Lunedì 24 Giugno 2024
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa alcol e guida del 22 febbraio 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


BRESCIA OGGI
SALO’. Un incontro organizzato dal Comune è servito a presentare un’associazione che offre una strada per la sobrietà
Alcolismo, serve una svolta culturale

L’Acat punta l’indice sul costume, sulla pubblicità e sulla «promozione» del bere
La sede principale dell’Associazione dei club degli alcolisti in trattamento (Acat) è a Lonato, in via Girelli 3, e ospita incontri il primo giovedì di ogni mese (i recapiti telefonici sono il 338-1490001 e il 339-7064702); ma i gruppi nati nel tempo nell’area del Garda e della Valsabbia sono davvero numerosi. La filosofia operativa? L’Acat si occupa di tutela della salute, ed è un’associazione privata che non dipende da alcuna organizzazione. Anche se instaura una forte collaborazione con i servizi del territorio, è costituita soprattutto dalle famiglie, che cercano di risolvere alla radice i guai provocati dall’abuso di bevande alcoliche e di altre dipendenze proponendo in alternativa la sobrietà. Nelle ultime ore, proprio l’Acat ha avuto una vetrina promozionale grazie a un dibattito ospitato dalla sala della Domus a Salò. L’ha organizzato il Comune; e in particolare l’assessore Gabriele Cominotti. Dopo l’introduzione di Gianni Capuccini («...noi abbiamo sempre le porte aperte») e di Luisa Butturini («...sul nostro territorio i problemi cominciano già nelle scuole medie: dobbiamo discutere con i ragazzi e capire i motivi»), ha parlato Emanuele Sorini. «La salute dipende da noi - ha esordito -. Abbiamo la possibilità di proteggerla e di diventarne protagonisti. In Italia ci sono 12 milioni di fumatori e altrettante persone vicine; i morti sono 80-100 mila all’anno. Tra i consumatori di alcol (40 milioni) ne scompaiono 30-50 mila ogni anno. Dei tossicomani non si conosce il numero; ma ogni 12 mesi 1500 se ne vanno».
Sorini ha ricordato anche numerosi luoghi comuni che non corrispondono alla realtà: Come «latte e grappa guariscono il raffreddore»; «l’alcol scalda il corpo, è un eccitante, dà forza, fa digerire e fa buon sangue». E non ha dimenticato neppure i rapporti perversi tra alcol e pubblicità, sesso, mondo della musica e dell’arte, spiegando gli effetti negativi della sostanza sulle funzioni del cervello, prima ancora che sul fegato.
E per finire ha illustrato le conseguenze di un uso smodato: reazioni sui minori, violenze in famiglia, incidenti stradali e problemi sul lavoro innanzitutto. «Le malattie e i problemi sanitari sono gli ultimi che emergono - ha chiarito -. Rischiano pure quanti consumano moderatamente alcol, e nel frattempo, la nostra cultura continua a difendere il bere».
E per finire ecco l’elenco dei riferimenti gardesani e valsabbini.
A Gargnano, nell’ospedalino, c’è il gruppo «Rinascita»: coordinatrice Marisa Garosi (0365-22379, riunioni il lunedì alle 20.30). A Gardone Riviera, nel Centro anziani, opera la sezione intitolata a Carlo Marini che fa riferimento a Domenica Bonzanini (0365-21989; martedì alle 20.30). A Salò c’è il «Girasole», in via Ponte Vecchio 3, con incontri guidati da Luisa Butturini (339-6951714, martedì alle 20) e da Nadia Dalboni (0365-22028, mercoledì alle 20). A Desenzano, nel Centro sociale, funziona il gruppo «Ermes», con Silvia Carella (339-5449868, giovedì alle 20.30). A Lonato, in via Girelli, «Insieme è meglio» (Mila Dallariva, tel. 030-9131176, lunedì alle 20.30) e «Obiettivo sobrietà» (Roberta Orsini, tel. 030-9960332, mercoledì alle 20.30). E nel Centro sociale di Bedizzole lavora il gruppo «Sorriso», coordinato da Pierangelo Manfredini (0365-40224, riunioni il mercoledì, sempre alle 20.30).
E la Valsabbia? Sono nate quattro sezioni: «La quercia» a Vestone (responsabile Daniela Pandolfo, 0365-824770, martedì alle 20.30 nel Centro anziani); «La goccia» a Collio di Vobarno (Arturo Guerra, 328-1790189, lunedì alle 20.30 nella ex scuola) e «Arcobaleno», stessa località (Antonella Bonizzoli, 0365-597220, mercoledì alle 20.30, sempre nell’ex scuola); e per finire il gruppo «Azzurro», che opera nel Municipio di Prevalle (Luca Ferrari, 348-9526233, venerdì alle 20.30.  Sergio Zanca.
VIRGILIO.IT
MCLAREN CAMBIA LO SPONSOR: DAL TABACCO AL WHISKY
Dal 21 agosto via la West, dentro il marchio Johnnie Walker

Roma, 22 feb. (Apcom) - Ufficializzato oggi dalla Diageo, gigante della distribuzione di liquori, l’accordo che legherà il gruppo alla McLaren-Mercedes dal prossimo 21 agosto. In coincidenza con il Gran Premio di Turchia per il mondiale 2005 di Formula Uno, sulla livrea delle Frecce d’Argento non comparirà più la pubblicità della West, ma, in ottemperanza con le sempre più severe leggi britanniche ed europee in merito di pubblicità al tabacco, questa verrà sostituita - si legge dal sito della BBC - dal logo del celebre whisky Johnnie Walker. Le cifre dell’accordo parlano di 15 milioni di sterline (quasi 22 milioni di euro) all’anno che la Diageo verserà nella casse del team anglo-tedesco, con un aggiunta di altri 2 milioni che verranno spesi per "responsabili programmi di informazione". Anche perché, come ammesso dallo stesso Ron Dennis, boss della McLaren, "sarà bene lavorare assieme per responsabilizzare la gente e far capire quando è il momento di divertirsi". (*)
 
(*) Nota: “responsabili” programmi per “responsabilizzare” la gente…
Chi responsabilizzerà questa gente che continua a promuovere le sostanze che creano più dolore e sofferenza? .

