e forse anche umiliante per gli operatori delle forze di polizia, il sistema sembra sempre più comprensivo e  protettivo per chi rema contro la legalità, ma può essere una nostra suggestione... (ASAPS)

Lunedì, 27 Gennaio 2020
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK