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Aosta, paura all’ingresso della Questura - Autista al quale la Stradale aveva tolto la patente per lo stato di ebbrezza si avvicina armato a due poliziotti e punta loro una calibro 9 carica, arrestato

 

Agenti della Polizia Stradale all’opera (foto Coraggio)

(ASAPS) AOSTA, 29 dicembre 2010 –  Poteva davvero finire male, perché la pistola che i due poliziotti aostani si sono trovati puntati in faccia, era carica: colpo in canna e 14 colpi nel caricatore. Era la Beretta calibro 9 per 21 di Fiorenzo Porcu, 56 anni, originario della provincia di Cagliari ma residente a Ussel di Chatillon (Aosta). Il 22 dicembre, la Polizia Stradale della Vallée lo aveva sorpreso alla guida in stato di ebbrezza e gli aveva ritirato la patente, facendolo evidentemente arrabbiare. Così tanto da convincersi che la cosa più giusta da fare era quella di vendicarsi. Per questo motivo ha preso la sua pistola, l’ha caricata e si è portato con sé un secondo caricatore, anch’esso rifornito, e si è recato ad Aosta, cominciando ad aggirarsi attorno al centro polifunzionale della Polizia di Stato, dove ci sono tutti gli uffici, quelli della Questura e della Stradale, della Polizia di Frontiera e della Postale. Secondo i primi accertamenti le intenzioni non erano quelle di uccidere qualcuno, ma di colpire le auto di servizio. Dopo alcuni passaggi tra corso Battaglione e Via San Michele, l’uomo si è avvicinato a due uomini che erano appena usciti dall’ingresso principale, all’una e un quarto: si trattava dell’assistente capo Riccardo Leo e dell’agente scelto Sergio Frison, appena smontati dal turno con la volante. Porcu si avvicina e chiede “siete poliziotti? Sto per fare una sciocchezza, devo darvi questa”, e  allunga la pistola carica ad altezza d’uomo. Soltanto il sangue freddo dei due poliziotti ha evitato che la situazione degenerasse. Porcu è stato disarmato e portato in questura, dove è stato perquisito e arrestato. A casa, poi, aveva un’altra pistola, parecchie cartucce e spade da collezione. Armi regolarmente denunciate, ma adesso confiscate: l’uomo aveva un porto d’armi sportivo che, però, gli era scaduto a fine agosto e che, dopo questo gesto, non gli verrà più rinnovato. In Tribunale Porcu è stato processato per direttissima ed ha patteggiato un anno di reclusione, poi, dopo la notte in Questura, è tornato in libertà. L’alcol non finisce più di stupirci…” (ASAPS)

 

 

Mercoledì, 29 Dicembre 2010
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