Venerdì 07 Agosto 2020
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Rassegna stampa alcool e guida del 28 marzo 2006

a cura di Alessandro Sbarbada e Roberto Argenta

 Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria

http://www.iap.it/it/giuri/2006/g0482006.htm

Pronunce del Giurì

Pronuncia n. 48/2006 del 24/3/2006

Parti Comitato di Controllo nei confronti di Tarricone spa

Mezzi affissioni

Presidente Auteri

Relatore Colombo

 

Prodotto

Birra "Drive Beer"

 

Messaggio

"La birra in regola con il codice della strada - Tanto gusto alcol giusto"

 

Dispositivo

"Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, pronunciando esclusivamente nei confronti di Clear Channel Outdoor e di Clear Channel Jolly, dichiara che la pubblicità in esame non è conforme all’art. 22 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria limitatamente alla headline ’La birra in regola con il codice della strada’ ed alla ridotta dimensione del legal, e in questi limiti ne dispone la cessazione.”

(Art. 22 – bevande alcoliche)


 

L’ADIGE

LETTERE

Alcol in auto, rari controlli

Ho letto con piacere e dispiacere l’articolo "Poliziotti fermati dai Carabinieri" pubblicato sull’Adige di domenica 26 marzo, nel quale si diceva che era stata ritirata la patente ad un poliziotto in borghese per problemi di alcol. Il piacere della lettura deriva dal fatto che questa volta, come si legge nell’articolo, "La legge è uguale per tutti"; il dispiacere l’ho provato, invece, nel constatare che proprio le forze dell’ordine, che dovrebbero essere l’esempio primario sia in divisa che in borghese per i cittadini, hanno fatto una magra figura, ma si sa, siamo uomini… La mia domanda, o meglio, riflessione è: dove sono le forze dell’ordine in altre serate? Tante sere della settimana sono a rischio per abuso di alcol con alte probabilità di incidenti. Tutti i giorni lavorativi, operai di ogni ceto sociale dopo una dura giornata di lavoro si riversano nei bar della valle, dove cominciano i famosi giri di bevute alcoliche (sembra che solo così si sia veri uomini…strana cultura…) nei quali si passa da uno a dieci o più giri nell’arco di poche ore. In persone a digiuno e stanche, che il più delle volte si mettono più o meno tranquillamente alla guida per tornare forse al proprio domicilio, oppure in un altro bar, quale può essere il grado alcolico? E con quale rischio di incidente stradale? A Voi gentili lettori le vostre considerazioni. (*)

Daria Rizzoli - Cavalese

 

(*) Nota: come più volte abbiamo ribadito in questa rassegna, in Italia meno di duecentomila controlli l’anno dell’alcolemia, contro i quasi nove milioni della Francia, sono decisamente insufficienti.


 

BLOGSFERE

ALCOL E GUIDA: I POLITICI SE LA DANNO A GAMBE LEVATE

Girolamo Sirchia (classe 1933) è stato ministro della Sanità del secondo Governo Berlusconi. Oncologo, ha voluto la legge che dal 2005 proibisce il fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro. Grazie a lui, oltre 500.000 italiani hanno smesso di fumare.

Fatta quella legge, Sirchia ha deciso di puntare dritto dritto contro l´alcol. "Ragazzi, fate attenzione, vi state rovinando la vita: l´alcol uccide", ha avvertito, snocciolando cifre terrificanti riguardo agli incidenti con feriti e morti provocati da guida in stato d´ebbrezza. Poco tempo dopo, Sirchia è stato fatto fuori. Politicamente, intendo. Perché chi tocca la lobby dell´alcol muore. Professionalmente, dico.

Così, nessun altro politico si azzarda a fare qualcosa di concreto contro l´abuso di alcol. E la guida in stato d’ebbrezza compie massacri. Addirittura, c’è qualche giudice che annulla gli arresti eseguiti dalla Polizia: roba da farsi cadere le braccia. Come conseguenza, restiamo indietro anni luce rispetto agli altri Paesi. Per esempio il Texas, dove si persegue l´abuso di alcol in luoghi pubblici. Risultato: migliaia di ubriachi arrestati prima che si mettessero alla guida (galera, pagamento di 500 dollari di multa e, il giorno dopo, a casa).