IL GAZZETTINO (Treviso)
Dopo l’allarme lanciato dal comandante della polizia municipale il direttore del dipartimento dipendenze rincara la dose
L’Usl: «L’alcolismo giovanile dilaga»
Zanusso: «I ragazzi bevono per trasgredire, è un rito iniziatico, come un tempo era lo spinello»
Treviso
«L’alcol ha sostituito lo spinello, bere è diventato per i giovani il nuovo rito iniziatico». Il dottor Germano Zanusso, direttore del dipartimento dipendenze dell’Usl 9 rilancia la questione denunciata dal comandante della polizia municipale Danilo Salmaso durante il convegno della scorsa settimana sulla sicurezza stradale. «I giovani trevigiani bevono troppo», aveva detto il comandante dei vigili, adesso il dottor Zanusso rincara la dose: «L’alcolismo giovanile è un fenomeno che sta dilagando in modo preoccupante nella Marca e non dobbiamo sottovalutarlo». Il dirigente dell’Usl invita le istituzioni e le agenzie educative ad attivarsi in modo serio per risolvere il problema, non solo sul fronte repressivo.

IL GAZZETTINO (Treviso)
«L’alcol ha sostituito lo spinello»

Il direttore del Dipartimento dipendenze dell’Usl rilancia l’allarme: «E’ il nuovo rito iniziatico»
"L’alcolismo giovanile è un fenomeno che sta dilagando in modo preoccupante nella Marca trevigiana e non dobbiamo sottovalutarlo". Il dottor Germano Zanusso, direttore del Dipartimento dipendenze dell’Usl 9, rilancia la questione denunciata nello scorso fine settimana nel convegno sulla sicurezza stradale dal comandante dei Vigili urbani del Comune di Treviso Danilo Salmaso. Sarebbero troppi infatti i ragazzi trevigiani che bevono alcolici e superalcolici mettendosi poi in sella al motorino o alla guida di un’auto, con il rischio di provocare seri incidenti. Il comandante citava gli alti valori di alcolemia riscontrati nei giovani fermarti dalle Forze dell’ordine: 1,35-1,50, quando il limite massimo tollerato è di 0,50 milligrammi per litro.
Il dirigente dell’Usl rincara la dose e invita le istituzioni e le agenzie educative ad attivarsi in modo serio e non solo sul fronte repressivo, poiché la situazione risulta assai complessa. Secondo Zanusso l’abuso di alcolici e superalcolici avrebbe sostituito nell’immaginario giovanile i riti iniziatici trasgressivi affidati un tempo allo spinello. Ma con un’aggravante, costituita dal fatto che l’alcol non è sostanza illegale e quindi sfugge ai controlli e alle verifiche numeriche. "Di fatto non riusciamo a calcolare quanti giovani usino e abusino di sostanze alcoliche - commenta il dottor Zanusso - anche se possiamo ipotizzare un venti per cento in più rispetto a due, tre anni fa". I genitori d’altro canto sembrano sottovalutare il fenomeno, soprattutto se rimane legato al fine settimana e lo inseriscono nell’elenco di "innocue bravate" compiute dai figli adolescenti. Invece il pericolo è in agguato poiché l’errato rapporto con vino e liquori nei ragazzi spesso maschera il disagio emotivo e psicologico, che rischia di esplodere quando meno ce lo aspettiamo.
L’alcol è facile da reperire, nella cultura veneta viene associato al rito della festa, gli uomini lo usano per socializzare, apparentemente ha effetti liberatori. L’ultima moda tra i giovani trevigiani consiste nel condividere lo spritz dentro e anche fuori dei locali chiacchierando con gli amici tra risate collettive. Dimenticando che il mitico aperitivo trevigiano ha mutato dimensioni e da bicchierino si è trasformato in largo bicchiere, ha raddoppiato le dimensioni e così le insidie, tenendo infine conto che i vecchi almeno lo consumavano con i "cicchetti" mentre i ragazzi bevono spesso a stomaco vuoto.
Laura Simeoni.

IL GIORNALE DI VICENZA
Furibonda rissa nella notte: 15 americani prendono di mira alcuni marocchini in discoteca e li seguono in città
Militari Ederle distruggono l’interno di un bar

Pesanti danni al "Naat house" di via Moro: statunitensi scatenati placcati solo dai Cc Setaf
(d. n.) Militari americani scatenati. Dopo essere finiti nei guai nei giorni scorsi tanto a Roma (un parà della Ederle accoltellato durante una baruffa) quanto a Firenze (tre colleghi arrestati per rissa), la notte scorsa hanno provocato il pandemonio in un bar di Vicenza. I danni all’interno del "Naat house" di via Moro sono ingenti. Quindici militari della caserma di via della Pace sono stati denunciati dai carabinieri della Setaf prontamente intervenuti per calmarli. I marocchini contro i quali se l’erano presa se la sono cavata con qualche botta. L’episodio di violenza risale alle 5 della scorsa notte ma ha un importante antefatto. Gli americani infatti avevano deciso di passare una nottata di festa e divertimento all’interno della discoteca "Nordest" di Caldogno. Nelle sale da ballo erano entrati in contatto con alcuni marocchini e, complice l’alcol bevuto in quantità, era nata un’accesa discussione. Al momento i motivi del contendere non sono chiari, ma potrebbe trattarsi, più che di ragioni religiose, politiche o geografiche, semplicemente di uno sguardo di troppo ad una donna.
I titolari e i dipendenti del locale, visto che gli animi si stavano surriscaldando, avevano provveduto a mandare fuori tanto gli americani che i marocchini. E lì la baruffa sembrava essersi conclusa.
Gli africani, per concludere la serata, avevano deciso di andare a fare colazione al "Naat house", un locale che resta aperto fino all’alba e che in passato era stato spesso al centro delle cronache. Nei mesi scorsi c’era stata anche una sparatoria con la polizia.
I militari della Ederle li hanno seguiti e quando i due gruppi si sono ritrovati faccia a faccia è scoppiato il pandemonio. Urla, spintoni, pugni ma anche tavolini e sedie spaccati e buttati dappertutto, porte divelte, bagni danneggiati, armadi scardinati. Il titolare, Vincenzo Piero Consoli Noto, ha chiesto aiuto al 112. In via Moro sono arrivate più pattuglie dei carabinieri della Setaf che hanno calmato gli animi ed hanno riportato gli americani alla base Usa. Sono stati identificati, come pure i due africani, e tutti denunciati per rissa e danneggiamento aggravato. Difficile che il titolare del locale riesca però a vedere i soldi per i danni che ha subito.
Negli ultimi mesi spesso i carabinieri sono dovuti intervenire per calmare le intemperanze degli americani. Qualche settimana fa cinque parà erano stati arrestati per rissa a Vicenza est.

