Martedì 26 Marzo 2019
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di Luigi Altamura*
UN TRISTE NATALE PER LA SICUREZZA STRADALE: PIU' MORTI NEL PRIMO SEMESTRE 2017 RISPETTO ALL'ANNO PRECEDENTE

Foto Blaco© - Archivio Asaps

Istat, con la collaborazione dell'Automobil Club d'Italia, finalmente attraverso la raccolta di dati completi e tempestivi, che coinvolgono tutti gli organi di polizia stradale compresa la Polizia Locale, ha pubblicato la stima preliminare "gennaio-giugno 2017" degli incidenti stradali. Dati che - lo diciamo subito - aprono una voragine sul tema della sicurezza stradale. In un momento in cui la legislatura è finita senza "seri" provvedimenti legislativi tranne per l'introduzione dell'omicidio stradale (e che necessita di immediati aggiustamenti, viste alcune storture che iniziano ad emergere dai dati delle forze dell'ordine e dalle sentenze dei Tribunali), con una riforma del codice della strada approvata solo alla Camera oltre 4 anni fa (era l'8 ottobre 2013, mentre al Senato il DDL non è neppure giunto in Assemblea), con una guerra spietata agli autovelox (unici strumenti oggi omologati per contrastare l'alta velocità insieme al tutor) e agli etilometri (sono migliaia quelli che "dormienti" in attesa presso i due centri di revisione di Roma e Milano, anzichè essere utilizzati sulle strade delle feste natalizie per fermare "bombe umane ad orologeria"), con sempre meno risorse impegnate da Comuni e Province per la manutenzione stradale, per rispettare l'ormai famigerato "patto di stabilità" fortemente voluto dall'Europa, preso atto che la distrazione alla guida con i telefonini è ormai un vero e proprio "bubbone" per la pubblica incolumità sulle strade italiane, fatto tanto reale quanto non avvertito dalla politica che ha "dimenticato" di approvare il DDL che introduceva un inasprimento delle sanzioni accessorie alla prima violazione con la sospensione della patente, di fronte a tutto ciò, Istat comunica che nel primo semestre 2017 si conferma una riduzione degli incidenti stradali rilevati e del numero di feriti, con flessioni del 4% e 5% rispetto alla media consolidata del 2016. Sono stati infatti 82.525 i sinistri rilevati con 116.137 feriti. Ma la vera notizia, che getta sconforto tra gli addetti ai lavori, è l'aumento delle vittime, che tornano a crescere tra il 6,7% e l'8,2%. Il numero dei decessi mette i brividi, sono ben 1623 le vite spezzate, quando l'obbiettivo imposto dall'Unione Europea indicava un numero nettamente inferiore (1219).

Questo dato fa emergere, in maniera netta, come non sarà minimamente possibile ridurre il numero di morti del 50% entro il 2020. "L'aumento delle vittime nel primo semestre del 2017 è dovuto soprattutto all'incremento registrato su autostrade e su strade extraurbane" afferma Istat, evidenziando come nell'aumento di decessi in autostrada pesi il terribile schianto del bus ungherese sull'autostrada Brescia-Padova avvenuto a gennaio scorso con 17 giovani vite spezzate. Rispetto al primo semestre dell'anno 2010, il decremento si ferma tra il 17% e il 18%. Ci piacerebbe sapere però dall'Associazione Nazionale fra Le Imprese Assicuratrici però quanti sono stati tutti gli incidenti denunciati nei primi sei mesi del 2017, perchè una spiegazione al decremento di incidenti e feriti noi ce la stiamo dando. E vorremmo essere smentiti. Vuoi vedere che con le nuove norme sulle lesioni personali stradali, è aumentato il numero di constatazioni amichevoli? Ci piacerebbe poi sapere da Istat e dai singoli Ministeri quante sono le pattuglie reali che oggi vigilano sulla sicurezza stradale, visti i blocchi assunzionali e gli accorpamenti e chiusure delle sedi di forze dell'ordine in atto. Anche con questi dati potremmo avere un quadro più chiaro, in un Natale molto scuro per la sicurezza stradale. Buon Natale a tutti!

>In allegato il resoconto preliminare di Istat-Aci

*Comandante Corpo Polizia Municipale di Verona
Dirigente Unità Organizzativa Protezione Civile Comune di Verona


I primi deludenti dati Istat sulla mortalità per incidenti stradali nel primo semestre 2017. L’attacco sistematico ai sistemi di controllo della velocità (autovelox e ora anche al tutor con cervellotiche tolleranze del 15%!) agli etilometri sempre più spesso messi in discussione e sempre meno quelli utilizzabili per il ritardo nelle verifiche periodiche, insieme alla carenza di pattuglie sul territorio e all’impotenza sul contrasto del cellulare alla guida, non possono che determinare questi risultati. Qualcuno  se ne dovrà però assumere le responsabilità! (ASAPS)

Venerdì, 22 Dicembre 2017
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