Martedì 11 Agosto 2020
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Rassegna stampa alcool e guida del 7 marzo 2006

 
ASAPS.IT

ALCOL, L’EMERGENZA CONTINUA:
A L’AQUILA RAGAZZA 20ENNE TRAVOLTA DA UN CAMION CONDOTTO DA UN UBRIACO.
A BOLOGNA UN RECIDIVO DELL’ETILOMETRO, DROGATO, PICCHIA I CARABINIERI: AVEVA 3,3 G/L E 4 GRAMMI DI HASCISC. ARRESTATO

(ASAPS) – Purtroppo siamo assai lontani dall’essere una stato civile, sulla strada. Tra le decine di notizie che ogni giorno filtriamo, abbiamo scelto queste. A L’Aquila una ragazza di appena 20 anni, Laura Castri, è stata travolta e uccisa in una strada della città, nella zona di Porta Napoli, da un trattore stradale (per intenderci la motrice di un autoarticolato), che ha invaso la corsia opposta proprio mentre la vittima stava sopraggiungendo a bordo della sua auto. Il conducente della motrice, un extracomunitario, era ubriaco fradicio e come accade nella miglior tradizione di questa giungla, è uscito assolutamente illeso dall’impatto. A Marzabotto (Bologna), invece, un operaio milanese rischia di diventare famoso per la sua solerzia nel tornare alla guida dopo essere stato sorpreso ubriaco al volante, con una percentuale di alcol nel sangue sufficiente a spedire chiunque in coma etilico. L’uomo, 29 anni, era infatti stato bloccato circa tre ore prima da una pattuglia di Carabinieri della compagnia di Vergato, che lo avevano fatto soffiare nell’etilometro e che dopo aver notato in quali condizioni si trovasse seduto al posto di guida (con 3,3 grammi di alcol per litro di sangue), gli avevano ovviamente ritirato la patente denunciandolo a piede libero. Poi, tre ore dopo appunto, gli stessi militari lo hanno notato nuovamente in strada, al volante. È seguito un altro controllo che ha confermato (ovviamente) il persistere dello stato di ebbrezza, con l’aggiunta che stavolta aveva con sé 4 grammi di hascisc. La sua reazione, alla notizia che sarebbe stato nuovamente denunciato per stato di ebbrezza oltre che da alcol da sostanze stupefacenti e guida senza patente, è stata violentissima e alla fine è stato arrestato. (ASAPS)


 
IL MESSAGGERO (ABRUZZO)

L’auto di Laura Castri centrata da un camion.
Superiore alla norma il tasso alcolico dell’autista

Schianto mortale a Porta Napoli: muore ventunenne 

 di MARCELLO IANNI

«Era una ragazza che amava vivere la vita e che non stava mai ferma». Poche parole, quelle degli amici di una ragazza di 21 anni, vittima di un destino crudele che non trova alcuna spiegazione. Si chiamava Laura Castri, la giovane morta nella notte tra domenica e lunedì a causa di un terribile incidente stradale, avvenuto lungo la statale 17, a Porta Napoli. La giovane viaggiava da sola e stava percorrendo il tratto stradale a scendere quando, all’improvviso, è stata travolta dalla corsia opposta da un camion che dopo averla centrata in pieno, ha divelto, come un coltello nel burro, il guard-rail per finire sotto una scarpata, ribaltandosi. Nell’impatto violento la Fiat ”Uno” della ragazza si è trasformata in un ammasso di lamiere contorte, mentre l’autista del mezzo, A.J, 30 anni, dell’ex Jugoslavia, è uscito praticamente indenne dalla cabina del camion. Sul posto sono intervenute alcune ”volanti” della polizia ed agenti in borghese della Polizia giudiziaria del Compartimento che hanno tentato ma, invano, di estrarre dalle lamiere la giovane. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con i ”divaricatori” ma le condizioni della giovani erano già disperate. Laura Castri è morta, dopo poco, in ospedale. I vigili del fuoco e gli agenti della polizia stradale, diretti dall’ispettore superiore Antonio Mara e Berardino Di Carlo, hanno lavorato fino alle 5 di ieri per compiere i rilievi. Al giovane alla guida del mezzo pesante è stato riscontrato nel sangue un tasso alcolico superiore alla norma. La Procura lo ha iscritto sul registro degli indagati con l’ipotesi di accusa di omicidio colposo.

I funerali di Laura Castri, figlia di un pensionato della Telecom, Dario, e di un infermiera del reparto di Senologia dell’ospedale, Carla Ciaglia, si svolgeranno oggi alle 15,30 presso la chiesa di Santa Maria Paganica.


 
IL MESSAGGERO

ll divieto già esiste ma è per la somministrazione.
Ora l’interdizione riguarda anche supermercati e alimentari
Vendita alcolici, stop sotto i 16 anni
Palestrina: ordinanza del sindaco per fermare gli atti vandalici 

 di MASSIMO SBARDELLA

Dal Comune di Palestrina dura reazione al fenomeno vandalismo. Il sindaco Rodolfo Lena, con un’ordinanza dai toni perentori, ha vietato la vendita e la somministrazione di alcolici e superalcolici, ai minori di sedici anni, anche nei negozi e nei supermercati. «Negli esercizi pubblici - spiega il sindaco - il divieto già esiste ma, considerato che la situazione sta diventando intollerabile, abbiamo pensato di estendere il provvedimento anche ai negozi». «Dopo gli ultimi episodi - aggiunge Lena - è giunto il momento di porre la situazione sotto controllo. E’ solo il primo passo di un’azione più generale che, entro un paio di mesi, porterà anche all’installazione di una decina di telecamere per videosorveglianza. Si inizia dal centro storico ma, presto, si interverrà anche in alcune zone periferiche».

Il sindaco di Palestrina ci tiene a precisare che il fine non è quello di trasformare Palestrina in una città blindata «bensì - precisa - quello di combattere episodi che non dovrebbero accadere e che deturpano l’immagine del nostro paese. Non è certo un bello spettacolo passeggiare nel centro di Palestrina e vedere giovani sbandati che disturbano la quiete pubblica. Fra gli obiettivi di un’amministrazione comunale c’è quello di educare al senso civico i propri cittadini. La legge c’è e intendiamo farla rispettare fino in fondo».

L’amministrazione lancia dunque un segnale forte, anche in difesa dell’articolo 650 del codice penale, a cui dovranno attenersi rigorosamente bar e locali pubblici. Polizia e organi di vigilanza sorveglieranno il territorio per rendere restituire pace e serenità alla città.

La presa di posizione del sindaco arriva come pronta risposta anche all’incredibile giornata di martedì grasso quando un gruppetto di giovani sbandati, in preda ai fumi dell’alcool, si è reso protagonista di ripetuti atti vandalici. Dapprima, come sembrerebbe dalle prime verifiche effettuate, praticando uno squarcio con un taglierino al castello gonfiabile su cui giocavano dei bambini, tre dei quali finiti in ospedale con dieci giorni di prognosi per contusioni varie. Poco dopo, con la piazza affollata di gente in feste per il Carnevale, scatenando una maxi rissa tra la folla che ha destato scompiglio tra i presenti. Per finire, in tarda serata, con diverse pietre lanciate verso delle vetrine di attività commerciali del centro storico.

Al di là dei provvedimenti del momento, però, l’amministrazione dovrà sicuramente rimettere mano alla riorganizzazione di un corpo di polizia municipale ormai ridotto ai minimi termini. Tra pensionamenti, promozioni sul campo, incarichi amministrativi, permessi sindacali a vita, un concorso arenatosi chissà dove e tagli ai trimestrali, infatti, una delle aree più importanti per un Comune conta oggi, a Palestrina, un terzo dell’organico che dovrebbe avere (10 contro i 30 previsti dalla legge regionale).


 
WINENEWS.IT

DAI POLIFENOLI DEL VINO UN AIUTO CONTRO L’INFLUENZA E ALTRE MALATTIE: SE NE PARLA IN UN CONVEGNO INTERNAZIONALE A CARMIGNANO (PRATO) IL 10 E L’11 MARZO

Un piacere del palato, ma anche un valido aiuto per la salute grazie ai suoi effetti benefici nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e contro i virus influenzali. E’ il vino (*), i cui effetti sulla salute dell’ uomo sonno al centro di un convegno internazionale intitolato "Universe of wine and health" in programma il 10 e 11 marzo nella Tenuta Capezzana a Carmignano, vicino Prato. Il convegno riunirà importanti ricercatori e opinion leaders a livello internazionale e sarà incentrato sugli effetti positivi di un consumo moderato di vino per l’ organismo e, in particolare, sulle ultime scoperte scientifiche legate al resveratrolo, un polifenolo, particolarmente presente nell’uva e nel vino rosso, dotato di caratteristiche salutari uniche. Oltre ad essere un potente anti ossidante, il resveratrolo è noto in medicina per la prevenzione dei tumori alla prostata e per le sue proprietà anti infiammatorie legate al sistema immunitario. Recenti studi avrebbero poi messo in luce le proprietà di questo polifenolo contro la replicazione dei virus all’ interno dell’ organismo umano. Come ha spiegato dal professor Damiano Tutini "lo studio del resveratrolo sta aprendo nuovi e importanti scenari per la medicina e per la farmacologia. Soprattutto per quanto riguarda la lotta contro l’ influenza di tipo A, ma non sono da escludersi anche possibili sviluppi verso la ricerca contro il virus responsabile dell’ aviaria o addirittura contro l’ Aids. Ad oggi - ha aggiunto - non esiste un farmaco realmente efficace nel bloccare i virus influenzali, in quanto capaci di mutare velocemente. Ma in futuro il resveratrolo potrebbe essere alla base di nuovi farmaci contro questo tipo di malattie e contro quelle cardiovascolari".

 
(*) Nota: no, è il resveratrolo ad avere questi effetti, non è il vino.

Chissà se qualcuno a questo Convegno chiarirà l’equivoco.


 
IL GIORNALE DI VICENZA

La procura chiede il rinvio a giudizio di un giovane che avrebbe abusato sessualmente della padrona di casa che lo ospitò
«La fece bere e poi la violentò»

«La fece bere e poi, approfittando della diminuita attenzione per lo stato di sonnolenza e il torpore, l’ha violentata».
Stuprata con l’inganno? È questa l’accusa che la procura di Vicenza muove a Davide Hyde, 33 anni, residente in città, il quale avrebbe agito in maniera illegale per possedere sessualmente una donna di 40 anni che nel maggio di un anno fa gli aveva dato niente meno che ospitalità.
Il pm Paolo Pecori, al termine delle indagini preliminari, ha chiesto il rinvio a giudizio per violenza sessuale aggravata nei confronti dell’uomo che la sera del 28 maggio 2005, dopo avere fatto bere abbondantemente chi l’aveva ospitato, avrebbe allungato le mani e approfittando dello stato di inferiorità fisica e psichica nella quale la presunta vittima si trovava, sarebbe stata costretta a congiungersi carnalmente con lui.
Il gup Eloisa Pesenti ha già fissato l’udienza preliminare nella quale l’imputato, che è difeso d’ufficio dall’avvocato Giambattista Rossi, si dovrà discolpare.

