Martedì 11 Agosto 2020
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Rassegna alcool e guida del 23 marzo 2006

L’ARENA

NOGARA. L’Arca, associazione di ex dipendenti dell’Ulss, organizza un corso negli spazi del nosocomio

L’enologia va in ospedale

Forti proteste dagli ex alcolisti. «Ma noi non incitiamo a bere»

 Nogara. «L’associazione ricreativa dell’Ulss 21 organizza un corso di enologia nella sede ospedaliera di Nogara». È bastato questo annuncio - il corso si svolgerà infatti fra qualche mese e solo se ci sarà un numero minimo di iscritti, che dovranno essere almeno una ventina - a scatenare la polemica. Ad innescarla è stato un lettore de «L’Arena», (*) che ha inviato una lettera in cui afferma che «promuovere il vino, prima causa di malattie, dentro ad un ospedale è in termini di principio un controsenso», tanto che a suo avviso sarebbe come «promuovere il Viagra in un convento», ha scritto con evidente ironia.

Ma a rincarare la dose della protesta personale, ora arriva anche il commento di Giampiero Xausa, il presidente dell’Acat del Basso veronese, ovvero dell’associazione che riunisce tutti i gruppi di alcolisti in trattamento attivi nei comuni dell’Ulss 21 e che, guardacaso, ha sede proprio a Nogara.

«Noi non siamo né contro i corsi di enologia - afferma Xausa - né contro chi beve il vino ma, considerati i danni che quest’ultimo può provocare, mi sembra davvero inopportuno che vengano svolte delle lezioni in una struttura di cura. Anche perché gli annunci relativi a questo corso ci stanno creando dei problemi. Chi sta cercando di allontanarsi dall’alcool, infatti, potrebbe chiedersi se davvero sta facendo la cosa giusta, considerato che anche chi opera nelle Ulss si dedica alla conoscenza del vino. (**) Insomma, questa è una vera e propria schifezza, anche se ovviamente ognuno è libero di fare quello che gli pare e perciò non prenderemo una posizione ufficiale con gli organizzatori. Speriamo solo che la nuova amministrazione dell’Ulss sia più sensibile alle iniziative di lotta alle dipendenze».

Mauro Longo, il presidente dell’Arca - questo è il nome dell’associazione ricreativa e culturale dei dipendenti Ulss - replica alle polemiche spiegando che il corso è il frutto di un’iniziativa privata e che non si svolgerà dentro all’ospedale. «L’associazione, che esiste dal 1988 e conta 800 iscritti, è pienamente autonoma», spiega. «Per questo le iniziative culturali, sportive e turistiche che propone non hanno nulla a che vedere con l’Ulss. Anzi di corsi, per quest’anno ne sono previsti di informatica, Internet e fotografia, oltre a quello di enologia e si svolgeranno all’esterno, seppur vicino, della struttura sanitaria di Nogara. In spazi che un tempo erano destinati al guardaroba dell’ospedale e che stanno per diventare la nuova sede dell’associazione».

«Comunque - continua - l’Arca propone incontri sul vino da dieci anni, visto che lezioni su questo tema si sono ripetute ad ogni stagione e che ad esse spesso hanno partecipato anche medici. (***) Quest’anno viene proposto un corso più ampio nel quale ci saranno come relatori degli esperti dell’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di vino (Onav). Un corso che comunque è volto a far conoscere le caratteristiche di quello che è un alimento a tutti gli effetti, con l’obiettivo di fare prevenzione. Conosciamo bene anche noi infatti problemi che può provocare l’abuso dell’alcool. Anzi ai suoi effetti sulla guida, come a quelli degli stupefecenti, saranno dedicate serate conoscitive. Queste lezioni, insomma, non saranno certo un incitamento a bere, bensì un modo per conoscere più a fondo l’enologia».

Luca Fiorin

 

(*) Alessandro Sbarbada

(**) Nota: l’articolo successivo dimostra che gli ospedalieri conoscono già gli effetti del vino.

(***) Nota: nell’ASL di Asti, da vent’anni a questa parte, l’unico aggiornamento, avente come tema l’alcol, organizzato dall’ordine dei medici per i suoi iscritti è stato un corso per assaggiatori di vino.