CORRIERE DELLA SERA (Cronaca di Roma)
Via del Corso, rissa vicino al pub Soldato americano accoltellato

È un giallo in piena regola l’accoltellamento di un militare americano, ricoverato in coma dall’altra notte all’ospedale San Giacomo. Il soldato, che ha 26 anni, in servizio presso una struttura militare Usa in città sulla quale c’è il più stretto riserbo, è rimasto ferito poco dopo le tre durante una rissa scoppiata all’esterno di un locale frequentato soprattutto da turisti stranieri in via del Collegio Romano, a due passi da via del Corso. I primi ad intervenire sono stati due carabinieri in borghese che si trovavano nel pub e che hanno soccorso il ragazzo, raggiunto da tre fendenti all’emitorace sinistro. La vittima è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per gravi lesioni ad un polmone. In via del Collegio Romano i militari dell’Arma, intervenuti in forze per sedare la rissa, hanno fermato e identificato altri due soldati statunitensi, un uomo e una donna, che lavorano nello stesso ufficio del soldato ferito. La coppia è stata condotta in caserma per accertamenti. Sembra che il giovane ferito sia stato aggredito da alcune persone con le quali poco prima aveva avuto una lite sotto l’effetto di bevande alcoliche. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri della stazione Piazza Venezia che hanno ascoltato anche altri testimoni del ferimento. Ancora poco chiaro il movente dell’aggressione.  R.Fr.

IL GIORNALE DI VICENZA
Pugilato in ospedale, arrestato
Un thienese, multato per ubriachezza, ha reagito a calci e pugni

Calci e pugni agli agenti che tentavano di fermarlo, aggressione ai medici e una fuga con inseguimento nell’ascensore dell’ospedale. Bilancio: un vigile con il pollice fratturato, un altro giudicato guaribile in 6 giorni e medicazioni per i sanitari picchiati. Lui, l’autore delle aggressioni, ha festeggiato il giorno del suo 50° compleanno al San Pio x, dietro le sbarre. Il protagonista della vicenda è il thienese Paolo Furlan, residente in via Marconi. Domenica pomeriggio una pattuglia della polizia municipale thienese era in servizio lungo la statale 350, nei pressi di Cogollo del Cengio. Gli agenti hanno notato una Volvo che procedeva a zig zag; motivo sufficiente per alzare la paletta e ordinare l’alt. Dalla macchina è sceso Furlan, visibilmente alterato, tanto che i vigili hanno pensato di sottoporlo a test alcolimetrico. A quel punto, l’uomo ha detto di sentirsi male e così è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Thiene.
Sembrava tutto risolto, se non fosse che bisognava contestare l’infrazione per guida in stato di ebbrezza. A Furlan era stato infatti riscontrato un tasso alcolico di 2,36 g/l contro gli 0,50 tollerati dalla legge. Forse per questo motivo, il conducente ha iniziato a dare in escandescenze, dando calci a muri e sedie, all’interno del pronto soccorso, tanto che gli infermieri hanno dovuto chiudere l’astanteria. Un agente ha cercato di riportare alla calma Furlan ma è stato aggredito e nella colluttazione ha riportato la frattura di un dito. A quel punto l’uomo, in preda al raptus, è scappato e si è rifiugiato all’interno di un ascensore salendo ai piani superiori. Quando la porta si è aperta si è però trovato un agente davanti che tentava di fermarlo. C’è scappato un nuovo corpo a corpo, mentre intervenivano anche degli infermieri. Alla fine, Furlan è stato bloccato e ammanettato, ma un vigile e alcuni paramedici sono rimasti feriti, seppur leggermente.
Il vivace automobilista, che proprio domenica compiva 50 anni, è stato arrestato e tradotto in carcere a disposizione del magistrato di turno, che ha convalidato il fermo. Furlan dovrà rispondere di varie accuse: guida in stato di ebbrezza, resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio (per aver creato problemi all’attività del pronto soccorso) e ubriachezza manifesta.

IL GAZZETTINO (Vicenza)
COGOLLO Intercettato alla guida dell’auto in stato di ebbrezza, dà in escandescenze nella caserma della polizia municipale. Feriti anche gli agenti
Imprenditore festeggia i cinquanta anni, finisce in manette