A denunciare alla magistratura il grave fatto era stata la donna quando aveva compreso in che razza di trappola sarebbe finita. Per contro, l’uomo ha sempre respinto i fatti così come rappresentati dalla padrona di casa.
Pare che la vittima avesse accolto Hyde, il quale alle spalle ha un passato burrascoso e un presente di difficoltà, mossa anche da un senso di solidarietà per la situazione che stava vivendo.
Invece, durante la cena, l’imputato le avrebbe fatto bere alcuni bicchieri di vino e avrebbe iniziato ad accarezzare l’idea di avere da lei molto di più che non la semplice ospitalità.
Oltre al vino la donna avrebbe assunto un paio di pastiglie di tranquillante e, di conseguenza, non sarebbe più stata in grado di controllare la propria volontà.

Prologo e angosciante epilogo appartengono alla filmografia di infimo livello. Nella realtà, l’ospite, quando la padrona di casa è crollata, ne avrebbe approfittato contando sulla scemata volontà.
Quando l’indomani si rese conto di quello che era accaduto la donna si rivolse all’autorità giudiziaria per denunciare il supposto comportamento violento di Hyde.

Le indagini preliminari, ad avviso del pm Pecori, hanno messo in luce quegli indizi per chiedere la sua condanna per violenza sessuale aggravata anche dal rapporto di ospitalità.


Cecenia (Russia) - 06.3.2006

Cecenia, assassini blindati

I civili vittime degli incidenti causati dai soldati russi ubriachi alla guida dei blindati

 di Ruslan Zhadaev*

A Grozny gli incidenti stradali tra veicoli corazzati dell’esercito russo e auto civili continuano a mietere vittime tra la popolazione cecena. I colpevoli, gli autisti russi spesso ubriachi, se la cavano sempre con insignificanti provvedimenti disciplinari.

L’incidente più recente. Il 15 febbraio, alla periferia, di Grozny un blindato russo Btr si è scontrato con la Lada ‘Zhiguli’ del dottor Salavdi Murtazaev, responsabile del Centro Cardiologico dell’ospedale municipale numero 3 di Grozny: lui è morto sul colpo e Ali Zaipulaev, che era alla guida, è rimasto gravemente ferito. I testimoni sostengono che il veicolo corazzato, che viaggiava in convoglio, sia inaspettatamente uscito dalla fila per scontrarsi con l’auto che era parcheggiata sul lato della strada. I soldati hanno cercato di fuggire dalla scena dell’incidente ma sono stati bloccati sul posto dai presenti per consegnarli alla polizia. Ma, come sempre accade in questi casi, altri militari russi sono prontamente arrivati in difesa dei colleghi. Presso l’ufficio del procuratore militare i soldati hanno dichiarato che l’incidente è stato causato dal conducente della ‘Zhiguli’ che avrebbe invaso la corsia su cui viaggiava il convoglio. L’opinione dei testimoni e dei membri delle forze di polizia regionali che sono arrivati per primi sul luogo dell’incidente non è ovviamente di alcun interesse per le forze militari. La polizia sostiene che il conducente del Btr era ubriaco. “Le bravate e bevute dei militari ci costano care”, ci è stato detto nella sede regionale della polizia. “E’ del tutto ovvio che i militari neghino l’accaduto e facciano il possibile per proteggere altri soldati decorati con gradi militari, colpevoli dell’uccisione di qualcuno”.

“L’aspetto più offensivo del caso del dottor Murtazaevyi è che a causa delle azioni sconsiderate di soldati stolti e ubriachi, un uomo istruito e intelligente è morto”, dice Usman Baisaev del Centro dei Diritti dell’Uomo di Grozny. “Un uomo che era stimato da tutti perché era impegnato per salvare le vite di altri uomini. E il buono a nulla colpevole della sua morte ne riderà in futuro e si vanterà di averne ‘centrato uno’. E’ possibile persino prevedere il tipo di ‘punizione’ che questo ennesimo assassino in uniforme militare otterrà. Prenderà al massimo un anno di sospensione senza diritto di occupare posizioni di comando”.

Quelli degli ultimi mesi.

Lo scorso ottobre nel centro di Grozny un altro blindato Btr russo ha travolto e ucciso la 24enne Eliza Ismailova. Ironia della sorte, anche Eliza era dottoressa. Il corazzato, che procedeva ad alta velocità sostenuta per via Mayakovskii nel quartiere Leninskii, ha urtato un semaforo finendo fuori strada e investendo Eliza, che si trovava a una fermata dell’autobus. I militari russi del mezzo militare, ubriachi fradici, sono stati trattenuti dai poliziotti ceceni arrivati sul posto ma anche questa volta i soldati hanno dichiarato che l’autista del blindato era sobrio e che aveva perso il controllo del mezzo nel tentativo di evitare un minibus. Così alla fine Dmitry Vasilev, l’autista ubriaco, è stato condannato solo a un anno di servizio in un battaglione disciplinare.

Pochi giorni dopo la morte della dottoressa Ismailova, in un quartiere di Grozny chiamata Oktyabriskii un altro Btr russo si è scontrato con due vetture, una Volga e una Lada, che stavano procedendo nella direzione opposta. Fortunatamente, non ci sono state vittime, nonostante il conducente della Volga sia rimasto seriamente ferito. Il tecnico che si occupa di pilotare il veicolo corazzato era ancora una volta ubriaco fradicio.

