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Posta 07/05/2020

A proposito della vergogna di  quei video con l’insopportabile sfida agli operatori di polizia e il rifiuto di esibire i documenti agli agenti mentre compiono il loro dovere in epoca di coronavirus

Un fotogramma del video - Un una pattuglia di CC ha fermato un’auto ed alla richiesta dei documenti, il conducente si è limitato a far vedere la patente appoggiandola sul vetro del finestrino

Buongiorno ASAPS, dopo aver visto alcuni filmati osceni ed incivili su facebook ed altro, sono stato costretto inviarle questo mio scritto di disapprovazione per sapere il perché di alcune persone che, credendosi esperti di leggi dello stato Italiano, aggrediscono (verbalmente e filmando l’evento) gli operatori di polizia. La prima volta ho visto che, una pattuglia di CC nella provincia di Brescia o Verona, ha fermato un’auto ed alla richiesta dei documenti, il conducente si è limitato a far vedere la patente appoggiandola sul vetro del finestrino. Veniva invitato ad esibirla e, il conducente, si è rifiutato dichiarando d’essere un diplomatico e di non essere tenuto ad esibire i suoi documenti perché sono strettamente personali e si avvale delle disposizioni di legge. Altro episodio è avvenuto in Campania, non sono riuscito ad individuare il Comune. Un tizio, è stato fermato da una pattuglia della Polizia Locale ed alla richiesta dei relativi documenti d’identità, ha dichiarato di non averli perché è uscito (a piedi) per andare a comprare il giornale e di abitare a 200 metri. Inoltre, rivolgendosi agli stessi operatori di polizia, faceva richiesta dei loro documenti di identità perché potevano essere delle persone travestite, malgrado fossero in divisa e con veicolo targato P.M. Detti operatori di polizia, sono stati costretti a chiedere l’ausilio di una pattuglia dei CC. Altro episodio avvenuto a Firenze: un’auto è stata fermata ad un posto di blocco della Polstato e, alla richiesta dei documenti, faceva vedere la patente appoggiandola sul vetro del finestrino. Invitata ad esibirla, la conducente dichiarava che, trattandosi di documenti personali, non è tenuta ad esibirla. L’operatore ha riferito che non poteva visionare se, detto documento, era originale o meno. Risposta della conducente: si chini e legga gli estremi; il mio avvocato mi ha detto che non sono tenuta a consegnarla. Non conosco la conclusione. Altro episodio: un ciclista è stato fermato da una pattuglia della Polstato e gli è stato redatto il spv di violazione. All’invito se voleva prendere visione del verbale e firmarlo, il ciclista ha accettato e posto una firma con un bel disegno di un pene, su entrambe le copie. Dopo aver militato ber bene 40 anni sia nella Polizia di Stato che nella Polizia Municipale ed iscritto all’ASAPS da tantissimi anni e vedere cose del genere, mi fanno accapponare la pelle. Per fortuna che poca gente ha poco rispetto verso gli operatori di polizia che, per la sicurezza della comunità ed ossequio delle leggi, rischiano la vita. Dopo tutta questa premessa. Le chiedo: Ma è normale che le leggi vigenti autorizzano questa gente a comportarsi in questo modo? Mi viene da pensare che, giovani avvocati di prima nomina, hanno effettivamente riferito cose di questo tipo, tanto per venire alla ribalta e farsi una fama. Tutto quanto descritto, sono stati filmati dagli stessi trasgressori. Mi perdoni se l’ho disturbata, ma è stato un segno di sfogo e non ho potuto fare diversamente. Le invio un cordiale saluto.

Antonio Gentile  - Massa   

Caro Antonio,
anche noi abbiamo visto numerosi di quei video e siamo rimasti senza parole. Quegli atteggiamenti provocatori e di sfida per fortuna sono prerogativa di una minoranza di cittadini anche se sempre più esibita, perché la sfida oggi per contare davvero deve essere filmata e riprodotta sui social proprio per esibire la propria strafottenza (maleducazione).
Insomma proprio i social hanno agito come moltiplicatore di questi incresciosi episodi che sono  il frutto della consentita aggressività e arroganza. Tutto ciò è il frutto della demolizione non solo dell’autorità ma anche della autorevolezza di chi in divisa rappresenta lo Stato.
Lo sappiamo bene che in altri paesi soggetti simili sarebbero caricati a forza nella macchina della polizia e passerebbero poi parecchie ore in un commissariato con sanzioni severe da pagare eccome.
Da noi no. Da noi l’operatore di polizia si trattiene perché sa che viene filmato (abusivamente) e il video in caso di reazioni ferme e decise sarebbe poi usato proprio contro gli stessi agenti che operano i quali in un successivo procedimento penale (quello non si nega mai contro la polizia) sarebbero come sempre abbandonati a se stessi.
Di fronte a tutto questo gli operatori della sicurezza preferiscono tenere un profilo basso e pazientare.
Di questa situazione di smantellamento dell’autorità e della autorevolezza dei rappresentanti dello Stato dovrebbe preoccuparsi proprio quello Stato che è il vero bersaglio di quegli atteggiamenti di sfida inutile e provocatoria. Ma lo Stato – lo vediamo – rimane inerte. Per cui il virus della provocazione si espande e speriamo che non diventi una pandemia.

ASAPS
 
 
  


Giovedì, 07 Maggio 2020
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