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Notizie brevi 04/11/2020

Quattroruote
Codice della strada
Multe, fuorilegge un Comune su due



Sulle multe, metà dei Comuni italiani è fuorilegge. Lo rivela il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in risposta a un’interrogazione del deputato di Forza Italia Simone Baldelli: sui 7.903 enti risultanti dall’ultimo aggiornamento Istat, solo 4.695 hanno inserito sulla piattaforma informatica del ministero dell’Interno, entro la scadenza del 30 settembre, la relazione dettagliata sui proventi 2019 delle sanzioni amministrative e sul loro utilizzo. Appena il 59,4%. Tuttavia, rivela il dicastero di Piazza di Porta Pia, di queste relazioni 4.015 - poco più della metà - risultano "regolari" e 680 irregolari. Solo un’amministrazione ha evidenziato l’impossibilità di procedere all’inserimento dei dati per difficoltà tecniche, provvedendo comunque all’invio di una relazione cartacea. Modalità, rivela il ministero, utilizzata anche da qualche altro ente.

Proroga di quattro mesi.
La cosa incredibile è che per adempiere a questo obbligo, previsto per la prima volta entro il 31 maggio di quest'anno, le amministrazioni hanno beneficiato anche di una proroga di quattro mesi, generosamente concessa dal ministero dell'Interno a causa dell’emergenza Covid-19. Ma la cosa più incredibile è che per obbligare gli enti locali a rendicontare i proventi delle multe ci sono voluti ben dieci anni: quest’obbligo, infatti, fu introdotto con la legge 120/2010, l’ultima grande riforma del Codice della strada, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 29 luglio 2010. La legge, tuttavia, come spesso accade a norme che hanno bisogno di essere compiutamente disciplinate, ne demandò l’attuazione a un successivo decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, "di concerto con il ministro dell'Interno, sentita la Conferenza Stato-Città e autonomie locali". Decreto che però, a causa dell’ostruzionismo dei Comuni, è arrivato in porto solo a fine 2019.

Baldelli (FI): il governo multi i Comuni.
"Il governo porti in parlamento e pubblichi questi dati", ha twittato Baldelli. "E multi i Comuni che hanno violato il Codice della strada come gli stessi Comuni fanno con gli automobilisti trasgressori". La norma, infatti, prevede sanzioni per le amministrazioni inadempienti: per l’ente che non ha trasmesso la relazione o che avrà utilizzato i soldi delle multe in maniera diversa da quanto previsto dal Codice della strada, cioè prevalentemente per il miglioramento della sicurezza stradale, è prevista una decurtazione del 90% della parte di proventi da violazione dei limiti di velocità accertate su strade di proprietà di un altro ente, che per legge devono essere divise a metà tra i due enti. Non solo. Il responsabile dell’inadempimento è perseguibile, disciplinarmente e per danno erariale.

da quattroruote.it

 

ECCO LA RISPOSTA IN COMMISSIONE TRASPORTI

ALLEGATO 6

5-04794 Baldelli: Invio della relazione sui proventi delle sanzioni stradali da parte degli enti locali per l'anno 2019

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

 In base al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 30 dicembre 2019, la relazione sui proventi delle sanzioni di cui agli articoli 208, comma 1, e 142, comma 12-bis, del Codice della strada viene elaborata e trasmessa dagli Enti locali mediante la compilazione di un apposito modello, reso disponibile sulla piattaforma informatica del Ministero dell'interno con apposita procedura, ed osservando le istruzioni operative fornite dal medesimo Ministero con la circolare n. 14 del 9 luglio 2020.
  Ai sensi dell'articolo 2, comma 4, del predetto decreto, il termine di invio delle relazioni in fase di prima applicazione, quindi solo per le relazioni che si riferiscono ai proventi dell'anno 2019, è scaduto il 30 settembre 2020, con possibilità di procedere comunque alla trasmissione della relazione fino al 31 ottobre 2020.
  Il Ministero dell'interno ha comunicato che, alla data di chiusura della procedura di invio delle relazioni, risultano inserite nella piattaforma n. 4695 relazioni, di cui n. 4015 regolari e n. 680 irregolari.
  Il medesimo Ministero ha, altresì, rappresentato che alcuni Comuni hanno inviato relazioni solo in forma cartacea, attestando di non aver riscosso alcun provento da rendicontare, mentre in un solo caso è stata evidenziata l'impossibilità di procedere all'inserimento dei dati nella piattaforma, a causa di difficoltà tecniche, e di avere conseguentemente provveduto ad effettuare la trasmissione cartacea.
  Quanto al contenuto delle relazioni ed alla loro accessibilità al pubblico per via telematica, rappresento che sono in corso le occorrenti attività amministrative per renderle fruibili al pubblico, ferma restando la disponibilità degli uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a riferirne presso le competenti commissioni parlamentari.


Rendicontazione proventi sanzioni codice della strada: Comuni in ritardo ASAPS

 



Mercoledì, 04 Novembre 2020
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