Giovedì 11 Agosto 2022
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Rassegna stampa alcol e guida del 1 marzo 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


CORRIERE ROMAGNA (Cesena)
Il Cesuola dichiara guerra all’alcol

CESENA - Il Quartiere Cesuola dichiara guerra all’abuso di alcol. Dal confronto con l’Acat, un’associazione di volontariato che opera presso la sede circoscrizionale a Ponte Abbadesse, da tempo impegnata nel trattamento dell’alcolismo, è nato un progetto messo a punto sotto la regia di Tiziana Lugaresi, coordinatrice della Commissione Sanità e Servizi Sociali del Cesuola. Si tratta di una “campagna di sensibilizzazione, senza allarmismi né paternalismi né stigmatizzazioni, ma tale da incoraggiare la comunità a comprendere il problema dell’alcol ed individuare le strategie collettive per affrontarlo”. Tiziana Lugaresi sottolinea: “La provincia di Forlì-Cesena, insieme a quella di Rimini, detiene in regione il triste primato per numero e gravità di incidenti stradali, verificatisi per lo più nelle ore notturne dei fine-settimana. E una ricerca dell’Ausl di Rimini, in collaborazione con la polizia stradale ha evidenziato come Forlì-Cesena e Rimini siano ai primi posti tra le province che si caratterizzano per numero maggiore di denunce per guida in stato di ebbrezza. In Emilia Romagna gli utenti alcol-dipendenti seguiti dai Sert sono aumentati dal 1996 al 2003 del 71% e nella nostra Ausl, partire dal 2000, c’è stato un aumento degli alcolisti in carico, particolarmente delle femmine, superiore della media regionale”. In questo quadro preoccupante, al Cesuola hanno deciso di puntare sulla prevenzione. E’ stato costituito un gruppo di lavoro: ne fanno parte, oltre al presidente di quartiere ed alla coordinatrice della commissione Politiche sociali del Cesuola, le dottoresse Bianchi e Carrozzo, del Sert, e Vittorio Fantini, presidente dell’Acat. L’obiettivo è quello di organizzare alcune serate a tema, da svolgersi in forma interattiva col pubblico, tramite proiezione di filmati, prove con l’etilometro, racconto di esperienze dirette. Hanno già aderito all’iniziativa, oltre al Sert e l’Acat, l’ispettore Scarpellini per la polizia municipale e il medico Enrico Farabegoli per il 118. Il percorso si realizzerà nella prima metà di maggio. In una seconda fase ci si rivolgerà agli alunni delle classi terze delle scuole medie del quartiere, per dare loro alcuni consigli preziosi e sollecitarli a produrre elaborati sul tema dell’alcol, da mettere in mostra nella sede del Quartiere. Per i ragazzi più grandi si è ipotizzata la creazione di un laboratorio che realizzi eventi in campo sportivo, teatrale, musicale, in contrasto alla cultura dello sballo. Il momento clou dell’iniziativa sarà lo svolgimento di una festa davvero originale: il Primo Festival Analcolico Cesenate. Si tratta di una festa musicale con la partecipazione di personaggi significativi, che aiutino a veicolare il messaggio che ci si può divertire in modo alternativo ma rispettoso della propria salute e sicurezza. (*)
 
(*) Nota: quando tre anni fa "inventai" e (insieme all’APCAT Mantova) organizzai il primo "Festival Musicale Analcolico", avevo la speranza di aprire la strada a tante altre manifestazioni analoghe, che coniugassero il piacere della musica alla scelta, originale e culturalmente trasgressiva, di farlo in un contesto libero dalle bevande alcoliche. 
Qualcosa sta succedendo, e questo è molto bello.
Alessandro Sbarbada.
IL SECOLO XIX
Ha sparato e poi si è ucciso

CONFLITTO A FUOCO ALLA FRONTIERA L’esito dell’autopsia ha scagionato il poliziotto indagato
Il colpo è stato esploso da una distanza ravvicinata
Sanremo. Nel sangue aveva un tasso alcolico altissimo. E il colpo che lo ha ucciso è stato esploso da distanza ravvicinata, non più di dieci centimetri dalla tempia. Sono queste le conclusioni cui è pervenuto il professor Lorenzo Varetto, l’anatomopatologo dell’Istituto di medicina legale di Torino che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Bruno Paul Maurice Kolly, il francese di 38 anni rimasto ucciso al termine del conflitto a fuoco con due agenti della polizia, la sera dello scorso 12 gennaio alla barriera di confine dell’Autofiori, a Ventimiglia. Sparatoria nella quale era rimasto ferito un poliziotto: Corrado Aruta, raggiunto all’inguine da proiettile.
La perizia completa sarà trasmessa al pubblico ministero Vittore Ferraro entro il prossimo 15 marzo, ma sulla scorta dei dati preliminari arrivati ieri mattina in procura, gli inquirenti hanno già ottenuto conferme probabilmente decisive sulla ricostruzione dell’episodio, la dinamica della sparatoria e, soprattutto, sulle cause della morte del francese, dopo la scoperta che la vittima non era stata raggiunta da un proiettile calibro 9 esploso da uno degli agenti, ma da un calibro 22, sparato dalla carabina della vittima. Dunque il quadro degli elementi scientifici e balistici avvalora la tesi del suicidio. L’ultimo dubbio era infatti legato alla distanza dello sparo. Nel corso dell’autopsia il proiettile era stato rinvenuto all’interno del cranio: una circostanza piuttosto insolita se si considera che, generalmente, quando l’eplosione del colpo è a distanza ravvicinata il proiettile tende a fuoriuscire.
«Molto dipende dalla potenza dell’arma, in particolare quando si tratta di un fucile», avevano detto gli stessi poliziotti incaricati degli accertamenti. La perizia ha dato loro ragione. Il fucile di Kolly era di media potenza, quindi non in grado di trapassare la scatola cranica. Ora, con l’esito definitivo dell’autopsia, è arrivata la prova del nove. Sui tessuti intorno al foro di entrata sono state rinvenute tracce di polvere da sparo e frammenti metallici: due indicatori che confermano la brevissima distanza dalla quale è stato esploso il colpo. L’esame del sangue ha invece accertato che il francese prima di imbattersi nel posto di blocco della polizia aveva assunto una quantità rilevante di alcol. E questo rende più che verosimile la testimonianza dei due agenti, che avevano dichiarato di aver fermato l’auto di Kolly - una Rover bianca - perchè procedeva a zig zag. «Il sospetto è che alla guida ci fosse una persona ubriaca», avevano detto i poliziotti durante il primo interrogatorio.
Adesso, sulla base delle perizie, il pubblico ministero si appresta a chiudere l’inchiesta che, al momento, è ancora a carico di uno dei due agenti, indagato a piede libero per eccesso colposo di legittima difesa. Probabilmente non si renderà necessario modificare l’intestazione del fascicolo, anche se ormai è stato accertato che si è trattato di un suicidio. Il procedimento verrà semplicemente archiviato e con questo anche la posizione giudiziaria del poliziotto.

IL MESSAGGERO (Ancona)
MARINA DI MONTEMARCIANO
Ubriaco, passa col rosso, ferisce due ragazzi e scappa
Pirata della strada inseguito e bloccato dalla Polizia
La polizia stradale di Ancona ha denunciato un giovane di Senigallia, G.F., che nella notte tra sabato e domenica scorsi, completamente ubriaco, alla guida della sua «Polo» aveva urtato a un incrocio a Marina di Montemarciano un’ altra vettura, dileguandosi senza prestare soccorso ai due occupanti, rimasti feriti. Il giovane conducente è passato all’ incrocio con il rosso, centrando un’ altra auto in transito con a bordo un ragazzo e una ragazza, i quali, in seguito all’ episodio, hanno riportato lesioni guaribili in 12 e otto giorni.
L’ investitore è fuggito immediatamente, ma un ispettore di polizia che si trovava a passare e aveva visto tutto si è messo all’ inseguimento, bloccando il fuggitivo due-tre chilometri dopo. Sul posto, per i rilievi, la polizia stradale di Ancona, che ha eseguito i controlli e oggi ha proceduto alla denuncia del protagonista.
Un’operazione che dimostra l’efficacia raggiunta dagli uomini del comandante regionale della Polizia stradale, Italo D’Angelo, nel reprimere il fenomeno emergente dei “pirati” della strada. Anche quelli legati alle corse tra corse tra auto, soprattutto tra ragazzi, aumentate in maniera vertiginosa fino all’anno scorso (forse hanno provocato anche un incidente mortale per cui è in corso un processo ad Ancona) e “crollati” dopo accertamenti mirati della Polstrada.
 

IL GIORNALE DI VICENZA
Rimane invece sempre grave il fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica
Calano multe e incidenti
La polizia intercomunale adesso controlla di più

 
di Paolo Rolli
Una legge più severa sommata ad un maggior controllo del traffico uguale meno incidenti stradali. L’addizione tra i due fattori ha permesso, infatti, di archiviare un 2004 più positivo sul piano della circolazione stradale. A tracciare il bilancio è la polizia municipale del Consorzio Altovicentino, che ieri mattina ha presentato i dati dell’attività 2004, dalla quale emerge soprattutto un maggiore sforzo quanto a controlli ed una diminuzione degli incidenti stradali accertati. Sono infatti aumentate le ore complessive di servizio effettuate, che tra il 2003 ed il 2004 sono passate da 68.349 a 72.299.
Lo ha spiegato Girolamo Covallero, presidente del Consorzio Altovicentino: «Sono cresciute anche le ore di controllo attraverso strumenti come l’autovelox o l’etilometro, che passano da 1.722 a 2.072, mentre sono diminuiti gli incidenti stradali rilevati, passando dai 409 del 2003 ai 376 del 2004. Dato ancor più interessante, poi è la diminuzione degli incidenti con feriti, che segnano un meno 20 per cento, mentre aumentano del 10 per cento quelli con soli danni ai mezzi». «Anche se per accertare la validità dell’iniziativa servirà analizzare almeno un biennio, penso che ciò dipenda molto dall’introduzione della patente a punti - aggiunge il comandante della polizia municipale, Angelo Scarabino -, unita all’incremento del controllo del territorio che abbiamo svolto lo scorso anno. Analizzando i nostri dati, poi, abbiamo notato che diminuiscono le contravvenzioni "istantanee", come passare con il rosso oppure superare i limiti di velocità, mentre aumentano quelle che presuppongono una volontà o leggerezza diluita nel tempo, come possono essere gli stati di ebbrezza oppure l’omessa revisione o la mancata assicurazione del veicolo».
«Complessivamente sono molto soddisfatto del lavoro svolto dal personale - prosegue il comandante -, che evidenzia notevoli impegno e disponibilità e che permette di raggiungere significativi risultati nei numerosi settori in cui la polizia municipale è chiamata ad operare, a favore di una comunità di ben 90 mila persone: i controlli edilizi sono aumentati del 5 per cento, le pratiche di polizia giudiziaria sono passate da 138 a 150, i censimenti delle carovane di nomadi da 30 a 170, mentre le ordinanze di sgombero sono più che decuplicate, passando da 6 a 73».
Ancora sul fronte della viabilità, le infrazioni al codice della strada rilevate nel territorio del Consorzio nel 2004 sono state 8.992: tra queste quasi la metà si riferisce ai divieti di sosta, 4.244 contro i 4.110 del 2003, seguite dal superamento dei limiti di velocità, 1.650 contro 2.100, dall’inosservanza della segnaletica, 831 contro 972, e dall’uso delle cinture di sicurezza, 224 contro 378. Anche la diminuzione di queste infrazioni, quindi, conferma l’andamento positivo che sembra registrarsi nell’Altovicentino, con una maggior attenzione, o paura di perdere punti, da parte degli automobilisti. Dati negativi, invece, sul fronte della guida in stato di ebbrezza, con le patente ritirate che sono passate dalle 67 del 2003 alle 72 del 2004: aspetto, questo, che preoccupa particolarmente considerando che ben 48 incidenti tra quelli rilevati hanno avuto come concausa proprio l’alcol (*).