 

CORRIERE ROMAGNA

Aggressione al Pronto Soccorso

Rimini - Torna d’attualità il tema della pericolosità dei mestieri ospedalieri. E torna d’attualità dopo un episodio verificatosi ieri nel Pronto Soccorso dell’ospedale Infermi di Rimini. Dove una paziente di 36 anni, non riminese ma negli ultimi tempi residente nel territorio della provincia, ha aggredito una dottoressa alle spalle, procurandole ferite al collo guaribili in tre giorni. E dopo l’intervento della polizia, immediatamente allertata, ed in seguito ad una perquisizione tra gli effetti personali della donna, è saltato fuori anche un coltello, con una lama di venti centimetri, che questa teneva nascosto nella borsa.Insomma un episodio tutt’altro che bello e anche un po’ inquietante, che rinfocola i timori, mai sopiti, degli operatori, rispetto alla propria incolumità. Un paio d’anni fa, tanto per fare esempi, un operatore di radiologia era stato colpito con un pugno al volto da un paziente spazientito dall’attesa delle lastre. Ma sono soprattutto medici ed infermieri del Pronto soccorso a trovarsi di fronte persone ubriache, in preda a stupefacenti, o semplicemente intenzionate a menar le mani. E a volte ne fanno le spese. Stessa cosa con pazienti afflitti da problemi psichiatrici. Come la 36enne di ieri.Ieri però era in ospedale (Pronto soccorso) per una patologia di natura diversa. E mentre era lì avrebbe iniziato a lamentarsi del fatto di non avere una casa. Di lì al prendersela col primo che le è capitato davanti il passo è stato breve. E la sfortunata dottoressa è stata presa al collo, da dietro, e gettata a terra. La donna è stata dunque calmata dagli altri operatori e dalla polizia, e nella perquisizione è saltato fuori il coltello che lei ha detto di usare per tagliare le vivande. La donna ora risulta ancora ricoverata all’Infermi. Le ferite della dottoressa guariranno in tre giorni. Lo stress e la paura che le cose potessero andare assai peggio, durerà molto di più.

fra.p.


 

RICERCA CHOC

Alcol, droga e gioco d’azzardo: nei bar si diventa schiavi

Indipendentemente dall’età i frequentatori di bar vanno considerati come ’popolazione a rischio per quando riguarda la dipendenza da gioco e l’uso di alcol e stupefacenti’ è il risultato di una ricerca dell’Ausl 

 BOLOGNA, - I frequentatori dei bar, indipendentemente dall’età, e al pari di altre categorie (giovani, frequentatori di discoteche, partecipanti a rave e concerti), vanno considerati ’come una popolazione a rischio per quanto riguarda l’uso di alcol, di stupefacenti e la dipendenza dal gioco’.

E’ la conclusione a cui giunge una ricerca dell’Ausl di Bologna denominata ’Silver Shadow: la normalità deviante’, indagine su ’dipendenza da gioco, uso di stupefacentie abuso di alcol’ tra 308 avventori di 26 bar: 11 nel quartiere San Donato (126 interviste), 15 al Navile (182 interviste).

In 20 di questi locali era presente almeno una slot machine (77%), in 16 almeno due (62%). La ricerca (pubblicata sul sito dell’Osservatorio epidemiologico metropolitano Dipendenze patologihe) evidenzia dunque ’l’elevata prevalenza di comportamenti pericolosi collegati all’uso diffuso di sostanze stupefacenti e all’abuso di alcol e, concentrato nei locali dove sono collocate le slot machines, l’alto rischiodi futura dipendenza da gioco’.

Gli effetti? Un soggetto su due ha dichiarato di soffrire di problemi di tipo psicologico (ansia, depressione e disturbi del sonno), uno su dieci di avere rilevanti problemi economici e molti di essere rimasti coinvolti in incidenti stradali. Inoltre, l’uso di stupefacenti ed i comportamenti a rischio risultano più frequenti tra gli avventori dei locali per aperitivi, l’abitudine algioco tra i frequentatori dei locali di passaggio, il consumo di alcolici ed il rischio di dipendenza da gioco nei locali di ritrovo.

Conclusione dello studio: ’I progetti di prevenzione devono considerare anche la ’normalità deviante’, cioe’ quei comportamenti pericolosi (guidare dopo aver bevuto alcolici, consumare saltuariamente stupefacenti, giocare abitualmente con le slot machines) considerati ’quasi normali’ se messi in atto dalle persone comuni’.


 

IL GAZZETTINO (ROVIGO)

GIOVANI & SALUTE 

Sigarette e alcol entrano presto nella vita degli studenti

(n.a.) "Prevenire è meglio" soprattutto se tra i 14-15enni, almeno uno su tre è un fumatore abituale, se uno su quattro consuma alcolici nel fine settimana e uno su dieci beve birra, aperitivi o vino tutti i giorni.

