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Prepotenti e furiosi: in automobile siamo mine vaganti

Dopo l'accoltellamento di Bitonto già quattro vittime di liti stradali

Sulle strade si muore non solo di incidenti ma anche di prepotenza. Come è accaduto l'altro giorno a Bitonto (Bari), dove un sessantasettenne incensurato ha accoltellato e ucciso un automobilista, Giuseppe Muscatelli, 25 anni, durante una lite banale.

Il giovane era stato coinvolto in un tamponamento e la sua auto ostruiva il traffico. L'uomo ha chiesto di spostarla e lui si è rifiutato. Da lì il tragico alterco avvenuto davanti agli occhi allibiti della figlia e della nipote minorenne dell'omicida, che ieri ha confessato. All'anziano sono stati sequestrati l'automobile, una Fiat Palio, e l'arma del delitto, un coltello a serramanico con lama di 10 centimetri.

La rabbia e la frustrazione sulle strade uccidono e contro di esse non c'è nessun airbag. Centinaia i litigi stradali segnalati ogni anno, molti altri che sfuggono alle statistiche perché non denunciati, perché la rabbia sbollisce e si decide di finirla là. Secondo l'osservatorio Il Centauro dell'Asaps nel 2016 si sono contaggiate 183 aggressioni da lite stradale refertate, con un bilancio di 4 morti e 238 feriti, di cui 37 gravi. In 31 episodi le persone coinvolte hanno utilizzato armi proprie, come pistole, coltelli e simili, in altri 33 casi sono state usate armi improprie, ovvero la stessa vettura, un ombrello, il cric, una mazza da baseball. Dati che saranno superati in questo 2017, visto che a oggi i morti sono già 4 e 98 i feriti di cui 20 gravi. Nel 2015 ci furono 182 episodi gravi con 7 morti e 258 feriti di cui 38 molto gravi. Nel 2014 gli episodi registrati erano stati 174, i morti 6, i feriti 208 e quelli molto gravi 53.

«Le strade sono sempre più violente - ci dice Giordano Biserni, presidente dell'Asaps -. Quando decidiamo di litigare per strada perché pensiamo di aver subito un torto pensiamo di toglierci una soddisfazione ma in realtà abbiamo solo da rimetterci. Anche perché non sappiamo mai con chi abbiamo a che fare: davanti a noi potrebbe esserci un ubriaco, un drogato, uno squilibrato, uno che ha appena litigato con la moglie». Biserni ha alcuni consigli da dare a chi dovesse trovarsi coinvolto in una lite stradale: «Detto che non bisognerebbe mai ingaggiare un simile litigio, se proprio dovesse accadere non dovete scendere dalla vettura, e se lo fate non dovreste mai avvicinarvi all'altra persona a una distanza di meno di due metri. Non immaginate quanti italiani siano insospettabilmente fan del baseball e tengano una mazza in auto. Poi non fate il gesto di prendere qualcosa dalla vettura, perché l'altro potrebbe spaventarsi e non sappiamo come potrebbe reagire. Meglio se lasciate correre. E se proprio non potete, chiamate il 112 o il 113, magari dopo esservi chiusi nell'abitacolo».

Biserni ha anche una proposta da fare alla polizia: «Segnalare i soggetti che si sono resi protagonisti di esplosioni di rabbia, anche ai fini della revisione della patente, come accade per il porto d'armi a chi si rende protagonista di violenza alle persone in caso di liti in famiglia».

Andrea Cuomo
da red.presstoday.com


 Tutti i dati dell’Osservatorio “Aggressioni” fra automobilisti ripresi in un articolo de il Giornale. (ASAPS)

Lunedì, 21 Agosto 2017
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