IL GAZZETTINO (Nordest)
PARLA IL NUOVO COMANDANTE DEL VENETO
Incidenti, non c’è solo l’alcol.
E la Polstrada lancia l’idea dello «stancometro»

Padova
«Sicuramente una parte di incidenti è causata da chi guida sotto l’effetto dell’alcol. Sicuramente un’altra parte di incidenti è causata da chi si mette alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e, sempre sicuramente, un’altra parte ancora di incidenti è causata da chi non rispetta i limiti di velocità. Ma io ho da tempo pure un’altra convinzione, ovvero che a innescare tante tragedie sia la stanchezza del guidatore. E allora, visto che già esistono in commercio, perché non usare le macchinette per il calcolo dei tempi di reazione? Ecco, il mio obiettivo è di riuscire a fare in modo che nel Veneto possa esserci almeno questa sperimentazione». Gianni Ronca, nuovo comandante del compartimento regionale della Polstrada, non nasconde i suoi progetti, certamente innovativi, tra cui anche lo "stancometro". «Ma a volte - sottolinea - certe soluzioni ad un problema arrivano da cose che possono sembrare banali. Invece magari ti soffermi un attimo, prendi spunto da ciò che hai già e lo sfrutti. O meglio, provi a sfruttarlo perché resta poi fondamentale la sperimentazione».
Il colonnello Ronca pesa le parole mettendo a frutto gli oltre trent’anni di polizia stradale. Il Veneto lo conosce bene, non solo perché ha lavorato a Mestre tra il 1979 e il 1981 («Gli anni degli omicidi Gori, Albanese e Taliercio», ricorda con un velo di tristezza), ma anche perché proviene dal compartimento del Friuli Venezia Giulia. «Dire perché Treviso è una delle prime province per numero di incidenti mortali - sottolinea - mi viene difficile. Conosco le statistiche ma la mia intenzione è approfondire la questione. E questo vale per ogni altro fenomeno locale. La mia convinzione, però, è che ognuno di noi debba fare qualcosa per risolvere il problema dell’infortunistica stradale e in generale della sicurezza. Io non voglio vivere in un Paese dove per ogni cittadino c’è un poliziotto. Le regole andrebbero rispettate per il bene di tutti e non perché c’è qualcuno che ce lo impone. Ecco, io penso che dovremmo compiere un salto di qualità culturale» Ma il Veneto fa sempre più a cazzotti tra un’economia che pure in crisi continua a crescere e una rete stradale che diventa sempre più stretta. «Bisognerebbe trovare il punto d’incontro tra la massima velocità e la massima sicurezza - commenta il dottor Ronca -. Non dobbiamo comunque dimenticare che l’alto numero di incidenti avviene all’interno delle città e non delle autostrade. E anche che non sempre quando è coinvolto in un sinistro un camion è proprio il conducente del mezzo pesante ad avere responsabilità. Secondo me il problema è di fondo. Troppe volte ci mettiamo al volante in non perfette condizioni psico-fisiche. È più pericoloso chi percorre cinquanta metri ubriaco o chi si mette in viaggio dopo aver dormito solo due ore o aver mangiato abbondantemente? Il primo sicuramente, ma anche il secondo, penso, è un caso che va studiato e affrontato».
Intanto, chi si trova obbligato a transitare sulla tangenziale di Mestre spesso è costretto a lunghe code. «In attesa che venga costruita la nuova bretella - dice il comandante - mi pare che la creazione della terza corsia stia dando dei risultati positivi». E sul divieto di sorpasso sulla A4 tra mezzi pesanti annuncia Ronca: «A breve entreranno in funzione i sorpassometri così chi commette l’infrazione verrà ripreso e contravvenzionato in tempo reale in maniera telematica».  Egle Luca Cocco.

GIORNALE DI BRESCIA
Un debito di 7 euro e qualche bicchiere di troppo dietro la sprangata
SEMPRE IN RIANIMAZIONE L’INDIANO FERITO A GHEDI DURANTE LA LITE

GHEDI - Un debito di sette euro, qualche bicchiere di troppo in corpo, un misterioso coltello impugnato dall’indiano, l’asta del kebab brandita dal pakistano - ora accusato di tentato omicidio -, qualche ombra su quella storiaccia e versioni che non collimano, sono gli ingredienti di quella che gli investigatori ritengono un’aggressione in piena regola. Mentre le condizioni di Singh Hardeep, trentasettenne garzone in una forneria del paese, sono stazionarie nella loro gravità (è ancora ricoverato in Rianimazione, alla Poliambulanza), i carabinieri stanno ancora scavando, partendo dal fermo di Ahmed Gulfam, ventottenne pakistano, dipendente del Turkish Doner Kebab di via XXV Aprile attorno al quale ruota l’intera vicenda finita nel sangue. Perché proprio fuori da quel locale, sabato sera, è stato colpito alla testa con quel ferro utilizzato come spiedo l’indiano trentasettenne - di casa a pochi metri, in via Carlo Alberto - quale epilogo di un assurdo litigio. Da una parte il pakistano arrestato parla di insulti, minacce, di un coltellaccio impugnato dall’indiano in evidente stato di alterazione... dall’altra l’amico che quella sera accompagnava Singh Hardeep che nega l’esistenza di quel coltello. In realtà i carabinieri non hanno trovato alcuna lama, mentre sotto sequestro è finito quel tondino di 12 millimetri di spessore utilizzato in cucina e finito sulla testa dello straniero. Sembra comunque che quella sera l’indiano avesse raggiunto ben tre volte quel locale gestito da pakistani, litigando prima con il titolare e poi con il dipendente ora arrestato. Dietro quelle parole sempre più grosse un debito di 7 euro maturato ore prima dall’indiano (saldato alla sua seconda visita) ma soprattutto il suo stato di alterazione: era ubriaco, avrebbero raccontato i gestori pakistani ai carabinieri. Scoppia la lite furibonda che si trascina fuori dalla bottega, dove Ahmed Gulfam (a quell’ora rimasto solo dietro il bancone) colpisce alla testa il garzone, almeno secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Verolanuova. Il connazionale riesce a «liberare» il trentasettenne da quella micidiale morsa, trascinandolo lontano, riaccompagnandolo a casa dove alle 23 è soccorso da un ambulanza del 118. Il commesso pakistano viene rintracciato all’alba dai carabinieri che lo fermano con la pesante accusa di tentato omicidio. (m.bon.).

