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Notizie brevi 28/11/2013

Marò: governo indiano ribadisce il 'No' alla pena morte

Smentita la notizia di una richiesta della polizia di perseguire i due militari per pirateria marittima con la pena di morte
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono accusati dell'omicidio di due pescatori il 15 febbraio 2012

NEW DELHI - L'India ha ribadito oggi la propria posizione a proposito sui marò secondo la quale "il caso non rientra tra quelli che sono punibili con la pena di morte". Lo ha detto oggi il portavoce  del governo Syed Akbaruddin, rispondendo a una domanda durante una conferenza stampa. In una dichiarazione al Parlamento lo scorso 22 marzo, ha detto il portavoce, il ministro degli Esteri Salman Khushid escludeva la pena di morte, aggiungendo che si applicava solo nei "casi rari tra i più rari".

Il portavoce non ha confermato le indiscrezioni pubblicate questa mattina sulla stampa indiana sulla consegna di un rapporto della Nia al ministero degli Interni in cui si chiede l'applicazione di una severa legge che prevede la pena capitale in caso di omicidio. "In generale, come è noto, - ha detto - in questi briefing non commentiamo argomenti che riguardano problemi interministeriali". Ma, ha proseguito, "sebbene non intendiamo commentare informazioni di carattere speculativo, posso rinviare alla posizione espressa chiaramente dal ministro degli Esteri Salman Khurshid il 22 marzo in Parlamento" .

Nella dichiarazione alla Camera bassa resa in occasione del ritorno in India dei due marò, il capo della diplomazia indiana, parlando a nome del governo, aveva detto che "secondo una giurisprudenza indiana largamente applicata, questo caso non ricade nella categoria di quelle materie che richiedono l'applicazione della pena di morte, e cioè nei casi rari tra i più rari". "Quindi - concludeva - non bisogna avere alcuna preoccupazione a questo proposito". Il portavoce ha poi aggiunto che "l'India intende rispettare l'impegno preso in Parlamento e che ogni decisione sarà valutata tenuto conto il quadro politico articolato in quella dichiarazione".

Questa mattina il giornale The Hindustan Times  aveva diffuso una notizia preoccupante sul futuro dei due fucilieri italiani. Secondo il quotidiano gli investigatori avrebbero presentato lunedì al ministero degli Interni un rapporto in cui si chiede di perseguire i due militari in base al 'Sua Act' che reprime la pirateria marittima con la pena di morte. "Siamo pronti ad ogni evenienza con mosse e contromosse", aveva replicato in mattinata l'inviato del governo italiano Staffan de Mistura.

I due fucilieri italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono accusati dell'omicidio di due pescatori il 15 febbraio 2012. Il quotidiano ha avuto conferma ieri sera della consegna del rapporto dai ministeri degli Interni, Esteri e dalla stessa Nia.  Poche settimane quattro fucilieri italiani della Enrica Lexie sono stati sentiti  in videoconferenza dalla polizia indiana. Secondo le perizie balistiche, sul corpo dei  pescatori uccisi proiettili incompatibili con le armi in dotazione a Latorre e Girone.

 

da repubblica.it

 


 

Una vicenda sempre più complicata, sempre più preoccupante. E' il prezzo del peso piuma dell'Italia sul panorama internazionale. Solidarietà ai nostri due Marò. (ASAPS)

 

 

 

Giovedì, 28 Novembre 2013
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