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Notizie brevi 13/03/2024

Nuovo codice della strada, la corsa per bloccarlo. Autovelox, Ztl e limiti di velocità: ecco come cambia

Manifestazioni in tutta Italia contro la riforma: “Solo misure vetrina, penalizzata la mobilità sostenibile”

Corsa contro il tempo per bloccare il nuovo codice della strada. La riforma, fortemente voluta dal ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, è al passaggio finale alla Camera, dove potrebbe essere approvata nei prossimi giorni. Alcune delle misure più contestate, come l’aumento dei limiti di velocità in autostrada e l’obbligo di targa e assicurazione per tutte le biciclette, sono state eliminate, ma secondo diverse sigle e associazioni il testo contiene comunque elementi che penalizzano la mobilità sostenibile.

Per questo fino a domani in tutta Italia sono in programma manifestazioni e “pedalate” di protesta. “La riforma viene proposta 'per salvare vite in strada' – scrive la Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta), una delle sigle che aderisce alla piattaforma #Città30Subito – ma nella sostanza prefigura il persistere della strage. Infatti, limita pesantemente l'autonomia di azione delle amministrazioni comunali, attacca e depotenzia Ztl, aree pedonali, sosta regolamentata, controlli elettronici e mobilità ciclistica". Anche le opposizioni sono sul piede di guerra: "I drammatici dati sulla sicurezza stradale del 2023 confermano l'Italia tra i Paesi peggiori in Europa come tasso di mortalità e minore riduzione delle vittime – scrive su X il deputato Pd Andrea Casu – Gli effetti della crociata del ministro Salvini contro mobilità sostenibile, controlli sulla velocità e sindaci in prima linea per salvare le vite possono essere devastanti".

La stretta sugli autovelox
Uno dei punti più controversi del nuovo codice che potrebbe presto diventare legge è la stretta sugli autovelox. In caso di multe con l'occhio elettronico, il testo elimina la doppia sanzione: se gli eccessi di velocità sono stati registrati sullo stesso tratto di strada ed entro un’ora, la multa diventa una sola, cioè quella più grave maggiorata di un terzo. In sostanza, si potrà violare i limiti più volte, ricevendo una sola multa all’ora invece di una sanzione per ogni infrazione. Inoltre, la norma renderà più complicato installare nuovi autovelox, per i quali sarà previsto anche l’obbligo di verifiche periodiche. Altro aspetto molto discusso, quello delle piste ciclabili.

La polemica sulla mobilità verde
Secondo le associazioni che si battono per la mobilità verde, il nuovo codice ha un approccio punitivo nei confronti dei ciclisti e favorisce i veicoli a motore. Il testo imporrebbe lo stop immediato, “fino all’emanazione di un futuro regolamento del ministero”, alla realizzazione di nuove corsie, strade e doppi sensi ciclabili. Ma soprattutto limiterebbe la realizzazione di nuove “case avanzate”, cioè di quegli spazi riservati alle bici, posti davanti alla linea di arresto dei veicoli a motore, che permettono ai ciclisti di aspettare il verde in un punto più visibile rispetto agli altri e di svoltare per primi. In caso di approvazione, inoltre, diventerà anche più difficile per i Comuni introdurre nuove Ztl.

Già in passato le zone a traffico limitato erano state oggetto delle critiche di Matteo Salvini, che si era scagliato contro i sindaci di Roma e Milano, accusati di voler “spennare” i cittadini. Al di là di quelle che le associazioni bollano come “misure-vetrina”, come “l'inasprimento di alcune pene o l'alleggerimento delle limitazioni ai neopatentati”, il nuovo codice voluto dal vicepremier rappresenterebbe un grosso passo indietro per il Paese, vanificando gli sforzi fatti negli ultimi anni, specie dopo la pandemia, per favorire la transizione verso forme di trasporto meno inquinanti e più sicure.

Perché l'Italia ha già “uno dei tassi più alti in Europa per numero di vittime della violenza stradale – sottolinea Marco Scarponi, fratello di Michele, ciclista ucciso nel 2017 e presidente della Fondazione Scarponi – In questo Paese non si parla mai di sicurezza stradale, solo se ci tocca una tragedia da vicino ci rendiamo conto di questo enorme problema. È un fatto storico e importante che tante persone chiedano strade sicure per tutti e tutte: per chi si muove a piedi o in bici, ma anche per chi è al volante”.

I numeri degli incidenti
E i dati parlano chiaro. Sono 3.159 le persone morte in collisioni sulle strade nel 2022, con un aumento del 9% rispetto al 2021 e solo in lieve diminuzione rispetto al 2019. I feriti sono stati 223.475. E la maggior parte degli incidenti – il 73% – avviene in zone urbane. L'assenza di sicurezza stradale è la prima causa di morte tra i giovani sotto i trent'anni. E da questo punto di vista l'Italia è un'anomalia in Europa: secondo la Commissione di Bruxelles, nel 2022 nel nostro Paese i morti in strada sono stati 53 per ogni milione di abitanti, dato in crescita rispetto all'anno precedente. In Gran Bretagna sono stati 26, in Germania 34 e in Spagna 36. “Le principali cause di morte, secondo l'Istat – sottolinea ancora la Fiab – sono l'eccesso di velocità, la guida distratta e la mancata precedenza ai pedoni sugli attraversamenti”. Tutte “cause non vengono prese in considerazione dalla riforma del Codice della strada”.

da repubblica.it

 


 

 

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Mercoledì, 13 Marzo 2024
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