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Alcolismo giovedì un incontro a Giovinazzo

Giovinazzo L’alcolismo è un problema che coinvolge interi strati della popolazione, assumendo spesso le caratteristiche di una patologia degenerativa. Una dipendenza che porta nei casi più gravi a violenze in famiglia e separazioni tra coniugi. Veri e propri sconvolgimenti nella vita di tutte le persone coinvolte. Secondo i servizi sociali di Giovinazzo l’abuso di bevande alcoliche e super alcoliche è in costante aumento, coinvolge tutti gli strati sociali e tutte le età tanto tra le donne che tra gli uomini. Un fenomeno così nascosto nei primi stadi della patologia, da non poter evere statistiche aggiornate che possano dare un quadro certo sulla diffusione e sulle conseguenze sociali dell’alcolismo. A preoccupare ulteriormente sono ora le fasce giovanili. Per il forte consumo di bevande alcoliche che si registra nei luoghi di ritrovo abituali per i giovani, come pub e discoteche, soprattutto nei fine settimana. Perché tra gli adolescenti e i giovani il bere è considerato un modo per socializzare. Una pratica che invece può diventare il primo passo verso la dipendenza. È stata la raccolta di questi dati, seppur sommari, a indurre l’assessore ai servizi sociali Mimmo Stufano, in collaborazione con l’A.C.A.T., l’associazione degli alcolisti in trattamento, a promuovere un incontro dal titolo «Giovinazzo sana». Il progetto sarà presentato giovedì presso la Sala S. Felice con inizio alle 18,30. La creazione di un osservatorio sul fenomeno e le strategie di contrasto da adottare per combattere l’alcolismo sono gli obiettivi. Ai lavori parteciperanno la dottoressa Doda Renzetti e la dottoressa Annarita Castore, il dirigente del dipartimento delle dipendenze patologiche della ASL BA2 dott. Antonio Taranto e il sociologo dello stesso dipartimento dott. Claudio Poggi. Interverrà anche il responsabile della A.C.A.T. nord barese Gianfranco Dalla Fiore. Mino Ciocia.

IL GAZZETTINO (Udine)
PALAZZOLO
Maximulta dopo la sfuriata contro i carabinieri

Udine
Quando i carabinieri gli hanno comunicato che doveva sottoporsi alla seconda prova dell’alcoltest, ha ribattuto: «Basta una prova». E ha investito i militari con una raffica di improperi. E subito dopo nel momento in cui è giunto il carro attrezzi è stato protagonista di un’ulteriore sfuriata non solo verbale: uno dei carabinieri è stato colpito da una testata al naso rimanendo ferito. Anche un secondo militare è rimasto leggermente contuso. Sono stati medicati con prognosi di guarigione di 14 e di 10 giorni. Ieri Marco Lamo, 21 anni, Palazzolo dello Stella dopo ventiquattro ore in carcere è comparso davanti al tribunale monocratico. Assistito dall’avvocato Alberto Tofful del foro di Gorizia ha patteggiato. Rispondeva di resistenza e lesioni e guida in stato di ebbrezza. La pena è stata fissata in 4 mesi sostituiti con 4560 euro di multa; per la contravvenzione 15 giorni di arresto sostituiti con 570 euro di ammenda più 300 euro. Il giudice gli ha concesso la possibilità di pagamento rateizzato in dieci mesi della somma. Marco Lamo è stato rimesso in libertà.
L’episodio è avvenuto sulla statale triestina all’altezza di Precenicco. La pattuglia dell’Arma ha notato una vettura provenire a zig zag in senso inverso. Il carabiniere che era alla guida ha sterzato sulla destra per evitare l’impatto poi ha invertito la marcia alla caccia dell’automobilista che è stato bloccato poco dopo. Nella prima fase dell’intervento Marco Lamo ha accettato di sottoporsi alla prova dell’alcoltest che ha segnato valori superiori ai limiti di tollerabilità. I guai sono cominciati quando i carabinieri gli hanno chiesto di effettuare una seconda prova. Subito dopo è stato chiesto l’intervento del carro attrezzi per prelevare il veicolo.

IL GAZZETTINO (Nordest)
PATENTE RITIRATA «HO L’ALITOSI»
MA È RECIDIVO PER L’ALCOL…

Non ha retto in aula la giustificazione di un imprenditore padovano, S.D.B., 36 anni, che era stato fermato per guida in stato di ebrezza. Aveva detto d’essere affetto da alitosi appena fuori dalla discoteca Villa Barbieri di Padova. Il 36enne, designer di calzature, aveva chiamato anche il suo legale che ieri in aula non è riuscito a convincere il giudice: l’uomo, che altre due volte era stato pizzicato ubriaco ha avuto la sospensione della patente per 3 mesi e l’ammenda di 2mila euro.