Magari negli States esagerano, si sa: l´arresto scatta per tutti gli alticci, non solo per chi deve guidare. D´altronde, nel 2004 in Texas, secondo la National Traffic Safety Administration, 1.642 persone sono state vittime di incidenti mortali causati dall´abuso di alcol. E allora, avranno pensato laggiù in Texas, che gli ubriachi bevano a casa loro, senza andare in giro in auto a uccidere la gente


 

WINENEWS.IT

Parigi - 28 Marzo 2006

NASCE LA PRIMA CARTA EUROPEA DELL’ENOTURISMO: FIRMATA A PARIGI L’INTESA TRA LE ASSOCIAZIONI DI SETTORE

Da oggi tutti i Paesi dell’Unione europea saranno accomunati dal vino. E’ infatti stata firmata a Parigi, dopo tre anni di lavoro, la prima carta europea dell’enoturismo e il primo vademecum sulle strade del vino d’Europa. Lo rendono noto le associazioni Città del Vino e Recevin-Rete europea delle città del vino che hanno sostenuto, insieme ad Arev-Assemblea europea delle regioni vitivinicole e ad altre città europee, il progetto comunitario. "Le future strade del vino europee dovranno favorire lo sviluppo di un turismo del vino sostenibile", ha spiegato Floriano Zambon, presidente di Recevin e Città del Vino italiane, precisando che le strade del vino previste dalla carta europea si differenziano in due tipologie, a seconda dei lori standard di qualità: "Strada del vino europea" e "Strada del vino europea d’eccellenza". Per entrare in queste liste, si devono soddisfare diversi criteri: presenza nel territorio della strada di prodotti autoctoni certificati, vini doc, specifici sistemi di finanziamento, segnaletica e promozione, presenza di personale in grado di parlare almeno due lingue europee e formato professionalmente sulle tipicità locali, sia in campo turistico, sia agroalimentare. La Carta del vino sarà distribuita in Italia sulla rivista mensile Terre di Vino. Le prime città del vino europee potrebbero essere proprio italiane, scelte tra le oltre 136 attualmente riconosciute nel Paese.


 

ASSUD

CATANIA - 2

UBRIACHI AGGREDISCONO PASSANTI E POLIZIOTTI. ARRESTATI

Scritto il Lunedì, 27 marzo

Due giovani in stato di ubriachezza, la scorsa notte, in via Landolina a Catania hanno aggredito passanti e alcuni poliziotti. Sono stati arrestati.

CATANIA - La scorsa notte, personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto A.C., nato a Biancavilla di anni 19 e D.C., catanese di anni 24, resisi responsabili di resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, nonché, danneggiamento aggravato.

In particolare, intorno alle ore 3,00, è stata segnalata al 113 una lite molto animata sviluppatasi in un pub del centro storico.

Al sopraggiungere delle Volanti, alcuni ragazzi si erano già allontanati, mentre sul posto due fratelli, A.C. e D.C., in evidente stato di ubriachezza, inveivano contro il proprietario del locale cercando lo scontro fisico.

Alla vista degli operatori, i due, oltre a proferire frasi oltraggiose, con una furia scatenata, si sono scagliati contro i poliziotti intervenuti, colpendoli con calci e pugni.

A seguito della colluttazione tre agenti sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche, per aver riportato contusioni sparse e varie lesioni.

I due arrestati, anche presso gli uffici della Questura, hanno continuato nel loro comportamento violento, riuscendo persino a sradicare un estintore nel tentativo di lanciarlo contro gli agenti operanti.

E.C.


 

TUSCIA WEB

Vetralla - Arrestato e processato per direttissima

Giovane ubriaco provoca incidente e poi si scaglia contro medici e carabinieri

Ubriaco provoca un incidente stradale e poi minaccia prima soccorritori della Croce Rossa e poi gli uomini delle forze dell’ordine.

Domenica notte, a Vetralla, i carabinieri della stazione locale in collaborazione con quelli del nucleo operativo radiomobile hanno arrestato T.G., 24 enne, cittadino moldavo.

L’uomo è accusato dei reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Il giovane moldavo, infatti, ubriaco, avrebbe provocato un incidente stradale con feriti gravi. Non basta, i carabinieri al loro arrivo hanno sorpreso T.G. mentre stava minacciando il personale sanitario della Croce rossa, che tentava di prestargli soccorso, e danneggiava l’autoambulanza.

I carabinieri hanno subito tentato invano di calmarlo. Non c’è stato nulla da fare. T.G. si è scagliato anche contro i militari dell’arma, colpendoli con pugni e rivolgendo gravi minacce di morte.

