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Rassegna stampa alcol e guida del 9 gennaio 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


da "YAHOO NOTIZIE"
Perugia, sbarca in Italia la ’droga per lo stupro’

Perugia, 9 gen. (Adnkronos) - E’ sbarcato in Italia lo ’scoop’, la droga per lo stupro, e ha gia’ fatto la sua prima vittima. A dare la notizia e’ ’Il Messaggero’ che riporta la storia di una ragazza di Perugia che si e’ risvegliata nel parcheggio di una discoteca umbra con le braccia piene di lividi e senza ricordare nulla di quanto le era accaduto nelle ore precedenti. Andata al pronto soccorso per farsi medicare e sottoposta a visita ginecologica, si e’ scoperto che la giovane era stata violentata da piu’ uomini, anche se non ricordava piu’ nulla, se non di aver bevuto un cocktail che le aveva offerto un ragazzo che aveva conosciuto nel locale. Secondo gli inquirenti in quel bicchiere c’era una droga, il cui nome chimico e ’’gamma-idrossi-butirrico’ ma che nel gergo giovanile e’ stata ribattezzata ’scoop’. Si tratta di una sostanza senza odore ne’ sapore che si vende clandestinamente nei sexy-shop o su internet e provoca in chi la ingerisce una grande euforia ma ne cancella completamente i ricordi. Lo ’Scoop’ e’ una droga sintetica, una sorta di extasy liquido e, dopo il caso della ragazza di Perugia, gli inquirenti sospettano che questo tipo di sostanza chimica stia diventando ’ospite fisso’ delle serate nelle discoteche umbre.

da "IL MESSAGGERO"
Si è risvegliata a terra piena di lividi. Le avrebbero offerto un cocktail con una sostanza senza odore e sapore
Stuprata sotto l’effetto di una nuova droga
Nel parcheggio di una discoteca umbra. Lo “scoop” ha cancellato il ricordo alla ragazza


di VANNA UGOLINI
PERUGIA - Il pericolo, questa volta, non ha né odore né sapore ma l’innocuo aspetto di una fialetta di liquido trasparente. Il suo nome chimico è ”gamma-idrossi-butirrico” ma in discoteca i ragazzi lo conoscono come Scoop. Si tratta di una droga sintetica, una sorta di ecstasy liquido che dà effetti eccitanti, euforia, aumento della libido e della capacità di comunicare. Quando, però, l’effetto svanisce, (la durata è molto soggettiva) non ci si ricorda più nulla di quello che è successo. E gli inquirenti sospettano che questo tipo di sostanza chimica sia, da qualche tempo, un ”ospite fisso” delle notti da sballo in alcuni locali umbri sottoforma di una nuova droga sintetica. I segnali c’erano già, l’allarme è stato lanciato dopo che una ragazza perugina è andata all’ospedale accusando un forte senso di stordimento e alcuni lividi sul corpo di cui non si sapeva spiegare l’origine, all’uscita dalla discoteca. Si è ritrovata nel parcheggio della discoteca con alcuni segni sulle braccia ma non ricordava che cosa fosse accaduto. I medici hanno ritenuto opportuno fare anche degli esami ginecologici e si sono resi conto che la ragazza aveva avuto rapporti sessuali con più uomini. Di tutto questo lei ha detto di non ricordare nulla. L’ultima immagine che si era fissata nella sua memoria era un cocktail che le era stato offerto da una ragazzo conosciuto nel locale. La ragazza non ha sporto denuncia ma questi elementi sono bastati agli investigatori per alzare il livello di attenzione su cosa ”gira” in certi luoghi di ritrovo. E invitare le ragazze a fare massima attenzione nei confronti di chi offre cocktail ”miracolosi”.
«Quello che in gergo viene chiamato Scoop - spiega il medico capo della questura di Perugia, Giovanni Pioda - è una sostanza incolore e senza sapore, che non altera nemmeno il sapore delle bevande in cui può venire disciolta. Come effetti dà un aumento della libido, una maggior eccitazione e anche una maggiore scioltezza nel parlare. Quando l’effetto svanisce, però, rimane un senso di stordimento e non ci si ricorda più di quello che è stato fatto». Lo Scoop, in dosi diverse, può essere anche usato in certe palestre dove allenamento fa rima con rigonfiamento dei muscoli, «perché dà anche effetti anabolizzanti. In farmacia, invece, è difficilissimo da trovare perchè ha uno scarso uso; può servire per curare alcuni casi di astinenza da alcolici».
Procurarselo, dunque, non è facile per chi non è dentro certi giri: secondo gli investigatori può essere venduto sottobanco in qualche sexy-shop con titolari molto tolleranti o, come al solito, su Internet. Lo Scoop, come la gran parte delle droghe sintetiche, ha costi di produzione molto bassi, ma il prezzo al dettaglio varia a seconda dei canali di approvvigionamento e può arrivare anche a 50 euro a fialetta.
da "IL MESSAGGERO- IL TOSSICOLOGO"
«Attenti, è una sostanza subdola negli Usa ha già fatto vittime»
ROMA - «E’ sbarcato dagli Usa. Costa poco, ha effetto anche a basso dosaggio e può durare dalle tre alle sei ore», spiega Gaetano Di Chiara tossicologo, esperto di droga, professore all’Università di Cagliari. Parliamo dello scoop, o ecstasy liquido, altrimenti detto Ghb o gravious body, oppure fantasia, il cui nome scientifico è «gammaidrossibutirrato». «Una specie di potentissimo “sedativo” - continua Di Chiara - con un forte effetto deprimente, utilizzato in molti casi di violenza sessuale negli Stati Uniti perchè causa la perdita di coscienza e la vittima non ricorda nulla di quanto le è accaduto».
Una nuova droga sintetica, dunque. «E’ di colore chiaro, non ha odore nè gusto - sottolinea ancora il tossicologo Di Chiara - Venduta in polvere solubile o allo stato liquido, in fiale o bottigliette. Produce una sbornia, come l’alcol. Il suo “segreto” è che, se mescolata ad una bevanda, passa del tutto inosservata. Chi la ingerisce può non accorgersi di nulla. Già con un grammo fa perdere il tono muscolare e riduce le inibizioni. Con due grammi calano la frequenza cardiaca e la respirazione, oltre i tre grammi c’è una forte interferenza con il movimento e la parola, fino ad arrivare al coma».
Lo scoop negli Usa ha fatto già molte vittime. Dopo 15 minuti dall’assunzione scattano i primi effetti. Entro mezz’ora al massimo la persona che ha ingerito la sostanza è «drogata». «Gli effetti - conclude Di Chiara - si moltiplicano se unito a bevande alcoliche». (*) 
A. Ser.
 
(*) Nota: per i non addetti ai lavori è utile una spiegazione che chiarisca come mai questi articoli siano riportati in testa ad una rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici.
Il GHB, o "exstasi liquido", o "droga per lo stupro", con effetti che "si moltiplicano se unito a bevande alcoliche", con il nome farmaceutico "ALCOVER", era molto di moda qualche anno fa per il trattamento di persone con problemi alcolcorrelati.
Ancora oggi viene utilizzato in alcune zone d’Italia.
 da "L’ADIGE"
Il movimento "Su la testa" ha distribuito 500 volantini a Gardolo
«Il 95% degli incidenti mortali causato da ebbri o ubriachi»
Il 95% degli incidenti stradali con esito mortale che avvengono in Trentino vedono coinvolto almeno un conducente ebbro o ubriaco. Il dato che fa rabbrividire, è stato fornito ieri mattina dal movimento «Su la testa» che ha effettuato un volantinaggio davanti alla chiesa parrocchiale di Gardolo dove pochi giorni fa si sono svolte le esequie di Roberto Carotta e Marco Orazi, uccisi la notte di Capodanno dall´auto guidata da un ubriaco.
Nel corso della mattinata Paolo Piscioli ed altri esponenti del movimento hanno distribuito tutti i 500 volantini che erano stati preparati con il titolo: «Ubriachi al volante, fermiamo la strage», trovando una comunità ancora fortemente provata dal duplice lutto pronta a sottoscriverne in toto il contenuto.
Gli attivisti di "Su la testa" hanno sottolineato gli effetti nefasti che l´alcol produce su chi si mette alla guida di un veicolo, evidenziando come sia sufficiente un tasso di alcolemia non troppo superiore al consentito per mettere il conducente in uno stato euforico per cui tende ad aumentare la velocità e tentare sorpassi azzardati.
«Ne deriva - scrive "Su la testa" - un aumento di incidenti mortali che lasciano lutti per decenni, mentre i responsabili se la cavano con poco o nulla. In Italia - continua - ci sono troppo permissivismo e impunità per chi, con tassi di alcolemia elevati, uccide vittime innocenti e non fa nemmeno un giorno di carcere».
Nel sollecitare più controlli con l´etilometro da parte delle forze dell´ordine, "Su la testa" chiede inoltre la modifica della legislazione vigente, proponendo da un lato il ritiro della patente a vita a chi viene trovato alla guida con tasso di alcolemia elevato e dall´altro un inasprimento delle pene per l´omicidio colposo. Altra proposta, rivolta agli organi di stampa, è quella di pubblicare il nome per esteso e non solo le iniziali, delle persone denunciate per guida in stato di ebbrezza.
da "L’ADIGE"
Per Massimo Martorana, 31 anni, di Arco, omissione di soccorso.
Nel suo sangue alcol quattro volte oltre il limite
Ubriaco centra un´auto, arrestato.
Riva, l´uomo era fuggito. Ferita gravemente una barista
Ad una settimana dalla tragedia di Capodanno la storia ha rischiato di ripetersi.
Venerdì notte a Riva un operaio di 31 anni, Massimo Martorana, ubriaco, ha centrato l´utilitaria sulla quale si trovavano una barista di Nago e un amico. La donna, Annalisa Vivaldi, è rimasta gravemente ferita, mentre l´investitore è fuggito. L´uomo è stato rintracciato e arrestato per omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza.
da "L’ADIGE"
LO SCHIANTO.
La Bmw dell´operaio siciliano, domiciliato ad Arco, prende a folle velocità la curva di via Riccamboni e piomba sulla corsia opposta centrando la Saxo della ragazza.
Il ragazzo, in compagnia di due amici, tenta la fuga ma viene preso dalla polizia in via Virgilio. Ferito anche Andrea Bertapelle, 42 anni di Riva.
Le tragedie dovrebbero servire a qualcosa

