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Rassegna stampa alcol e guida del 17 maggio 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Sabato a Foggia in piazza con band locali e un workshop a Palazzo Dogana
Music festival all’acqua minerale
Prosegue la campagna contro l’alcolismo di Provincia, Comune e Asl.

Continua la campagna di prevenzione alcologica 2005 nella provincia di Foggia, patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia, Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Foggia, dal Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell’A.U.S.L/FG 3 - Servizio di Algologia - , dal Corso di Laurea in Educazione Professionale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ Università degli Studi di Foggia e da Associazioni e Comunità che lavorano nel sociale. I prossimi appuntamenti nel Comune di Foggia sono: Stop alcol musical festival, evento musicale che si terrà in piazza Duomo a Foggia, sabato 21 maggio alle ore 22 dove si esibiranno band locali (INFINITY STREAM , STEALTH e CIP CIOP E BAFFO BLU) che allieteranno il pubblico con musica di vario genere; alla manifestazione verrà distribuita acqua (*). L’altra manifestazione è il workshop conclusivo dal titolo -alcol e comunità locali- che si terrà presso la Sala Tribunale di Palazzo Dogana di Foggia come chiusura della Campagna di Sensibilizzazione.
 
(*) Nota: è molto bella questa proliferazione di Festival Musicali Analcolici in tutta Italia.
In una cultura che associa costantemente il divertimento e la festa all’alcol (compleanno, concerto, capodanno, matrimonio, vittoria sportiva…), proporre ai giovani occasioni di musica e divertimento analcoliche (senza prediche o sermoni ai ragazzi) può essere un messaggio più incisivo ed efficace di mille conferenze tenute dai più grandi esperti del settore.
Sarebbe bello che ogni provincia italiana riuscisse ad organizzare almeno un importante evento analcolico all’anno: avrebbe un grande valore simbolico, e rappresenterebbe una salutare e provocatoria trasgressione alla nostra cultura del bere: una cultura che porta (anche) sofferenza, come testimonia ogni giorno questa rassegna.

IL GAZZETTINO (Vicenza)
Una ricerca dell’Usl 6 svela comportamenti sbagliati da parte di troppe famiglie, che consentono ai figli piccoli di "assaggiare" bevande inadatte
Rischio alcolici per sette bambini su dieci
Già a 8 anni dichiarano di aver assaggiato vino o birra: ma per gli esperti anche poche gocce possono rappresentare un pericolo.
Bevono per gioco, per la curiosità trasgressiva di alzare il gomito come fanno gli adulti e darsi un’aria da grandi. È un dato clamoroso e preoccupante quello rilevato dall’indagine appena conclusa condotta dall’Ulss 6 del sud est vicentino, nell’ambito del progetto "Nemo: la salute si impara", che si propone di combattere l’uso sconsiderato di sostanze alcoliche: già dall’età di otto anni i bambini vengono iniziati al consumo di alcolici. Più che di consumo, forse, si dovrebbe parlare di assaggio, ma sta di fatto che il bicchiere tinto di vino o il sorso di spumante, piuttosto che di limoncello, nelle grandi occasioni, fanno sì che i piccini associno gli alcolici allo stare insieme ed al divertimento. «Non significa affatto - commenta Vincenzo Balestra, direttore del Sert vicentino - che questi bambini diventeranno alcolisti, ma certamente esiste il rischio che da adolescenti o adulti vivano l’alcol come qualcosa di naturale e comune, da gustare in occasioni di festa ed in compagnia (*). E questo atteggiamento, invece, potrebbe indurre un uso sconsiderato della sostanza».
«L’indagine sull’uso e la conoscenza di sostanze alcoliche nell’infanzia è stata condotta su 185 bambini di terza elementare del distretto sud est vicentino - spiega Mauro Codogno, responsabile del Sert di Noventa - il 70 per cento dei quali afferma di aver assaggiato bevande alcoliche, spesso in più circostanze. Il 62 per cento di loro è rappresentato da maschi. Tra i luoghi del contatto con la bottiglia si contano fondamentalmente tre categorie, seppur sempre strettamente legate alla presenza di genitori o familiari che agevolano l’approccio. Il 67 per cento conosce l’alcol e lo assaggia sporadicamente negli ambienti familiari: a casa, dai nonni o da parenti. Un altro 26 per cento degli assaggi avviene nei ristoranti e nei bar, mentre il rimanente 7 per cento da amici in famiglia».
