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Posta , Articoli 17/01/2013

La crudeltà della strada nella testimonianza di una giovane vita rovinata per un incidente stradale

Foto Blaco - Archivio Asaps

E' una bella mattina di inizio settembre, dell'8 settembre ed Angela Palermo, una trentenne della provincia di Potenza, scende, con la sua bicicletta, dal Comune di Seravezza, per raggiungere quello di Forte dei Marmi e fare una passeggiata sul litorale. Tra le altre cose, Angela, è una maratoneta e la sua bicicletta è anche il simbolo del suo tentare di fare qualcosa per il suo pianeta... ma a volte, anche i migliori progetti, servono a poco, quando il destino incombe.
Imbocca un tragico anello di rotatoria, ne percorre appena un quarto e, drammaticamente ed inaspettatamente, dalla sua destra, piomba dentro la rotatoria un'autovettura condotta da una ignara settantacinquenne. L'impatto è inevitabile, sebbene il tonfo sordo richiama l'attenzione della anziana signora, solo allorquando il corpo di Angela, dopo essere stato caricato sull'autovettura, viene scaricato al suolo, con tutta l'esperienza traumatica che quel corpo destinato a vivere, subisce.
Un ciclista si ferma e fa scudo al corpo di Angela ed ai suoi lamenti; le raccomanda di non muoversi e di attendere i soccorsi; di stare calma, perché lui è un medico e tutto andrà bene.

 

L'automobilista, con fatica, scende dall'auto e disperata, raggiunge il corpo della giovane ciclista, convinta che sia piovuta dal cielo. Ripete questa circostanza anche alla nostra pattuglia, che fa fatica a ricostruire la dinamica del sinistro, affidandosi al racconto dell'anziana signora - i testimoni... non ha visto nulla nessuno, sebbene non si tratti di descrivere un delitto di mafia - ed alla posizione compatibile con quella, dei veicoli che hanno raggiunto lo stato di quiete.
Poi, la tecnoclogia chiarisce tutto e come per magia - una fortunata magia - il sistema di videosorveglianza, drammaticamente, riporta alla realtà dei fatti, la ricostruzione dei fatti: completamente diversa da quella descritta dalla conducente dell'autovettura, verosimile e convincente per chi altro non aveva se non un racconto ed un rottame di bicicletta accartocciato e così vicino all'autovettura: a quella "ghigliottina" che per circa dieci metri ha trascinato via il corpo e la vita della giovane ragazza.
Quando, ormai, il fascicolo è chiuso e con quello l'indagine, le pagine della vita, invece, continuano ad essere sfogliate, nell'esperienza di Angela Palermo che, un giorno, appare, in ufficio, accompagnata da suo marito.

 

Lì, nel mio ufficio, nel desiderio di rivedere quelle immagini, mi svela un mondo sconosciuto, il suo. Mi racconta di essere una precaria della scuola - dunque, una donna senza diritti - di essere una ricercatrice, invitata nella bella Parigi dove non potrà andare, perché qualche mese fa, una sconosciuta, gli ha cambiato la vita per sempre.
E' rammaricata. Non per l'evento in sé, perché... "perché anche a me potrebbe capitare, un incidente. Ma sono rammaricata perché chi mi ha rovinato la vita, non ha fatto una sola telefonata, non si è mai fatta viva ed io mi sento niente".
Così mi passa la lettera che allego.
Non per essere compatita ma, perché, come miracolata (questo crede di sé e così i medici che l'hanno salvata) crede che questa salvezza deve avere un senso e forse, il senso è proprio quello di portare un messaggio.

 

Ho accolto quel desiderio ed allora ho proposto al nostro Presidente di pubblicare questa testimonianza, perché nel nostro lavoro non ci sono solo dei nomi e dei cognomi, ma tante storie di vita e di morte e tutto ciò che ci gira attorno, convinti i nostri convincimenti sbagliati, che sempre dobbiamo pesare e soppesare, per esercitare, correttamente, la giustizia. Ci sono le occasioni per educare alla legalità ed alla sicurezza stradale, soprattutto i nostri ragazzi.
Perché non è giusto morire o vivere, sentendosi già un po' morti, perché qualcuno si può permettere di distrarsi e vivere la strada con troppa leggerezza.

 


Giovanni Fontana
Referente ASAPS e funzionario di Polizia Municipale
nel Comune di Forte dei marmi (LU)
 

> Leggi la testimonianza di Angela G. Palermo

 

Giovedì, 17 Gennaio 2013
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