Le tragedie dovrebbero servire a qualcosa. Essere di monito, far riflettere, evitare che si ripetano drammi assurdi e si debbano versare ancora lacrime inconsolabili. Belle parole, ripetute come una litania ogni volta che qualcuno ci ricasca. Perchè troppo spesso questo non accade. Troppo spesso invece in Trentino ci sono persone, quasi sempre giovani, che si mettono al volante con troppo alcool in corpo e provocano incidenti anche mortali. Esattamente quanto accaduto a Trento una settimana fa, dopo il veglione di Capodanno. E quanto stava per accadere la scorsa notte a Riva.
Viale Trento, sono le 23.30. Un´auto impazzita affronta la curva di via Riccamboni ed invade la corsia opposta. Da lì sta arrivando un´altra macchina che viene centrata sulla fiancata del conducente. La donna è ferita in modo grave, l´investitore scappa ma viene preso poco più lontano da polizia e carabinieri. E finisce in carcere con l´accusa di «fuga in caso di incidente con danni alle persone» (eventuale pena che va dai 4 ai 9 mesi di reclusione) e «guida in stato di ebbrezza». Ma poteva essere un´altra strage.
Protagonista involontaria e vittima dello schianto Annalisa Vivaldi, 37 anni, originaria di Riva ma residente a Nago, barista e cameriera stagionale al «Sesto Grado» e al «Conti d´Arco», molto conosciuta in tutta la zona. Al volante della sua Citroen Saxo e in compagnia di Andrea Bertapelle, 42 anni, di Riva, stava percorrendo viale Trento in direzione sud quando si è vista piombare addosso l´auto impazzita. Era la Bmw 320 condotta da Massimo Martorana, 31 anni, operaio di Gela domiciliato ad Arco: con lui P.S., 22 anni di Oristano, e R.M., 19 anni, anche lui di Gela, denunciati entrambi per «omissione di soccorso». Martorana è visibilmente alterato, con la sua Bmw affronta la curva di via Riccamboni per immettersi su viale Trento in direzione di Arco a tutta la velocità, non sfiora neanche il freno, sbanda e si allarga sulla corsia opposta.
All´altezza del «Pizza Pause» lo schianto. Annalisa Vivaldi non può far nulla per evitare quell´auto. La Saxo ha la peggio, Annalisa anche mentre Andrea Bertapelle se la caverà con ferite guaribili in 10 giorni. Martorana e i due amici devono aver avuto un attimo di incertezza, non si accorgono di aver lasciato sul posto dell´incidente targa e paraurti posteriore (elementi che li rendono facilmente rintracciabili). Scappano ma la loro fuga dura poco. Nel frattempo la macchina dei soccorsi si mette in moto e dopo pochi minuti gli agenti del commissariato ritrovano la Bmw e i tre seminascosti nella non lontana via Virgilio. Presi in flagranza di reato. Per Massimo Martorana scattano le manette e si aprono le porte del carcere di Rovereto, in attesa delle decisioni del procuratore capo Francesco Pavone. All´alcooltest i carabinieri riscontrano un valore quattro volte superiore ai limiti di legge: 2,20 contro 0,50. Parte anche la denuncia per guida in stato di ebbrezza. L´ambulanza di Trentino Emergenza-118 porta Annalisa Vivaldi prima ad Arco e poi d´urgenza a Rovereto. È grave ma per fortuna non in pericolo di vita. Ha riportato la frattura in tre punti del bacino, quella dello sterno, un trauma cranico (la Tac comunque sembra aver escluso complicazioni) e varie ferite al volto. Resta l´assurdità di un incidente che poteva benissimo essere evitato. E che poteva trasformarsi in tragedia.
P.L.

da "L’ADIGE"
Il precedente
La «strage» di Capodanno.
Il 2005 in Trentino si è aperto con una tragedia della strada segnata dall´alcool che per fortuna l´altra sera a Riva non ha avuto (ma poteva avere) un seguito altrettanto drammatico. Il conducente di un´auto travolge due giovani, uno fermatosi al lato della strada perchè in difficoltà con la propria macchina, l´altro sceso dalla sua per prestargli aiuto. Entrambi indossano i giubbotti catarinfrangente, non servono a nulla. L´automobilista che li piomba addosso manco li vede. E i due ragazzi muoiono sul colpo.
È la notte di Capodanno, sono da poco passate le tre. Per molti è ora di smobilitare e di fare ritorno a casa dove magari ti aspettano la fidanzata, la mamma, il papà, un figlio. Per Marco Orazi, 33 anni, e Roberto Carotta, 27, le lancette del tempo su questa terra si fermano alle 3.20 in punto. Via Bolzano, periferia nord di Trento. Marco Orazi sta tornando a casa ma accusa un colpo di sonno ed esce leggermente di strada con la sua auto, all´altezza del Bren Center. Di lì a poco si ferma l´auto con Roberto Carotta, un gesto di altruismo, lo vuole aiutare. Entrambi indossano i giubbotti catarinfrangenti, come prescrive il codice della strada. Forse i due ragazzi non si accorgono di nulla quando su di loro piomba a grande velocità un´Alfa 166 con la volante Mauro Perli, 47 anni, titolare della «Taverna Danese» di Trento ma residente a Zambana. È visibilmente ubriaco, forse anche lui non si accorge di nulla. Dopo si renderà conto di quello che ha fatto e manifesterà propositi suicidi. Nel frattempo però due vite, e non solo quelle, sono state spezzate. Colpa dell´alcool? Forse. Colpa dell´uomo? Sicuramente.
IL SECOLO XIX"
Scontro frontale sul cavalcavia
TRAGEDIA SFIORATA Spettacolare incidente nella notte a Fossamastra.
Alcol e velocità le probabili cause
Coinvolte quattro auto, 11 feriti. Grave una ragazza.