In testa alla classifica delle iniziazioni infantili all’alcol si colloca il vino (57 per cento), seguito da birra (48 per cento), limoncello (30 per cento), spumante (25 per cento) e grappa (21 per cento). Quest’ultima bevanda è percepita come rischiosa dal 97 per cento dei genitori e dal 99 per cento dei bambini. «Purtroppo, però - aggiunge Codogno - a questa percezione del rischio non corrisponde un’uguale coerenza nel porre divieti». E se a questa tendenza aggiungiamo il fatto che la gran parte dei bambini conosce gli alcolici in famiglia, appare evidente che l’opera di informazione in atto con il progetto Nemo è più che mai indispensabile. «Attraverso questa iniziativa - conclude Codogno - riusciremo a diffondere un po’ di cultura ed a sensibilizzare genitori e famiglie all’educazione ed alla tutela della salute dei figli, affinché almeno in famiglia vengano proposte regole sane di comportamento». Matteo Crestani
 
(*) Nota: il bello è che gli adulti che presentano ai loro piccoli figli la bottiglia in ogni occasione di festa, e che fanno loro assaggiare alcol già quando hanno otto anni, sono spesso quelle stesse persone che si scandalizzano per il fatto che i giovani, quando si divertono insieme, consumano alcol.
Il realtà i ragazzi riproducono quella stessa cultura che hanno appreso dai loro genitori.
Quando non si arriva a promuovere le bevande tra i banchi di scuola, come riporta anche il prossimo articolo….
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Giovedì l’inaugurazione dell’impianto. Fra i banchi si diventa «mastro birraio»
Scuola/ Al «Minuziano» producono la birra
E per gli studenti si aprono nuove prospettive di formazione.
SAN SEVERO Bionda, bruna, rossa, alcolica o senz’alcool: la birra è una bevanda sempre più gradita ai giovani (*). Ne sono consapevoli studenti e docenti dell’Istituto superiore «Minuziano», i quali hanno concretizzato un progetto annunciato da tempo: realizzare una «microbirreria» per diventare «mastro birraio». Per giovedì 19 maggio a partire dalla 10,30 presso la sede della scuola in via Alfieri è programmata la cerimonia d’inaugurazione dell’impianto di microbirrificazione ad uso didattico. L’attrezzatura, necessaria per la produzione di birra artigianale, sarà utilizzata da docenti e studenti del corso di specializzazione di Tecnologie alimentari attivo presso l’Istituto. «Il microbirrificio - spiegano di docenti del corso in Tecnologie alimentari - riproduce in modo fedele un impianto industriale ed è in grado di produrre fino a 100 lt di birra per cotta (ciclo di lavorazione). La sua particolarità è data dalla elevata versatilità che permette di produrre tutte le diverse tipologie di birre, è dotato di un tino di cottura, di un tino di filtrazione, di un Wirpool (sistema di filtrazione per centrifugazione) e di tre tini di fermentazione con termostatazione indipendente». Le motivazioni che hanno indotto il dirigente scolastico, i docenti ed il consiglio d’istituto della scuola a dotare la scuola di un impianto così innovativo per il territorio, sono semplici: istruire gli studenti alla produzione di prodotti alimentari non comuni per il territorio, ma ormai di grandissima diffusione, soprattutto tra le giovani generazione. E la birra è uno di questi. «Lo scopo del corso di Tecnologie alimentari - aggiunge Giuseppe Russi, dirigente scolastico della scuola - è di formare operatori del settore alimentare, preparati sia in campi comuni, come quello enologico, oleario, caseario, che in settori innovativi per la zona. Con quest’iniziativa, infatti, ci proponiamo di esplorare, insieme agli studenti, campi ancora poco conosciuti nel nostro territorio e favorire la creazione di nuove professioni. Infatti, la figura professionale di «mastro birraio», è nuova per il territorio e si integra alla perfezione con la produzione agricola locale basata prevalentemente su orzo, grano e altri cereali». A.C.
 
(*) Nota: la birra è una delle bevande alcoliche più consumate dai giovani.
Se in questa scuola insegnassero agli adolescenti a non indossare il casco in motorino, se in questa scuola producessero cannabis, allora forse (e giustamente) scoppierebbe il finimondo: invece producono alcol, e sembra che sia una cosa normale.
L’alcol è la prima causa di mortalità per i giovani.
L’ADIGE
Val di gresta/lo sport contro il fumo e l´alcol.
Anche l´Ac Val di Gresta ha aderito alla manifestazione - organizzata dalla Federazione Gioco Calcio in collaborazione con l´Assessorato provinciale alla Sanità e l´Intendenza scolastica - contro l´alcool ed il fumo. I ragazzini della categoria pulcini della scuola elementare di Ronzo hanno preparato due cartelli e due striscioni che sono stati portati al centro del campo prima dell´inizio della partita della prima squadra con la capolista Torbole, già vincitrice del campionato di prima divisione. Un´iniziativa e un messaggio per far capire ai ragazzi e ai giovani calciatori i danni che derivano alla salute dal bere e dal fumare.
