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Notizie brevi , Articoli 30/07/2018

di Luigi Altamura*
MORIRE IN UNA CALDA NOTTE D'ESTATE PER MANO DI UN UBRIACO
Tamponato in A22 da un ubriaco, muore Corrado Ferraro dirigente dell'Arena di Verona

Non è semplice scrivere alcuni pensieri quando parli di un amico che non vedrai più. Un amico che se ne è andato via troppo presto, per mano di un ubriaco che in una calda notte d'estate, lo ha investito, travolto, ucciso. Adesso questo ubriaco è in carcere fino alla convalida dell'arresto, prontamente arrestato dalla Polizia Stradale di Verona Sud, dopo aver ottenuto il consenso da parte del Pubblico Ministero. Ora, con le nuove norme sull'omicidio stradale, almeno un paio di notti in carcere se le dovrà fare, prima neppure le faceva. E' una magra consolazione. Ma tutti gli addetti ai lavori mi hanno sempre riferito che le "bombe ad orologeria" ( così denominati gli ubriachi al volante, pronti ad esplodere la loro carica di morte e lesività ) sarebbero dovute diminuire, esaurirsi, scomparire. E invece, a scomparire sono gli affetti, le amicizie (quelle vere, non quelle interessate a secondi fini), le persone che ti stanno vicino quanto ne hai veramente bisogno, che ti chiedono come stai o come sta tua moglie o i tuoi figli, con un pensiero vero e non solo perché dovuto. Il dolore che ci colpisce nell'apprendere una tragica morte è sempre lancinante, ma per chi tutti i giorni combatte sulle strade per migliorare la sicurezza stradale, lo è ancora di più. Il prof. Corrado Ferraro è morto sull'Autobrennero per mano (ma si potrebbe dire per volante) di un ubriaco recidivo.

Diplomato in violino al Conservatorio di Verona, laureato in Economia e gestione delle imprese di servizi all'Università di Verona, dopo aver operato come professore d'orchestra in vari teatri e orchestre, Ferraro da molti anni lavorava alla Fondazione Arena, dove aveva ricoperto l'incarico di direttore della biglietteria dal 1993 al 1996, e poi responsabile commerciale e marketing e dal 2002 direttore. Un professionista, serio, brillante, che lottava per migliorare la Fondazione Arena, anche quando le difficoltà erano enormi. Per me, e per un gruppo di persone speciali che gli voleva un bene dell'anima, era anche un vero amico, a cui raccontare della famiglia, delle vacanze, e delle criticità lavorative, uno con cui confidarsi, sapendo che ti arrivava sempre la parola giusta. Non ha avuto neppure contezza di quanto stava accadendo, non si è accorto di nulla, in una delle notti più calde di questa estate, divenuta tragica. Perché sulla strada, spesso, subisci passivamente il comportamento violento altrui. Lo dico da molti anni, queste morti non fanno mai grande rumore, passano in fretta, non ci sono proteste vibranti e, peggio, tutto scorre, lentamente, ma scorre e il tempo porta via.

Oggi a scorrere sono le lacrime di chi conosceva Corrado, a scorrere sono le cento domande su come sia stato possibile morire in quel modo, a scorrere è un fiume di rabbia in piena che ci scuote dentro e che difficilmente potrà portare alla serenità. Ciao Corrado, continua sempre, anche lassù, a restare il gentiluomo che sei stato sulla Terra.
 
Luigi
 

*Comandante Corpo Polizia Municipale di Verona
Dirigente Unità Organizzativa Protezione Civile Comune di Verona

 



Quando l’improvvisa morte sulla strada di un caro amico fa precipitare nel dolore e nello sconcerto anche un professionista della sicurezza stradale. Ci uniamo al dolore di Luigi Altamura. (ASAPS)

Lunedì, 30 Luglio 2018
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