Solo l’intervento deciso di tutti i carabinieri ha consentito di immobilizzare l’uomo e di condurlo presso il

pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle.

All’ospedale sono state riscontrate una contusione e una ferita al ginocchio destro, giudicate guaribile in otto giorni, La ferita è stata procurata dall’incidente stradale.

T.G. è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della stazione di Vetralla in attesa della celebrazione del processo con il rito direttissimo.


 

YAHOO

Alcol ed energy drink, un mix pericoloso?  

Mischiare alcolici e drink energizzanti, un cocktail di tendenza nelle discoteche, può essere doppiamente pericoloso, sia perché addolcendo il sapore dell´alcol induce a berne di più e più in fretta, sia perché gli energy drink nascondono alcuni effetti dell´alcol dando a chi beve la percezione, solo fittizia, di essere sobrio . È quanto dimostrato in un´indagine svolta su un campione di giovani i cui risultati sono apparsi sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research.

Coordinata da Maria Lucia Souza-Formigoni, docente del dipartimento di psicobiologia della Federal University of São Paulo, la ricerca evidenzia dunque un altro pericolo subdolo del consumo di alcolici tra i giovanissimi. I drink energizzanti sono sempre più apprezzati e consumati dai giovanissimi. Inoltre nei club di tutto il mondo si va diffondendo la tendenza a consumarli insieme all´alcol con la convinzione che siano uno stimolo in più per rimanere in pista a scatenarsi ore ed ore. Invece per la prima volta si svela un possibile "effetto collaterale" di questo mix.

I ricercatori hanno sottoposto un gruppo di giovani a tre prove a distanza di una settimana l´una dall´altra: i ragazzi dovevano bere alcol, drink energizzanti, un mix delle due bevande. In ognuna di queste prove i giovani dovevano riferire le proprie percezioni dopo aver bevuto e quantificare il senso di torpore, la sonnolenza, i fastidi da sbronza avvertiti. Inoltre dopo ogni prova i ricercatori hanno sottoposto i giovani ad analisi obiettive per misurare i loro riflessi, la coordinazione motoria ed altri parametri noti per essere alterati dal consumo di alcol e spesso alla base degli incidenti stradali che coinvolgono giovani all´uscita dalle discoteche.

Ebbene, è emerso che mischiando energy drink e alcol si riduce la percezione soggettiva di sintomi quali sonno e torpore indotti dall´alcol. Il ragazzo sente cioè di accusare meno gli effetti dell´alcol, si sente molto stimolato, euforico, si sente bene. Nonostante queste apparenze positive le misure oggettive mostrano che i giovani che hanno sorseggiato il mix, così come quando hanno bevuto alcol da solo, risentono di riflessi rallentati, ridotte capacità di ragionamento e decisionale, ridotta coordinazione motoria.

Ed ecco il subdolo effetto di questo cocktail: il ragazzo pensa di star bene, di essere sobrio, così si mette al volante correndo un grave rischio. Inoltre la sua percezione distorta del proprio stato fisico lo induce a bere ancora, tanto più che il gusto più gradevole di questi mix già di per sé è insidioso perché induce a un consumo maggiore e più in fretta di alcol. Rimane da capire se il potere "camuffatore" del drink energizzante sulla percezioni degli effetti dell´alcol sia dovuto a riduzione degli effetti depressivi dell´alcol, aumento di quelli stimolanti o entrambe queste condizioni. Ma intanto l´avvertimento ai giovani è chiaro: evitate di mischiare energy drink e alcol e siate consapevoli dei possibili effetti di questo mix.

 
Fonte: Sionaldo Eduardo Ferreira et al. Effects of Energy Drink Ingestion on Alcohol Intoxication. Alcoholism: clinical and experimental research 2006;30.

 
paola mariano


 

 UMBRIA LIVE

I problemi dell’alcol sotto la lente

Prende il via a Terni il corso organizzato da Acat, Asl e Cesvol

 TERNI - Prende il via oggi a Villa Spirito Santo, in strada di Collerolletta, 15, a Terni, il “Corso di sensibilizzazione all’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi”.

Il corso, che si concluderà sabato 1 aprile, è stato organizzato dall’Associazione Acat (Club degli Alcolisti in Trattamento), dalla Asl n.4 unità operativa di Alcologia distretto n. 2 di Narni-Amelia e dal Cesvol della Provincia di Terni e si avvale del patrocinio di Regione dell’Umbria, Provincia e Comune di Terni.

