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Rivista Il Centauro , Editoriali ,... 26/04/2019

di Giordano Biserni*
Una foto contro l’abitudine

Il coraggio di Jacqueline, testimonial delle tragedie dovute all’alcol alla guida

No, non girate pagina. Siamo in tema, siamo assolutamente in tema.
La ragazza così deturpata che vedete nell’immagine, e che prima era un fiore (vedi foto piccola in bianco e nero), non è una vittima della guerra in Iraq, non è vittima delle radiazioni di una centrale nucleare, è "solamente" una vittima della strada. Il suo nome è Jacqueline Saburido, cittadina statunitense di origine venezuelana, che ha avuto la sfortuna di rimanere coinvolta in un grave incidente causato da un conducente ubriaco.
Ecco in sintesi la sua storia ricavata da un sito internet, ripresa in Italia da diversi giornali, compreso il supplemento "Salute" di Repubblica e ha suscitato un acceso dibattito.
"La giovane ragazza venezuelana, vittima di un incidente automobilistico, ha prestato il suo volto sfigurato ad una campagna pubblicitaria contro gli effetti della guida in stato di ubriachezza.
Il 19 settembre del 1999, alle prime ore del mattino, la vita dell’allora ventenne Jacqueline Saburido ebbe una svolta drammatica. Quella tragica domenica, lei e i suoi quattro amici, stavano tornando a casa dopo aver passato la serata ad una festa di compleanno quando Reggie Stephey, un diciottenne giocatore di football americano, andò a schiantarsi con il suo fuoristrada contro l’auto in cui viaggiava Jaqueline.
Lei sola sopravvisse all’impatto, ma rimase gravemente ustionata per il 60% del corpo. Dai verbali della polizia e le successive indagini si scoprì che il guidatore del fuoristrada, al momento dell’incidente, era completamente ubriaco.
Da allora Jacqueline ha subito oltre 40 operazioni chirurgiche e molti altri interventi di ricostruzione plastica la aspettano, ma niente e nessuno la potrà fermare dall’unico scopo che ha intrapreso per il resto della propria esistenza: essere il drammatico testimonial degli effetti distruttivi che una persona sotto l’effetto dell’alcool è in grado di causare."

Jacqueline con un coraggio e una forza d’animo senza uguali si è offerta, come si vede, quale testimonial di una campagna contro l’alcol alla guida lanciata dal Texas Dipartiment of Public Safety e altre associazioni texane contro l’alcolismo. Una risposta forte, un pugno nello stomaco anche per le tante anime belle del nostro Paese che pensano si stia facendo abbastanza nei controlli del fine settimana, nell’educazione stradale e soprattutto nelle campagne pubblicitarie sempre molto soft. E’ vero, forse non è necessario scioccare, però si deve avere qualche volta il coraggio di urlare il dramma che si consuma sulle strade del nostro Paese con decine di morti e feriti ogni fine settimana, sui quali si allunga l’ombra dell’alcol. Ne facciano tesoro quei politici e quelle amministrazioni regionali che vorrebbero un ritorno al precedente limite di 0,8 g/l rispetto all’attuale 0,5 g/l. Ne facciano tesoro quei giudici di pace dotati, in qualche caso, di cancellina fulminante verso i verbali stilati ai sensi dell’articolo 186 del C.d.S. dalle forze di polizia. Ne facciano tesoro i legislatori, l’impegno per la sicurezza stradale e il contrasto all’alcol alla guida richiedono uomini ed etilometri senza risparmio e tanta buona volontà. Jacqueline e migliaia di nostri giovani oggi duramente colpiti ce lo richiedono.



*Presidente ASAPS

da "Il Centauro" n. 78


Nel 2003 l’ASAPS aveva dedicato alcune pagine de il Centauro e del suo portale a Jacqui Saburido col titolo. “Una foto contro l’abitudine”.
Grazie Jacqui per il tuo coraggio nel diventare il simbolo dei rischi della guida in stato di ebbrezza. (ASAPS)

 

Venerdì, 26 Aprile 2019
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