IL GAZZETTINO (Vicenza)
L’Italia vanta un pericoloso primato europeo: i bambini a undici anni hanno già avuto il primo contatto con le bevande alcoliche
Giovani e alcol, divertimento & sicurezza
Un seminario promosso dal Comune sulle strategie di prevenzione su una problematica a lungo sottovalutata.
Almeno il trenta per cento degli adolescenti ha già maturato esperienze plurime di ubriacatura. E l’Italia vanta in Europa un pericoloso primato:i bambini a undici anni hanno già avuto un contatto con le bevande alcoliche (*). E quanto prima l’alcol viene conosciuto tanto prima possono sorgere problematiche. Insomma, più tardi è meglio. È alle politiche di prevenzione in campo alcologico che è dedicato il seminario promosso di concerto dagli assessorati comunali ai servizi sociali e alle politiche giovanili che si tiene domani - con inizio alle 9 - nella sala anziani del municipio. I lavori - presieduti dal professor Remo Naccarato, fondatore della Società italiana di alcologia, unica società scientifica specificamente destinata allo studio dei problemi derivanti dal consumo dell’alcol a livello fisico, psicologico e sociale - sono dedicati proprio alla fascia giovane di utenza: tra divertimento e sicurezza.
Il fenomeno è allarmante: ogni fine settimana in Italia muoiono oltre quattrocento giovani, di età compresa tra i 15 e i 25 anni, per incidenti correlati all’abuso di bevande alcoliche (**). La conoscenza dell’alcol è una problematica troppo a lungo sottovalutata. Il mondo della scuola, ad esempio, se ne sta accorgendo adesso. Per fortuna (***). E grande disponibilità gli operatori hanno incontrato proprio sui banchi dell’istruzione media, primaria e secondaria: gli studenti dimostrano molta maturità, vorrebbero che queste problematiche fossero conosciute anche dai genitori. Perchè è anche tra le pareti domestiche che sono diffusi usi e consumi: 550 famiglie padovane seguono un programma alcologico, e solo l’anno scorso sono stati 206 i nuclei famigliari diventati nuovi utenti del servizio istituito dall’Usl 16. E sono un’ottantina i minorenni che vivono in famiglie con problemi alcol-correlati(****). Un altro dato preoccupante: dal 4 al 20 per cento degli infortuni sul lavoro è attribuibile all’alcol, che diventa un "rischio aggiuntivo".
Una vita responsabile. Questo lo slogan della campagna di prevenzione. Dall’alcol alla droga il passo è breve. Sono moltissimi i giovani che assumono alcol e cocaina, un miscuglio micidiale che produce cocaetanolo. Obiettivo è aprire un dialogo anche con i giovani che frequentano le piazze, per farli riflettere, fare loro acquisire consapevolezza dei rischi. Ed ecco il "regolo", in cartoncino colorato, che serve a calcolare il tasso alcolico nel sangue. Sarà dispensato proprio al popolo dello spritz. Una unità (un bicchiere di vino, un aperitivo, un cocktail, una lattina di birra) corrisponde a 12 grammi di alcol. Basta un bicchiere a digiuno per raggiungere un tasso di 0,4 grammi di alcol per litro di sangue. Il limite legale per la guida di autoveicoli è di 0,5. Due bicchieri lo fanno abbondantemente superare. Nei primi quattro mesi dell’anno il servizio di alcologia dell’Usl 16 ha eseguito 172 visite specialistiche legate al ritiro di patenti. C’è parecchio su cui meditare. G.Colt.
 
(*) Nota: l’indagine nelle terze elementari del sud est vicentino, descritta in un articolo precedente, dimostra come per la maggior parte dei bambini i primi assaggi avvengano già prima degli otto anni di età.
Ma se davvero volessimo esaminare la prima introduzione di alcol nella vita, questa avviene, nella maggior parte dei casi, prima di compiere un anno di età, attraverso il bere della mamma in gravidanza e in allattamento.
 
(**) Nota: questo dato appare francamente eccessivo, vorrebbe dire ventimila giovani morti ogni anno in Italia di alcol. Nonostante le iniziative di chi promuove alcol già nelle scuole, per fortuna non arriviamo ancora a questi numeri.
 
(***) Nota: il mondo della scuola ha esperienze molto diverse, riguardo all’alcol (vedi note precedenti).
 
(***) Nota: questo dato è evidentemente sottostimato. I minorenni che vivono in famiglie con problemi alcolcorrelati a Padova si contano con l’unità di misura delle migliaia.
IL GAZZETTINO (Padova)
GIORNATA DELL’ARTE
«Lo capiranno? Il problema è che racconti a te stesso: tanto a me non succede. Ma non è vero»
Alcol, droga, incoscienza, velocità eccessiva: bastano cinque minuti per rovinare una vita.