L’ alcol, la velocità e forse la stanchezza sono le probabili cause dell’incidente avvenuto sabato, poco dopo le 3 del mattino, sul cavalcavia di Fossamastra, che poteva trasformarsi in tragedia. Nello scontro che ha coinvolto quattro automobili sono rimaste ferite undici persone tra le quali una donna, Eleonora Fornoni di 28 anni, in modo grave. La giovane, residente a Vezzano Ligure, è stata ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Andrea e sottoposta a un intervento chiurgico durante il quale le è stata asportata la milza. La prognosi resta riservata, ma fortunatamente non è in pericolo di vita. Dalle ricostruzioni effettuate dalla polizia e dalle testimonianze raccolte sembra che la giovane sia rimasta vittima di una manovra azzardata commessa da un’automobilista di 28 anni a bordo di una Ford Fiesta di colore blu.
Pare infatti che quest’ultima fosse appena uscita da un locale notturno. La giovane ha imboccato il cavalcavia in direzione Lerici a forte velocità e ha invaso la carreggiata opposta da cui arrivava la Peugeot 106. A bordo viaggiava oltre al conducente anche Eleonora Fornoni seduta sul posto del passeggero. L’impatto si è rivelato violentissimo e le auto si sono accartocciate. Quattro persone sono rimaste incastrate tra le lamiere ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco con i divaricatori per liberali. La conducente della Ford Fiesta si è prodotta una frattura al piede, mentre quello della Peugeot 106 alcune fratture giudicate guaribili in 40 giorni. Ben più grave invece il quadro clinico di Eleonora Fornoni trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale spezzino.
L’incidente ha coinvolto altre due auto, una Fiat Punto e una Volswagen Golf, che sopraggiungevano in quel momento e fortunatamente gli occupanti, tutti sotto i 30 anni, sono rimasti feriti in modo più lieve e trasportati al pronto soccorso di Sarzana.
Impressionante anche il groviglio di lamiere che si è formato tra la Ford Fiesta e la Peugeot 206 completamente distrutte. Per separarla una dall’altra è stato richiesto l’intervento di due carri attrezzi che hanno tirato i due mezzi in senso opposto. Le due automobili distrutte sono state portate presso l’autocarrozzeria Angeli di Bonviaggio dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria. Intanto in queste ore la polstrada sta completando tutti i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e soprattutto si attendono dall’ospedale i risultati degli esami ematici per verificare se i guidatori erano sobri al momento dell’incidente.

Paolo Ardito

da "L GAZZETTINO (Padova)
NUOVA STRUTTURA VICINO ALLA STAZIONE
«Alla fine della prossima settimana l’esperimento del tendone in stazione finirà. Perchè apriremo la "casetta ex poste", ristrutturata, che si trova vicino al garage San Marco, dopo il cavalcavia Borgomagno».
L’assessore agli Interventi Sociali, Claudio Sinigaglia, annuncia così una nuova fase nell’aiuto a chi non ha un tetto dove dormire. «Sarà una struttura pensata per dare aiuto ma soprattutto per "agganciare" il mondo degli homeless che a Padova sono circa 200 - continua l’assessore - Non la pensiamo come un dormitorio, al punto che avrà solo 5 o 6 sedie a sdraio giusto per far dormire qualcuno quando c’è un’emergenza freddo. Ma il suo compito sarà quello prima di tutto di offrire tre docce e due servizi igienici visto che da anni le Cucine Popolari chiedevano un altro punto di sostegno oltre al loro. Quindi dalle 16 alle 18 con un pass consegnato dalle Cucine di via Tommaseo e che costa 60 centesimi i senza casa potranno lavarsi. Potranno farlo anche altri ma al costo di due euro. Poi la casetta chiuderà e sarà riaperta tutte le sere dalle 20 alle 22 per dare un punto di sollievo e di orientamento a queste persone. Non a caso la gestione sarà affidata all’associazione Agorà che riunisce in sè la Caritas, le Cucine economiche, l’Associazione per le famiglie contro la droga di Tina Ceccarelli, il Cosep di Daniele Sandonà e la cooperativa Erre. Da notare che si tratta degli stessi operatori che hano in gestione l’asilo notturno. E infatti il loro compito sarà anche di accompagnare chi lo vuole a dormire all’asilo. Ma non basta perchè due sere la settimana ci saranno anche i volontari della Croce Rossa che già hanno un presidio mobile in stazione dove distribuiscono siringhe e preservativi. La mia idea infatti sarebbe di farne un punto di riferimento anche sanitario per chi sta in strada. E abbiamo visto che sono molti. Nella tenda che abbiamo innalzato davanti alla stazione in queste sere si sono presentate non meno di 40-50 persone. Addirittura il primo dell’anno erano un centinaio. Le abbiamo assistite con té caldo e qualche fetta di panettone ma nessuno ha dormito all’interno. Non si poteva e del resto avevamo ottenuto che il salone della stazione fosse aperto. Perciò la nuova struttura interamente ristrutturata e arredata dalla Fondazione Cassa di Risparmio con una spesa di 72mila euro ci permetterà con delle unità di strada di avvicinare i senza tetto. Qualcuno vive così da dieci anni ma qualcun altro invece può essersi trovato in questa situazione da appena qualche mese ed è possibile aprire una via per recuperarlo».
Qualcuno nel centrodestra ha criticato l’iniziativa: diventerà una favela, un ritrovo per prostitute, è stato detto. «Non capisco. Non sarà un luogo di ritrovo ma un centro di orientamento destinato anche a diminuire la microcriminalità. Qualcuno in condizioni disperate può fare gesti che non si sognerebbe mai. Magari se lo aiutiamo... Su altri fronti invece saremo inflessibili. Nella lotta allo spaccio e alla droga. Ho intenzione di mettere un operatore di strada nelle piazze dove si ritrovano sempre più tossicodipendenti e lancio un appello anche ai gestori dei bar: devono capire che almeno una decina dei ragazzi che bevono gli spritz sono già in comunità di recupero dall’alcolismo e molti altri sono alcoldipendenti. Devono rispettare la salute dei cittadini».
M.G..
da "IL GAZZETTINO (Venezia)
ANNONE Dopo la condanna a 10 anni
Pignorata la casa dell’autista violento
Per risarcire la coppia che seviziò.
È stata sottoposta a pignoramento l’abitazione di proprietà di Igor Maronese, il camionista trentacinquenne di Annone Veneto condannato a dieci anni di reclusione per i reati di violenza sessuale, violazione di domicilio e tentato omicidio nei confronti di una coppia di vicini di casa.
Nei giorni scorsi, su istanza dei legali delle vittime, il provvedimento di sequestro conservativo emesso in sede penale dal gup Daniela Defazio è stato convertito in pignoramento, primo passo per attivare la procedura che dovrebbe portare alla vendita all’asta dell’appartamento. La prima sezione della Corte di Venezia, presieduta da Claudio Dodero, ha infatti condannato Maronese a risarcire 150 mila euro a ciascuna delle due parti offese. Maronese, però, non possiede una somma così consistene e così la coppia avrà una sola possibilità per ottenere il denaro: chiedere al giudice la vendita dell’immobile del giovane.
L’episodio di violenza per il quale Maronese è finito in carcere risale al 18 luglio del 2003. Dopo aver percorso alcuni metri in equilibrio lungo il cornicione dell’edificio nel quale risiedeva, il camionista di Annone, si introdusse nel cuore della notte nell’appartamento di una coppia di vicini, sorprendendoli nel sonno. Colpì con un ferro da stiro l’uomo, stringendogli le mani al collo per cercare di strangolarlo e successivamente tentando di abusare della moglie.
Successivamente si giustificò sostenendo di essere stato in preda ai fumi dell’alcool e di non essersi reso conto che cosa stava facendo: al giudice assicurò di non avere alcun motivo per aggredire i vicini e di non provare alcun sentimento di inimicizia nei loro confronti. La perizia psichiatrica effettuata nel corso del processo riconobbe la sua capacità di intendere e di volere.
Nel 1990 Maronese aveva già subito una condanna ad otto anni di reclusione per omicidio preterintenzionale e vilipendio di cadavere: in quell’occasione era stato accusato di aver violentato ed ucciso due anni prima l’ex fidanzata, Arianna Vico, di appena 18 anni. In un primo tempo Maronese aveva finto di partecipare alle ricerche, per poi confessare il delitto.
Gianluca Amadori.
da "IL MATTINO (Salerno)"
Scafati: lite e pistolettate in un bar.

