Giovedì 21 Novembre 2019
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di Giordano Biserni*
La terribile estate dei motociclisti con 185 morti nei soli fine settimana dei tre mesi di giugno, luglio e agosto

70 vittime nei 4 fine settimana di giugno, 45 in quelli di luglio e 70 nei 5 fine settimana di agosto. Nel primo week end di agosto il record di lenzuoli bianchi sulle strade con 25 motociclisti morti in 22 schianti. Il maggior numero di vittime al nord

Sì lo sappiamo che nessuno ne parla, lo fa allora l’ASAPS con dati e cifre indiscutibili pur sapendo che la nostra denuncia puntigliosa dà fastidio a molti. E’ intollerabile che nei soli fine settimana dei tre mesi estivi si siano contate addirittura 185 vittime fra i motociclisti. Una vera e assurda mattanza. Pensate che quei 13 fine settimana corrispondono a 39 giorni, per cui saremmo di fronte ad una media di quasi 5 motociclisti morti ogni giorno con una punta di 8 morti al giorno nel primo fine settimana di agosto.

In sostanza, e per paradosso, se questa media giornaliera fosse quella di ognuno dei 365 giorni arriveremmo a 1.731 morti l’anno fra i soli motociclisti, rispetto al totale dei 685 motociclisti deceduti in tutto il 2018 secondo i dati Istat. Ovviamente i mesi invernali raffreddano questa media imbarazzante.

Andiamo nel dettaglio in quattro fine settimana di giugno abbiamo avuto il record di 70 motociclisti morti in incidenti stradali. La voglia di moto dopo un mese di maggio piovoso e freddo ha certamente influito nel determinare uscite in massa su statali, passi appenninici, località marine con un incremento oggettivo dei fattori di rischio.

Nei 4 fine settimana di luglio le cose sono andate un po’ meglio con 45 morti negli incidenti che hanno coinvolto motociclisti. Sempre tanti.

Nei 5 fine settimana di agosto altre 70 vittime con il record assurdo di 22 schianti mortali con 25 morti nel primo fine settimana di agosto, a causa di tre plurimortali. Quando raccoglievamo i dati di quel maledetto week end non credevamo ai nostri occhi. Non avevamo memoria di cifre simili con la media 8 motociclisti morti ogni giorno.

La gran  parte degli incidenti mortali dei motociclisti nei fine settimana è avvenuta al nord. Delle 185 vittime 28 si sono contate in Lombardia, 19 in Veneto e in Emilia Romagna, 18 nel Trentino Alto Adige,  8 in Piemonte. Poi 18 in Puglia, 12 nel Lazio e 11 in Campania e 15 in Sicilia. Cifre più basse nelle altre regioni.

E’ difficile individuare i fattori di una tale assurda tragedia. Fattori che sicuramente sono molteplici e che vanno dai comportamenti con assunzione di rischio dei motociclisti spesso refrattari al rispetto delle regole della strada, tutti vediamo sorpassi e pieghe da brivido sulle strade, specie le statali o nei passi “santuario” dei bikers. Ci sarebbe da fare anche un discorso ampio sulla potenza delle moto vendute sul mercato, sempre più sovrapponibile a quelle della pista.

Ma altrettanto potremmo dire della responsabilità e superficialità di molti automobilisti sempre più distratti alla guida e schiavi della nuova forma di distrazione di massa: quella del cellulare alla guida utilizzato sempre più spesso non solo in fonia ma anche in messaggistica e navigazione sul web o addirittura con i selfie.  Le dinamiche classiche degli incidenti più gravi col coinvolgimento dei dueruotisti hanno una frequente connotazione: una vettura che svolta a sinistra col conducente che non si accorge dell’arrivo in senso contrario o da dietro del motociclista, che ovviamente ha sempre la peggio. Facciamo uno sforzo perché i motociclisti si rendano sempre più visibili con giubbetti retroriflettenti già adottati in diversi altri paesi.

Aggiungiamo la condizione delle strade che in molti casi diventa moltiplicatore dei rischi: buche, segnaletica orizzontale, guard rail “affettatori”, strade non illuminate.

Infine  quale ultimo,  ma non ultimo, fattore  la carenza ormai tristemente accettata di pattuglie sulle strade. In particolare sulle statali, le arterie più pericolose, dove lla presenza di pattuglie della Polizia Stradale si è fatta via via più rara. In 10 anni 2008 –2018 sono oltre 79.000 le pattuglie in meno schierate su statali e provinciali, cioè 216 in meno ogni giorno.