(F.Capp.) «Lo capiranno? Il problema è che racconti a te stesso: tanto a me non succede. Beh, non è vero». A lui è successo. Oscar Borsato aveva vent’anni quando un incidente in moto, avvenuto a 300 metri da casa, gli compromise l’uso delle gambe. Otto mesi di ricovero tra l’Ospedale di Treviso e il Centro di riabilitazione di Castelfranco e la volontà di non arrendersi. Adesso Oscar di anni ne ha 28 e lavora nel comune di Povegnano, nella Marca, fa sport e volontariato, è testimonial di una campagna contro gli incidenti stradali promossa dalla Provincia di Treviso e protagonista di alcuni spot. Domenica la sua esperienza l’ha raccontata lui stesso alla "Giornata dell’arte", l’appuntamento organizzato al parco Brentelle dalla Consulta degli studenti insieme con il Comune per far festa in nome delle più svariate esperienze artistiche - musica, canzoni, graffiti, skate - ma anche per riflettere sulla vita, all’indomani della tragedia che ha colpito le famiglie Tindaci e De Leo. «Io posso ritenermi fortunato perchè sono qui, vivo. Bastano cinque minuti per rovinare tante vite: gli incidenti - ha esordito Oscar, seduto in carrozzina, rivolgendosi alla giovane platea - non sono causati solo da alcol o droga ma anche da disattenzione, stress, stanchezza o incoscienza. Il rischio - ha sottolineato il giovane trevigiano - non è solo del sabato sera ma di tutti i giorni perchè tutti i giorni si ha a che fare con giocattoli sempre più potenti: quanti vanno in moto a cinquanta all’ora o rispettano i limiti di velocità in automobile? I ragazzi non sono stupidi ma a volte utilizzano la macchina, la moto, il motorino come un segno di forza, di virilità anche nei confronti delle donne. Ma questo è un messaggio falso».
Da anni Oscar fa parte del Coordinamento provinciale trevigiano che promuove i diritti dei portatori di handicap e partecipa a molteplici associazioni di volontariato. "Il sociale è la vita stessa, tutto passa attraverso il sociale". Poco distante dal palco dove il giovane parla, il Comune ha posizionato una mercedes incidentata - la stessa che per alcuni giorni è stata esposta nel cortile del liceo classico Tito Livio - accompagnata da una "lettera aperta" con in numeri di quella strage quotidiana che si consuma sulle strada del Veneto e d’Italia e una proposta, chiamata "Autista responsabile": perchè non individuare un giovane che, durante la serata in discoteca, non tocca alcol in modo da farlo diventare l’autista del gruppo? «Andate piano e allacciate le cinture», ammonisce Oscar. E saluta spingendo la sua carrozzella. Avranno capito?.
SUPEREVA.COM
SALUTE: IL VINO ALLUNGA LA VITA, A MARSALA CONVEGNO INTERNAZIONALE.
Roma, 17 mag. (Adnkronos Salute) - Il vino allunga la vita. Qualcosa di piu’ di un luogo comune, secondo i docenti, gli studiosi e i ricercatori di tutto il mondo che si riuniranno venerdi’ presso il Complesso Monumentale San Pietro di Marsala (Trapani), dove avra’ inizio la prima sessione del VII Convegno internazionale ’’Vino e Salute’’. All’iniziativa, organizzata da Aldo Bertelli del Dipartimento di Farmacologia, chemioterapia e tossicologia medica della Facolta’ di Medicina dell’universita’ di Milano, si metteranno in evidenza i benefici degli elementi presenti nel vino, importanti per la salute dell’organismo. ’’Si tratta dei polifenoli e in particolare degli acidi cinnanici - spiega Bertelli in una nota - che, insieme al resveratrolo, aumentano gli effetti benefici del vino a livello cardiovascolare, cerebrale e gastroenterico (*)’’. Al convegno si parlera’ inoltre del binomio dieta e vino nella prevenzione dei tumori e di come la cultura e l’ambiente portino alla scelta dell’alimentazione e del vino. Il congresso di Marsala, dedicato anche al benessere e agli effetti psicologici della bevanda, si inserisce nell’ambito di ’Wine Sicily’: la seconda edizione della mostra dei migliori prodotti siciliani, promossa dalla Provincia regionale di Trapani.
 
(*) Nota: quanti studi su “elementi presenti nel vino” (cinnanici, stilbeni, resveratrolo, quercetina, catechina, cumarine, melatonina, piceatannolo, tirosolo, etilcaffeato…), e su loro presunti effetti benefici per la salute, quanto spazio nei mass media dedicato a questi studi!
Eppure queste sono sostanze presenti solo in piccolissime tracce nel vino.