È rivolto ad operatori socio-sanitari, educatori, insegnanti, sacerdoti, volontari, membri dei Club degli alcolisti in trattamento e a quanti altri intendono operare nel trattamento dei problemi alcolcorrelati. L’adesione all’iniziativa è molto alta, con 70 persone iscritte al corso.

L’attività verrà coordinata, sotto il coordinamento scientifico della responsabile dell’unità operativa di Alcologia, la dottoressa Mirena Angeli, da esperti del settore di levatura regionale e nazionale con il fine di promuovere anche un efficace scambio di esperienze e di eventuali collaborazioni.

Il via ufficiale al corso questa mattina, con i saluti dei rappresentanti degli enti organizzatori: il presidente provinciale Acat Miriam Moresco, quello regionale Paolo Pucci, i rappresentanti di provincia, comune, Asl 4 e del Cesvol della provincia di Terni.


 

PRIMA DA NOI

Castiglione a Casauria.

Ubriaco picchia la ex moglie ed i carabinieri

Inviato da Redazione

Arrestato per violenze e lesioni a pubblico ufficiale, denunciato per maltrattamenti, guida in stato d’ebbrezza e ritiro della patente: questi gli interventi effettuati dai carabinieri di Torre de Passeri nei confronti di Carullo Fabrizio, carpentiere di 41 anni residente a Castiglione a Casauria.

Tutto è accaduto nella notte tra domenica e lunedì, quando una pattuglia dei carabinieri di Torre de Passeri è stata contattata dai familiari e dalla stessa ex moglie di Carullo la quale, è stata trovata dalle forze dell’ordine, in stato di shock perché violentemente picchiata dal marito, anch’egli in stato confusionale.

Il motivo del litigio pare essere legato a manie di persecuzioni dell’uomo e alle forti dosi di alcool che Carullo, aveva ingerito poche ore prima di recarsi nell’abitazione dell’ex moglie (*).

L’uomo, nel vedere arrivare le forze dell’ordine, si è ulteriormente innervosito e tale agitazione e sfociata in parolacce e aggressioni verbali nei confronti degli uomini in divisa. A calmare Carullo gli stessi che avevano contattato i carabinieri i quali, dove aver verificato le condizioni sia fisiche che psicologiche della donna e dopo essersi accertati che l’uomo si era tranquillizzato, sono ripartiti per concludere il giro di pattuglia.

Intorno alle 11.30 gli stessi carabinieri incontrano Carullo lungo la strada che da Castiglione a Casauria conduce a Torre de Passeri; l’uomo, che era stato lasciato nei pressi dell’abitazione dell’ex moglie ancora in stato confusionale, si era messo in macchina nonostante fosse ubriaco. Considerata la situazione, i carabinieri decidono di fermare l’auto e di verificare nuovamente le condizioni di Carullo; l’uomo dalle prime verifiche è parso ancora più instabile di come lo avevano lasciato e quindi il ritiro della patente è stato immediato.

Mentre i carabinieri erano impegnati nello stilare il verbale, Carullo li ha letteralmente assaliti riuscendo a colpire con due calci uno dei due uomini in divisa. Una volta bloccato con la forza, Carullo è stato arrestato e condotto in caserma con l’accusa di violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nel frattempo è arrivata anche la denuncia per violenza da parte dell’ex moglie la quale, da luglio 2005 subisce i maltrattamenti dell’ex marito. Oggi pomeriggio al tribunale di Pescara si è svolto il rito direttissimo che ha deciso definitivamente le sorti di Carullo.

Ivan D’Alberto

 

(*) Nota: anche le stesse manie di persecuzione molte volte sono una conseguenza del bere.


 

IL GAZZETTINO (TV)