Nel maggio del 2005, vicino al villaggio di Starye Atagi, un veicolo cingolato Bmp che trasportava soldati di fanteria ha investito una Volga uccidendo una ragazzina di 14 anni è ferendo gravemente sua madre, il fratellino e la persona che era alla guida. “Ciò che sta succedendo nel nostro paese, incluso ciò che accade sulle strade, rapimenti e assassinii esclusi, dimostra chiaramente che le truppe russe si stanno comportando in modo spietato, considerando la popolazione cecena come nemici, persone da poter soggiogare e colpire senza timore alcuno di subirne le conseguenze”, dice Usman Baisaev.

Altri incidenti del passato.

 Nel 2000, nei pressi di Urus-Martan, un camion militare russo ‘Ural’ si è lanciato dalla parte opposta della carreggiata scontrandosi con una Lada ‘Zhiguli’ guidata da Agabiev, un civile del luogo. Oltre al conducente, nell’auto c’erano tre donne, un bimbo e un uomo. Sono rimasti tutti gravemente feriti e sono stati ricoverati all’ospedale. I membri della polizia cecena hanno trattenuto i soldati che tentavano di fuggire dal luogo dell’incidente. Ma l’indagine è stata recentemente archiviata per scadenza dei termini.

In quello stesso anno, nel distretto di Shali, un ufficiale russo ubriaco alla guida di un cingolato da trasporto truppe Bmp ha travolto due donne del luogo: una è morta in conseguenza delle ferite riportate. La corte militare ha dichiarato il soldato colpevole del delitto condannandolo solo a tre anni di sospensione e a un anno di divieto di guida.

Sempre nel 2000, nel villaggio di Khankala, un soldato russo alla guida di un carro si è scontrato con un’auto uccidendo due donne. La corte militare ha condannato il soldato a cinque anni di reclusione applicando però un rinvio di esecuzione della sentenza di quattro anni finendo così per sospendere la condanna.

Le responsabilità dei comandanti.

 “La procura militare può usufruire di diversi sistemi per evitare che siano inflitte punizioni ai soldati, trascinando apposta le inchieste affinché il colpevole venga prosciolto dalle accuse per scadenza dei termini”, sostiene Baisev. “Tuttavia, il metodo più diffuso per preservare i soldati da punizioni è quello di infliggere condanne ‘premiali’ che sfruttano la procedura del rinvio di esecuzione (condanna sospesa, divieto di assumere ruoli di comando o servizio da rendere presso un battaglione disciplinare).

Rimane da chiarire come mai gli ufficiali di comando delle milizie russe non prestino attenzione alcuna all’arbitrarietà di comportamento sulle strade delle truppe che rispondono al loro comando. Dopo tutto, ogni soldato risponde a un discreto numero di comandanti e diretti superiori: il comandante del plotone, della compagnia, del battaglione, dell’unità, della brigata, della divisione, dell’armata e della regione. Possibile che nessuno di loro si assuma la responsabilità delle azioni criminali dei sottoposti? Così facendo, si comportano anch’essi da criminali e il loro posto è dunque in prigione insieme ai soldati che stanno in Cecenia a scolarsi fiumi di alcol per poi andare in giro a uccidere la gente.


LA PROVINCIA DI LECCO

Controlli a tappeto della Polizia stradale di Lecco al Bione: 90 i veicoli passati al setaccio
Al volante ubriachi: pioggia di patenti ritirate

(g. ron.) Oltre novanta veicoli controllati, trentadue infrazioni al codice della strada che hanno portato al ritiro di diciassette patenti di guida, dieci delle quali per guida in stato di ebbrezza, due per guida sotto effetto di sostanze stupefacenti e cinque per eccesso di velocità. Questo il bilancio dei controlli che la Polstrada di Lecco ha effettuato nel corso della scorso fine settimana allo svincolo del Bione, e mirato a reprimere il fenomeno degli automobilisti che si mettono alla guida dopo aver alzato il gomito. Ancora una volta il dato più sconcertante è quello che riguarda i giovani sorpresi alla guida in stato di ebbrezza. Quasi tutti gli automobilisti ai quali è stata ritirata la patente, infatti, sono giovani di età compresa tra i 23 e i 27 anni di età, anche se non sono mancati casi di patenti ritirate ad ultra trentenni. Nel corso degli accertamenti stato confermato il dato che pone nelle ore che vanno dalle due alle sei della mattina, il periodo nel quale si registra il maggior numero di casi di automobilisti al volante benché in preda ai fumi dell’alcool. Delfina Di Stefano, comandante della Polstrada di Como facente funzioni anche a Lecco spiega: «Gli automobilisti devono capire che mettersi al volante dopo avere bevuto è molto pericoloso. Anche chi pensa di reggere bene l’alcool, non si rende conto degli effetti che questo ha sulla guida. E poi, per trascorrere in tranquillità una serata basta che una sola persona si sacrifichi e non beva, portando gli altri a casa. Ricordiamo inoltre che la guida in stato di ebbrezza è un vero e proprio reato, giudicato in tribunale, e non una semplice sanzione amministrativa».


 IL GAZZETTINO (ROVIGO)

È mistero a Villanova del Ghebbo...