IL GAZZETTINO (Padova)
Un trentaseienne bloccato dalla polizia di notte mentre in Mercedes usciva dalla discoteca Villa Barbieri, in zona industriale
«Io ubriaco? È colpa del colluttorio»

È un designer di calzature. Condannato a 2mila euro di ammenda e al ritiro della patente
Per essere un designer di calzature la fantasia non gli manca. Quella notte che è stato fermato dalla polizia mentre alla guida della sua Mercedes rincasava da Villa Barbieri puzzava di alcol e barcollava sulle gambe. Ma non si è perso d’animo. «Io ubriaco?», aveva detto agli agenti. «Soffro di alitosi e mi sono appena sciacquato la bocca con un colluttorio a base di alcol (*)». Era la notte del 26 maggio 2002. Gli uomini delle Volanti non gli hanno creduto. E non gli ha creduto, ieri mattina, neppure il giudice monocratico Mariella Fino, che lo ha condannato a 2 mila euro di ammenda per guida in stato di ebbrezza, oltre al ritiro della patente per tre mesi. Si tratta di S.D.B., trentaseienne, residente in città. L’imputato, nel marzo e nel luglio del 2000, era stato trovato un paio di volte al volante in stato di alterazione da alcol e da sostanze stupefacenti.
La notte del 26 maggio 2002 lo stilista aveva fatto accorrere anche il suo avvocato in zona industriale. Il legale aveva cercato di trattare con gli agenti delle Volanti. Trattare che cosa? Se voleva dimostrare che non aveva bevuto e che l’alito pesante gli era stato causato dal colluttorio a base di alcol, non doveva far altro che sottoporsi all’etilometro, gli avevano detto i poliziotti. E, guarda caso, quella stessa notte c’era una postazione della stradale nei pressi di Padova Sud. Non si doveva far altro che andare lì e chiarire il tutto. Ma il designer si era rifiutato.
Il 18 marzo 2004 il giudice delle indagini preliminari Rita Cesarina Bortolotti aveva firmato un decreto penale condannandolo a 700 euro di ammenda, oltre al ritiro della patente di guida per tre mesi. Lo stilista, difeso dall’avvocato Andrea Manzan, aveva impugnato il decreto ed era ricorso davanti al giudice monocratico. E ieri è stato celebrato il processo.
 
(*) Nota: poniamo, per assurdo, che fosse vero: se, dopo che ti hanno ritirato la patente due volte per guida in stato di ebbrezza, ti sciacqui la bocca con colluttorio a base di alcol prima di metterti al volante? Allora meriti un aggravamento della pena, per manifesta stupidità (comunque esistono anche colluttori privi di alcol...).
Seriamente parlando, perchè guidare ubriachi è un problema molto serio, pare grave il ritiro della patente per soli tre mesi, in una persona plurirecidiva, che ha rifiutato la prova dell’etilometro, e che, oltretutto, ha cercato pure di ingannare gli agenti di polizia che lo hanno fermato....

L’ECO DI BERGAMO
Ubriachi danneggiano auto denunciati due boliviani

Due giovani boliviani sono stati bloccati in stato di ebbrezza nella notte tra domenica e ieri dalla polizia in due diversi episodi di danneggiamento. In entrambi i casi, sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra volanti della questura, in servizio di pattugliamento notturno in città.
Il primo episodio alle 3 in via Suardi, dove un ventenne sudamericano è stato sorpreso mentre danneggiava due auto parcheggiate, una Fiat Tipo e una Y10, in evidente stato di alterazione. Gli agenti della volante, dopo averlo fermato, lo hanno portato in questura dove il giovane è stato identificato e denunciato per danneggiamento.
Due ore più tardi, alle 5,30, un altro giovane boliviano di 24 anni è stato fermato in via Broseta. Il giovane, che era in stato di ebbrezza ed era alla guida di una Lancia Dedra, ha perso il controllo della vettura, che è finita prima contro il marciapiede, quindi contro due vetture parcheggiate al lato della strada, danneggiandole. Gli agenti della volante lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli hanno ritirato la patente.

LA PROVINCIA DI CREMONA
Casalmaggiore. La condanna ieri dal giudice di pace: ascoltato il carabiniere che l’ha fermato
Guida ubriaco, maxi-multa
Un indiano di Scandolara dovrà pagare 800 euro

CASALMAGGIORE — Maximulta per un extracee ubriaco al volante. Il giudice di pace Beatrice Ghillani, infatti, ieri mattina ha condannato per guida in stato di ebbrezza l’indiano A.S.S. di Scandolara Ravara al pagamento di 800 euro in 4 rate mensili, al pagamento delle spese processuali e alla sospensione per un mese della patente. Prima della sentenza è stato ascoltato l’appuntato dei carabinieri che fermò lo straniero, che aveva a bordo il figlio ed un’altra persona, nei pressi del cimitero di Scandolara, dopo aver visto che con la sua auto aveva invaso la corsia opposta. Sempre ieri in aula c’è stata una nuova ‘puntata’ della controversia che vede S.M. accusato da P.C. di Casalmaggiore, assistito dall’avvocato Mauro Nicoli, di lesioni personali colpose per l’incidente stradale avvenuto il 2 ottobre 2003 a Martignana Po, all’altezza dei Laghetti Oasi. P.C., che aveva riportato una prognosi di 15 giorni, attribuisce la responsabilità delle lesioni conseguenti al sinistro alla presenza di una pianta che si sarebbe trovata lungo la strada dopo un taglio effettuato da S.M., difeso dall’avvocato Fabrizio Vappina e dall’avvocato Paolo Antonini. Ieri mattina è stata ascoltata la testimonianza di un carabiniere: «Quando siamo arrivati — ha detto — il traffico era bloccato. Per terra c’erano delle foglie, ma io non ho visto ne’ rami ne’ tronchi. L’imputato aveva una tuta da lavoro scura indosso. Non ricordo se avesse in mano degli attrezzi, anche perchè io non ho rilevato l’incidente in quanto ero impegnato a regolare il traffico». Il militare ha spiegato poi di aver raccolto nel primo pomeriggio la testimonianza di P.C. Il Giudice ha poi dovuto rinviare l’udienza al 23 maggio in quanto non sono stati ancora presentati agli uffici giudiziari di via Saffi i verbali stilati dai carabinieri in relazione all’incidente ne’ i tabulati con le chiamate pervenute ai carabinieri. Nelle udienze precedenti il carabiniere che rilevò il sinistro disse che «sulla carreggiata non c’era nulla» precisando che, secondo una sua personale opinione, una pianta era stata rimossa. Altre due donne protagoniste dell’incidente dissero di aver visto una pianta che stava cadendo sulla strada. (d.baz.).

