Lunedì 20 Settembre 2021
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Milano, travolta da un ragazzino in monopattino: morta dopo due mesi di agonia

È la storia di Rosanna Rossi, la figlia Cristina: "Queste cose non devono più accadere"

Stava tornando a casa e aveva tra le mani le buste della spesa. Dentro, tra le altre cose, c'era anche della farina di castagne perché aveva scoperto che sua nipote non aveva mai mangiato il castagnaccio. Voleva farglielo la mattina dopo, ma proprio mentre stava rincasando percorrendo viale Zara è stata travolta da un ragazzino a bordo di un monopattino elettrico. Un impatto violento tanto da farla rovinare al suolo. Era successo il 29 gennaio e giovedì 11 marzo Rosanna Rossi (88 anni) è morta per le conseguenze di quell'incidente. Adesso i poliziotti stanno indagando per risalire all'identità di quel ragazzino che l'ha spinta a terra.

All'inizio l'incidente non sembrava nulla di che: non era intervenuta l'ambulanza e Rosanna era stata soccorsa da una negoziante. E proprio lei aveva fatto una ramanzina ai ragazzini. Col passare delle ore però quelle che sembravano delle botte si sono rivelate delle fratture, al polso e al femore. Proprio per questo l'88enne era stata ricoverata e poi operata all'ospedale Galeazzi. Nonostante tutto le condizioni di Rosanna sembravano migliorare e la questione sembrava risolversi per il meglio. Dopo qualche giorno l'88enne era stata trasferita alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone per la lunga riabilitazione che si sarebbe dovuta concludere il 19 marzo.

Tutto però è cambiato nel giro di poche ore. Mercoledì 10 marzo la situazione è precipitata tanto che Rosanna è entrata in coma ed è morta nella giornata di giovedì. "Tutta colpa di un'infezione unita allo stress — racconta la figlia Cristina -. Se non ci fosse stato questo maledetto incidente mia mamma sarebbe ancora qui: avrebbe compiuto 89 anni a maggio e probabilmente avrebbe vissuto ancora per un bel po' dato che era autonoma in tutto e per tutto".

A fine gennaio il caso era finito sulle scrivanie degli agenti del commissariato Garibaldi-Venezia, nei giorni scorsi però il fascicolo è cambiato: non più lesioni colpose ma omicidio colposo. Cristina vuole giustizia per sua madre: "Non voglio un risarcimento, mia mamma ora non c'è più e nessuno me la restituirà — ha spiegato —. Non voglio neanche rovinare la vita al ragazzino che l'ha fatta cadere, voglio solo che non si ripeta più una tragedia come questa. È una questione culturale: i monopattini non devono andare sui marciapiedi e non devono essere equiparati alle bici dato che possono essere molto più pericolosi".

da milanotoday.it


E’ la terza vittima mortale  per un incidente con monopattini. Nel 2020 l’Osservatorio ASAPS ha registrato 123 incidenti significativi nei quali si sono contate anche 11 prognosi riservate. (ASAPS)

Mercoledì, 17 Marzo 2021
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