È mistero a Villanova del Ghebbo. G.T., una donna di 44 anni, è stata ritrovata morta ieri mattina nella sua abitazione di Ramedello, una frazione di Villanova. A scoprire il cadavere è stato il fratello che insospettito per non averla vista per alcuni giorni, si era recato a farle visita. Per la donna, invece, non c’era più niente da fare. Inutile l’arrivo del Suem di Rovigo. Secondo un primo esame, il decesso dovrebbe risalire a uno o due giorni prima del ritrovamento. Massimo riserbo sulle cause della morte, che verranno appurate da un’autopsia. Il primo referto medico, infatti, parla di "cause da accertare". Subito dopo il rinvenimento è stato avvisato il magistrato di turno, il sostituto procuratore di Rovigo Sabrina Duò. Non si esclude che si sia trattato di un altro dramma della solitudine, poiché pare che la donna, che viveva da sola, facesse spesso ricorso all’alcol per problemi personali. La 44enne gestiva un negozio di maglieria e accessori per le scarpe a Fratta Polesine. Dopo aver convissuto per alcuni anni con i fratelli e i genitori, aveva scelto di andare ad abitare da sola a Ramedello. Ieri la tragica scoperta sulla quale dovrà fare luce l’autopsia.


 
IL GAZZETTINO (VI)

ARRESTO Aveva rotto il finestrino di una Lancia e aveva prelevato indumenti e apparecchi; per sua sfortuna in quel mentre è passata un’unità dell’Arma

Marocchino bloccato subito dopo aver rubato in una vettura

Bassano

(B.C.) Abderrahim Deghame, 33 anni, marocchino, clandestino, con alle spalle vari precedenti, tra i quali reati contro il patrimonio e una rapina impropria, è stato nuovamente arrestato dei Carabinieri, per furto.

Alle 3 di ieri, una pattuglia del Norm è passata per via mons. Onisto e ha intravvisto una figura muoversi in maniera sospetta attorno a un veicolo in sosta. Come ha notato la "gazzella" l’individuo ha lasciato cadere alcuni oggetti e ha tentato di fuggire. É stato inseguito e bloccato. I militari l’hanno riconosciuto: era il Deghame, che pareva pure ubriaco. A terra vi erano 2 giubbotti da uomo, un rasoio elettrico e una radio Lenco. Vi erano anche frammenti di vetro che provenivano dalla vettura posteggiata, una Lancia "Prisma". Addosso l’extracomunitario aveva una pedivella con ingranaggio a corona da bicicletta, che è uno strumento usato per spaccare i cristalli delle auto. La Lancia aveva il finestrino posteriore sinistro rotto e la maniglia della stessa portiera divelta. Non è stato difficile ricostruire che il 33enne nordafricano aveva appena compiuto un furto sulla macchina. La conferma è venuta poche ore più tardi quando è stato rintracciato il proprietario della "Prisma", M.G., 60 anni, di Castelfranco Veneto, che ha riconosciuto gli indumenti e i due apparecchi. Abderrahim è stato arrestato e spedito in cella, a Vicenza.

L’ultima volta il Deghame era stato ammanettato il 26 novembre scorso, dopo che aveva condotto una rapina al supermercato "Cityper" di San Zeno. Un addetto alla sorveglianza l’aveva visto pigliare 3 dvd e ficcarli sotto i vestiti, era intervenuto, ma l’extracomunitario con uno spintone l’aveva gettato a terra ed era fuggito. Nei pressi del market c’era però una pattuglia della stazione di Romano che aveva intercettato e catturato il ladruncolo. Addosso aveva ancora i dvd trafugati. Il Deghame era stato arrestato per rapina impropria e quindi processato per direttissima: aveva patteggiato 1 anno e 4 mesi di prigione.


 
IL MESSAGGERO (CIVITAVECCHIA)

LADRI D’AUTO

Speronano la polizia e fuggono 

Vengono intercettati da una pattuglia della Polizia e, per riuscire a scappare, speronano l’auto degli agenti. I due uomini si sarebbero resi responsabili di numerosi furti e danneggiamenti su auto lasciate in sosta nelle strade del capoluogo. Gli agenti della Volante, ripreso il controllo dell’auto si sono messi al’inseguimento dei due ladri che, dopo aver abbandonato il mezzo sul quale viaggiavano sono scappati per i campi facendo perdere le loro tracce. Anche l’auto sulla quale viaggiavano è risultata rubata.
Sempre gli agenti del 113, a seguito dell’intensificazione dei servizi di controllo disposti dal questore Raffaele Micillo, hanno denunciato con l’imputazione di minacce aggravate, un pregiudicato che, in evidente stato di ebbrezza, era entrato in una discoteca viterbese dopo aver minacciato il personale addetto alla vigilanza con una bottiglia rotta.
Nei guai anche un pluripregiudicato romano con l’hobby di alleggerire le cassette delle offerte nelle chiese; nella sua auto gli agenti della Questura hanno rinvenuto arnesi atti allo scasso tra cui ganci in ferro creati appositamente per prelevare le monete dalle cassette delle offerte delle chiese e numerosi contenitori in cellophane contenenti monete di vario taglio. Un noto pregiudicato viterbese, invece è stato denunciato per minacce aggravate e violenza e minaccia a pubblico ufficiale; l’uomo ha prima minacciato un gruppo di giovani nei pressi di un bar, ripetendo lo stesso atteggiamento nei confronti del personale del 113 intervenuto a seguito di segnalazione.


 
IL GIORNALE DI VICENZA

Disturbo del riposo

Locali a rischio in città

(d. m.) Poco prima dell’una nella notte tra sabato e domenica, la polizia è intervenuta in centro storico su richiesta di diversi residenti che lamentavano incessanti schiamazzi notturni. In particolare, la pattuglia si è recata in due pubblici esercizi: il Jam di via Gamba, e il Leon bar di piazza Libertà.

Nel primo gli agenti hanno trovato che la musica nel locale era ad altissimo volume, mentre nel secondo, che si accingeva alla chiusura, c’erano decine di giovani con in mano bicchieri di alcolici e tutti visibilmente "in festa".