UBRIACO IN BICI? NON E’ GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 Non è reato circolare ubriachi in sella a una bicicletta. A confermarlo, dopo una precedente sentenza su un caso analogo del Tribunale di Rovereto, è stato ieri il giudice coneglianese Deli Luca, che ha assolto un cordignanese dall’accusa di guida in stato di ebbrezza di un velocipede "perché il fatto non è previsto dalla legge come reato". I fatti risalgono alla sera del 6 novembre 2004 quando, a Godega, una pattuglia della PolStrada vide V.V., classe 1968, domiciliato a Cordignano, procedere con andatura incerta a bordo di una bici. Gli agenti lo fermarono e sottoposero al test alcolimetrico, che avrebbe accertato valori oltre il limite di presenza di alcool nel sangue. Il caso è quindi approdato in tribunale con l’udienza filtro e il dibattimento che ieri ha sancito l’assoluzione dell’imputato dopo che il pm Susanna Filippozzi ne aveva chiesto la condanna a un mese di arresto e a pagare 400 euro di multa. La difesa di Venezia ha invece prodotto la sentenza assolutoria di un giudice trentino sostenendo che un fatto del genere non aveva rilevanza penale. Una tesi sostanzialmente accolta dal giudice Luca, che nei motivi della decisione, dopo avere citato la sentenza del collega di Rovereto, ha giudicato "ingiustificato ritenere che il legislatore abbia inteso comprendere, nell’area penalmente rilevante, la guida (in stato di ebbrezza ndr) di qualsiasi veicolo compresi quelli a braccia, a trazione animale, velocipedi, slitte e quant’altro" e sottolineato che "il pericolo derivante dalla conduzione di tali veicoli in condizioni di alterazione psicofisica è qualitativamente diverso ed ictu oculi nettamente inferiore a quello derivante dalla circolazione dei veicoli a motore", rilievo che "rende preferibile un’interpretazione restrittiva della norma incriminatrice".(*)

Luca Anzanello

 

(*) Nota: ogni anno molte persone muoiono in Italia per la guida in stato di ebbrezza di una bicicletta.

La legge parla di conduzione di un veicolo, e la bicicletta è, “ictu oculi”, un veicolo.


 

LA PROVINCIA DI LECCO

Il belpaese

I bar aperti tutta la notte?

Meglio avere un’oasi di pace

di Gianfranco Colombo

L’estate è ancora lontana ma i locali lecchesi sono già in prima linea. Le loro richieste sono chiare: aumentare l’apertura notturna al sabato almeno sino alle tre e maggiore clemenza sulle emissioni sonore. Ciascuno tira l’acqua al suo mulino, ma in questo campo la classica coperta è troppo corta. Infatti se da una parte ci sono le esigenze dei locali e dei loro giovani clienti, dall’altra ci sono i cittadini qualunque che di notte vogliono dormire in santa pace. L’amministrazione comunale si trova a dover dirimere una questione che la vede sicuramente schierata più dalla parte dei cittadini che da quella dei presunti nottambuli. Trovare una mediazione pare abbastanza difficile, nonostante la curiosa proposta di istituzionalizzare una nuova figura professionale, quella del «silenziatore umano». Un incaricato che oltre un certo orario si dovrebbe impegnare ad evitare gli schiamazzi fuori dai locali. Ancora una volta siamo di fronte ad una scelta che deve essere minimamente programmatica. Continuo a credere che il futuro di Lecco, anche in previsione di un ipotetico sviluppo turistico, non sia quello di una città nottambula, sulle orme delle ramblas spagnole o delle più nostrane cittadine adriatiche. Siamo una città tutto sommato piccola, le abitazioni ci sono ovunque, dei comuni mortali che voglio dormire anche, per cui è inutile continuare a voler esagerare. Nel caos generale che ci circonda aspirare ad essere un’oasi di pace potrebbe anche essere un’idea controcorrente di una certa efficacia. Del resto la tendenza a cui i locali si ispirano è quella delle discoteche. Non sono più luoghi in cui ci si può fermare a parlare amabilmente con gli amici, ma si sono trasformati in acquari ribollenti di musiche a tutto volume. Qui si beve molto, ci si urla qualcosa di incomprensibile, per poi spostarsi velocemente in altri posti altrettanto caotici e affollati. Ma di questi tempi, psicologi, medici ed educatori non continuano a dirci che questi fine settimana della nostra gioventù sono altamente a rischio? Fior di statistiche ci hanno appena mostrato che l’alcolismo tra i giovani ha già raggiunto livelli di guardia e noi cosa facciamo? Gli teniamo aperto i locali tutta notte? È proprio lì che i nostri giovincelli devono passare il sabato sera? Non c’è proprio altro da proporre loro? Sono semplici domande che non vogliono complicare la situazione, ma che secondo me un amministratore pubblico si dovrebbe fare


 