Furiosa lite, venerdì sera, in un bar di via Santa Maria la Carità. Qualcuno ha sparato un colpo di pistola che, fortunatamente, non ha provocato danni né a cose né a persone. Una lite che avrebbe visto coinvolti un noto pregiudicato della zona ed alcuni clienti del bar. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, a scatenare l’alterco sarebbe stato il pregiudicato scafatese, S.D.R, 30 anni, residente in via Pasquale Vitiello, trovato in stato di ebbrezza e denunciato a piede libero perché trovato in possesso di due grossi coltelli da cucina. Ma non sarebbe stato S.D.R ad esplodere il colpo di pistola, una calibro 7.65, il cui bossolo è stato rinvenuto in strada, a poche decine di metri dall’entrata del bar, e posto sotto sequestro. Dell’arma, al momento, nessuna traccia ma i carabinieri della stazione locale, guidati dal vice comandante Gianluca Candura, stanno conducendo indagini a tutto campo per identificare le altre persone coinvolte nella lite e scoprire chi tra loro abbia sparato il colpo di pistola, si presume a scopo intimidatorio. In via Santa Maria la carità in molti hanno visto ma nessuno ha parlato. A dispetto del clima omertoso, i militari, allertati da una telefonata anonima, sono riusciti ugualmente a chiarire la dinamica dei fatti. S.D.R. è stato bloccato in una delle traverse di via Santa Maria la Carità. Ubriaco, è stato condotto in caserma e denunciato in stato di libertà per possesso ingiustificato di armi bianche.

da.fa.

da "IL GAZZETTINO (Nordest)"
Rubano il cippo che ricorda i poliziotti
Udine - È una delle memorie simbolo della città, il cippo che ricorda i tre poliziotti uccisi da una bomba l’antivigilia del Natale 1998 davanti al negozio di telefonia di viale Ungheria, a Udine. La stupidità di tre uomini non si è arrestata neppure davanti al significato evocativo di quella targa. Hanno rubato la corona e il mazzo di fiori che proprio i colleghi delle tre vittime hanno recentemente deposto. Sono stati sorpresi da una pattuglia dei carabinieri del nucleo radiomobile e indagati per furto. Uno dei tre anche per minaccia a pubblico ufficiale.
È accaduto l’altra notte verso le 2. A quell’ora la pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri ha intercettato un’auto parcheggiata all’inizio di viale Ungheria in corrispondenza della targa che ricorda i tre poliziotti. Un uomo nella fretta di salire sull’auto, è caduto. In mano aveva il mazzo di fiori appena prelevato dal cippo. Mentre all’interno della vettura sul sedile posteriore è stata notata la corona. I tre uomini che apparivano in condizioni alterate sono stati identificati. Si tratta di tre operai originari della provincia di Salerno che operano in un cantiere in ferrovia. C’è stato un momento di tensione quando uno dei tre ha minacciato gli uomini dell’Arma: «Me la pagherete» ha sibilato. Per il conducente è scattata anche la contravvenzione per guida in stato di ebbrezza.
da "L GIORNALE DI VICENZA
La polizia municipale ha arrestato un vicentino e un padovano per resistenza
Alza il gomito e molesta i passanti
Reagisce ai vigili, preso con l’amico