Aveva deciso di festeggiare i suoi 50 anni alla grande, invece è finito in cella di sicurezza con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, minaccia aggravata, interruzione di pubblico servizio, guida in stato di ubriachezza e ubriachezza molesta. Si chiama Paolo Furlan, 50 anni compiuti l’altro giorno, abitante in via Marconi a Thiene, imprenditore. L’altro pomeriggio verso le 16, l’uomo scendeva dal Costo, con la sua Volvo, in direzione Piovene. All’entrata del paese, lungo la statale 350, la Volvo, che viaggiava zigzagando pericolosamente, è stata notata da una pattuglia della polizia municipale di Thiene che ha provveduto a fermarla. Dall’auto è sceso Furlan in evidente stato di ubriachezza, che però ha rifiutato di sottoporsi alla prova dell’etilometro. Anzi, alle insistenze dei due poliziotti, l’uomo si è accasciato sull’asfalto, in preda, sembrava ad un forte malore. I due vigili hanno immediatamente chiamato il 118 che però in quel momento non aveva ambulanze a disposizione. Così ai due poliziotti del comando di Thiene non è rimasto altro da fare che portare di persona con l’auto di servizio Furlan al pronto soccorso dell’ospedale Boldrini. Giunti al pronto soccorso, l’uomo ha iniziato però a dare in escandescenze, urlando, battendo i pugni sul muro, prendendo a calci le porte, minacciando i presenti e infine cercando di fuggire con l’ascensore, in ogni caso non prima di aver lievemente feriti anche due infermieri. Accertatisi che i molti presenti nel pronto soccorso fossero al sicuro, i due poliziotti del comandante Rosini si sono lanciati all’inseguimento di Furlan e dopo una collutazione dalla quale sono usciti malconci, sono riusciti a mettere le manette al fuggitivo. Fatta la prova del tasso alcolemico, è risultato che Paolo Furlan aveva nel sangue un tasso d’alcol pari a 2,30 (ricordiamo che il tasso per il ritiro della patente è 0,50).  Valerio Bassotto.

IL GAZZETTINO (Vicenza)
THIENE I quattro, dopo essersi ubriacati, avevano insultato e minacciato gli altri clienti del locale in galleria Garibaldi. Sono accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale
"Bulli" al bar fermati dai carabinieri tra gli applausi

Tre giovani arrestati e un minorenne in semilibertà.
Sono stati portati via dai militari tra l’entusiasmo della gente
(V.B.) Erano convinti di poter fare i bulli impunemente, invece sono finiti nei guai.
È quanto è accaduto a quattro ragazzi di origine campana, ma residenti a Thiene e a Cogollo del Cengio: Giuseppe Esposito, 20 anni e il fratello Ercole 18 anni, con casa in via Mameli a Thiene, Giovanni Barracca Puggioni, 18 anni residente in via Ampuri a Cogollo del Cengio, e l’amico minorenne, V.N., 16 anni, sempre della zona.
I quattro già da tempo avevano deciso che il modo migliore per passare i pomeriggi era quello di recarsi al bar Tris di Thiene in galleria Garibaldi e, dopo essersi ubriacati, dare fastidio alla gente urlando parolacce, facendo gesti provocatori e minacciando chi cercava di metterli a tacere.
Sabato sera, attorno alle 17,45, i quattro devono aver esagerato, perché alcuni passanti, dopo aver assistito alle sceneggiate dei quattro, hanno chiamato i carabinieri che sono subito intervenuti. Nel tentativo di calmare le acque i militari hanno iniziato col chiedere i documenti, ma alle risposte a suon di parolacce e di gesti offensivi, hanno deciso di portare i quattro in caserma. Ma i giovani bulli, ormai, anche grazie all’alcol, entrati per intero nella parte dei "duri", hanno cercato di opporre resistenza all’arresto, colpendo con pugni e calci carabinieri e auto. Bloccati, con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in concorso, i carabinieri hanno portato i quattro in auto percorrendo il tratto di galleria che li separava da via Roma, tra gli applausi della gente, visibilmente sollevata dal loro intervento.
Portati in caserma e foto segnalati, i tre maggiorenni sono stati avviati al carcere Pio X di Vicenza a disposizione del magistrato, mentre il quarto minorenne e stato denunciato in stato di semilibertà, in attesa di subire oggi a Schio il rito direttissimo. L’appello dei carabinieri alla gente, visto il ripetersi in città, con sempre maggiore frequenza, di episodi come questo, è di segnalare senza alcun timore il fatto telefonando in caserma allo 0445 313600..

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Le indagini dei carabinieri sull’incidente nel corso del quale una parrucchiera è morta e altri tre giovani sono rimasti feriti
È sempre grave la diciannovenne
La giovane è in rianimazione ed ha riportato varie fratture alla testa

Sono sempre molto gravi le condizioni di Federica Conti, la ragazza di 19 anni, coinvolta nell’incidente stradale avvenuto alla periferia di Brindisi domenica mattina. Nell’incidente è morta un’altra ragazza, Dora Giudice di 26 anni, parrucchiera, e sono rimasti feriti gravemente Giuseppe Marangio, 20 anni, e Claudia Morleo, 20 anni. Illeso il conducente: Marco Fiore, 22 anni, brindisino. I carabinieri ieri lo cercavano per notificargli la sanzione amministrativa di guida in stato di ebbrezza per uso di sostanze stupefacenti. Mentre nella giornata di oggi dovrebbero consegnare al sostituto procuratore Fasano i verbali sull’incidente con i quali si denuncia il giovane per omicidio colposo e lesioni colpose. Come si diceva, la diciannovenne è sempre molto grave. Ha in pratica il cranio fracassato. Nell’urto contro il guard-rail gli occupanti la piccola Peugeot di colore nero sono stati sbalzati sull’asfalto. Dora Giudice ha battuto la testa ed è morta sul colpo. Anche Federica Conti ha battuto la testa. È stata più fortunata anche se ha riportate molte fratture e le sue condizione sono gravissime. Stazionaria la situazione per gli altri due che hanno riportato lesioni guaribili in una cinquantina di giorni. Erano le 7 quando la vettura si è andata a schiantare contro il guard-rail. «Siamo stati in un locale in provincia di Lecce», ha detto il conducente ai carabinieri. Ma non ha potuto aggiungere altro. Lo choc subìto era stato violentissimo. I militi avrebbero dovuto sentirlo nuovamente ieri. Ma, a quanto pare, l’interrogatorio è slittato. La vettura procedeva in direzione Brindisi sulla superstrada per Lecce. All’altezza della benzina Fina, imboccando il curvone, presumibilmente per la velocità elevata, la vettura ha perso aderenza ed è schizzata come un proiettile contro il guard-rail centrale. Un colpo violentissimo che l’ha fatta rimbalzare diverse volte da un lato all’altro. In questa folle e incontrollata corsa la vettura ha perso il suo carico umano. I corpi delle tre ragazze e del ragazzo sono rimasti sull’asfalto. Fortunatamente non sono stati travolti dagli automezzi che sopraggiungevano. L’unico illeso era il conducente. La vettura è stata perquisita e all’interno i carabinieri hanno trovato quattro dosi di hashish ed un mozzicone di spinello dal lato guida. Questo ha fatto scattare la segnalazione alla prefettura dei nominati degli occupanti. Intanto, questa mattina si svolgerà il funerale della ragazza morte. Una giovane parrucchiera, brava e apprezzata dalla clientela che frequenta il negozio «AntRos» di via Saponea. Il rito funebre si terrà nella Cappella del cimitero dove i resti sono stati portati. Tutta la giornata di ieri è stata un andirivieni degli amici della ragazza. Disperati, con gli occhi pieni di lacrime, a vegliare la loro amica.   Piero Argentiero.