L’ADIGE

La testimonianza di una battaglia vinta

 Alcol, fuori dal tunnel

 La loro forza sta nella testimonianza. L’abuso di alcol la conseguenza di uno stile di vita sbagliato, ma può essere combattuto insieme. Come? Con il metodo del mutuo auto-aiuto. È questa la regola del gruppo Amicizia di Lizzana. "A" come amicizia ma anche come Alcolisti Anonimi, cioè i suoi componenti. In occasione del 14° anniversario dalla fondazione gli aderenti si sono ritrovati domenica all’Oratorio di Lizzana per un incontro aperto a tutti, soprattutto a chi sente di avere una pericolosità familiarità con l’alcol che crede di poter ancora gestire da solo. In realtà l’alcol è uno stile di vita (sbagliato) che subdolamente può diventare patologia. Lo hanno detto a chiare lettere gli ex alcolisti raccontando storie di sofferenza, solitudine, abbrutimento, perdita della salute, della serenità. Molto spesso la prima vittima è la famiglia" è stato detto, ovvero il nucleo che più di ogni altro può decidere la persona dipendente dall’alcol a uscirne. Negli incontri periodici le storie che gli ex-alcolisti narrano sono spesso strazianti ma anche piene di speranza (c’è sempre una via d’uscita). Come quella di Franco di Rovereto, che da 20 anni non beve più, ma ha rischiato di morire. «Mi sono salvato grazie a mia moglie: lei mi aiutò ad entrare nel gruppo Alanon di Rovereto. È stato difficile iniziare gli incontri ma ho ritrovato me stesso e senza alcol anche la serenità familiare». Franco rivolge un appello a tutti gli indecisi. «Sentite di avere un problema ma non ve la sentite di cambiare? Perché non provare, allora? Mettetevi in contatto con noi». Basta una telefonata al numero 0464-420352. L’alcol è un problema, e questo viene spesso sottovalutato. Quello che non si può dimenticare è che le soluzioni esistono e il metodo dell’auto-aiuto è tra i più validi. C. P.


 

IL GAZZETTINO (UDINE)

Difensore civico, cause dimezzate 

Per moduli Amga, parcometri, rumori molesti e ciclisti indisciplinati gli interventi principali

Pressoché dimezzati - rispetto al 2004 - e in costante discesa rispetto agli anni precedenti (65 lo scorso anno contro i 110 del 2004, i 127 del 2003 i 133 del 2002 ed i 113 del 2001) i casi trattati nel corso del 2005 dal difensore civico. Un dato che - ha rilevato ieri nella sua relazione annuale il difensore civico, l’ex prefetto Romano Fusco - è conseguenza anche di un miglioramento del rapporto tra cittadino e Pubblica amministrazione, anche per un salto qualitativo fatto registrare dalla macchina comunale.

Moduli Amga, problemi legati alla guida in stato di ebbrezza, infrazioni in zona parcometri, ma anche la pericolosità del comportamento dei ciclisti e l’impossibilità di intervenire con sanzioni nei casi di inquinamento acustico i principali problemi segnalati da Fusco nella sua relazione.

GUIDA SOTTO INFLUENZA DELL’ALCOOL. Fusco ha rilevato le segnalazioni relative al ritardo con cui la Commissione medica provvedere agli accertamenti per cui talvolta il termine di 60 giorni non viene rispettato, comportando un protrarsi della sospensione della patente di guida e quindi un aggravio della sanzione (*). A seguito delle segnalazioni, si è avuta assicurazione che si sarebbe stabilita, nei limiti consentiti, una corsia preferenziale, in modo da garantire il rispetto dei termini previsti dalla legge...

 

(*) Nota: e va bene, che aspettino pure un po’ di più…, la prossima volta magari staranno più attenti a non bere prima di guidare.


 

IL GAZZETTINO (VI)

Col camion provoca sinistro: aveva bevuto

Livorno

(E.B.) Denuncia per guida in stato di ebbrezza e patente ritirata per un camionista bassanese che ha provocato un incidente in Toscana. L’episodio è accaduto alcuni giorni fa sull’"Aurelia", in comune di Rosignano Marittimo, provincia di Livorno. In un punto dove sono vietati i sorpassi, F.B., 54 anni, di Bassano, ha tentato di superare con il suo un altro autotreno condotto da un 46enne napoletano): i due veicoli si sono urtati. Sul posto è intervenuta la Polizia stradale. Gli agenti hanno scoperto che F.B. si era messo al volante dopo aveva bevuto: per il 54enne bassanese sono scattati così la denuncia, il ritiro della patente e la decurtazione di 10 punti.