Dato che le proteste dei bassanesi che abitano nel cuore cittadino hanno raggiunto una certa rilevanza, la polizia si riserva di procedere sia a livello amministrativo, con sanzioni e quanto previsto, ma anche, soprattutto se dovessero essere sporte querele, penalmente. In quest’ultimo caso si profila il reato di disturbo del riposo.


  IL GIORNALE DI VICENZA

Inseguito e arrestato dai carabinieri

Marocchino ubriaco ruba da una vettura addirittura un rasoio

 (d. m.) Dopo aver rotto il finestrino di un’auto con la pedivella di una bici, stava rubando quanto c’era nell’abitacolo. I carabinieri del Norm se ne sono però accorti in tempo e lo hanno arrestato con l’accusa di furto pluriaggravato.
In manette è finito il marocchino Abderrahim Degahame, 33 anni, clandestino senza fissa dimora, pregiudicato per una rapina impropria commessa a Romano, atti osceni in luogo pubblico e per aver violato la legge sull’immigrazione.
L’arresto è avvenuto alle 3.15 della notte tra domenica e ieri. L’immigrato è stato sorpreso ad armeggiare su di un’auto in sosta in via monsignor Onisto, in città, da una pattuglia del Nucleo operativo radiomobile. Quando l’auto dell’Arma si è avvicinata per verificare, il ladro ha tentato di scappare a piedi. La fuga però è durata poco: ubriaco fradicio, dunque tutt’altro che in forma, l’extracomunitario è stato infatti raggiunto poco distante, bloccato e identificato senza troppe difficoltà.
Un controllo vicino all’auto dov’era stato scoperto - una Lancia Prisma di proprietà di M.G., 60 anni, di Castefranco - ospitato da amici, ha quindi permesso di rinvenire la refurtiva che stava arraffando: un’autoradio, due giacche e un rasoio elettrico. I militari hanno inoltre trovato l’attrezzo con cui ha infranto il cristallo: una pedivella in acciaio per bici.

Abderrahim Degahame è stato quindi arrestato e portato in carcere a Vicenza, a disposizione del pubblico ministero che segue il caso


L’ADIGE

Assessorato e Azienda, accordi con le federazioni

Andreolli, più sport per prevenire i mali

 La sanità trentina e le federazioni sportive lavoreranno ad un progetto per incrementare e diffondere l’attività fisica tra tutte le fasce di età della popolazione, per prevenire le malattie dovute alla sedentarietà. È questo il risultato dell’incontro svoltosi a Trento tra i vertici dell’assessorato alle politiche per la salute, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e i vertici dello sport in provincia di Trento (Coni, Fidal e Figc). In apertura dell’incontro, l’assessore Andreolli ha ricordato le politiche specifiche della Provincia, con i programmi e le iniziative di promozione della salute, ed ha auspicato l’opportunità di «implementare azioni di carattere intersettoriale, attraverso la realizzazione di azioni comuni il mondo della sanità e dello sport trentini». Per la collaborazione tra sanità e sport sono stati ricordati i buoni risultati ottenuti grazie alle prime azioni di collaborazione, tra cui il protocollo sottoscritto dall’Azienda sanitaria e dal Coni per realizzare azioni mirate contro il fumo. Tra le iniziative già messe in campo dalla sanità trentina e che potrebbero rientrare nel progetto di collaborazione con le federazioni, si contano la Campagna contro il consumo di alcol da parte dei giovani e la progettazione per l’anno 2007 di una Campagna di comunicazione dal titolo «Ambiente, attività fisica e Salute». La proposta avanzate dall’assessorato provinciale alle politiche per la salute ha incontrato il consenso dei dirigenti sportivi trentini, i quali hanno ricordato che il loro mondo coinvolge circa 1.200 società sportive e (direttamente o indirettamente) circa 100.000 persone. In particolare, il presidente provinciale del Coni, Giorgio Torgler, ha annunciato l’organizzazione di una conferenza sullo sport, in cui potrebbe trovare spazio la sezione dedicata al tema «sport e salute», oltre ad alcuni spot di promozione della pratica sportiva.


LA PROVINCIA DI CREMONA

Corritalia, weekend a Soresina fra podismo e lotta contro l’alcol

 di Stefano Sagrestano

SORESINA — Ritorna l’appuntamento con ‘Corritalia’, la manifestazione podistica che da qualche anno richiama in città decine di appassionati desiderosi di sfidarsi dopo un lungo inverno senza gare. Il week-end dedicato alla corsa è in programma il 18 e 19 marzo. Come sempre non si tratta solo di una gara podistica. Ma anche di un’occasione per parlare di temi legati al mondo dello sport e avvicinare i giovani ad una sana pratica dell’attività fisica. Organizzano il week-end, l’Aics, la Coop Lombardia, il Coni e il Comune, con il patrocinio dell’Unione dei Comuni e la collaborazione dell’Istituto Ponzini di Soresina, del Running Club Soresina e della Palestra Genesi. In programma il sabato mattina dalle 10.30 nell’aula magna del Ponzini, la conferenza sul tema ‘Alcool e sport: Una relazione pericolosa’. Relatore Emanuele Sorini, medico del nucleo operativo alcologia del Sert. Tra gli ospiti, Alessia Vallara, vice presidente dell’Aics di Cremona, Rodolfo Verga, presidente del CONI provinciale, gli assessori comunali e provinciali allo sport Giulio Filippazzi e Giovanni Biondi e Luciano Valcarenghi, presidente del Comitato Soci Coop di Soresina. La domenica spazio alla gara podistica sul circuito della ciclabile delle città Murate con partenza da Ariadello. Tre i percorsi previsti. Da 2,5, 5 e 10 chilometri. Il ritrovo è tra le 8 e le 8.30, orario di partenza della campestre non competitiva. La gara vera e propria prende il via alle 9. La quota di partecipazione è di 2,50 euro da versarsi alla partenza. Previsti premi gastronomici e ristoro a metà e fine gara.


