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Editoriali 16/01/2019

di Giordano Biserni*
IPOTESI SUL PERCHÉ IL RISCHIO PER GLI AGENTI SULLE STRADE E AUTOSTRADE È COSÌ ALTO

L’Assistente Capo Angelo Gabriele Spadaro

La Polizia Stradale col 12% dell’organico della Polizia di Stato paga un costo enorme come numero di vittime, pari al 45% dell’intero Corpo. E già questo la dice lunga. Oltre la metà delle vittime della Stradale perde la vita in autostrada, dove però è impiegato solo un quarto circa  del personale.  Ma nei reparti autostradali il personale all’80% è operativo su strada.

Da diversi anni è attiva la formazione per la messa in sicurezza della scena dell’incidente con precise linee guida e puntuali protocolli per interventi in autostrada. Continuo è anche il mantenimento degli standard, con retraining e continui aggiornamenti.

I professionisti della strada sanno che anche una semplice foratura di un automobilista, un piccolo urto contro un guard-rail con rallentamento del traffico, una perdita di olio possono determinare una macro-emergenza, perché sulla grande viabilità anche il più piccolo imprevisto ha il potenziale per originare il cosiddetto “effetto domino”.

Paradossalmente una autostrada con poco traffico è più pericolosa di una con traffico più intenso, perché la velocità è maggiore e in caso di incidente non si può contare, a prima protezione della scena dell’evento, sull’effetto protettivo di una coda che si forma. La quale, sia inteso, deve essere protetta.

Ma le squadre manutenzione dell’ente proprietario della strada (in questo caso dell’ANAS) sulla A18 in Sicilia c’erano? Erano subito disponibili? Quando sono arrivate sul luogo dell’incidente in coda a copertura del teatro operativo?

Senza supporto in coda, in questo caso senza ANAS, gli agenti che sono sul posto per i rilievi devono pensare anche a salvarsi, oltre a proteggere gli altri soccorritori (sanitari, VVFF e tecnici), in scenari dall’altissimo potenziale evolutivo.

È un problema di organici nelle squadre manutenzione? Si vuole risparmiare troppo sulla pelle degli automobilisti e dei poliziotti?

Può essere.

Sì, certo. È anche vero, però, che tutti corriamo come pazzi, sempre più distratti da quei maledetti cellulari, sempre più stanchi alla guida, spesso dopo un bicchiere di troppo. O altro.

La prima causa di morte per le forze di polizia tutte,  Polizia Stradale, Carabinieri  e Polizie Locali,  è l’incidente stradale!

Ci sarà un perché no?


*Presidente ASAPS


Facciamo un ragionamento su qualche perché si muore in divisa sulle strade, senza suggestioni, ma valutando alcuni fatti. (ASAPS)

 

Mercoledì, 16 Gennaio 2019
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