IL GAZZETTINO (Treviso)
Volete farmi la multa? E io disfo …

Volete farmi la multa? E io disfo la macchina! Una vendetta assurda, quella ponderata da un trevigiano protagonista di un burrascoso pomeriggio, quello di sabato scorso. Alla fine, la vicenda si è conclusa con una denuncia per guida in stato di ebbrezza. A risponderne, un 25enne di San Biagio di Callalta, W. C.
Il giovane, quel pomeriggio, si era recato in città in quanto aveva un appuntamento dai carabinieri per una firma; vi era arrivato al volante di una Y10 che aveva parcheggiato proprio davanti l’ingresso delle sede municipale, e la sosta non era passata inosservata ad una pattuglia di vigili. Tornato alla sua auto, W. C. ha contestato la presenza della polizia municipale, manifestando un atteggiamento non propriamente equilibrato; tra le mani, teneva un cartoccio, a custodire una bottiglia di whisky. "Volete farmi la multa! Adesso vi faccio vedere...", avrebbe bisbigliato. Ha aperto l’auto, e ha estratto il punteruolo di un trapano con il quale ha frantumato cristalli e fanali. Non contento, ha rovistato ancora nell’abitacolo, fino a quando, nel vano portaoggetti, non ha trovato una forbice e, con essa, ha infilzato tutte e quattro le gomme. Ci hanno messo un bel po’, i vigili, a convincerlo a seguirli in Comando per il verbale di denuncia. Ma, alla fine, ci sono riusciti.

IL GAZZETTINO (Pordenone)
SAN VITO In cella coppia di musicisti Usa che sorpresi nel luogo sacro hanno preso a sberle i carabinieri
Festa della birra sul campanile, arrestati

San Vito al Tagliamento
(Ro) Due musicisti statunitensi, invitati nel Sanvitese per un concerto, hanno festeggiato l’avvenimento con un rumoroso fuori programma che li ha fatti finire in carcere. Al culmine di una bravata hanno preso a ceffoni i carabinieri di San Vito che li avevano sorpresi in cima al campanile di Savorgnano.
Dopo il concerto i due musicisti hanno fatto scorta di lattine di birra e hanno poi raggiunto il campanile di Savorgnano. Hanno sfondato la porta d’ingresso e, passando per un pertugio, sono saliti sul campanile dalle scale. Il fatto sarebbe forse passato inosservato se i due non avessero richiamato l’attenzione, urlando e lanciando le lattine vuote di birra (ma anche altri oggetti) dal campanile. La fortuna ha voluto che nessun oggetto colpisse persone. Il primo passante ha fatto finta di niente, mentre il secondo ha telefonato ai carabinieri di San Vito, segnalando quanto stava accadendo. Poco dopo i militari dell’Arma sono giunti a Savorgnano, scoprendo che in cima al campanile c’era un po’ di trambusto: era stata organizzata una sorta di festa della birra. Vedendo i carabinieri e udendo qualche urlaccio i due statunitensi sono scesi. I carabinieri si sono avvicinati per chiedere spiegazioni. È stato a quel punto che i due musicisti a stelle e strisce, forse annebbiati dall’alcol, si sono scagliati sui militari dell’Arma sanvitese, prendendoli confusamente a ceffoni. A quel punto i carabinieri, sentito il pm Giorgio Cozzarini, hanno fatto scattare l’arresto con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti pericolosi, danneggiamento. Oggi, dopo la convalida dell’arresto, il processo per Direttissima.

IL GAZZETTINO (Udine)
Aggrediti sulla porta di casa

A Tolmezzo padre e figlio affrontati da un gruppo di ventenni: quattro denunciati
Venerdì sera. Qualcosa di strano sta succedendo nell’appartamento del vicino: urla, schiamazzi, rumori di gente che va e viene da un’abitazione di via Linussio, a Tolmezzo. Preoccupati, padre e figlio si affacciano all’uscio nel tentativo di capire che cosa sta succedendo nella porta accanto e nel timore che si possano verificare dei danneggiamenti. La loro curiosità li porterà in pronto soccorso. Un gruppo di ragazzi, quasi tutti ventenni, li ha aggrediti costringendoli a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Erano le 22, quando la centrale operativa del 112 ha ricevuto una chiamata di soccorso. Un equipaggio dei carabinieri del Radiomobile ha raggiunto l’edificio di via Linussio, coadiuvata da una pattuglia della Squadra Volante del Commissariato, e ha bloccato alcuni giovani. In quattro (altrettanti sarebbero riusciti ad allontanarsi nel momento in cui sono arrivati i militari) sono stati accompagnati in caserma e identificati. Si tratta di V.P., 19 anni; E.A., venti; F.L. e I.T., diciannovenni. Sono tutti residenti a Tolmezzo e sono ritenuti responsabili dell’aggressione ai due inquilini del palazzo di via Linussio. Sono stati denunciati a piede libero per concorso in lesioni personali (padre e figlio sono stati medicati al pronto soccorso dell’ospedale per lievi ferite giudicate guaribili in pochi giorni) e ubriachezza molesta.
In due casi si è proceduto anche alla contestazione dei reati di minaccia a pubblico ufficiale e ingiuria. Le intemperanze dei due giovani, infatti, si sarebbero manifestate anche negli uffici della caserma dei carabinieri, dove si sarebbero lasciati andare a una serie di insulti e minacce pesanti nei confronti dei militari che li stavano identificando e cercavano di ricostruire quanto accaduto in via Linussio.
Al termine degli accertamenti, i quattro giovani sono stati riaccompagnati a casa, dai rispettivi genitori.

