Sabato 15 Giugno 2024
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Dagli autovelox nelle grandi città solo 11% dei proventi delle multe. Allora il “servono a far cassa” è una leggenda metropolitana?

L’Ufficio Studi dell’ASAPS insieme alla Associazione Lorenzo Guarnieri, ha analizzato i proventi delle multe 2023 e il loro utilizzo nelle 14 città italiane con più di 200.000 abitanti. 583 milioni di euro incassati (+6% rispetto al 2022). La novità è che solo l’11% di questi soldi sono dovuti alle multe degli autovelox, 11% che diventa un 6% da Roma in giù. Pertanto in ambito urbano gli autovelox non sono certo la prima fonte di cassa per i Comuni.
Rimangono significative differenze fra città e città che vanno dagli 8,2 euro ad abitante di Napoli ai 124,8€ di Firenze e la media italiana è 62,4.

Importante è l’utilizzo di questi importi da parte dei Comuni. La comunicazione non è sempre trasparente e la descrizione è spesso molto generica. Purtroppo l’educazione alla sicurezza stradale è la cenerentola con solo 89.238 euro, spiccioli considerato l’ammontare totale. La parte del leone negli investimenti la fanno la manutenzione delle strade (97 milioni di euro) e l’illuminazione pubblica (41 milioni di euro). il 25% degli investimenti pari a 77 milioni di euro e indicati come destinati a sicurezza stradale (legittimamente da un punto di vista legislativo) in realtà non hanno molto a che fare con la sicurezza stradale, fra questi 19 milioni sono destinati al pagamento di luce e gas.

Si ha la sensazione che se non ci fossero più multe perché i cittadini rispettano il codice della strada avremmo città al buio, uffici comunali al freddo e senza luce, strade senza segnaletica e con voragini e polizia municipale senza uniformi e senza pensione.

A seguito della nostra analisi, prevale l’idea che nella destinazione dei proventi delle multe non ci sia una progettualità specifica. Si ha la sensazione, corroborata dai dati, che le destinazioni dei proventi siano tutte spese che l’amministrazione doveva comunque fare e che vengono assegnate “a posteriori” alla categoria del miglioramento della sicurezza stradale. Spese quindi per la maggior parte non discrezionali, già sostenute “indipendentemente” dai ricavi delle multe. Non si vede visione, progettualità specifica per migliorare effettivamente la sicurezza delle strade della città in particolare per gli utenti deboli: pedoni e ciclisti. E molte di questi interventi hanno poco a che fare con la sicurezza stradale.
Concludendo, seguendo il denaro, abbiamo capito che i soldi per migliorare la sicurezza dei cittadini nelle nostre città ci sarebbero. Purtroppo, però manca la volontà politica per un vero cambio di passo verso una mobilità più sicura, dove non si debba più morire per muoversi.

Di seguito il link allo studio https://drive.google.com/file/d/1Z54RUt1_NAb_fzRvBa3kkkLCNFrmSDWr/view?usp=drive_link

Domenica, 02 Giugno 2024
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