 

IL SECOLO XIX

L’ incidente Ubriaca al volante travolge un ragazzino

Imperia

Il motorino che si ferma per un guasto. Un’auto che gli piomba da dietro e travolge un ragazzino scaraventandolo a tre metri di distanza. Un incidente spettacolare quello capitato ieri pomeriggio in corso Garibaldi che ha avuto come protagonista Mirco T., 19 anni, imperiese, ora ricoverato nel reparto di neurologia dell’ospedale di Imperia e Alessandra R., 36 anni, pure lei imperiese. Guidava l’auto ubriaca e per questo motivo le è stata ritirata la patente. I vigili urbani, infatti, hanno poi stabilito che la conducente dell’auto era al volante con un tasso di alcol nel sangue più del doppio del limite consentito dal codice della strada. La donna è stata anche denunciata alla Procura della Repubblica così come stabilisce l’articolo 186 dello stesso Cds. L’incidente ha avuto anche una testimone, una donna, con un bambino di pochi anni, che, superato lo choc, ha raccontato ai quattro agenti del nucleo di pronto intervento della polizia municipale la dinamica dell’incidente. Pare infatti che il ragazzo si fosse fermato ai margini della carreggiata, poco oltre il parcheggio dell’hotel Corallo, per un guasto improvviso. Poco dopo è arrivata la Fiat Panda, da ponente procedeva verso levante. In una semicurva, forse per la velocità eccessiva, la conducente ha perso il controllo di guida urtando con molta violenza il motorino. Col corpo il ragazzo ha sfondato il parabrezza per poi finire sul marciapiede. Si è procurato un trauma cranico e una brutta lesione ad una caviglia. Il ragazzino è stato soccorso dai militi della Croce Bianca arrivati dopo che al 118 erano giunte le prime telefonate che segnalavano l’incidente. All’ospedale è stato sottoposto alla Tac. Guarirà in venti giorni.


 

L’ADIGE

Ubriaco sorpassa l’Arma

Non passa fine settimana che i carabinieri impegnati a pattugliare le vie cittadine non si imbattano in qualche automobilista ubriaco. Dall’inizio dell’anno sono state ben 31 le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza (*) e ben quattro i casi segnalati negli ultimi giorni. L’episodio più curioso riguarda quello che ha avuto per protagonista un ragazzo di 21 anni, A.Z. di Trento, che nella galleria di Montevideo ha superato la gazzella dei carabinieri. Nulla di male se il suo modo di guidare non avesse insospettito i carabinieri che lo hanno raggiunto e fermato. I controlli hanno evidenziato che aveva bevuto un po’ troppo e così è scattato il ritiro di patente. E’ stato invece tradito dal guard-rail un trentenne di Villamontagna, F.R., che domenica mattina è finito fuori strada sulla tangenziale di Trento. I carabinieri sono intervenuti per i rilievi dell’incidente causato anche questo dall’abuso di sostanze alcoliche. Infine due casi sabato notte. Uno in via Brescia dove un giovane di Tione, T.V. di 25 anni, ha tamponato una vettura e l’altro in via Giusti dove la Gazzella ha notato S.S., 28 anni di Vervò che superava tre autovetture contromano. Fermato, è stato privato della patente anche lui per guida in stato di ebbrezza.

 

(*) Nota: al posto di “ben 31” patenti, ritirate in tre mesi, io scriverei “solamente 31”.

Facendo controlli a tappeto, con l’ausilio di precursori, 30 patenti si possono ritirare in una sola sera, come dimostra il prossimo articolo.


 

L’ARENA

Notte di controlli da parte della polizia stradale sulle Torricelle e in Basso Acquar per prevenire le stragi del sabato sera

Ubriachi al volante, ritirate 30 patenti

I conducenti hanno tra i 20 e 35 anni, uno ha cercato di scappare ma è stato bloccato

Tante, troppe persone si mettono al volante dopo aver bevuto. La conferma arriva dall’ultimo servizio predisposto dalla polstrada di Verona lo scorso fine settimana che ha portato al ritiro di una trentina di patenti in una sola notte di controlli.

La guida in stato di ebbrezza resta un fenomeno diffuso, soprattutto tra i giovani. E se da un lato è vero che i continui servizi di prevenzione, anche con l’autovelox e il telelaser, hanno contribuito a far diminuire il numero degli incidenti gravi, dall’altro è ancora troppo elevato il numero di coloro che abusano di alcol o droghe, o entrambi prima di mettersi alla guida.

