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Notizie brevi , Articoli 10/12/2014

INTERVISTA A LUCA ABETE   DI STRISCIA LA NOTIZIA  AI MICROFONI DEL CENTAURO AL MOTOR SHOW:
INSEGNARE AI BAMBINI PER PREVENIRE ED AI GENITORI PER EDUCARE

Luca Abete riceve in omaggio dal dirigente di compartimento un CdS

Non tutti i personaggi famosi traducono nella vita privata ciò che spesso pubblicizzano o sostengono nel proprio ambito professionale, anche quando si tratta di messaggi positivi. Non è il caso di Luca Abete, volto noto di "Striscia la Notizia”, la popolare trasmissione di Canale5 in onda in prima serata, che racconta le disfunzioni di un Paese che non sempre può essere considerato civile.
Luca Abete, infatti, sta dedicando tempo e passione ad un problema tanto ribelle quanto in apparenza di lontana risoluzione per il contesto territoriale in cui vive, cioè quello campano: l’uso del casco alla guida di moto e ciclomotori. Su questo tema, assieme ad Unicef ed al ministero dell’Istruzione, ha realizzato una vera e propria  campagna di sensibilizzazione, sostenuta anche da una pubblicazione che Luca Abete diffonde nelle scuole. 
Ospite allo stand della Polizia di Stato al Motor Show di Bologna, lo abbiamo incontrato e intervistato.

Luca, in una manifestazione come questa, dove la potenza dei motori viene esaltata al massimo, si può ugualmente parlare di sicurezza?
“Direi che si tratta della manifestazione più importante dove poterlo fare, anche perché il bacino di utenza è rappresentato da tanti giovani che si stanno avvicinando, o lo sono da poco, al mondo dell’automobile e dei motori. Il luogo migliore dove parlare di sicurezza stradale rimane certamente la scuola, dove cerco di andare quando posso e senza troppe distinzioni, cioè partendo dalle scuole elementari fino all’università. Qui al Motor Show, però, c’è anche tanto entusiasmo e può essere il luogo giusto per stabilire con i ragazzi un rapporto confidenziale e spiegare loro tante cose che non sempre si conoscono in fatto di incidenti stradali.”

Luca Abete intrattiene il folto pubblico sull'uso del casco

In questi ultimi anni si è assistito ad una costante diminuzione degli incidenti stradali e delle vittime mortali. Tuttavia non ci si può considerare soddisfatti visto l’alto tributo che si continua a registrare. Da automobilista cosa consiglieresti di fare per attuare una forte strategia di contrasto alle condotte maggiormente imprudenti.
“Non ci sono formule segrete, basterebbe applicare le regole del codice stradale che tutti conosciamo e smetterla di considerare gli incidenti come una fatalità che può capitare soltanto agli altri. Spesso ci risvegliamo dal nostro torpore solo quando certi brutti fatti succedono a parenti o amici molto vicini e soltanto allora comprendiamo che anche una semplice disattenzione può causare veri e propri disastri.”

Tanti messaggi tu li lanci anche attraverso la trasmissione “Striscia la  Notizia” e questo ha permesso di fare emergere tanti problemi che magari si fingeva di non vedere…
“Non sono di certo la persona più esperta su questo tema, ma nel mio piccolo cerco di dare il mio contributo anche attraverso il ruolo pubblico che rivesto e che mi porta a vedere cose strane di ogni genere. Si tratta spesso di problemi molto piccoli, ma proprio per questo hanno un significato più grande. Quando si guida una macchina o una moto si pensa che tutto è bello, abbiamo la musica e ogni strumento tecnologico a nostra disposizione; ciò non toglie che l’elemento umano deve rimanere al centro della nostra capacità di guida, sempre e comunque.”

La realtà campana dove tu vivi e lavori non è certamente fra le più facili, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo del casco in moto. Cosa ne pensi...
“Come sai ho lanciato una campagna di sensibilizzazione e addirittura creato un fumetto dal titolo: se casco senza casco… sono caschi miei. L’abbiamo deciso assieme ad Unicef dopo che abbiamo documentato quel che avviene al di fuori delle scuole a scapito di migliaia di bambini. Esiste un malcostume, spesso ingenerato dai genitori, che vede trasportare i figli a scuola su moto e ciclomotori con passeggeri in sovrannumero o senza il casco protettivo. Sia ben chiaro: Napoli non è tutta così, ci sono persone coscienziose e intelligenti, che rispettano la legge, ma ancor più che intendono tutelare la vita propria ed altrui. Il contesto però rimane difficile e particolare. Semplicemente io cerco di mandare il messaggio per cui chi viola il codice della strada non è il più furbo e allo stesso modo chi rispetta le regole non è un eroe, ma una persona normalissima, onesta, civile, che ama se stesso, il mondo che lo circonda e la vita dei propri figli.”

Una panoramica dello stand mentre Abate sta facendo "lezione" di sicurezza stradale

Quest’azione di denuncia che fai pubblicamente non ti ha mai dato problemi o sei sufficientemente “schermato” dall’indiscutibile notorietà di “Striscia la notizia”?
“Non ti nascondo di avere vissuto momenti di grande difficoltà se non di tensione quando porti alla ribalta persone o situazioni che fanno poi nascere conseguenze di evidente disturbo per i protagonisti. Se però si dimostra di essere coerenti con le proprie idee e di credere nell’ideale che viene esternato, allora si trova anche tanta comprensione e tanto sostegno da parte dei cittadini. A questo proposito, però, vorrei dire una cosa.”

Prego.
“Mi rivolgo ai genitori, alle mamme ed ai papà che rimangono le persone più legate e sensibili ai bambini: siate attenti a ciò che fate, i figli ci osservano e ci imitano e a volte basta rispondere ad un solo sms per creare una situazione drammatica o di vero pericolo. Alla guida non si scherza.”

Vogliamo dire qualcosa anche alle donne ed agli uomini della Polizia Stradale che in tal senso si prodigano, talvolta con strumenti insufficienti o non sempre adeguati, per cercare di salvare vite umane..?
“Sono persone davvero eccezionali, che sanno trasferire amore e passione nel proprio lavoro, requisiti questi davvero importanti per cercare di sviluppare al meglio le proprie competenze. L’attività della Polizia Stradale è importantissima e può determinare la gioia o evitare la disgrazia di tante persone. L’entusiasmo di ogni agente è la vera risposta che si può dare anche in tempi di crisi.”


Intervista a cura di Roberto Rocchi


Se casco senza casco… sono caschi miei.
Un dei pochi uomini di spettacolo che si impegnano per la giusta causa della sicurezza stradale con la sua campagna: “Se casco senza casco… sono caschi miei.” Bravo! (ASAPS)

 




 

Mercoledì, 10 Dicembre 2014
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