Serve un riposizionamento della vigilanza sulle strade, servono campagne informative mirate ed efficaci e sono non più rinviabili interventi sulla manutenzione delle strade per garantirne parametri minimi di qualità.

Insomma la serie di numeri tragici della mortalità dell’estate appena trascorsa  non hanno bisogno di altri commenti. Ma di fatti quelli sì.

*Presidente ASAPS

 

GIUGNO

>Osservatorio ASAPS
LA CARNEFICINA SILENZIOSA DI CUI NESSUNO PARLA
22 (VENTIDUE!!) MOTOCICLISTI MORTI NEL FINE
SETTIMANA SULLE STRADE ASSOLATE DEL PAESE
Noi non taciamo. Anzi tacciamo di responsabilità quanti
non intervengono per stoppare questa assurda catena di morti


>Osservatorio ASAPS
Sono 16 i motociclisti che hanno perso la vita nel terzo fine settimana di giugno
In calo rispetto al tragico secondo fine settimana con 22 morti, ma sono sempre un numero esagerato di croci sulle strade



>Ancora un fine settimana con una lunga scia di sangue per i motociclisti
L’Osservatorio ASAPS ha registrato 20 incidenti mortali che si aggiungono ai 22 e ai 16 dei due fine settimana precedenti
58 motociclisti morti in soli 3 week end


>Ultimo fine settimana di giugno
L’Osservatorio ASAPS ha registrato 11 incidenti mortali con motociclisti nei quali si contano 12 vittime
Un dato sempre tragico ma certamente numericamente più contenuto rispetto ai tre fine settimana precedenti rispettivamente con 20, 16 e 22 morti

 

LUGLIO

>Va interrotta la catena delle mortalità dopo  i 70 motociclisti che hanno perso la vita in 4 fine settimana a giugno
Sono 14 i motociclisti morti in incidenti stradali nel primo fine settimana di luglio

>In un fine settimana caratterizzato dal drammatico ritorno delle Stragi del sabato sera, non sono mancate purtroppo le vittime fra i motociclisti.
Secondo l’Osservatorio ASAPS 11 eventi mortali anche questo fine settimana, dopo i 14 lenzuoli bianchi stesi la settimana scorsa per incidenti dei bikers



>Osservatorio ASAPS Incidenti in moto
Sono 13 gli incidenti mortali che hanno coinvolto motociclisti in questo fine settimana, con altrettante vittime, dopo gli  11 della settimana scorsa e i 14 della prima settimana di luglio


>Sono state 7 le vittime a causa di incidenti in moto nel fine settimana 26 - 28 luglio 2019. In calo netto (forse grazie anche all’andata di maltempo che ha attraversato l’Italia)

 

AGOSTO

>Incidenti motociclisti
Purtroppo il primo fine settimana di agosto ripropone una mattanza assurda di morti in moto: 22 schianti fatali con 25 vittime

 

>Incidenti motociclisti
Nel secondo fine settimana 9-11 agosto sono stati 12 gli incidenti mortali con 12 vittime. Molto meglio delle 25 vittime del primo fine settimana di agosto, ma sempre tante. Troppe



>Incidenti motociclisti
Nel terzo fine settimana 16-18 agosto sono stati 11 gli incidenti mortali con 11 vittime
Ancora tante. Si aggiungono poi altri 6 motociclisti morti il 14 e 15 agosto


>Incidenti motociclisti
Nel quarto fine settimana 23-25 agosto sono stati 9 gli incidenti mortali con 11 vittime
Lo stesso numero della settimana precedente



>Incidenti motociclisti
Nell’ultimo fine settimana di agosto con la prima domenica di settembre sono stati 11 gli incidenti mortali con 11 vittime

Lo stesso numero di decessi della settimana precedente. 70 i motociclisti morti in 5 fine settimana di agosto, come nei 4 fine settimana di giugno



È come se, in questa estate 2019,  fosse avvenuto un attentato terroristico  che ha colpito solo i motociclisti. Con la differenza che qui il nemico è conosciuto, non si nasconde dietro gruppi o sigle. Qui il nemico è tra di noi da un pezzo. In Italia il nemico da abbattere si chiama distrazione, si chiama alta velocità, si chiama alterazione alla guida... E per contrastarlo serve una nuova cultura alla guida e più divise su tutte le strade (che devono essere manutenute come si deve), a difesa della pubblica incolumità in modo particolare degli utenti a due ruote. (ASAPS)

 

Giovedì, 12 Settembre 2019
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