Il controllo delle pattuglie della polstrada, coordinate dal dirigente Daniele Giocondi, ha interessato sostanzialmente la zona delle Torricelle e Basso Acquar. L’obiettivo era di prevenire le stragi del sabato sera e in particolare tutti quei comportamenti che possono essere a rischio per gli altri conducenti. Trenta i conducenti trovati dagli agenti con un tasso alcolemico nel sangue superiore a quello consentito, di 0,50, tutti di età compresa tra venti e 35 anni: il minimo è stato di 0,70, il più alto di 2,50. Per determinate violazioni, oltre alla ritiro della patente, vi può essere anche la sospensione dello stesso documento a tempo indeterminato, fino a quando il conducente non sarà ritenuto in grado di tornare a guidare, previo accertamento da parte dei medici.

Durante i controlli è accaduto che un automobilista abbia cercato di scappare per evitare di sottoporsi ai controlli. A forte velocità è salito lungo i tornanti delle Torricelle, inseguito dalle pattuglie della polstrada, ma è stato bloccato dopo poche centinaia di metri. L’uomo, oltre che di guida in stato di ebbrezza, dovrà rispondere anche di guida in contromano, per aver imboccato i tornanti nell’altra corsia, ed eccesso di velocità. I controlli degli agenti torneranno anche durante i prossimi fine settimana. (r.v.)


 

IL GAZZETTINO (TV)

Hostess per non perdersi in ospedale  

Da questa mattina al via il servizio di informazioni e orientamento per visitatori e pazienti

Utenti in difficoltà, smarriti nei meandri dell’ospedale Ca’ Foncello alla ricerca di reparti e ambulatori? Da oggi sarà più facile orientarsi nella cittadella della sanità trevigiana grazie alle hostess del Box informativo, collocato all’ingresso, tra l’edicola e il bar.

Come anticipato la settimana scorsa dal nostro giornale, il servizio è stato voluto dal direttore generale dell’Usl 9 Claudio Dario per venire incontro alle esigenze dell’utenza, tendo conto dell’ampio sviluppo registrato dall’ospedale negli ultimi anni.

"Le operatrici saranno presto affiancate da volontari - precisa Dario - e aiuteranno soprattutto le persone anziane, accompagnandole nei luoghi richiesti".

Dopo numerosi tentativi di allestire segnaletiche, realizzare piantine e spiegare con cartelloni la dislocazione dei vari reparti, ora la direzione generale ha deciso di sperimentare questa nuova formula, unica nel Veneto.

Il box informativo sarà gestito dalla società Eurosafety, vincitrice, insieme alla Meneghetti di Vicenza, dell’appalto che garantisce la gestione degli spazi pubblicitari all’interno degli ambienti socio-sanitari. L’Usl 9 è una tra le ultime aziende venete a utilizzare questa formula di finanziamento, vincendo le resistenze interne. "Abbiamo deciso di seguire le altre Usl nella via pubblicitaria ma garantendo la trasparenza e l’eticità dei contenuti", precisa il direttore generale.

Ogni spazio, infatti, sarà vagliato nella collocazione e nei contenuti da un’apposita commissione a cui parteciperà un rappresentante delle associazioni di volontariato. Sono escluse pubblicità di sigarette e alcolici.

I primi pannelli dovrebbero comparire fra un paio di settimane, dato che la Meneghetti ha già pre-stipulato contratti per oltre 70 mila euro, coprendo l’intero 2006.

Gli spazi sanitari risultano più che mai appetibili, poiché nel solo Ca’ Foncello passano ogni giorno tra le 6 e le 10 mila persone al giorno, tra lavoratori e utenti. L’azienda vicentina gestisce la pubblicità per conto di molte altre Usl del Veneto e sta cercando nuovi collaboratori. Gli aspiranti possono contattare Luciano Gobbo al 348/7006094.

Con il ricavato della pubblicità, l’Usl 9 finanzierà in toto il box informativo, in cui spera nel prossimo futuro di collocare anche i volontari. Un’ipotesi al vaglio del Centro di servizio per il volontariato di Treviso, vede la possibilità di coinvolgere gli studenti delle scuole superiori trevigiane.

In ogni caso il nuovo servizio non sostituirà il lavoro svolto dall’Urp, Ufficio relazioni con il pubblico, attivo già da qualche anno, poiché - precisa il dirigente Gianluigi Scannapieco, lo sportello aziendale concentrerà d’ora in poi la sua attenzione al "dialogo con il pubblico, accogliendo lamentele e disagi ma anche consigli e suggerimenti che giungano dai cittadini".

Laura Simeoni


Mercoledì, 29 Marzo 2006
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