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Notizie brevi , Droga 01/10/2019

In auto con il figlio di 5 anni e con 16 chili di cocaina, arrestato in A1

La Polizia Stradale di Modena Nord ha intercettato un corriere diretto quasi certamente a Milano. A bordo della Lancia Musa erano stati ricavati scomparti segreti per il trasporto della droga, che in questo caso avrebbe fruttato sul mercato quasi 3 milioni di euro

Colpo grosso per gli agenti della Polizia Stradale di Modena Nord, che confermano la loro grande professionalità nell'intercettare i corrieri della droga che puntualmente attraversano lo snodo autostradale modenese, imprescindibile tanto per turisti e cittadini,quanto per chi si sceglie l'auto per condurre il proprio traffico illecito.

Ieri pomeriggio una pattuglia in servizio lungo l'Autosole, tra Bologna e Modena, ha notato il comportamento sospetto di un automobilista, che alla vista dell'auto di servizio ha bruscamente rallentato e si è defilato, quasi a voler "nascondersi" in mezzo al traffico.

I poliziotti hanno fatto accostare la Lancia Musa nell'area di sosta Castelfranco Est e hanno identificato l'uomo che si trovava a bordo, un 34enne di origini calabrese - ma residente a Milano - che viaggiava in compagnia del figlio di 5 anni. L'uomo si è dimostrato subito nervoso e ha spiegato che era di rientro da un viaggio in Calabria dove era andato per ritirare un seggiolino da auto per bimbi, per altro con l'auto intestata ad un amico (un altro cittadino calabrese, ndr). Una spiegazione non molto credibile che ha insospettito ulteriormente gli agenti della PolStrada, che hanno quindi scortato l'uomo fino al comando di Modena Nord.

Qui il veicolo è stato ispezionato con cura, come da prassi, ed è stato notato uno strano interruttore posto sotto lo sterzo, certamente non un optional di serie per la vecchia Lancia. Dopo una serie di tentativi e verifiche, i poliziotti hanno scoperto che l'interruttore - collegato al circuito dell'autoradio, permetteva di aprire due vani ricavati sul fondo dell'abitacolo, proprio sotto ai sedili anteriori. Una modifica realizzata con estrema perizia e non facile da scoprire.

All'interno degli scomparti erano stivati 15 involucri di quella che si è poi rivelata essere cocaina, per il peso record di 16 chili e 150 grammi. La droga era avvolta con nastro da pacchi e poi sistemata in una seconda busta di plastica termosaldata contenente polvere di caffè, probabilmente studiata per nascondere l'odore dello stupefacente ad un eventuale controllo dell'unità cinofila. Si tratta di sostanza ad alto tasso di purezza, venduta sul mercato all'ingrosso per di circa 50.000 euro al chilo, ma facilmente stimabile in un valore di quasi 3 milioni una volta tagliata e venduta al dettaglio.

L'uomo è stato tratto in arresto e condotto in carcere dai poliziotti, mentre i colleghi si sono presi cura del bambino, cercando di tenerlo lontano da una situazione di per sè traumatizzante come l'arresto del padre. La madre è poi scesa da Milano per recuperare il piccolo.

Con ogni probabilità la cocaina - sequestrata al pari dell'auto - era proveniente dai porti della Calabria e destinata al mercato milanese. La Polizia ritiene che il 34enne avesse un ruolo di mero corriere, magari pagato per il viaggio di andata e ritorno, ma estraneo all'organizzazione che gestisce il traffico e lo spaccio.
 

da modenatoday.it


L'uomo è stato tratto in arresto e condotto in carcere dai poliziotti, mentre i colleghi si sono presi cura del bambino, cercando di tenerlo lontano da una situazione di per sè traumatizzante come l'arresto del padre. La madre è poi scesa da Milano per recuperare il piccolo.(ASAPS)

Martedì, 01 Ottobre 2019
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