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Notizie brevi 13/02/2024

Addio a Kiptum, il re della maratona morto in un incidente stradale in Kenya: aveva 24 anni

L’atleta è rimasto ucciso assieme al suo allenatore in uno scontro tra auto. Kiptum deteneva il record mondiale della maratona

La settimana scorsa a Parigi era stato protagonista di una conferenza stampa a sorpresa, davanti a un plotoncino di cronisti convocati per l’occasione. L’annuncio era di quelli importanti: «Ad aprile sarò il primo uomo a scendere sotto le due ore in una maratona ufficiale, ad agosto vincerò la 42 km olimpica». Kevin Kiptum, il più forte fondista del pianeta, non ci riuscirà mai nel suo intento: è morto domenica in un terribile incidente d’auto sulla strada che conduce da Kaptagat al celebre centro di allenamento di Eldoret, in Kenia. Con lui è deceduto anche il suo coach, Gervais Hakizimana.

Keniota, 24 anni, Kiptum era considerato un fenomeno assoluto a dispetto delle pochissime gare disputate. Lo scorso ottobre a Chicago , in una delle più celebri 42 km del pianeta, aveva stabilito il record del mondo correndo in uno strabiliante 2h00’35” e realizzando di passaggio la miglior prestazione di sempre sui 30 km (1h26’31”) e chiudendo gli ultimi 10 mila metri in un impossibile 27’52”: nessuno aveva mai avvicinato così tanto le due ore in una gara ufficiale. Kiptum aveva debuttato nel 2022 a Valencia, realizzando la terza prestazione al mondo dopo quella di Eliud Kipchoge e Kenenisa Bekele e diventando il più veloce esordiente di sempre. Nel 2023, oltre a trionfare a Chicago, distrusse la concorrenza anche in un altra «major», la maratona di Londra : una doppietta riuscita a pochissimi.

Velocità di base altissima, Kiptum aveva come altra caratteristica unica quella di detestare la pista e di non averci praticamente mai corso. «Ho iniziato ad essere allenato da Gervais Hakizimana quando ero ancora a scuola, avevo 14 anni - raccontava Kiptum in una recente intervista - e lui era ancora un atleta che si stava allenando da solo nel mio villaggio. Ho fatto il pastore sì, per molti anni e fin da quand’ero piccolissimo. È stata la mia vita, come lo è stata per molti altri bambini della Rift Valley. Ma dovevo trovare il tempo per correre perché mi piaceva troppo. Correre a Rotterdam mi darà il tempo di prepararmi per le Olimpiadi di Parigi. Dopo Rotterdam andrò alle Olimpiadi, sempre se verrò selezionato. Penso che bisogna andarci in squadra, aiutarsi a vicenda e poi vedere i risultati».

da corriere.it

 


 

 

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Martedì, 13 Febbraio 2024
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