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Valle Aurina, le vittime dell’incidente: Julius, Rita e gli altri, «volevano solo una serata tranquilla»

BOLZANO - C’era chi sognava di fare il calciatore e chi l’architetto. Felicitas invece voleva diventare dottoressa per salvare vite. Ma non ha fatto in tempo a realizzare il suo sogno. L’Audi TT guidata da Stefan Lechner l’ha centrata in pieno, uccidendola sul colpo. Insieme a Rita Felicitas Vetter sono morti Julius Valentiin Uhlig di Colonia, Katarina Majic, Julian Vlam di Siegen, Janine Rita Benecke di Remschied, Julia Sophie Hein (21) e Philipp Schulte che 23 anni li avrebbe compiuti solo tra pochi giorni. Giovani vite spezzate da un loro quasi coetaneo che, nonostante avesse bevuto molto più del consentito, si è messo al volante e ha iniziato a tirare come un pazzo su una strada dove gli incidenti mortali non sono un’eccezione.

La cancelliera Merkel
Quando ha centrato il gruppo di ragazzi tedeschi, Lechner viaggiava a 100 all’ora. E ha compiuto una strage. Il bilancio dell’incidente è quello di un attentato: sei morti e undici feriti. «Piango con tutti quelli che hanno perso i figli. Auguro forza e guarigione ai feriti», ha commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel dicendosi scioccata per le notizie in arrivo dall’Alto Adige. Quasi tutte le vittime arrivavano dalla regione della Westfalia. Non è chiaro quanto si conoscessero tra loro perché alloggiavano in alberghi diversi e non tutti avevano i documenti in tasca. Di certo tutti erano da poco scesi dallo shuttlebus che li aveva riportati davanti all’albergo. «Volevano solo trascorrere una serata spensierata ma sono stati uccisi da qualcuno che sfrecciava sotto l’effetto dell’alcol» ha commentato il governatore della Westfalia Armin Laschet.

I loro sogni spezzati
Julian Vlam sognava di fare il calciatore. Roccioso centrocampista in forza al Tsv Siegen, Julian era stimato dai compagni che ne ricordano le doti dentro e fuori dal campo. «Dava sempre il massimo: anche quando entrava dalla panchina. Una presenza preziosa la sua: quest’anno aveva già segnato due gol» ricordano i compagni del Siegen, formazione che milita nel campionato interregionale germanico. «Adesso che Julian non c’è più, ottenere la promozione sarà molto più difficile». Da Colonia arrivava anche Julius Valentin Uhlig e pure lui era appassionato di calcio. Tifoso del Fortuna Köln, era iscritto al gruppo ultras degli squali. Studiava architettura e avrebbe voluto seguire le orme del padre, docente universitario tra i massimi esperti del movimento Bauhaus. Appassionato di montagna, la sua pagina social è piena di foto di vette innevate.

Dalla Germania
Rita Felicitas Vetter invece era una studentessa in medicina. Dopo gli studi all’università di Tübingen, si era trasferita ad Amburgo per la specializzazione. «Sono sportiva e se ti piace fare jogging è un attività che potremo fare insieme» rivela lei stessa sulla pagina della Mitwohnzentrale di Amburgo. Un blog su cui ci si presenta per cercare coinquilini. «Il mio studio richiede molto impegno e a volte scompaio tra i libri. Ma altrimenti mi piace cucinare insieme, uscire la sera per bere una birra o un buon bicchiere di vino» scrive sul suo blog personale in cui annuncia anche di non aver alcun problema a lavare i piatti. Katarina invece era originaria dei Balcani ma la sua casa era lungo il Reno, come la maggior parte delle vittime. Di lei si sa pochissimo se non che fosse di Wuppertal e avesse frequentato una scuola tecnica. E pochissimo si sa anche di Philipp Schulze se non che avrebbe compiuto 23 anni alla fine del mese.

da corriere.it

Martedì, 07 Gennaio 2020
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