CORRIERE DELLA SERA (Cronaca di Roma)
Ripescato corpo di un giovane Giallo sotto ponte Margherita

L’hanno visto sparire sott’acqua trascinato dalla corrente del Tevere dopo aver chiesto aiuto agitando disperatamente le braccia. Mezz’ora più tardi, alle 4 dell’altra notte, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato sotto ponte Margherita il corpo di un uomo di 30-35 anni, presumibilmente nordafricano. Secondo il medico legale lo sconosciuto potrebbe essere annegato, anche se non si esclude che l’uomo sia rimasto vittima di un’aggressione prima di essere gettato in acqua. Sulle braccia sono stati infatti trovati graffi ed ecchimosi. «Per saperne di più - hanno spiegato i carabinieri della compagnia Trionfale - bisognerà attendere l’autopsia». A dare l’allarme sono stati due passanti che hanno tentato inutilmente di soccorrere lo sconosciuto sporgendosi dal greto del fiume. Un’altra persona, rimasta anonima, ha invece telefonato ai carabinieri raccontando quello che stava accadendo. «Dall’odore dei vestiti e delle mani della vittima - hanno aggiunto gli investigatori - si presume che lo sconosciuto fosse sotto effetto dell’alcol». I carabinieri stanno passando al setaccio le baraccopoli e i centri di assistenza per senzatetto che si trovano a Roma Nord e lungo il percorso del Tevere per rintracciare possibili amici o conoscenti della vittima.

IL MESSAGGERO
Va a ruba il vino di “Sideways”
WASHINGTON - Sideways , film candidato a cinque Oscar, è stato una toccasana per le vendite del pinot noir, il vino californiano preferito dal protagonista. Sideways è tratto dall’omonimo romanzo di Rex Picklett e racconta la storia di due amici in viaggio nella contea californiana di Santa Barbara, patria delle aziende vinicole. Nella cantina dove è ambientata il film le bottiglie di pinot noir sono andate a ruba
L’ADIGE
«Guida la vita»
Serata ad Ala
ALA - «Guida la vita», questo è il tema dell´incontro di questa sera alle 20.30 presso la sala Zendri. Il dibattito verterà sul consumo dell´alcol nella realtà alense con relatore Stefano Bertoldi, educatore professionale, con il maresciallo dei Carabinieri Claudio Silva, l´ispettore Salvatore Mamone, comandante della Polizia stradale di Riva del Garda, e Michele Lorenzini, comandante dei Vigili del fuoco volontari di Ala
L’ADIGE
Civezzano
giovani e alcol
Giovani e alcol è il tema che verrà trattato nell´incontro in programma stasera, alle 20.30, nella sala comunale della scuola elementare di Civezzano. L´organizzazione è dell´associazione «Zivezan zoveni» in collaborazione con l´amministrazione comunale e il Centro di alcologia del Distretto sanitario di Pergine. Relatori il dottor Innocenzo Cignini, responsabile del Centro di alcologia di Pergine e lo psicologo e psicoterapeuta Fabrizio Rizzi
IL MESSAGGERO (Marche)
TURISMO
Un’enoteca agli Antichi forni promuoverà l’enogastronomia
Nella galleria degli Antichi forni, grazie all’intesa fra Camera di commercio, Comune e Provincia, sarà aperta un’enoteca. La “vetrina enologica”, proposta dall’assessore al Turismo Stefano di Pietro, resterà in funzione tre anni e si trasferirà poi, in via permanente, nei locali già individuati di corso della Repubblica 3. L’iniziativa è una forma di promozione e valorizzazione della produzione tipica propria del patrimonio enogastronomico locale, in grado di contribuire a qualificare e sviluppare anche i connessi aspetti del commercio e del turismo. L’idea è parte del più ampio progetto "Bottega del vino" della Regione Marche. Lo spazio consentirà lo svolgimento di incontri e piccoli convegni a tema, corsi e seminari.
IL MESSAGGERO (Abruzzo)
Sono interessati cinque comuni
Il vino scorre sul web e l’Abruzzo vuol essere protagonista
di ETTORE CAPPETTI
GUARDIAGRELE - Il vino scorre anche nel web. Il progetto e-doc, che rientra nel piano di e-government del Ministero per l’innovazione e le tecnologie, rende più semplice l’accesso ai servizi amministrativi per i viticoltori e più facile la promozione, attraverso internet, delle località che aderiscono ai circuiti "Città del vino" e "Strade del vino". Della rete e-doc fanno parte 65 comuni in Italia, e due province (Alessandria e Torino), in Abruzzo Guardiagrele, Miglianico, Rocca San Giovanni, Vittorito e Torano. L’assessore al turismo di Guardiagrele Ivana Marroncelli parla di un progetto ambizioso: «Vorremmo recuperare le grotte anche con l’aiuto dei privati come luogo di conservazione dei vini e di altri prodotti nostrani quali formaggi e salumi». Piergiorgio Benai, della società che gestisce il sito www.cittadelvino.it, ha presentato agli amministratori dei comuni interessati i dati del progetto e gli obiettivi per i prossimi mesi. Grazie a due decreti del Ministero delle politiche agricole, è possibile presentare le dichiarazioni della raccolta dell’uva in modalità telematica direttamente all’AG.E.A. (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), alleggerendo i comuni da questa incombenza burocratica. Le amministrazioni che aderiscono ad e-doc avranno a disposizione, sempre su internet, una serie d’informazioni sulla raccolta dell’uva, sulla giacenza del vino e sulle superfici di terreno coltivate con vigneti a denominazione d’origine. Il nuovo servizio www.enoportale.it userà nuovi metodi per pubblicizzare le strade del vino, le guide regionali, i mestieri e le scuole del vino. Ogni comune potrà allestire dei servizi web tematici come "Enoteca comunale", una vetrina virtuale per valorizzare i prodotti e "Invito In comune" basato su una messaggistica utile ad attirare il turismo di qualità. Occorre ricordare che altri comuni abruzzesi fanno parte dell’associazione Città del vino. Un circuito di 540 città a vocazione vinicola che può contare su oltre 4.000 alberghi (circa 142.000 posti letto), 1.500 Aziende agrituristiche (18.000 i posti letto), 189 campeggi, centinaia di ristoranti, enoteche e cantine di qualità.
PUBBLICITAITALIA
Nuovo main sponsor per Umbria Jazz: Birra Pilsner Urquell
E’ sempre una birra, ma non è più Heineken, il main sponsor di Umbria Jazz: il festival musicale ha infatti siglato un accordo con Birra Peroni relativo al marchio Birra Pilsner Urquell
Da un lato, uno dei più importanti festival del mondo, certamente il più suggestivo con l’ atipica commistione fra la musica del ‘900 e del Nuovo mondo e gli ambienti storici dell’acropoli medievale e rinascimentale di Perugia; dall’altro una birra prestigiosa, frutto di una storia antica: la prima birra pils al mondo, nata più di un secolo e mezzo fa da una fortunata ricetta che la rese unica per colore, gusto, gradevolezza. Due marchi di qualità che si uniscono per lavorare insieme nel microcosmo della musica. Pilsner Urquell contribuirà, in qualità di main sponsor, al presente e al futuro di Umbria Jazz, sempre più impegnata a consolidare la nuova formula che ha esordito due anni fa con l’edizione del trentesimo anniversario: jazz d’autore ma anche ampie finestre su generi e artisti più popolari; spazi all’aperto confortevoli; grandi piazze e giardini e piccoli club di mezzanotte. Anche con la scelta di Pilsner Urquell Umbria Jazz vuole trasmettere l’idea di un festival che da sempre ha scelto di coniugare due anime: il jazz per gli appassionati, e la soundtrack di una serena vacanza in Umbria fra cultura e turismo.
 