I risultati del questionario su un campione di studenti delle superiori Ipsia, Itis, Paleocapa e Marco Polo, conferma che sempre più giovani si avvicinano a fumo e alcolici. Il campione comprendeva 534 allievi delle classi prime e seconde degli istituti coinvolti nel progetto "Prevenire è meglio", promosso dal Comune insieme all’Ulss 18, contro la diffusione di sostanze stupefacenti e alcolici.

L’indagine conoscitiva ha raggiunto, oltre agli studenti, anche cento genitori e 109 insegnanti, e rientrava tra le azioni dello stesso bando regionale che aveva già finanziato (sempre a scopo preventivo) l’installazione di impianti di videosorveglianza lungo via De Gasperi, che collega i quattro istituti aderenti al progetto. "Prevenire è meglio", ora, è nella fase di discussione (tra studenti e psicologi) dei risultati emersi dal questionario, che entro maggio sarà esaminato anche dai collegi docenti. A seguire sono già in programma un confronto tra studenti e ragazzi delle Comunità dei giovani di Verona e di San Patrignano, e una serata formativa con lo psichiatra Paolo Crepet, aperta ai genitori.

Secondo l’indagine, studenti e genitori sono d’accordo che per prevenire l’abuso di alcol e tossicodipendenze, sia la scuola a poter dare maggiori informazioni ai ragazzi. «La prevenzione dovrebbe essere curricolare», ha proposto il dirigente scolastico Virgilio Santato. (*) Che si è detto pure favorevole a vietare la cosiddetta zona fumatori nel cortile del Paleocapa.

Più della metà degli allievi intervistati è favorevole a che i genitori sottopongano i figli minorenni a controlli medici antidroga, mentre fa riflettere che oltre il 22 per cento degli studenti abbia risposto "non so" alla domanda: "Secondo te gli spinelli e l’ecstasy creano dipendenza?". C’è più informazione, invece, sui danni alla salute provocati dal fumo di sigaretta. E mentre l’89 per cento ritiene che l’uso di droghe tra i giovani sia molto o abbastanza diffuso, la percentuale che dichiara di conoscere personalmente qualcuno che abbia avuto problemi di droghe, si abbassa al 38,8 per cento.

Quanto agli alcolici, i 14-15enni intervistati preferiscono consumare birra (45 per cento) e spritz (42,7).

 

(*) Nota: a mio parere la scuola ha un ruolo del tutto marginale nella prevenzione delle tossicodipendenza. Gli aspetti del comportamento che hanno a che fare con l’atteggiamento tossicomanico: (la scarsa tolleranza al disagio, il tutto-e-subito, il tutto-o-niente, la manipolazione di se stessi, la logica dell’alibi, l’apprezzare uno stato alterato di coscienza) si formano all’interno della famiglia, prima dell’età scolare.


 

IL MESSAGGERO (UMBRIA) 

Alcol e droga, a San Giacomo un centro per uscirne 

SPOLETO – Un centro per prevenire le nuove dipendenze ed aiutare chi vi è caduto ad uscirne. Si chiama “Girovento” il nuovo servizio inaugurato ieri mattina e nato dalla collaborazione tra Asl e Comune, che sarà ubicato nei locali del Centro salute di San Giacomo. Un punto d’ascolto e di terapia psicologica che si rivolge agli adolescenti ed ai giovani entrati nel circuito vizioso delle nuove droghe, in particolare cannabis ed alcol, o che hanno iniziato a fare uso di cocaina od eroina.

«Ma non si tratta di un doppione del Sert – ha spiegato la responsabile del Servizio dipendenze della Asl, Sonia Biscontini – Qui, attraverso percorsi di ascolto sia individuali che di gruppo e di accompagnamento verso attività esterne, si persegue l’obiettivo di valorizzare gli aspetti positivi dell’adolescente per non farlo cadere nelle dipendenze». Oltre a quelle dovute all’uso di stupefacenti, il servizio che sarà aperto ogni venerdì dalle 14,30 alle 18,30 e negli stessi orari del lunedì per i genitori, affronterà i casi di dipendenze da gioco compulsivo e quelli dovuti ai disturbi alimentari quali l’anoressia e la bulimia. All’interno di “Girovento” opereranno uno psicologo, un assistente sociale, un educatore, un infermiere e saltuariamente alcuni medici specialisti.

