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Comunicati stampa 29/02/2020

Assurda la proposta di mantenere a Rocca un posto di polizia con 2 o 3 agenti della Questura e far traslocare gli agenti della Stradale
Nascerebbe un presidio “mignon” inesistente in altre parti d’Italia e in violazione della normativa

La Polizia Stradale di Rocca S. C. al passo del Muraglione

Questa ulteriore proposta di trasferire gli agenti della Stradale di Rocca a Forlì e mantenere un non meglio definito presidio di polizia nello stesso stabile attuale, se non è uno scherzo, è assurda e forse perfino ridicola.
Non esiste sul territorio nazionale un analogo  “presidio mignon” di polizia con 2 o 3 agenti in un comune con poche migliaia di  abitanti dove è  già esistente  una stazione dei Carabinieri. Cosa dovrebbero fare i due o tre agenti provenienti dalla Questura di Forlì rispetto a quello che fanno già i Carabinieri che conoscono per altro meglio il territorio?
Ovviamente la mossa non solo si inquadra in quella che ASAPS ha definito fin dall’inizio una sorta di eutanasia del Distaccamento della Polizia Stradale: la lenta morte che ha ridotto gradualmente il numero del personale nel reparto da 14 agenti a 5, ma ne vorrebbe decretare la soppressione come presidio di specialità a costo di negoziare la perdita con un improbabile (sotto il profilo gestionale) ufficio con tre soli agenti.

Senza entrare nelle questioni gestionali, si tratterebbe di una scelta che gli economisti definirebbero ad occhio "inefficiente" e gli strateghi "inefficace". Quale sarebbe la sede di servizio dei tre agenti? Perché se è la Questura di Forlì, a loro spetterebbe una indennità di missione giornaliera il che comporterebbe una spesa aggiuntiva a fronte di una operatività molto vicina allo zero; ogni agente di questo "sparuto organico" avrebbe diritto a 30/45 giorni di ferie, ad un periodo non auspicabile di malattia, ai benefici della legge 104 sull'assistenza familiare, ai permessi studio e/o a tutti gli altri istituti giustamente previsti a favore dei dipendenti. Per quanti giorni, quindi il servizio sarebbe assicurato da tutti e tre gli agenti? Come si può pensare che un ufficio di polizia possa svolgere una qualche funzione attiva con un organico che a malapena garantirebbe, di fatto, l'apertura del portone della caserma ogni mattina o poco più?
Quello che però rende inaccettabile senza appello la proposta è l'aperto conflitto della stessa con la normativa vigente ed in particolare con quanto previsto dal D.lgs.  19 agosto 2016, n. 177 e soprattutto della Direttiva del Ministro dell'Interno del 15 agosto 2017 concernente la razionalizzazione dei servizi di specialità e dei presidi delle Forze di Polizia sul territorio nazionale.

Dopo aver ribadita la preminente competenza della Polizia Stradale nell'espletamento dei servizi di sicurezza stradale, la direttiva recita al punto 2.4 (pag. 21) ".... la dislocazione delle Forze di polizia sul territorio dovrà assumere come punto di partenza il criterio di carattere generale che - come detto - privilegia l'impiego della Polizia di Stato nei capoluoghi e dell'arma dei Carabinieri nel restante territorio. Si tratta di un criterio dinamico che in un'ottica operativa è strettamente collegato a quello di presidio, rappresentandone la principale dimensione operativa. Lo stesso, infatti, fa riferimento alla capacità del presidio di proiettare il servizio prevalentemente nel proprio campo di competenza territoriale....". In sostanza, un conto è avere sul territorio (o meglio sulla statale 67) un servizio di specialità (con agenti in grado di utilizzare in modo sistematico l’etilometro nel contrasto all’alcol, che  sappiano controllare a dovere gli autocarri che transitano sulla statale, che sappiano leggere bene un cronotachigrafo di un Tir  se “taroccato” o la rimozione di un limitatore di velocità, che al bisogno sappiano utilizzare un tele laser, che sappiano intervenire per i rilievi di un incidente anche grave, che sappiano intervenire con i fuori strada nei momenti critici in cui il Muraglione è innevato), altro conto è creare un ufficio con competenze generaliste di polizia che, a Rocca San Casciano, sono già svolte egregiamente da una Stazione dei Carabinieri che in quanto ad organico certamente a sua volta non largheggia. Allora, applicando la Direttiva del 15 agosto 2017 tutt'ora in vigore, dovrebbe essere previsto il rafforzamento della Stazione dei Carabinieri (struttura già organizzata e funzionante) e non già l'istituzione di un nuovo presidio di polizia (che nulla ha che vedere con l'attuale ufficio di specialità), struttura da organizzare e da far funzionare ex novo.
Sono i sindaci che devono decidere, ma a parere dell’ASAPS questa proposta assurda e dal futuro inesistente, va respinta completamente. La proposta di distogliere tre agenti della Questura per assegnarli come pendolari (perciò non radicati sul territorio) a Rocca e trasferire i 5 agenti della Stradale, pensiamo che sia solo l’ultimo e assurdo tentativo per aggirare l’ostacolo. Una vera presa in giro che troviamo sia non solo infruttuosa, antieconomica, inutile per la sicurezza e perfino offensiva per i sindaci e la gente del comune di Rocca e quelli della vallata, ma anche irrispettosa dei principi del d.lgs. n. 177/2016 e del DM 15 agosto 2017.
Se si deve perdere il Reparto si salvi almeno la dignità.
 
Forlì, lì 29 febbraio 2020
 
Giordano Biserni
Presidente ASAPS
 


Una proposta (sembra sia scaturita dalla Prefettura di Forlì) assurda e assolutamente non realizzabile in quanto violerebbe la normativa esistente (D.lgs.  19 agosto 2016, n. 177 e soprattutto della Direttiva del Ministro dell'Interno del 15 agosto 2017) che gli organismi dello Stato dovrebbero conoscere. (ASAPS)



Sabato, 29 Febbraio 2020
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