CORRIERE ADRIATICO
“Quartiere in mano ai balordi”
ASCOLI - Centro storico invaso da tossicodipendenti e barboni. E’ quanto lamentano i commercianti e i residenti soprattutto di piazza del Popolo e della zona del teatro. In particolare e’ il chiostro di San Francesco ad essere oggetto della polemica dei cittadini, attraverso la quale si chiede un aiuto concreto da parte dell’Arengo e alle forze dell’ordine. "Una volta per tutte, vogliamo che i nostri figli possano passare indisturbati nella piazzetta, attualmente ricettacolo di lattine e bottiglie di vino, sigarette e siringhe, escrementi di ogni tipo a qualsiasi ora" protesta Maria Angelini, da qualche tempo talmente spaventata da evitare persino di andare ad acquistare frutta e ortaggi al mercato mattutino. "Ascoli e’ l’unica citta’ al mondo dove il teatro, anziche’ essere luogo elegante finisce con l’essere un posto caratterizzato dalla presenza di tossici e balordi" si lamenta Mario Felicetti, un tempo habitue’ delle serate di prosa e di lirica del Ventidio Basso
LA PROVINCIA DI CREMONA
Disavventura. Incidente sabato notte nel Mantovano
Tamponati da ubriaco
Quattro gussolesi
GUSSOLA — Disavventura per quattro gussolesi tamponati da un giovane completamente ubriaco. Il fatto è avvenuto in località Pilastro di Marcaria, lungo la Sabbionetana, nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 4.30. C.F., 27 anni, di Marcaria, era alla guida di una Peugeot 206 e stava facendo ritorno a casa dopo una serata trascorsa con gli amici quando, lungo un tratto rettilineo, ha tamponato una Alfa Romeo 147 su cui viaggiavano i gussolesi. In seguito alla collisione, la Peugeot è uscita di strada. Il mantovano è stato trasportato al pronto soccorso del ‘Poma’ di Mantova, dove i sanitari gli hanno riscontrato una lussazione ad un’anca. Qualche contusione non grave, fortunamente, per i giovani gussolesi, la cui auto non è andata fuori strada dopo l’urto. Sul posto la Polizia stradale di Ostiglia. In seguito agli accertamenti è emerso che C.F. era in stato di ebbrezza, con un tasso di alcolemia pari a 2,68 (il limite consentito è 0,5). Il 27enne è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente.
WINENEWS.IT
A PERUGIA LA PRIMA VOLTA DI GRAPPITALY: GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO PER IL "DEBUTTO" DELLE GRAPPE
Giovani e invecchiate, monovitigno e torbate, fino alle acquaviti d’uva. E’ stato un affascinante viaggio per gli oltre 18.000 visitatori che a Grappitaly il 19 e 20 febbraio a Perugia hanno avuto la possibilità di "vivere in diretta" profumo e aroma, gusto e retrogusto del nostro distillato simbolo, la grappa, con circa 55.000 degustazioni. Per due giorni, Perugia ne è stata una vera capitale con la sua manifestazione Grappitaly, che si è svolta nei cinquecenteschi bastioni della Rocca Paolina su una superficie di oltre 1000 metri quadrati. Nata per celebrare il mito della grappa italiana, la kermesse ha visto la partecipazione di 40 aziende distillatrici, dei 7 Istituti Regionali della Grappa, e di 10 aziende vinicole tra cui Ornellaia, Marchesi de’ Frescobaldi, Ruffino e Biondi Santi, che hanno proposto i distillati ottenuti dalle vinacce dei loro più pregiati vini. La manifestazione che ha avuto il patrocinio di AssoDistil, Istituto Nazionale Grappa e ANAG, è stata un’occasione per conoscere e far conoscere un prodotto tutto italiano portandolo in Umbria, cuore d’Italia. Dopo la positiva esperienza a Mondograppa, "Bere col naso" è stato il leit motiv per sottolineare l’importanza dell’olfatto nel cogliere la ricchezza e la varietà della grappa di moderna concezione. Filmati esplicativi sui processi di distillazione, il museo degli alambicchi, i seminari di degustazione e l’allestimento di aree a tema come grappa e cioccolato, grappa e sigari, grappa e cocktails, hanno dato a questo appuntamento un valore fortemente didattico e culturale per distinguere fra il bere e il degustare, per imparare a bere meglio e con moderazione.
Ma il momento più importante di questo festival della grappa è stato il convegno dal tema "Grappa: un patrimonio italiano da difendere", in cui i distillatori hanno espresso il loro allarme contro possibili revisioni del regolamento 1576/89 del Consiglio Europeo sulle bevande alcoliche che potrebbe privare l’Italia dell’utilizzo esclusivo del termine "grappa", perdendo da un giorno all’altro la propria "bandiera" e assistendo di colpo alla svendita di una denominazione e alla perdita di identità di un prodotto simbolo del Made in Italy. Un vero e proprio regalo alle grandi multinazionali del settore fortemente interessate ad un brand tanto conosciuto e apprezzato nel mondo, ma soprattutto un colpo mortale per la distilleria italiana che potrebbe generare gravi conseguenze economiche e di occupazione per tutte le aziende produttrici che hanno sempre operato nella consapevolezza di poter utilizzare in esclusiva tale denominazione. All’incontro, coordinato da Italo Maschio, Presidente del Comitato Nazionale Acquaviti, e Vice Presidente di AssoDistil, hanno partecipato Antonio Emaldi Presidente AssoDistil, Alessandro Francoli Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa, Umberto Caselli Presidente A.I.B.E.S., Giancarlo Gramatica esperto di rilevazione dati mercato e Alberto Magnani di Demoskopea, mentre a rappresentare le istituzioni è intervenuto Salvatore Petroli, Direttore Generale delle Politiche Agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Questo momento di confronto ci pare abbia “colpito nel segno”. Se l’obiettivo dei distillatori era quello di sensibilizzare le istituzioni per difendere a Bruxelles l’uso esclusivo del termine grappa, ci sono riusciti. La presenza e l’intervento di Salvatore Petroli, seppur con dovute precisazioni sono stati rassicuranti. “Sono fiducioso che la battaglia per la grappa sarà vinta – ha detto – ma i timori restano” perché la situazione a livello internazionale – ha spiegato – “non depone molto a favore degli interessi della Comunità Europea”. La strada da seguire a Bruxelles – ha proseguito – è quella di un “confronto equilibrato” in una “procedura che si annuncia complessa e lunga”, che punti a riaffermare la “specificità” di questa bevanda alcolica. Messaggi incoraggianti sono giunti dal Ministro degli Affari Esteri Gianfranco Fini (*) “… particolare impegno sarà posto nella difesa dell’utilizzo esclusivo da parte italiana della denominazione grappa…”, dal Vice Ministro alle attività produttive Adolfo Urso “…la vostra iniziativa ha il pieno sostegno sia da parte del Ministero delle Attività Produttive che mio personale, in quanto ritengo la grappa il nostro distillato di bandiera un patrimonio italiano da difendere e che merita un posto privilegiato tra le produzioni nostrane di qualità…”, dal Vice Presidente della Commissione Europea Franco Frattini: “ … Grappitaly è un segno importante ed una prova di quanto il settore delle grappe possa contribuire a promuovere l’immagine italiana nel mondo…” e dallo stesso Ministro Gianni Alemanno. Tanto che Italo Maschio, Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa e coordinatore del convegno ha concluso i lavori sottolineando la soddisfazione per la “grande intesa” che si è creata fra i distillatori e le Istituzioni, in primis con il Ministro delle Politiche Agricole. “Avevamo acceso l’allarme rosso, motivato, a dicembre - ha concluso Italo Maschio -. Siamo ora, dopo le assicurazioni di Bruxelles, su posizioni più riflessive, ma attente, guardinghe, con un impegno a sviluppare ogni aspetto legale, legislativo, politico. Vedremo i risultati con attenzione. Speriamo di non riaccendere più l’allarme rosso nell’interesse delle nostre aziende, dei nostri consumatori, e, se permettete, del nostro Paese”.
 