«Realizzare un servizio rivolto ai giovani all’interno di una struttura aperta e che tutela comunque la privacy – ha detto il direttore sanitario della Asl, Emilio Duca – significa raggiungere il maggior numero di soggetti che hanno bisogno di essere ascoltati per risolvere i loro problemi di dipendenza». Il sindaco Massimo Brunini, presente insieme agli assessori Manuela Albertella e Patrizia Cristofori, ha invece sottolineato l’importanza dei centri salute come elementi di collegamento tra le comunità locali e le istituzioni preannunciando la prossima apertura di quelli di Baiano e Strettura.

Re.Be.


 

IL GAZZETTINO (BELLUNO)

Lo studio è voluto da Sert e Questura riguardo agli abusi d’alcol 

"Bruciano" e si ubriacano indagine Ulss sugli studenti

Belluno Un’indagine cercherà di capire perchè molti studenti bellunesi quando marinano la scuola o, anche, quando c’è sciopero, scolino quantitativi "industriali" di alcol, birra in primis ma anche superalcolici di qualsiasi genere, dall’amaretto alla vodka. E’ uno studio sicuramente interessante quello che il Centro ricerche dello Spazio Giovani dell’Ulss1 sta avviando: voluto da Sert e Questura, lo studio avrà come obiettivo quello di radiografare i comportamenti dei ragazzi per definire poi le iniziative da attuare. A sollevare il problema dell’abuso di alcol correlato alla diserzione delle lezioni era stato, nel giugno scorso, anche il sindaco: De Col aveva puntato il dito contro gli studenti che, a fine anno, dopo aver disertato le lezioni, andavano a scolare birra e superalcolici sul Lungopiave, trasformato in un letamaio.


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BARI)

L’alcol un killer silenzioso e invisibile Domani (19,30) convegno interclubs Lions 

Sono 5 milioni gli italiani che consumano alcol in maniera smoderata e gli esperti registrano un progressivo abbassamento dell’età (11 anni, record europeo) in cui ci si avvicina a vino, birra e liquori. Inoltre, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’alcol provoca il 45% degli incidenti, il 41% degli omicidi, il 63% delle cirrosi epatiche e il 10% dei tumori. Di qui la necessità di promuovere una capillare campagna educativa sui pericoli e sulle insidie di quanti bevano, sulla scia della messa al bando del fumo dai locali pubblici. Anzi, sempre più accattivanti appaiono le immagini di successo e allegria legate a un brindisi tra amici, alla pubblicità che spinge verso il consumo di bevande alcoliche. In questo contesto va inquadrato il progetto di sensibilizzazione e informazione del Distretto Lions 108 Ab Apulia sulle problematiche dell’alcolismo. L’appuntamento - organizzato da club Bona Sforza, Levante, Costanza d’Altavilla, Murat, Mediterraneo, Host e Triggiano marina con l’assessorato comunale alle Politiche sociali - è per domani (ore 19,30), presso lo Sheraton Nicolaus. Interventi e testimonianze affronteranno, tra l’altro, l’uso e abuso dell’alcol, le patologie alcol correlate. Relatori, Giovanni Fiore e Vito Campanile.


 

L’ARENA

PESCHIERA. Insieme anche Bardolino e Castelnuovo

Alcolisti anonimi e famiglie in festa in sala Radetzky

«È un appuntamento per tutti, perché tornare a star bene si può»

 Peschiera. Se è vero che l’unione fa la forza, quella di domenica è destinata ad essere una data importante per i gruppi degli Alcolisti anonimi e degli Al-Anon, i loro familiari: dalle 10 alle 12.30, in sala Radetzky della caserma Cacciatori, si sono dati appuntamento i gruppi Acrilica, Benaco e Il focolare, per festeggiare i molti anni di presenza sul territorio di Peschiera, Bardolino e Castelnuovo.

«Sarà una giornata importante, che può diventare un’occasione anche per chi convive, personalmente o in famiglia, con il problema dell’alcolismo», dice Carla di Peschiera. «Tante volte mi capita di essere fermata da persone che vivono questo dramma e affermano di non sapere come affrontarlo». «Io dico loro, e lo ribadisco ora, che i nostri gruppi sono davvero una grande opportunità, non si deve aver timore di venire a vedere: non costa nulla e nessuno domanda niente, si è lì solo per ascoltare. Ognuno decide se e quando è pronto a raccontare la propria storia e questa, così come i nomi e cognomi dei partecipanti ai gruppi, sono coperti da anonimato». «Se in tanti anni», sottolinea Carla, «molte persone e famiglie hanno potuto riappropriarsi della loro vita, vuol dire che qualcosa di buono in questo sistema c’è. È un tentativo da fare. Insisto molto sul ruolo di familiari: se l’alcolista non si muove, lo possono, e a mio avviso devono, fare loro».

All’incontro di Peschiera sono attese oltre 150 persone; a queste, gli organizzatori auspicano si aggiungano autorità, sacerdoti e operatori sanitari e sociali. «La tradizione vuole che i nostri gruppi operino in autonomia; ma sappiamo di poter contare su medici, parroci, autorità locali, forze dell’ordine assistenti sociali. La loro collaborazione», precisa Carla, «è preziosa non solo nelle occasioni in cui noi chiediamo il loro aiuto ma anche perché molte volte sono questi operatori ad indirizzare le persone ai gruppi».

Si può uscire dall’alcol e tornare a stare bene: questo il messaggio che Alcolisti anonimi e Al-Anon vogliono trasmettere. «Ecco perché la giornata di domenica sarà un’occasione importante: é l’unico momento aperto al pubblico».

Giuditta Bolognesi


 

LA PROVINCIA DI CREMONA

Cappella Cantone. Parte questa sera la tradizionale ‘Fiera di primavera’

Sport, cabaret e impegno sociale

CAPPELLA CANTONE — Impegno sociale ma anche storia, sport e cabaret. Tutto questo, e molto di più, è la ‘Fiera di primavera’ edizione 2006. La rassegna parte stasera con una novità assoluta: un incontro di sensibilizzazione voluto e organizzato dal gruppo alcolisti anonimi di Soresina. Alle 21, sul parquet della palestra, uomini e donne che hanno sconfitto la dipendenza dalla bottiglia, racconteranno la propria storia suggerendo consigli preziosi. Domani, sempre in palestra, si prosegue con un’altra testimonianza da non perdere: quella di Annalisa Chiozzi e Nicola Borsella, da poco rientrati dalla Bosnia. Le loro parole, e le immagini scattate nella ex Jugoslavia, aiuteranno a capire com’è cambiato il Paese dieci anni dopo la fine della guerra. Da sabato, invece, si torna all’antico, e la fiera torna ad assumere il suo aspetto più leggero e scanzonato. Alle 14, in via Marconi, apre la mostra di hobbystica e vengono esposti al pubblico alcuni documenti d’epoca ritrovati nell’archivio comunale, mentre alla stessa ora, a cascina Bonalda, s’inaugura una mostra di divise militari risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Di sera, a partire dalle 21, va in scena il ‘Gran gala del Cabaret’ (ad ingresso gratuito) con tre artisti impegnati sul palco: nell’ordine Calimerò, Beppe Altissimi e Roberto Valentino. Domenica, infine, chiusura dedicata al cicloraduno di primavera, al mercato fieristico e agli esami sanitari eseguiti gratuitamente in ambulatorio comunale.


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (CAPITANATA)

Trinitapoli Ha picchiato connazionale  

Rapina e aggressione in manette un rumeno

TrinitapoliUn cittadino rumeno di 22 anni, Kostel Stavarache, senza permesso di soggiorno, è stato arrestato dai militari della locale stazione con l’accusa di rapina e lesioni personali ai danni di un connazionale di 24 anni, «regolare» in quanto in possesso del permesso di soggiorno. Il giovane irregolare, in preda ai fumi dell’alcol, ha inopinatamente aggredito il connazionale (regolarmente munito di permesso di soggiorno) in località Posta Uccello e lo ha riempito di botte prima di sottrargli la somma di 60 euro. Il giovane ha riportato traumi contusivi alla regione frontale ed oculare con un vasto ematoma: guarirà in dieci giorni. Secondo la ricostruzione dei fatti, dopo aver subito l’aggressione il giovane si è recato in caserma dove ha denunciato l’accaduto ai carabinieri, fornendo una descrizione dell’aggressore ed alcune indicazioni sul posto in cui poteva trovarsi. I militari si sono dunque recati in una zona di campagna dove hanno rintracciato ed arrestato lo Stavarache, che è stato poi associato alla casa circondariale di Foggia.


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (CAPITANATA)

Margherita S 

Ubriaco in spiaggia salvato

MARGHERITA DI SAVOIA Aveva deciso di prendersi una sbornia per dimenticare, forse qualcosa che lo stava turbando e per questo, giunto a Margherita di Savoia in bicicletta, si era appartato sulla spiaggia, lontano da occhi indiscreti ed aveva cominciato a tracannare alcool (presumibilmente vino) fino a perdere i sensi e cadere supino sul manto sabbioso. E lì sarebbe rimasto non si sa per quanto tempo se, per sua fortuna, non fosse passato nelle vicinanze una persona che ha allertato polizia municipale e «118», che dopo i primi soccorsi, lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale di Barletta. Protagonista di questa triste storia, forse dovuta alla solitudine, il 39enne Giuseppe Sanmartino, nativo di Cerignola, vissuto per diversi anni a Margherita di Savoia, dove aveva contratto matrimonio e messo su casa (abitava in via Ricco, al civico 10). In seguito, dopo otto anni, si era trasferito a Cerignola, dove, sembra, vivesse da solo. L’episodio, come detto, intorno alle ore 15 di martedì scorso. G.M.L.


 

VIRGILIO NOTIZIE

EMILIA-R./ INTERROGAZIONE FI SU PAZIENTI TOSSICODIPENDENTI

In centro salute mentale di san polo di torrile (pr)

Roma, 23 mar. - Un consigliere regionale di Forza Italia ha rivolto una interrogazione alla Giunta per sapere se è legittimo che all’interno del Centro di Salute Mentale 24 ore di San Polo di Torrile (Pr), struttura adibita alla cura dei pazienti psichiatrici, siano presenti alcuni giovani pazienti tossicodipendenti, pur non essendovi previste forme di controllo proprie per la cura delle tossicodipendenze.

L’esponente azzurro, rilevato che, in virtù di tale assenza di controllo, alcool e sostanze stupefacenti entrano così nella disponibilità dei pazienti affetti unicamente da malattie psichiatriche ospiti della struttura, i quali non godono delle condizioni psicofisiche che gli consentirebbero di resistere a tali offerte, chiede alla Regione se non intende intervenire per evitare che ai pazienti affetti da patologie psichiatriche siano rese disponibili sostanze alcoliche e stupefacenti che aggiunte agli psicofarmaci prescritti per la cura delle loro malattie hanno effetti devastanti sulla salute mentale e fisica. Il consigliere, infine, chiede se la Giunta ha debitamente valutato che la mancanza di controllo nel CSM 24 ore di San Polo, la quale consente ai pazienti tossicodipendenti di introdurvi sostanze stupefacenti il cui commercio è vietato dalla legge, potrebbe configurare per i responsabili della stessa struttura il reato di favoreggiamento allo spaccio di stupefacenti.

 

(*) Nota: raggruppare le persone in categorie fa correre il rischio di non vedere al di là degli stereotipi e dei pregiudizi. Se una persona oltre che problemi causati da alcol o droghe ha anche problemi psichiatrici a chi deve rivolgersi se non anche ad un servizio psichiatrico.

L’ipotesi che i responsabili della struttura siano passibili di favoreggiamento per l’eventuale introduzione di stupefacenti è una stupidaggine.


 

IL MESSAGGERO (UMBRIA)

SPOLETO 

«Dove è il ponte?»: ragazza salvata dal suicidio 

Prima rodeo con l’auto contromano, poi bloccata sul parapetto. Colpa di una delusione amorosa 

di RENZO BERTI

SPOLETO – I poliziotti, dopo un movimentato inseguimento per le vie cittadine, l’hanno bloccata all’ingresso del Ponte delle Torri. Prima che potesse mettere in atto il suo tragico proposito di gettarsi dalla finestrella. Lei, una ragazza di 28 anni di Trevi, per due ore ha seminato il panico tra gli automobilisti ed i passanti gridando a tutti che cercava il Ponte per uccidersi.

La sua corsa contro mano è iniziata poco dopo le 16 di ieri pomeriggio in Largo dei Tigli, una traversa di via Dei Filosofi. Da qui ha proseguito in direzione del centro storico. Nel frattempo, una volante del 113 si è messa all’inseguimento della Ford segnalata da alcuni cittadini che avevano incontrato sulla loro strada la ragazza in preda ad una crisi di disperazione continuava a chiedere a tutti «Dov’è il ponte?». Un’altra, invece, raggiungeva il Ponte delle Torri per bloccare la giovane.

Gli agenti l’hanno intercettata in un paio di occasioni, ma non è stato possibile bloccarla. Alla fine del movimentato inseguimento, la sua auto è stata ritrovata in Piazza Campello.

Ma intanto lei aveva già raggiunto il Ponte dove un agente la ha afferrata energicamente cercando di calmarla. E’ stata quindi accompagnata al pronto soccorso, dove le hanno somministrato un sedativo. All’origine del raptus, provocato anche da un’abbondante ingestione di alcolici, pare via stata una recente delusione amorosa.

Da qui il proposito suicida che fortunatamente è stato evitato all’ultimo momento. Ma, quando si riprenderà, ad attenderla ci potrebbe essere un lungo verbale per le infrazioni al codice della strada. La legge in questi casi non fa sconti. Neppure ai cuori disperati.


 

IL GAZZETTINO (TREVISO)

IN TRIBUNALE

Il presidente dell’Ente Palio nei guai per avere rifiutato di seguire i vigili in caserma per il test 

Cornuda, condanna e assoluzione  

Dieci punti in meno sulla patente. Smontata invece l’accusa di guida in stato di ebbrezza

Montebelluna

Assolto dall’accusa di guida in stato d’ebbrezza, condannato per essersi rifiutato di seguire i vigili urbani in caserma in via Piave (*) per sottoporsi al test dell’etilometro.  Ieri pomeriggio nella sezione distaccata di Montebelluna del Tribunale di Treviso è comparso Edo Cornuda personaggio molto conosciuto in città sia per il suo passato politico, sia per essere stato riconfermato in questi giorni, presidente dell’Ente Palio l’associazione che organizza il palio del Vecchio Mercato. Le accuse contestategli risalgono al 2 luglio dello scorso anno. Cornuda dopo aver seguito per un lungo tragitto l’auto della Polizia Municipale nell’unico punto dove a Caonada era possibile effettuare il sorpasso aveva dato un’accelerata e si era diretto a casa. A questo punto i vigili avrebbero azionato tutti gli accorgimenti tecnici (lampeggianti e quant’altro) per fermare l’uomo che soltanto una volta giunto davanti alla propria abitazione in via Capitello era sceso dall’auto rifiutandosi poi di seguirli in caserma per il test alcolimetrico. Smontata dagli avvocati l’accusa di guida in stato d’ebbrezza, il giudice Michele Vitale ha ritenuto attendibile la testimonianza del vigile condannando così Edo Cornuda a 10 giorni d’arresto e 300 euro di multa convertiti in 680 euro d’ammenda. Dieci i punti ritirati dalla patente. La prossima puntata dal giudice di pace a luglio.

 

(*) Nota: esistono diversi modelli di etilometro, ma hanno in comune la caratteristica di essere tutti facilmente trasportabili. Un etilometro tenuto in caserma non è molto utile. La Polizia Municipale di Treviso in ogni caso almeno ne sono provvisti. La maggior parte delle polizie municipali neppure lo possiede.


 

IL GIORNALE DI VICENZA

Casalmaggiore. Ha fatto scuola l’episodio di Sassuolo. I militari denunciano l’uomo per minacce, resistenza, guida in stato di ebbrezza

‘Picchiatemi, vi faccio filmare’

Marocchino ubriaco provoca i carabinieri, che mantengono il sangue freddo

di Davide Bazzani

CASALMAGGIORE — «Forza, picchiatemi in faccia, che poi vi faccio filmare con un telefonino». Ubriaco perso, incontrollabile e spavaldo, si è rivolto così il marocchino 30enne ai carabinieri del radiomobile di Casalmaggiore che l’hanno fermato per guida in stato di ebbrezza la notte scorsa, tra mezzanotte e l’una, in città. Le parole forse non gli sono uscite di bocca in modo molto fluente, ma il senso è quello. Una ‘sfida’ ai militari, con un richiamo all’episodio avvenuto qualche settimana fa a Sassuolo.

In quell’occasione una pattuglia di carabinieri fermò un marocchino ubriaco e le movimentate scene successive (in cui apparentemente l’arrestato veniva malmenato dalle forze dell’ordine, ma un’inchiesta è in corso per fare chiarezza sull’episodio) vennero riprese con un videofonino da un immigrato. I carabinieri di Casalmaggiore hanno mantenuto il sangue freddo e hanno cercato di calmare l’extracomunitario, denunciandolo poi per guida in stato di ebbrezza, interruzione di pubblico servizio, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Tutto è iniziato quando i militari hanno notato il 30enne barcollare, salire sulla sua Renault Clio e partire. A quel punto, avendo capito che era in stato di alterazione alcolica, lo hanno inseguito e bloccato. Il marocchino, sceso dalla vettura, ha dato in escandescenze e ha iniziato a minacciare i militari, dicendo «ve la farò pagare» e incitandoli a picchiarlo. I carabinieri, per avere sostegno (ma anche per tutelarsi), hanno chiamato in aiuto la Polstrada di Casalmaggiore e pure i genitori del ragazzo, che a stento sono riusciti a controllare il figlio (dava delle testate sulla sua auto). Viene da pensare che se i carabinieri non l’avessero notato e fermato prima che si mettesse a circolare in auto, chissà cosa sarebbe potuto accadere. Alla fine al marocchino è stata ritirata la patente e sequestrata la macchina.


 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BARI)

L’uomo, in evidente stato di ebbrezza, ha importunato i passeggeri 

Impedisce la partenza del treno un 39enne arrestato dai carabinieri

GRAVINA E’ salito sul treno delle ferrovie Appulo Lucane, in partenza da Gravina per Altamura e, in evidente stato di ebbrezza, ha cominciato a importunare i passeggeri con frasi e epiteti volgari, impedendo così la partenza del convoglio. È accaduto alla stazione di Gravina di Puglia, dove i carabinieri hanno arrestato un uomo di 39 anni, di Cancellara (Potenza), con l’accusa di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. All’arrivo dei militari l’uomo li ha aggrediti e ha procurato a uno di loro lesioni guaribili in una settimana.


 

IL GAZZETTINO (PORDENONE)

MONTEREALE VALCELLINA

Si finge carabiniere, denunciato

Si spaccia per carabiniere in servizio a Treviso ma viene subito smascherato e denunciato dai veri uomini dell’Arma di Montereale Valcellina. Durante un servizio di pattuglia, i militari hanno fermato, all’una di notte, un’automobilista, D.V., 30 anni, di Vajont denunciandolo per guida in stato d’ebbrezza. L’uomo stava litigando con dei passanti che a loro volta sono stati identificati. Ed è stato proprio uno di questi, S.M., 39 anni di Maniago, a spacciarsi per carabiniere. Ci è voluto poco ai militari per accertare che in realtà avevano di fronte un artigiano che cercava di mentire. È scattata la denuncia per false dichiarazioni sulla propria identità.


 

CORRIERE .IT

Il vino è stato prodotto con uva toscana dall’italiano Roberto Cipresso

Il vino della pornostar che seduce gli enologi

La bevanda prodotta dall’attrice a luci rosse Savanna Samson si è classificata novantesima nella graduatoria annuale dei migliori vini

NEW YORK - Quando nel febbraio scorso i media americani diffusero la notizia che la famosa pornodiva Savanna Samson aveva prodotto un vino, la maggior parte dei commentatori affermò che si trattava della solita trovata pubblicitaria per rilanciare una carriera sul viale del tramonto. Ma Savanna ha avuto la sua rivincita e il suo vino, fino a ieri deprecato, si è classificato novantesimo nella classifica annuale dei migliori vini formulata da uno dei più famosi e esperti enologi del mondo, Robert Park.

VINO & PORNOGRAFIA - Savanna, celebre per il film a luci rosse «The New Devil in Miss Jones» non ha abiurato la sua carriera passata, ma anzi, nella commercializzazione del prodotto ha coniugato due industrie, che da anni non conoscono crisi di mercato: la pornografia e il buon vino. Il prodotto è stato chiamato «Sogno I» e sull’etichetta di ogni bottiglia compare una foto artistica di Savanna senza veli. Il prezzo standard di questo vino si aggira intorno ai 70 dollari a bottiglia. Più volte Savanna ha difeso la scelta di coniugare vino e pornografia. «Non volevo fare trucchi, il mio intento era solo quello di produrre un buon vino» ha spiegato fieramente la Samson

TOSCANA - La donna è partita dagli Usa ed è andata in Toscana e si è rivolta ad uno dei più importanti enologi italiani, Roberto Cipresso, noto per aver prodotto vini come Ateo o La Quadratura del Cerchio e per aver lavorato per Giovanni Paolo II e aver prodotto vino per il Vaticano. Il nuovo vino «Sogno I» è una miscela di tre uve, Cesanese, Sangiovese e Montepulciano, ricavate dalla Vendemmia 2004. «Ho sperato profondamente che Roberto producesse il mio vino» dice soddisfatta la pornostar. «Amo la sua passione per il vino».

PRESENTAZIONE - Parker ha definito «Sogno I» «un vino notevole di eccezionale complessata e carattere» e ha assicurato che i meriti di questo onorevole risultato sono tutti del vino e non della speciale presentazione fatta dal corpo della Samson. «Credetemi, ha sottolineato, non ho regalato alcun punto al vino per la presentazione personale della signora Samson». La pornostar che in passato aveva dichiarato «La mia famiglia si vergogna del mio lavoro» adesso assicura che comunque continuerà la sua carriera, ma allo stesso tempo si dedicherà anche a questa nuova professione. «Voglio fare qualcosa di cui i miei genitori siano orgogliosi»

Francesco Tortora


 

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Inviato da Franca Scotti 

Venerdì, 24 Marzo 2006

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