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Londra: dove il limite cittadino è più basso, 30 km/h, dimezzata la mortalità

Uno studio ventennale, pubblicato sul British Medical Journal, dimostra che il numero dei bambini uccisi sulle strisce è sceso del 46,2%
Ottimi risultati anche per ciclisti e motociclisti


(ASAPS)  – Andare a 30 km/h nei centri urbani, anziché a 50 all’ora, significa ridurre la mortalità del 40%. Lo rivela uno studio effettuato nella città per eccellenza, la City londinese appunto, pubblicato sul sito web del British Medical Journal. La ricerca prende spunto da un esperimento varato dalla municipalità di Londra e snodato nell’arco di vent’anni, dal 1986 al 2006, i cui risultati sono stati così importanti dall’indurre i ricercatori ad auspicare che la soglia massima delle 20 miglia orarie (che corrispondono più o meno ai nostri 30 km/h, per l’esattezza 32,18 chilometri all’ora) venga istituita in tutte le grandi città. A trarne beneficio, soprattutto i bambini, visto che la loro mortalità è praticamente dimezzata. In generale, la cifra di pedoni morti e feriti è scesa del 32,4%, percentuale che sale al 46,2% per i minori dei 15 anni. Identico beneficio è andato ai ciclisti, che hanno visto scendere del 37,6% il numero di morti e feriti, ed ai conducenti delle due ruote motorizzate, che hanno ottenuto, a livello assoluto, il miglior risultato: -39,1%. L’Asaps da sempre studia l’incidentalità dei pedoni. (ASAPS)


Mercoledì, 20 Gennaio 2010
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