(*) Nota: sarà lo stesso della “tolleranza zero” contro le droghe?
CORRIERE DELLA SERA (Cronaca di Roma)
BELLEZZA
La carica dei Centocelle Nightmare il concorso diventa «salutista»
«La carica dei Centocelle» propone un concorso alternativo a sfondo salutista con un vincitore che deve essere per regolamento «non troppo vestito e autoironico». Inoltre l’organizzatore, Marco Pizzardi, sostiene che i confini nazionali sono solo retaggio del passato e ammette quindi tra gli aspiranti Mister anche chi sta nel nostro paese senza la cittadinanza italiana. Ora, dopo la fase preliminare, si parte con le Provinciali in 108 piazze italiane dove si svolgeranno show con la presenza dei Centocelle Nightmare. Si passerà poi alle Regionali per arrivare alla finale che sarà trasmessa in tv. Si potranno iscrivere al massimo 20 partecipanti tra i 16 ed i 32 anni, in forma gratuita, ed anche attraverso internet (www.mistercentocelle.it). Gli spettacoli, sponsorizzati anche dal ministero della Salute, prevedono una campagna di prevenzione per i giovani sulle malattie sessualmente trasmissibili, tabacco, droga, alcol, sicurezza stradale
CORRIERE ADRIATICO
Domani incontro sull’alcolismo
FERMIGNANO - Conoscere per non lasciarsi tentare. Toccare con mano l’alienazione della dipendenza, le conseguenze negative sulla salute, i disagi sociali di una vita "schiava" del bicchiere. Sapere tutto questo per dire basta, oppure per evitare l’ingresso nel tunnel.
Mercoledì, 23 Febbraio 2005
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK