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Notizie brevi , Articoli 08/01/2014

Stella ci ha insegnato che il tempo è vita
E questa volta le Stelle sono diventate “cinque”

di Girolamo Simonato*

L’ultimo caso che ha profondamente colpito l’Italia intera è quello di STELLA MANZI, la povera piccola di 9 anni rimasta vittima di un tragico incidente stradale la sera del 26 dicembre scorso, sulla Nettunense nelle vicinanze di Roma.
L’ennesima vittima che a causa dell’errore e dell’irresponsabilità umana, colpevole solo di aver incrociato sulla sua strada un automobilista 21enne rumeno ubriaco, che in un attimo ha saputo appassire un fiore e così ha tolto il dono più bello che Dio ci ha donato, “la vita”.

 

Nella tragedia fin dal primo momento la piccola STELLA ha incontrato i suoi angeli custodi, negli uomini della Polizia Stradale, a seguire tutti gli altri protagonisti di una vicenda commovente che molti non conoscono e non vivono e della quale disconoscono tutto ciò che si nasconde e si articola dietro un dramma come questo. Dopo il trasporto all’Ospedale Bambin Gesù Roma, constatate le condizioni critiche della bimba, i genitori Giannina CALISSANO e Adolfo MANZI, con un grande gesto d’amore, hanno consentito la donazione degli organi della piccola STELLA.

 

La tragedia ha fatto squadra e con estrema professionalità parte una macchina articolata, di gente attaccata alla propria professione, capace di svolgerla nel migliore dei modi.
Nel nosocomio inizia la delicata operazione dell’espianto degli organi, l’equipe medica è al lavoro, la Polizia Stradale pronta a scortare gli organi, l’Aereonautica prepara il volo che li trasporterà nelle località stabilite dove ad attendere ci sono vite da salvare, famiglie in ansia, uomini in divisa che dovranno scortare gli organi in un altro ospedale e un'altra Equipe medica che dovrà procedere al trapianto.

 

Raccontata così sembra facile ma non lo è affatto, perché  affinché tutto riesca nel migliore dei modi ci vuole rispetto dei tempi, attenzione nel trasporto, grande coordinamento e tanto tanto amore per il proprio lavoro.
L’espianto è finito, la pattuglia della Polizia Stradale parte, si muove veloce nel traffico, la gente è distratta dalle vetrine inebriata dal clima natalizio e impegnata negli ultimi acquisti, mentre un agente della Polizia Municipale attento da ore in strada, al freddo, fischia e alza la paletta bloccando prontamente un ’incrocio malagevole, i minuti solo preziosi,  tutto serve a tutto, su quella macchina viaggiano la tristezza e il dolore e la rabbia per una giovane vita stroncata, e la speranza di salvare altre giovani vite.
Tutto va bene, l’aereo si alza in volo, a Padova, Napoli e Milano sono iniziate le operazioni di trapianto, mentre una madre piange il dolore di aver perso una bimba altre sorridono nella speranza che la vita dei propri piccoli sia salvata.

 

Non più una STELLA ma cinque, per seminare gioia e vita e non darla vinta alla morte. 
I medici e gli uomini in divisa hanno terminato il loro turno con un esperienza in più e l’animo pieno di tristezza, l’ignaro vigile torna a casa inconsapevole di essere stato attore e grande protagonista del bene, di un qualcosa di unico e fantastico, di aver fatto qualcosa di importante, il suo lavoro,  forse lo apprenderà solo leggendo i giornali il giorno seguente.
Valga anche per l’automobilista che come civiltà impone si è prontamente spostato al suono della sirene. STELLA è nel cielo, dietro la sua triste storia quella di molti angeli che le sono stati vicini sin dal primo momento e che quotidianamente sono vicini ai drammi umani, a chi soffre. Il resto è la dimostrazione di un grande paese, di un’Italia che funziona e che quando vuole può e sa fare tanto, con perfezione ed efficienza.

 

*Comandante Polizia Locale e
Direttore Motorioggi.it

 


 

Dall'omicidio della piccola Stella rinascono altre vite. (ASAPS)

 

 

 

 

 

 


 

Mercoledì, 08 Gennaio 2014
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