Il primo fermava le persone in corso S. Felice chiedendo danaro, il secondo l’ha difeso .
(d. n.) Molesta i passanti, viene fermato dai vigili urbani, reagisce in compagnia dell’amico. Morale: vengono arrestati tutti e due. La polizia municipale ha ammanettato l’altro pomeriggio Vito Castellano, 32 anni, residente in città in via del Carso, e Andrea Perazzolo, 31 anni, di Limena (Padova). Entrambi sono accusati di resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Accompagnati in carcere, sono già stati interrogati dal gip che ha convalidato il provvedimento e che li ha rimessi in libertà. La vicenda ha origine in corso S. Felice, davanti al negozio "Cavinato centro casa". Verso le 17 alcuni passanti avevano segnalato ai vigili la presenza di un uomo che disturbava la gente per strada. In base ai racconti di alcuni testimoni, il vicentino - che secondo la polizia aveva alzato un po’ troppo il gomito - fermava la gente per chiedere soldi. Poi impediva il transito ai pedoni, li abbracciava, li implorava di dargli qualche spicciolo. Un vigile era nei paraggi e si è recato davanti al negozio per dirgli di smetterla. Gli ha chiesto i documenti ma Castellano si è rifiutato. Il vigile, pertanto, ha chiesto l’ausilio di una pattuglia ma alla vista della polizia il vicentino non ha voluto sentir ragioni ed ha reagito agli uomini in divisa. In quel momento è arrivato, dai giardini Salvi, anche Perazzolo, brandendo una bottiglia verso gli agenti. Entrambi sono stati accompagnati al comando e affidati ai colleghi della sezione di polizia giudiziaria, col tenente Pietro Chemello. È stato avvisato il magistrato di turno, al quale sono stati raccontati i fatti; il pm ha deciso di far scattare le manette e i due sono stati portati al S. Pio X. Davanti al giudice hanno dimostrato di aver compreso l’errore e sono stati rimessi in libertà. Il processo a loro carico potrebbe svolgersi nelle prossime settimane.
da "IL GIORNALE DI VICENZA"
La tragedia
L’indiano è morto per una polmonite.
Gurwinder Singh è morto di polmonite. L’autopsia ha escluso ferite o altre lesioni. A stroncare il giovane indiano, da una decina d’anni in Italia e con un domicilio ad Arzignano, è stata una malattia che covava da qualche giorno. L’alcol che aveva bevuto lo ha assopito impedendogli di chiedere aiuto. Per la Squadra mobile della questura quindi il caso è chiuso. L’esame autoptico eseguito ieri mattina dal medico legale Andrea Galassi su disposizione del pm Monica Mazza ha chiarito gli ultimi dubbi degli inquirenti. Il corpo di Singh, che era morto da qualche ora, era stato trovato giovedì pomeriggio, giorno dell’Epifania, lungo l’argine del Retrone, in viale Giuriolo. Poche decine di metri più in là c’era la festa della Befana con una folla di vicentini. La polizia, allertata dai vigili urbani, aveva trovato alcune bottiglie di vino attorno al corpo, e vicino ai piedi il giubbotto.
Fin da subito il medico del Suem aveva indicato come il corpo non presentasse segni di colluttazione o ferite con armi da taglio. Pertanto si era ipotizzato che le cause della morte fossero da ricercarsi in un malore o in un tragico mix fra il freddo pungente e l’alcol bevuto in quantità. A stroncare l’indiano, invece, una polmonite non curata.
Ora i volontari dell’associazione "Uomini di buona volontà" di Arzignano, che lo avevano seguito a lungo, si stanno dando da fare per i funerali. Il presidente Umberto Panarotto oggi si inconterà con la comunità sikh di Castelgomberto, dove Gurwinder aveva alcuni amici. È possibile che venga compiuta una colletta per raccogliere i soldi per far trasportare la salma in India.

IL MESSAGGERO

Il Giallo
Baracca bruciata: trovato carbonizzato dopo sei giorni
Il corpo non è stato identificato. Ma è scomparso uno straniero che potrebbe sapere di chi è il cadavere

di MARCO DE RISI
Una baracca in un cantiere edile andata distrutta dalle fiamme a Borgata Finocchio. Il rogo, per cause tutte da accertare, è scoppiato lunedì notte e nessuno ha chiamato i soccorsi. Solo ieri mattina, il titolare del cantiere e alcuni operai, mentre stavano rimuovendo le lamiere annerite, si sono accorti che all’interno c’erano i resti di un cadavere completamente carbonizzati. Pressoché impossibile identificarlo.
In quel tratto di campagna, poco distante da via Casilina al civico 1490, alle spalle di una banca e di alcuni negozi, sono arrivati subito i poliziotti del commissariato Casilino, diretto da Lorenzo Suraci, che stanno indagando per chiarire chi sia il morto e perché abbia fatto una fine così atroce. Un episodio per alcuni versi misterioso.
A essere divorato dalle fiamme sarebbe stato un romeno di 35 anni che lavorava come operaio da altre parti. Tanti gli elementi che portano allo straniero. La moglie del fratello, Aurelia, romena, ieri mattina, era anche lei nel deposito. Agli investigatori ha raccontato di essere pressoché certa che quel poco che rimane del corpo apparteneva al cognato. «L’ho incontrato lunedì pomeriggio - ha raccontato in lacrime la donna alla polizia - e mi ha detto che avrebbe trascorso la notte nella baracca con un suo amico e connazionale». Qui la storia si fa misteriosa. Il rumeno che sarebbe morto risiedeva in un appartamento a Grotte Celoni, sempre al Casilino. Pagava l’affitto insieme ad un suo amico ed era un grande lavoratore. Invece, colui che la notte dell’incendio l’avrebbe invitato nella baracca non solo non si trova ma sarebbe uno sbandato: più dedito all’alcol che a cercare lavoro. La polizia ha anche ascoltato il titolare del deposito edile. L’uomo ha spiegato che quella baracca, nonostante all’interno ci fossero un letto e un cucinino era ormai abbandonata. Non c’era alcun guardiano.
Il titolare avrebbe saputo che ogni tanto vi passava la notte qualche straniero. Martedì mattina, però, non si sarebbe allarmato più di tanto convinto che all’interno della casetta di lamiere distrutta dalle fiamme non ci fosse nessuno. Difficile vedere quel che è rimasto del corpo. La baracca si è accartocciata. Ieri sono dovuti venire i vigili del fuoco ad alzare il tetto per permettere alla polizia scientifica di fare i rilievi necessari. Anche il medico legale è sembrato scettico sulla possibilità di identificare attraverso il ”Dna” quei pochi resti carbonizzati. Per chiarire il ”giallo” ai poliziotti non rimane che trovare lo straniero amico del rumeno che sarebbe morto. Gli investigatori stanno lavorando senza sosta e non è escluso che nel giro di poche ore riescano ad interrogare lo straniero. L’unico che può dire come siano andate realmente le cose..
L GAZZETTINO (Udine)
Vent’anni del Club alcolisti
SEDEGLIANO - A Coderno, nell’ex asilo, si è tenuto il ventennale dei Club alcolisti in trattamento di Coderno e Sedegliano. La giornata è stata organizzata dai due Club locali con la collaborazione dell’Acat "Fagagnese" e con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Sedegliano. Un centinaio sono le famiglie che in questi anni sono entrate nei due Club e che hanno quindi avuto la possibilità di modificare il proprio stile di vita, il che non significa semplicemente smettere di bere ma mettere in discussione anche i propri comportamenti.
L’UNIONE SARDA (Nuoro)
Dorgali - Ancora vandali a Santa Caterina «Devono intervenire le famiglie»
Imbrattati, con olio bruciato, i muri e le scalinate della chiesa di Santa Caterina, spaccate e rovesciate le aiuole delle vie principali, pasticciati i cartelli stradali, macchiato di vernice bianca l’asfalto di alcune vie del paese. Continuano senza sosta gli atti di vandalismo ad opera dei soliti " teppistelli". « In piazza di chiesa quasi ogni notte - dice Maria Ruiu educatrice dell’Azione Cattolica - troviamo gli ingressi sporchi : bottiglie di birra spaccate, pacchetti vuoti di sigarette, immondizia di ogni genere, ma soprattutto vengono pasticciati i muri. Appena due giorni fa insieme ai miei ragazzi (che hanno partecipato sporcandosi e rovinandosi i vestiti) abbiamo ripulito con gli acidi e acqua calda le gradinate della chiesa, ma ieri la situazione si è ripresentata uguale. Forse abbiamo già individuato i responsabili, ma accusarli pubblicamente non sarà abbastanza, se i loro genitori non interverranno ». Dorgali non è un paese morto: « Si sente spesso dire che da noi non c’è niente per i giovani - prosegue l’educatrice - non è vero. I divertimenti e le iniziative di animazione pubblica - ad opera soprattutto delle associazioni di volontariato, ma anche delle amministrazioni - ormai si stanno moltiplicando. Ogni fine settimana si organizzano rassegne cinematografiche, eventi sportivi, mostre, assemblee e dibattiti. E poi per le vie del paese non mancano negozi aperti fino a sera, bar e punti di ritrovo. Abbiamo anche un centro culturale, un centro di aggregazione e una consulta giovani. Problemi sociali come le dipendenze psicologiche si stanno cominciando ad affrontare con progetti seri che con un corretto approccio alle nostre realtà stanno ottenendo ottimi risultati. Alcuni di questi vengono presi ad esempio, in altre simili realtà ( vedi i club alcolisti in trattamento ). Certamente non è mai abbastanza, magari ci vorrebbe un cinema o una discoteca, ma per fermare questi ragazzacci che passano ore e ore a riempire di vuoto il loro tempo libero, è un problema le cui radici affondano nelle nostre famiglie, ed è li che bisogna intervenire ». 
Pierpaolo spanu.
L’UNIONE SARDA (Cagliari)
Siparietti  Bombolaio contro vigilessa show da teatro di strada
La tranquilla atmosfera della prima giornata dedicata ai ribassi di fine stagione, è stata interrotta bruscamente dalle urla di un bombolaio contro una vigilessa che gli faceva la multa. L’uomo, completamente ubriaco, ha dapprima apostrofato in modo pesante l’agente, poi, resosi conto di non essere riuscito a intimorirla, è risalito sul mezzo concludendo senza mezzi termini "Tue ser morta!". Era da poco passato mezzogiorno, la via pullulava di famigliole a passeggio tra i negozi e le bancarelle del mercatino dell’antiquariato. A un certo punto un furgone cassonato pieno di bombole, ha cercato di attraversare la via che a quell’ora, di sabato, è zona pedonale. Il vigile inizialmente gli ha intimato l’alt, invitando l’autista a fare inversione, poi, visto che l’uomo ha cominciato a inveire contro di lei, senza scomporsi, ha deciso che fosse giunto il momento della contravvenzione. I fumi dell’alcol hanno poi fatto il resto. (fr.gu.)
L’UNIONE SARDA (Cagliari)
Pula Una festa in onore della famiglia Oggi la consegna degli attestati
Una festa per celebrare l’importanza e la sacralità della famiglia. L’appuntamento che si terrà oggi presso la parrocchia della borgata di Santa Margherita prevede alle ore 15,30 la celebrazione della messa, officiata dai parroci Don Benigno Lai e Don Sandro Zucca. Al termine, nel salone della parrocchia, verranno consegnati gli attestati alla famiglia più numerosa, all’ultimo nato, al pulese più anziano, alla coppia di coniugi uniti in matrimonio da più tempo e a quella fresca di nozze. L’evento patrocinato dagli assessorati alla Pubblica Istruzione e quello dei Servizi sociali del Comune di Pula fa parte del progetto "Consapevolmente Insieme" portato avanti anche dai comuni di Sarroch, Villa San Pietro e Domusdemaria. «La famiglia è il perno della società», sostiene l’assessore ai Servizi sociali Cristina Zucca, «non è un caso che per celebrare questa festa si sia scelto Santa Margherita, perché Pula e Santa Margherita sono una cosa sola, una grande famiglia». E dello stesso parere l’assessore della Pubblica istruzione Augusto Porceddu che sottolinea l’importanza della collaborazione dell’associazione l’Aquilone e quella del club alcolisti in trattamento Onlus. «Abbiamo coinvolto i bambini delle elementari e delle medie, che hanno dato il loro contributo realizzando disegni e pensieri che avevano come tema appunto la famiglia», dice l’Assessore Porceddu, «ci auspichiamo la presenza di un alto numero di famiglie». Il pomeriggio di festa si concluderà con una tombolata e l’animazione di gruppi locali.    Ivan Murgana.

L’UNIONE SARDA (Cagliari)
Piazza Michelangelo

Provoca una rissa e viene denunciato

Probabilmente in preda ai fumi dell’alcol, avrebbe picchiato un cliente di un bar di piazza Michelangelo dopo averlo strattonato e insultato. F. C., 50 anni, disoccupato cagliaritano, è stato denunciato dagli agenti della Squadra volante con l’accusa di lesioni personali. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio di venerdì: secondo il rapporto della polizia F. C., da tempo conosciuto dai gestori del locale di piazza Michelangelo, senza alcun motivo si sarebbe scagliato su un cliente che stava bevendo un caffè al bancone. Prima avrebbe iniziato a provocarlo poi, vedendo che l’uomo non reagiva, sarebbe passato alle mani: l’avrebbe colpito in più parti del corpo con calci e pugni facendolo cadere per terra. Inutile l’intervento dei proprietari del bar che hanno dovuto chiamare gli agenti della Squadra volante per mettere fine alla lite. I poliziotti sono intervenuti e, dopo aver ascoltato le testimonianze delle persone presenti, hanno denunciato F. C. per lesioni personali. (ale. t.).
IL MESSAGGERO
Drogato, rapinato e denudato
Maccarese: è giallo per un canadese ritrovato nelle campagne

di GIULIO MANCINI
L’hanno stordito con alcol e droga. Quindi l’hanno depredato di ogni bene. E, infine, dopo averlo denudato per renderne proibitivo il riconoscimento, l’hanno abbandonato in piena campagna. Ora quell’uomo, uno straniero giunto a Roma da appena un giorno, non ricorda nulla nè di sè nè di ciò che gli è capitato.
E’ un caso che sta impegnando la polizia senza tregua, da più di due giorni, quello dello ”smemorato” di Maccarese. Gli investigatori del commissariato di Fiumicino sono riusciti a dagli un nome e un’identità, hanno avvicinato una conoscente, che lo ospitava a Roma, ma non sono ancora arrivati a capire chi può averlo ridotto in quelle condizioni, senza più una banconota, nè documenti e altri effetti personali.
La storia ha inizio alle 7,45 di venerdì scorso. «Venite qui, c’è uno straniero nudo, intontito e che non dice una sola parola d’italiano» avverte un contadino che insieme alla moglie ha trovato quell’uomo quasi sull’uscio del casale al confine tra Maccarese e Passoscuro. Una pattuglia del 113 si reca sul posto e riscontra che effettivamente l’uomo è privo di vestiti, disorientato, come ipnotizzato. Carnagione scura ma non africana, capelli neri, alto 1,75-1,80 ha un aspetto ben curato. Non mostra, però, nè contusioni nè segni di collutazione.
Impossibile ottenere informazioni da lui: parla un inglese impastato da uno stato di totale confusione. Una ricognizione nelle immediate vicinanze porta al ritrovamento dei suoi abiti: sono zuppi e intrisi non solo di acqua ma anche di sabbia. All’interno nessun documento o effetti personali.
Con pazienza e impegno, assistiti da un interprete, gli investigatori sono riusciti a ottenere dallo smemorato qualche indizio che, grazie anche all’intervento delle autorità diplomatiche, ha portato nelle ore successive alla sua identificazione. Si tratta di T.W., canadese di 37 anni, di origine ugandese. E piano piano si definisce anche la sua vicenda personale.
Lo straniero, operatore di import ed export, è sbarcato all’aeroporto di Fiumicino giovedì 6, nel pomeriggio, atteso da un’amica che l’avrebbe ospitato nella sua casa di Colle Oppio. Insieme, quindi, hanno raggiunto Roma e, giusto il tempo di fare una doccia, l’uomo è uscito di casa riferendo alla conoscente che sarebbe andato a trovare in taxi i suoi amici. Non è per lui il primo viaggio nella capitale dove nelle precedenti occasioni ha avuto modo di coltivare qualche conoscenza. «E’ uscito con indosso circa mille dollari e 200 euro in contanti ricostruiscono in polizia oltre che anelli, un orologio, carte di credito e il telefonino».
Dal momento dell’uscita di casa al ritrovamento della mattina dopo in quella stradina di campagna a Maccarese, è il buio. Stordito da alcol e quasi certamente da una buona dose di narcotici, quell’uomo non sa dire cosa abbia fatto, chi abbia visto, dove sia stato. Gli abiti intrisi di acqua e sabbia fanno pensare persino al tentativo di un bagno in mare. Ed un particolare apre sospetti su un misterioso tassista. «A notte fonda hanno raccontato i contadini abbiamo visto un’auto bianca di piccola cilindrata dalla quale è stato scaricato un fagotto che si muoveva. Pensavamo fosse un cane abbandonato, invece era quel poveretto che al mattino ci siamo trovati sulla porta di casa».

VIVI ENNA
Guida in stato di ebbrezza

Il giudice monocratico, David Salvucci, ha maggiorato la sentenza di condanna del giudice di pace di Centuripe, competente per territorio, nei confronti di un nisseno, che era stato sorpreso a guidare in stato di ebbrezza nei pressi delle svincolo di Catenanuova dell’autostrada il 5
Lunedì, 10 Gennaio 2005
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