CORRIERE ADRIATICO

Il titolare dello snack e la giovanissima commessa sono stati colpiti dalle schegge del pesante oggetto e medicati all’ospedale

Scaglia il posacenere contro due baristi e li ferisce

Si scatena la furia di un marocchino ubriaco di 40 anni al quale era stato negato da bere

FOSSOMBRONE - Belkaid Labi, marocchino di 40 anni, che al momento sembra senza un lavoro fisso, stando almeno a quello che si è riuscito a capire, si è reso protagonista di una brutta avventura. Sabato verso le 23 è entrato all Snack Bar a ridosso della grande curva della vecchia Flaminia in pieno centro abitato. In evidente stato di ebbrezza ha chiesto da bere. Gli è stato negato. L’energumeno ha preso un posacenere di ceramica e lo ha letteralmente scagliato contro il muro con violenza.. Diego Balducci di 32 anni, uno dei titolari del bar e Anita B. 18 anni non ancora compiuti, commessa, hanno fatto appena in tempo a cercare protezione dietro il bancone inginocchiandosi.

Le schegge impazzite dell’oggetto trasformato in bomba hanno però colpito entrambi. La più grave è subito apparsa la ragazza che al pronto soccorso è stata sottoposta a undici punti di sutura alla testa. La sua prognosi di guarigione è di 15 giorni. Più lievi le ferite di Diego Balducci che se la caverà in sette giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Fossombrone e il 118.

Il marocchino, già noto alle forze dell’ordine per aver estratto un coltello un paio d’anni fa, sempre in stato di ebbrezza in un altro bar cittadino, è fuggito via cercando di far perdere le sue tracce. In verità si portava al circolo polivalente degli anziani. Per chiedere nuovamente al bar da bere. Anche stavolta gli veniva risposto con un secco no. L’avventore ha solo accennato a qualche reazione scomposta ma la presenza di diversa gente lo ha fatto desistere da ulteriori scenate e se n’è andato.

Una vicenda che avrà i suoi strascichi in sede giudiziaria. Essendo l’uomo recidivo. Le ripercussioni sul suo conto non potranno essere lievi. Il comportamento del marocchino, negli ultimi mesi, si è fatto sempre più scomposto e pericoloso per la pubblica incolumità. Chi lo conosce dal momento in cui era approdato a Fossombrone lo ricorda come dedito al lavoro e tranquillo. Con il passare del tempo l’approccio all’alcol ha cambiato notevolmente il suo modo di fare e di porsi anche pubblicamente.

Il problema della presenza, peraltro sempre più massiccia, di extracomunitari che in certe occasioni si comportano al di fuori di ogni regola, con sempre maggiore insistenza richieda di dover fare il punto più esatto possibile di una situazione complessa. Si tratta di un progetto per l’immediato futuro. Forse del tempo prezioso si è già perso. In particolare nei confronti dei marocchini che si sono distinti, loro malgrado, per un’eccessiva confidenza con il vino o gli alcolici. Si determina una realtà incontrollabile e destinata di questo passo a farsi sempre più grave.

Il problema si pone non da meno per i gestori degli esercizi pubblici. I loro dinieghi derivano da precise norme da rispettare. Le loro preoccupazioni vanno aumentando in proporzione ai casi più o meno eclatanti che si vanno intensificando. Non si potrà nemmeno accennare, tanto per essere chiari, che a fare certi discorsi si rasentino ipotesi razziste. La verità è che il malumore delle persone è crescente. Chi vive senza particolari problemi nel contesto sociale di ogni giorno trova ampia e serena disponibilità al dialogo e all’aiuto, se necessario.


L’ARENA

Carabinieri intervengono alla festa di Parona: arrestato

Renga, bagno in Adige e poi nudo in piazza

 Di certo l’ultima edizione, quella del 2006, è stata quella più «vietata» dell’intero Carnevale: a Parona niente bombolette spray e niente vendita di alcolici (agli stand) dalle 21 alle 2. Il vino, elemento indispensabile per gustare il pesce affumicato «noto» per il sapore forte, si poteva bere solamente nei bar. Ma lui, ventenne scaligero, in quel binomio indissolubile tra «bianco» e il piatto di «polenta e renga» ci ha creduto fino in fondo. Alla faccia dei divieti.

Ci ha creduto forse anche troppo perchè di bianchi, insieme alla sorella, ne deve averne bevuti parecchi. Perchè con il freddo polare di mercoledì sera hanno fatto il bagno in Adige. E poi si sono messi a gironzolare, a notte fonda, nella piazza Porto di Parona. E lui era in mutande. Il bagno nel fiume lo ha di certo rinfrescato ma non gli ha restituito quel livello di sobrietà tale da impedirgli di cacciarsi nei guai. Così quando una pattuglia di carabinieri si è fermata e lo ha visto in quelle condizioni lo ha fermato e cercato di convincerlo a rivestirsi, con difficoltà perchè, bagnato com’era, scivolava da tutte le parti. Poi i militari gli hanno comunicato che avrebbe dovuto seguirli in caserma, a quell’ordine ritenuto ingiusto si è opposto e sono iniziati i primi problemi. A forza, mentre la sorella urlava, lo hanno fatto salire sulla macchina di servizio per accompagnarlo alla stazione, poche centinaia di metri più in là. Caricato da una parte, con l’ardire tipico di chi ha bevuto in eccesso, il ragazzo è sceso dall’altra e di corsa si è infilato sotto il rimorchio di un camion parcheggiato. Sono arrivati altri militari, lo hanno «stanato» e portato non senza fatica in caserma. Da lì, il giorno seguente, è arrivato dritto in tribunale con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Arresto convalidato, liberato e, assistito dall’avvocato Claudio Fiorini, davanti al giudice ci tornerà in aprile. (f.m.)