CORRIERE ROMAGNA (Rimini)
“Messaggi troppo macabri non servono a sensibilizzare”

rimini - “Messaggi così duri, direi quasi truci, di solito non promuovono il cambiamento. Anzi, rischiano di essere controproducenti. Di produrre un rifiuto del messaggio e quindi un proseguimento dei comportamenti a rischio”. E’ il parere di Daniela Casalboni, responsabile dei Sert dell’Ausl di Rimini, sulla vicenda della campagna regionale contro le morti sulla strada, che sta causando tante polemiche e anche una denuncia. Il pomo della discordia sono i manifesti che riportano l’immagine di un’auto schiantata e la scritta “Modello 4 pirla in meno” (ideati da Oliviero Toscani per conto della Regione). Contro la quale l’associazione Puri, che raccoglie parenti di persone morte in sinistri stradali, ha inoltrato una denuncia per diffamazione ai Carabinieri, sentendola come un’offesa ai propri congiunti deceduti. Ma che ne pensano gli esperti. La dottoressa Casalboni, che col Sert si è già occupata di campagne educative, specie tra i giovani, contro la guida troppo veloce, o in preda ad alcol o droghe, premette che “la Regione Emilia-Romagna sta conducendo un’azione coraggiosa e importante contro questi fenomeni. Ad esempio rendendo più complesso il percorso di coloro che, fermati ebbri alla guida, vogliano riprendere la patente. Per cui questa polemica mi pare tardiva e pretestuosa”. Ma nel merito, “devo ammettere che messaggi truculenti, cui la nostra società è sempre più abituata, non fanno riflettere, non promuovono il cambiamento, rischiano di essere negati. Servono, invece, campagne di sensibilizzazione in positivo, educative, non a spot”. Di parere diverso l’assessore alla Polizia municipale e Servizi sociali di Rimini, Stefano Vitali: “Forse sarebbe opportuno togliere una parola come pirla, però credo che un messaggio di questo tipo, cioè che chi si mette in pericolo sbaglia, debba comunque passare tra i ragazzi”. Sul tema invece delle corse in auto sulle strade, Vitali fa sapere che “abbiamo un servizio ad hoc della Pm su questo, ma non abbiamo particolari evidenze che questo fenomeno sia molto presente o in crescita”. Fra.p.

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Salvato in extremis da una pattuglia delle Fiamme gialle
Operaio tenta di uccidersi perché non trova un lavoro.

Un operaio, disoccupato da troppo tempo, aveva deciso di togliersi la vita. Ma è stato salvato in extremis da una pattuglia della Guardia di finanza. Solo pochi minuti di ritardo e per O. P., 34 anni, di Brindisi, sarebbe stata la fine. È accaduto che una pattuglia dei Baschi verdi, nel corso di un servizio lungo la litoranea nord, hanno notato una vettura parcheggiata in modo strano su un tratto del litorale a strapiombo sul mare. Il mezzo era rivolto verso il mare. A pochi centimetri dal ciglio. E questo ha suscitato la preoccupazione dei finanzieri che si sono avvicinati per verificare come mai. Nella vettura c’era un uomo in forte stato confusionale. Accanto aveva una bottiglia di wiskey ormai vuota ed una bottiglietta di psicofarmaci in gocce. Pure questa vuota. C’era anche una videocamera sulla quale scorrevano immagini di ricorsi familiari. I militari lo hanno soccorso. Hanno chiamato il 118 e lo sventurato è stato portato immediatamente in ospedale. Il medico di servizio sull’ambulanza ha accertato che l’uomo era in condizioni critiche per intossicazione dovuto al miscuglio di alcool e farmaci. Qualche minuto di ritardo nell’intervento dei finanzieri e non ce l’avrebbe fatta. Il disoccupato è stato ricoverato nel Perrino e sottoposto alle cure disintossicanti. L’uomo, stando agli accertamenti svolti nell’immediatezza dagli stessi militari della Guardia di finanza, pare soffrisse da tempo di crisi deprissive dovute al fatto che non riusciva a trovare un lavoro.

TGFIN
Vuitton più forte nel vino
Si investirà di più sullo champagne
Fa affari da capogiro con le sue borse note (e copiatissime) in tutto il mondo. Ma adesso Louis Vuitton, che da tempo fa anche del vino uno dei suoi business principali, ha deciso di investire ancora di più sui suoi marchi alcolici.
La famosissima griffe della moda, a cui hanno prestato il volto, per i suoi spot pubblicitari, anche alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui la top model Eva Herzigova, ha annunciato la creazione di un marchio tutto "spirito".
Un marchio in cui saranno riunite le tre società che costituiscono il polo vini e alcolici del leader mondiale del lusso negli Stati Uniti (il più conosciuto, e amato, è il Moet Chandon). La società ha infatti deciso che riunirà Schefflin & Co., Cliquot Inc e Millennium Import Llc United in un solo nome, che sarà quello di Moet Hennessy usa, che unirà insieme tutte le attività del polo vini.
Un’operazione che ha come obiettivo quello di rafforzare al massimo la cresccita del gruppo negli Stati Uniti. E alla guida di Moet Hennessy Usa, che avrà la sua sede a New York, ci sarà John Esposito.
IL GAZZETTINO (Udine)
Aggredisce i sanitari arrestato etilista
Un uomo di 49 anni, R.Z., è stato arrestato a Trieste perché ha aggredito prima il personale sanitario che lo voleva soccorrere e poi i carabinieri accorsi in aiuto. È accaduto in un’abitazione di via Cimarosa, dove una squadra di sanitari era andata a soccorrere un etilista in stato di agitazione. Da quanto è stato riferito dai carabinieri l’uomo, dopo aver aggredito i sanitari, è stato immobilizzato da quattro militari per evitare che facesse del male a se stesso o ad altri. Poi è stato trasportato in ospedale da dove, terminato il trattamento sanitario, i militari lo hanno accompagnato al carcere del Coroneo.
ITALIA MEDIA
Nuoto: Phelps parla agli studenti dei rischi dell’alcool
"Cercherò di far loro capire che ciò che ho fatto è sbagliato, pericoloso e illegale"
Il sei volte campione olimpionico di Atene Michael Phelps, condannato a 18 mesi di libertà vigilata per essere stato sorpreso il 4 novembre scorso in stato di ebbrezza alla guida della sua auto, parlerà agli studenti di quattro scuole della contea di Wicomico nell’ambito di una serie di incontri promossi dall’associazione "Mothers against drunk driving" (Madri contro l’alcool al volante). "Spiegherò ai ragazzi che il mio gesto è stato un grosso e rischioso sbaglio, cercando di far loro capire tutti i pericoli che comporta l’alcool soprattutto quando si è al volante. Se sarò in grado di aiutarli e di salvarli, per me sarà un successo proprio come conquistare una medaglia d’oro".
IL GIORNALE DI VICENZA
Nanto
Importanza del dialogo Corso con la psicologa
(al. ma. ) L’associazione dei Club degli alcolisti in trattamento del Basso Vicentino, con il contributo del Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia e la collaborazione di tutti i Comuni del Basso Vicentino, organizza un corso di formazione di primo livello di " Iniziazione al dialogo e alla relazione d’aiuto". Il corso, curato dalla psicologa e psicoterapeuta Viviana Casarotto, si propone come primo approccio all’acquisizione di abilità relazionali e comunicative
Il programma pertanto è articolato lungo tre linee principali: la natura della comunicazione; la conoscenza della persona umana; la proposta concreta della relazione di aiuto. Si inizia con il primo corso a Nanto domani alle 19.45 al centro Sociale di Ponte di Nanto. Il secondo corso prende il via a Longare nella sala consigliare del comune giovedì 3 marzo con inizio alle 15 (conclusione prevista verso le 17.45). Questo ciclo di incontri settimanali terminerà il 5 maggio.
Il terzo corso si tiene invece a Lonigo nella Sala Civica in Piazza IV Novembre ed inizierà venerdì 11 marzo. Orario dalle 15 alle 18.
Per informazioni segreteria del Comune di Longare (sig.ra Giuliana) 0444/555012 , Comune di Nanto (sig.ra Monica) 0444/639033. Ufficio Servizi Sociali Comune di Lonigo 0444/720238.
IL GAZZETTINO (Venezia)
SAN STINO DI LIVENZA L’uomo, invitato ad uscire, si è accanito contro l’arredo del locale infrangendo anche una vetrina
Ubriaco, semina il panico in un bar
Ha aggredito il gestore e i carabinieri intervenuti sul posto. Alla fine è stato arrestato
I Carabinieri di San Stino di Livenza sono dovuti intervenire sabato sera alle 19.30 in una pasticceria del centro per la segnalazione di un uomo che in evidente stato di ubriachezza stava inveendo contro i clienti. L’uomo infatti, dopo il tentativo del titolare di allontanarlo, invitandolo verbalmente ad uscire in quanto disturbava, anche con parole grosse, i propri clienti, si è scatenato ulteriormente. I fumi dell’alcol che avevano "catturato" l’uomo non gli hanno permesso di ristabilirsi e la furia si è scatenata su quanto lo stesso trovava a portata di mano, rovinando parte dell’arredo, distruggendo la vetrina del negozio e aggredendo lo stesso gestore. All’arrivo dei militari, giunti con due pattuglie, l’uomo invece di calmarsi si è ulteriormente infuriato e ha aggredito gli stessi carabinieri con calci e pugni. Una furia spropositata quella dell’ubriaco, stando alle testimonianze, che i militari hanno dovuto bloccare con non poca fatica. Alla fine l’uomo è stato arrestato. Si tratta di un pregiudicato di San Stino, L.P., di 42 anni, il quale dovrà rispondere alla giustizia di una sfilza di reati che vanno dalla resistenza alla violenza e minaccia a Pubblico ufficiale, nonchè dei danneggiamenti al locale e dell’aggressione al titolare. Mentre i carabinieri sono dovuti recarsi al Pronto soccorso per medicare le ferite subite, il pregiudicato ha smaltito la sbornia nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia dove tuttora si trova in attesa del processo che probabilmente si terrà per direttissima. Fortunatamente, il rapido intervento delle forze dell’ordine e del gestore ha permesso l’incolumità dei clienti che se ne sono andati spaventati. M.Cor.
GAZZETTA DI PARMA
Germania, cade il dogma della birra assolutamente pura
BERLINO - I tempi cambiano e cosí in Germania dopo quasi 500 anni è stato infranto un autentico dogma, quello sulla purezza e l’immutabilità degli ingredienti della birra. Con una decisione destinata a passare alla storia, il tribunale amministrativo federale di Lipsia ha infatti autorizzato un piccolo produttore a chiamare « birra » la sua bevanda contenente - oltre ai componenti tradizionali - anche uno sciroppo zuccherato, un ingrediente non previsto dalle severe norme che da secoli regolano in Germania la produzione della autentica birra.
 
IL MESSAGGERO (Abruzzo)
Ex guardia giurata spara contro il buttafuori: arrestato
Aveva la pistola e - secondo la ricostruzione dei fatti - questa pistola ha usato contro il buttafuori. Se non è successo nulla si può dire che per certi versi è stato un caso e per altri una fortuna. L’uomo è stato poi fermato e arrestato dai carabinieri di Montesilvano (comandante, il tenente Pietro d’Imperio): si chiama Andrea Angelucci, ha 36 anni, in passato ha lavorato come guardia giurata, ora fa il camionista, una vita travagliata alle spalle ma nessun precedente.
L’accusa per lui è: tentato omicidio aggravato e porto abusivo d’arma. Il fatto è successo la notte tra domenica e lunedì, a Montesilvano.
Questa la ricostruzione degli investigatori. Intorno a mezzanotte arriva una prima telefonata ai carabinieri di Montesilvano: chi chiama chiede l’intervento dei militari nel pub ”St. Pauli” a Montesilvano. Nel locale si è presentato un individuo, Angelucci appunto, che intende incontrare una cliente, una ragazza di Silvi, solo che questa cliente non intende incontrare lui, anzi sembra piuttosto preoccupata della sua presenza. I carabinieri vanno, constatano che al momento tra i due c’è solo una discussione, invitano lui ad allontanarsi e lei a presentare querela l’indomani.
Passa un’ora e Angelucci si ripresenta al locale, è ubriaco e aggressivo, tenta di rientrare, viene respinto dal buttafuori, si allontana, va in macchina, un’Alfa ”147” che ha parcheggiato lì vicino, prende la pistola (un revolver calibro 38 special) e spara quattro volte finchè l’arma si inceppa: un colpo è bloccato, uno finisce contro la porta del locale, altri due non si sa. Nasce una colluttazione furibonda, immediatamente tornano i carabinieri. Disarmato e ridotto alla ragione, Angelucci viene ascoltato in caserma mentre la sua casa viene perquisita: vi si trovano bossoli di colpi evidentemente sparati in altre occasioni, munizioni varie ma non pistole. Ovviamente si dovrà accertare se il revolver è stato utilizzato in altre occasioni.
«Guardie giurate che si rendono protagoniste di episodi di violenza con le armi, sono il prodotto di una folle politica di controllo delle armi e di impiego delle guardie giurate». A sostenerlo è il segretario nazionale del Sivap (sindacato autonomo vigilanza privata), Vincenzo Del Vicario, commentando la sparatoria di Montesilvano. «Il libertinismo in materia di assunzioni e rilascio di decreti per assunzioni temporanee - commenta Del Vicario - fa sì che guardie giurate assunte per tre o sei mesi si ritrovino per tutta la vita nella disponibilità di un’arma». Accuse infine al Ministro dell’Interno e ai Prefetti ”assenti” su questi problemi. R.Cian.
IL MESSAGGERO (Umbria)
MARCHIO SPOLETO
Olio e vino restano sempre il volano dello sviluppo economico
Sono due tra i prodotti tipici che danno quel fondamentale valore aggiunto al ”marchio Spoleto”, che ne rappresentano in qualche modo un indice di qualità, di identità, di tradizione. D’altronde sia l’olio che il vino da sempre rappresentano quei prodotti tipici di qualità e genuinità che agiscono da fondamentale volano economico per lo sviluppo del territorio, segnandone in maniera determinante tipicità ed identità. «I nostri prodotti costituiscono un prezioso contributo per la promozione del territorio e un caso eclatante è quello della cantina Cantina Sociale dei Colli Spoletini» ricorda l’assessore Roberto Loretoni «che riesce oggi ad unire oltre 400 produttori di vino e olio in un’area grande quanto una provincia». Investimenti tecnologici, infrastrutture adeguate, maggiore produzione di vino in barrique e una nuova strategia di comunicazione hanno portato il fatturato a superare i 2,3 milioni di euro con una produzione di oltre 400.000 bottiglie di vino, con richieste che aumentano di giorno in giorno. Se anche il consumo maggiore è circoscritto nei confini regionali, si affacciano nuovi mercati e nuove prospettive per il futuro, in special modo nei mercati tedesco o giapponese. «Non si può dimenticare la funzione storica che ha fatto crescere la società -aggiungono i vertici della ex cantina sociale- e quella cooperazione solidale che è fondamento storico dell’impresa cooperativa a Spoleto. Non solo nel settore vinicolo e oleario».
LA SICILIA (Caltanissetta)
ubriaco non dà generalità e sferra pugno ad agente
Rubato mixer luci in uso al «Margherita»
l’addetto lo aveva lasciato chiuso a chiave
Un mixer luci marca “Compulite” modello Spark (del valore di circa 8.000 euro) è stato rubato da uno dei locali adibiti a deposito del «Margherita». A verificarlo è stato Luigi L., 39 anni, che ieri ha presentato in questura la denuncia di furto. L’uomo ha riferito che il mixer era stato utilizzato l’ultima volta in occasione dello spettacolo del 23 febbraio, e che poi era stato riposto, come tante altre volte nel locale adibito a deposito. La porta era stata chiusa a chiave e ciò faceva pensare che il mixer sarebbe rimasto ben custodito. Sabato scorso, però, dovendolo utilizzare per un altro spettacolo, Luigi L. è andato a prendere il mixer non lo ha più trovato il mixer. La serratura della porta dello stanzino non era stata forzata, per cui chi ha rubato il mixer avrà utilizzato una chiave universale.
Intanto domenica sera una Volante della Polizia ha denunciato a piede libero il pluripregiudicato I.P. di 25 anni che si aggirava ubriaco nei pressi della sala giochi di via Gregorio XVI (una traversa di via Turati). L’uomo, alla richiesta dei documenti, s’è prima rifiutato e poi ha tentato di colpire un agente con un pugno.
IL SECOLO XIX
SARZANA
Ubriachi alla guida
Sono stati denunciati l’altra sera dai carabinieri di Sarzana due giovani trentenni che guidavano l’auto in stato di ebbrezza. Ai Bozi di Saudino l’altra notte il giovane conducente di un’auto è uscito di strada ed è finito in un fosso. Alla prova del palloncino è risultato che aveva alzato un po troppo il gomito.
BRESCIA OGGI
I NUMERI. Un’inversione di tendenza
Ma i lutti sono in calo rispetto agli anni scorso
Febbraio si è chiuso con sei morti sulle nostre strade. Mai, negli ultimi 10 anni, si è contato un numero così basso: 11 nel 2004 e nel 2003; 9 nel 2002; 13 nel 2001; 14 nel 2000; 21 nel ’99; 14 nel ’98; ben 23 nel ’97 e 11 vittime della strada nel 1996. Quest’anno si sono contati 19 morti tra gennaio e febbraio, lo stesso numero del 2004. Norme più severe del codice della strada e vetture più protette grazie a barre lateral
Mercoledì, 02 Marzo 2005
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