 L’ARENA

Gli altri interventi. Borgo Milano
Maxi ingorgo per un camion

Nell’ultimo fine settimana, nell’intero territorio comunale, la polizia municipale ha controllato 345 veicoli e 386 persone, accertando oltre un centinaio di violazioni al Codice della strada.

Inoltre, ha spiegato il comandante Altamura, sono state ritirate tre patenti per guida in stato di ebbrezza. Un veicolo è stato sequestrato perché privo di assicurazione, tre quelli posti in stato di fermo. Sono state 155 le soste accertate e 14 le rimozioni con carro-attrezzi che si sono rese necessarie per risolvere situazioni di intralcio della viabilità e liberare passi carrai. Infine sono stati compiuti 21 controlli di polizia amministrativa in negozi e pubblici esercizi.
Sul fronte degli infortuni sono stati 10 gli incidenti stradali rilevati nel week-end, dei quali otto con feriti. Un tasso alcolico maggiore di 3 (a fronte del limite previsto di 0.5) è stato rilevato al conducente di un autoarticolato che nella serata di domenica si era infilato nelle stradine laterali tra via Colombo e corso Milano: inevitabile l’impatto contro un’auto in sosta. La situazione è rimasta in pieno caos per più di un’ora e si è districata grazie all’intervento delle pattuglie.
Dal Comando di via del Pontiere si ricorda che sono in totale 336 gli incidenti rilevati dal nucleo infortunistica dall’inizio dell’anno, di cui nove con feriti gravi e due mortali.
La polizia municipale ha deciso di rendere noto il bilancio aggiornato ogni settimana per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione.


CORRIERE ROMAGNA

Controlli della Polstrada: saltati venti punti dalle patenti

 NOVAFELTRIA - Anche nel corso del fine settimana appena trascorso la Polizia stradale di Novafeltria ha condotto controlli a tappeto sul territorio del Montefeltro. Nella sola notte tra sabato e domenica sono state controllate una trentina di autovetture, tutte con a bordo persone che avevano passato la serata alla discoteca Jolly di Novafeltria. Il dato interessante è che dai controlli effettuati dai militari i ragazzi sono risultati negativi al test con l’etilometro. In ogni caso, sono stati decurtati in totale una ventina di punti dalle patenti per altre infrazioni commesse da chi stava al volante. La neve scesa in nottata, invece, non ha richiesto particolari interventi: la viabilità è rimasta scorrevole.


CORRIERE ROMAGNA

Cocaina e alcol, piaghe giovanili

LUGO - L’eroina è la piu’ utilizzata, in età “matura”, ma la cocaina sta iniziando la sua scalata e si sta introducendo negli “stili di consumo” dei giovani, come fosse un elemento rappresentativo di uno status symbol. E’ ciò che risulta dai dati del Sert di Lugo, ente che segue i tossicodipendenti e gli alcolisti. Nel 2005 sono stati 251 quelli presi in carico dal servizio con un preciso programma, 66 quelli appena arrivati senza un programma definito, 28 quelli che sono stati seguiti solo per un periodo in quanto si sono trasferiti per motivi di lavoro, o arrivano da altre comunità, 96 quelli segnalati dalla prefettura perché obbligati a presentarsi, per un totale di 441 persone. Coloro che derivano da trasferimenti, 28, sono un numero molto inferiore rispetto per esempio alla vicina Faenza con 184 perché a Lugo non si trovano né molte comunità come nel Faentino, né molte fabbriche verso le quali si spostano i cercatori di occupazione.Anche Lugo, pur da piccola cittadina qual è, non è immune da questo tipo di problemi, e su 441 tossicodipendenti il 60% fa uso di eroina, il 30% di cocaina, mentre il 10% di cannabinoidi. La cocaina è in forte ascesa in quanto mentre anni fa era riservata ad una cerchia di “élite” visti gli alti costi, ora i prezzi sono diminuiti, sul mercato è più presente e disponibile per tutti, di conseguenza su un target giovanile sta facendo presa. Comunque la sostanza più abusata a livello giovanile è l’alcool; sono 136 i casi rilevati a Lugo, di cui la maggior parte sono adulti con situazioni croniche. Di certo non compaiono in queste cifre coloro che fanno un “uso ricreativo” di queste sostanze, in quanto accedono raramente al servizio. Il Sert è ubicato in via Bosi, ma da 3-4 anni a Lugo esiste uno spazio separato in via Garibaldi, e Manuela Martoni, la responsabile, spiega: “E’ un centro di ascolto per gli adolescenti. Li seguiamo fino ai 25 anni, è un modo per facilitare il loro avvicinamento al nostro servizio, perché hanno un modo diverso di assumere le sostanze. Sono diversi dagli stati cronici degli adulti, di conseguenza seguiamo un altro metodo. Sono coloro che accedono di più al Sert, e credo sia un elemento veritiero in quanto ogni anno raccogliamo oltre 3.000 questionari sull’abuso di sostanze”. Manuela Martoni è responsabile anche del progetto “Safe-style”, nato nel 2000, che consiste nel raggiungere i giovani nei loro contesti come le discoteche, a

Mercoledì, 08 Marzo 2006
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