Questi ricercatori parlano di salute, ma se l’esclusivo interesse di chi organizza questi convegni fosse la salute dei cittadini, non pensate che troverebbero uno spazio anche per discutere dei dimostrati effetti tossici e cancerogeni sull’uomo dell’alcol? L’alcol nel vino è presente in concentrazioni anche centomila volte superiori rispetto al resveratrolo…
Le ricerche sui danni dell’alcol ci sono, numerosissime,ma non hanno la stessa copertura giornalistica e televisiva.
Chissà perché.
CORRIERE ADRIATICO
Domani l’udienza per Fiumani.
ANCONA - Si terrà domani a Montacuto l’udienza di convalida del fermo per Sandro Fiumani, 49 anni, in carcere da tre giorni con l’accusa di lesioni personali gravi per aver picchiato a sangue la moglie Olimpia Andreatini, 44 anni, trovata all’alba di sabato semisvenuta nel letto del suo appartamento di via San Pietro. L’aggressione era avvenuta poco dopo le 5 del mattino. Olimpia, molto conosciuta in città, dove gestisce il Caffè Giordano di corso Mazzini, era stata presa a calci e pugni, riportando un trauma cranico, diverse fratture al costato e tagli sul volto. Sandro Fiumani era ubriaco e i poliziotti della Volante intervenuti nel condominio di via San Pietro l’hanno trovato disteso sul divano. Portato in questura, Fiumani ha confessato tutto ammettendo di aver picchiato la moglie sfigurandole il volto. “Non so ancora il contenuto preciso delle accuse, né se verrò confermato nell’incarico”, diceva ieri sera l’avvocato Marco Casciola, difensore d’ufficio di Fiumani. Domani alle 9, l’appunamento con il gip Pallucchini.
CORRIERE ADRIATICO
Arancia Meccanica al Passetto. Tre feriti
Il racconto: “Erano in sei, ci hanno picchiato senza motivo con sedie e bottiglie”.
ANCONA - Presi a bottigliate in faccia e a seggiolate sul costato. Picchiati senza pietà e soprattutto senza alcun motivo. Tutto ciò è accaduto intorno alle 4 di domenica nella pineta del Passetto, la zona da sempre considerata “fiore all’occhiello” di Ancona. Il bollettino parla di tre giovani finiti all’ospedale con ferite lacero contuse e fratture alle costole e al setto nasale, ridotti in questo modo da sei ragazzi forse originari dell’est. I tre anconetani, insanguinati, hanno poi raggiunto in macchina l’ospedale regionale di Torrette per farsi medicare. Raggiunto al telefono, uno dei feriti, il 38enne Andrea Amadori, racconta quei drammatici momenti. “Ero in compagnia di quattro amici, due ragazzi e due ragazze. Avevamo passato una serata insieme al locale dell’ascensore e stavamo tornando a casa. Eravamo all’altezza del chioschetto del Passetto quando sei ragazzi ci sono venuti incontro - continua Andrea -. Hanno iniziato a fare apprezzamenti alle due nostre amiche. Anche se le parole che usavano erano pesanti, abbiamo capito che questo era comunque solo un pretesto per cercare una rissa e per questo motivo non li abbiamo considerati. Ciò non è servito a niente. All’improvviso siamo stati aggrediti, presi a seggiolate”. Sedie prese dal vicino chiosco. Anche Andrea ha cercato, a mali estremi, di prenderne una per difendersi ma, appena giratosi si è visto venirgli addosso, dritta sulla fronte, una bottiglia di vetro. “Me l’ha lanciata da lontano - riprende -. La bottiglia si è poi rotta e i vetri mi hanno provocato ulteriori tagli in viso”. Il tutto è durato circa dieci minuti. Le due ragazze non sono mai state toccate. Ciò a confermare che le battutine iniziali, rivolte a loro, erano solo il pretesto per cercare una violenta rissa. “Successivamente, i sei ragazzi si sono allontanati - riprende -. Quando hanno parlato ho notato la cadenza tipica dell’est”. Poi, quando l’inferno è finito, la corsa all’ospedale di Torrette. “A me - spiega - hanno messo undici punti di sutura suddivisi in tre ferite. Inoltre, ho una costola rotta. I miei amici sono altrettanto malconci. Uno ha vari acciacchi e gli occhi neri, l’altro ha cinque punti in testa, uno sul naso, un dito rotto e così anche il setto nasale”. Le tre vittime sono andate nel pomeriggio di ieri a fare denuncia ai carabinieri. I sei ragazzi che hanno acceso la rissa camminavano con le bottiglie di vetro in mano. “Lo ricordo perfettamente - fa Andrea -. Forse erano anche ubriachi, non saprei dirlo. Di certo ci hanno attaccato all’improvviso, dal nulla”.
La riflessione è d’obbligo: Ancona città violenta? Di certo i recenti episodi avvenuti lungo le strade cittadine, sia di giorno che di notte, non possono far pensare per il momento a qualcosa di diverso. Alberto Bignami.
CORRIERE ADRIATICO
Dopo la rissa in centro tenta di ricattare gli agenti per evitare grane con la giustizia
L’alcol dà alla testa, nei guai per estorsione.
FABRIANO - Pensava di evitare la denuncia ricattando gli agenti con la minaccia che avrebbe raccontato che i segni sul viso provocati da graffi e pugni erano stati proprio loro a provocarglieli. E così oltre al verbale per ubriachezza molesta - una multa da 102 euro - si è beccato anche una doppia denuncia. Il suo nome è finito sui verbali della polizia con l’accusa di tentata estorsione e minacce a pubblico ufficiale. E tutto a causa dell’alcol. Una piaga che non si riesce ad arginare. Un fenomeno che preoccupa non poco e che nei weekend costringe poliziotti e carabinieri ad intensificare i controlli.
Denunciato, dunque, per minaccia e tentata estorsione a pubblico ufficiale. E’ accaduto a B. B., tunisino di 25 anni, residente a Fabriano, dove lavora da tempo, e in regola con il permesso di soggiorno. L’extracomunitario è stato denunciato anche per disturbo al riposo delle persone e contravvenzionato per ubriachezza. Per questi ultimi motivi, la denuncia e la contravvenzione ha riguardato pure S. H., 30 anni, anche lui tunisino e in regola con il permesso di soggiorno. L’episodio ha avuto luogo nella notte fra sabato e domenica. Erano circa le una, quando al commissariato di polizia è giunta una segnalazione di schiamazzi notturni in viale Zonghi. Una volante si è diretta immediatamente sul posto, dove ha trovato i due tunisini che stavano litigando fra di loro, facendo molto chiasso.
Gli agenti hanno tentato di calmarli, ma B. B., temendo una contravvenzione per ubriachezza, si è improvvisamente buttato per terra ed ha cominciato a procurarsi delle escoriazioni, dicendo che se gli fosse stato fatto il verbale per ubriachezza, avrebbe detto che erano stati loro a ferirlo. I verbali, naturalmente, sono stati fatti lo stesso con tanto di denuncia per disturbo alla quiete pubblica e contravvenzione per ubriachezza, ma B. B. è stato denunciato pure per tentativo di estorsione.
Diverse denunce in pochi giorni e tutte dipese dall’abuso di alcol. Ma anche schiamazzi e comportamenti irrispettosi che disturbano il riposo fino a ricorrere agli esposti che di questi tempi non si contano più negli uffici del commissariato. E’ in aumento il fenomeno di chi alza troppo il gomito nel weekend fino a perdere lucidità e provocare risse e litigi, oppure incidenti che mettono a rischio la sicurezza degli altri automobilisti. E’ l’allarme lanciato dalla polizia che dal suo osservatorio tutto speciale riferisce di un fenomeno dilagante e delle denunce a raffica. Ma si alza troppo il gomito anche nelle altre serate della settimana ora che la città è in ferie.
Nei giorni scorsi gli agenti sono dovuti intervenire in un bar della periferia dove due stranieri avevano bevuto così tanta birra da perdere ogni lucidità. Ma sono frequenti anche risse e liti collegati appunto all’abuso di alcol. Il commissariato fabrianese ha segnalato come sia in aumento il fenomeno delle risse nel fine settimana, legato prevalentemente alla forte presenza di lavoratori interinali, tanto che soltanto nelle ultime tre settimane sono state quindici le persone denunciate per tale motivo. Un fenomeno dilagante e che preoccupa operatori e forze dell’ordine. Luca Animobono.
ASAPS.IT
Francia, calano morti, feriti e incidenti. E mentre tanti parlano, i nostri vicini sono divenuti uno degli stati più sicuri al mondo. Alcol, velocità, e incidenti ai tir continuamente in calo
È invece strage di motociclisti  di Lorenzo Borselli.
(ASAPS) PARIGI – È un tasso in forte decrescita, quello della sinistrosità francese, tanto da spingere il governo di Raffarin a rivolgere un inedito appello agli automobilisti, quello “di continuare così”. L’esecutivo ha reso noto i più che lusinghieri dati del bollettino, che per la terza volta consecutiva sono preceduti da un confortante segno meno. “Da 35 mesi, continuiamo a registrare continui miglioramenti – ha dichiarato orgoglioso il ministro dei trasporti Gilles De Robien – e il numero delle vittime della strada, ad eccezione dei soli mesi di settembre 2004 e di marzo 2005 (sulla cui controtendenza hanno inciso alcuni eventi plurimortali, ndr)”. L’orgoglio è tanto, e il dettaglio della statistica conferma che gli impegni assunti e ribaditi a suon di campagne medianiche e di giri di vite da parte dei severi gendarmi e degli agenti di polizia nazionale e locale, hanno dato i risultati sperati, proprio in quei segmenti più temuti: i morti per incidenti legati ad alcol e velocità, sono in netta diminuzione. Complessivamente, nel 2004, sono morte 5.232 persone, l’8,7% in meno rispetto all’annata precedente, mentre i feriti sono stati 108.727, cifra che ha fatto segnare il -6,2%. In Francia, rispetto all’Italia, esiste una voce statistica che tiene il conto anche dei feriti gravi, la cui diminuzione è ancora più netta, -9,2%, ma è con il numero complessivo degli incidenti con lesioni (morti e feriti) che il cerchio si chiude: 85.390, che ne abbassano il tetto del 5,4%. “In tre anni – ha sottolineato De Robien – siamo stati in grado di salvare più di 5mila vite umane. Merito nostro, certo, ma anche degli automobilisti francesi, che hanno dimostrato condivisione alle nostre iniziative ed un comportamento sempre più responsabile. Se i nostri conducenti continueranno a comportarsi così, potremo scendere sotto la soglia delle 5mila vittime entro la fine di quest’anno”. E questo significa che la Francia è già praticamente uno dei tre paesi europei in cui la strada è più sicura, insidiando ormai da vicino la Gran Bretagna. Da mesi, ormai, l’Asaps segue le vicende dei nostri partner europei, e abbiamo segnalato da tempo le numerose campagne portate avanti in Eurolandia. Quelle francesi, sono sempre state concentrate nella lotta alla guida in stato di ebbrezza ed alla velocità eccessiva, tanto i punti neri sono stati difesi con massicce installazioni di postazioni radar automatiche. Dovremo aspettare invece ancora qualche settimana per conoscere i risultati degli sforzi pubblicitari e informativi sull’uso delle cinture di sicurezza, al centro di una serie di spot che ne ha consigliato “vivamente” l’uso anche ai passeggeri posteriori. Vediamo prima di tutti alcuni particolari. Come abbiamo già evidenziato, l’alcol è uno dei punti d’orgoglio della politica del primo ministro: gli incidenti legati all’assunzione di bevande alcoliche, infatti, sono scesi del 38%, (*) cifra fotocopia anche del decremento di eventi legati alla velocità. Sulle strade nazionali e sulle autostrade, i controlli si sono letteralmente moltiplicati, tanto che sulle arterie a 4 corsie la mortalità del 2004 è scesa del 27,5%. Il riflesso sui veicoli commerciali è ancor più evidente, con un abbassamento delle vittime in eventi concomitanti alla presenza di tir del 25,2%. Un dato incredibile, che non ha uguali in Europa, ma che non è ancora completo: anche tra gli automobilisti, quelli al volante dei normali automobili, la percentuale di sopravvivenza aumenta, con un calo della mortalità del 23%. Stona, invece, la situazione dei centauri e quella dei patentati più giovani (18-24 anni di età), definita “preoccupante” dal ministro. La mortalità nelle due categorie di utenti, è infatti cresciuta dello 0,1 e dello 0,7%. Un’analisi superficiale, o quantomeno erroneamente ottimistica, indurrebbe a ritenere il dato stagnante, o stazionario. In realtà, dal ministero dicono che c’è davvero poco da scherzare, visto il rapporto che c’è tra l’effettiva percorrenza chilometrica media dei centauri ed il loro pesante tributo di sangue all’asfalto: un’intuizione che anche ASAPS sta ripetendo ormai da anni, ogni lunedì mattina. In Francia, infatti, le due ruote non incidono più dello 0,8% sul volume di traffico, ma sono invece ben presenti nella graduatoria nera con il 14,5% delle vittime. Molti degli amanti del manubrio, poi, sono proprio quei giovani nella fascia d’età compresa tra i 18 ed i 24 anni, che nei fine settimana fanno segnare gli indici di mortalità più elevati: il 41% contro il 33% del resto della popolazione. La notte, poi, il rischio aumenta fino al 56%, contro il 40% dei conducenti più anziani. “Su questi soggetti – dice De Robien – dovremo davvero lavorare parecchio. Dovremo puntare su una maggior formazione, prevenire e in egual misura reprimere”. Senza dormire troppo sugli allori, ha subito annunciato la consolidazione delle misure già intraprese (alcol e velocità) e la messa in opera di un nuovo programma che entrerà in azione al prossimo rientro scolastico di settembre, dedicato proprio alle dueruote. Interessante, in modo particolare, quello già messo a punto e chiamato “spostamento di prossimità”, che prende spunto da un’inquietante analisi statistica: tantissimi incidenti si verificano nel raggio di 2 o 3 chilometri dalla residenza della vittima. “Abbiamo rilevato una forma di rilassamento – dice il Ministro – ed abbiamo studiato un sistema per tenere alta l’attenzione di chi è al volante o in sella”. (ASAPS).
 
(*) Nota: in Francia ogni anno 8.600.000 rilevazioni con etilometro, in Italia 240.000.
Quando cominceremo anche in Italia a fare alcoltest a tappeto (anche mediante precursori), e magari non solo di sabato notte, otterremo risultati come i francesi: si tratta di salvare migliaia di persone ogni anno, dalla morte o da invalidità permanenti.
Tutti dobbiamo chiedere che venga dato appoggio e sostegno alle forze dell’ordine in questo importantissimo lavoro, nel nome della difesa della vita e della salute dei cittadini.
A volte viene da pensare che in Italia si anteponga la difesa della vite alla difesa della vita.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Lucera Racimolavano soldi come lavavetri ai semafori. L’identificazione a tempo di record
Preso l’omicida del polacco
E’ un connazionale, recuperata anche l’arma, una spranga «Ero stanco di essere taglieggiato». Storia di antichi dissapori.
LUCERA Una serie di litigi e di soprusi sarebbero alla base del movente dell’omicidio di Jarzyna Czelaw, il polacco di 40 anni, il cui cadavere è stato trovato domenica mattina in un casolare abbandonato alla periferia di Lucera, in località Valle Cruste, sulla strada Appulo Sannitica. Gli agenti del commissariato del centro federiciano e i colleghi della squadra mobile di Foggia, coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale della cittadina federiciana hanno individuato il presunto assassino: è un connazionale della vittima, Zbigniew Lewandowsky, di 36 anni, senza fissa dimora. Il polacco è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria emesso dal sostituto procuratore del tribunale di Lucera, Santina Lionelli. Ieri mattina una pattuglia della polizia era stata allertata da alcuni polacchi che dichiaravano che nel casolare dove di solito dormivano un loro amico era morto. Nel corso degli interrogatori degli agenti, i tre polacchi avevano dichiarato che la notte precedente avevano visto due cittadini russi entrare nel casolare abbandonato, dando a loro la colpa dell’omicidio. Questa tesi non ha convinto del tutto gli investigatori che dopo diverse indagini e dopo aver controllato tutta la zona circostante il casolare in un pozzo, grazie anche all’intervento dei vigili del fuoco, hanno recuperato l’arma utilizzata per l’omicidio: una mazza in ferro. Dopo qualche ora il presunto assassino è crollato e ha raccontato quanto accaduto. Sembra che la vittima fosse una sorta di «caporale» che raccoglieva tutti i soldi che i tre racimolavano lavorando ai semafori come lavavetri anche in altre zone fuori la provincia di Foggia. Sabato sera il presunto assassino, dopo essere stato cacciato dal casolare della vittima, perchè accusato di non lavorare e di non portare soldi al gruppo, era tornato di nascosto nell’edificio per dormire. Scoperto è stato aggredito da Czelaw, che lo ha minacciato nuovamente. Allora il presunto omicida ha preso la mazza in ferro è ha colpito due volte il connazionale, che è caduto sul letto. Soltanto il giorno dopo quando i polacchi «tra cui anche l’accusato, si sono svegliati, dopo l’ennesima serata a base di alcool, si sono resi conto dell’avvenuto omicidio.
ASAPS.IT
Modena, agenti della Polizia Municipale salvano un uomo caduto nel laghetto del parco.
Era ubriaco fradicio.
(ASAPS) MODENA – Vestito, ma barcollante, si è gettato nel laghetto del parco Amendola, farfugliando di doversi tuffare per cercare il borsello che gli era caduto. Era ubriaco fradicio, però, e quella bravata da ciucco poteva costargli cara. Sul posto, sono giunti gli agenti della Polizia Municipale, che sono riusciti a tirare in secca il 56enne, senza troppi danni, accompagnato poi al pronto soccorso dove è stato ricoverato per etilismo acuto. Quando gli agenti sono arrivati, alcuni pescatori avevano già afferrato l’ubriacone, ma l’intervento dei caschi bianchi è stato risolutivo. Una giornata particolare, per i colleghi, che si erano già misurati con un’altra stranezza: ignoti, avevano infatti rubato un autobus, e dopo averci fatto un giretto lo avevano abbandonato. (ASAPS).
IL SECOLO XIX
«Vandali, giù le mani dal tunnel»
Brutta sorpresa per i 140 bambini della scuola Astengo che ieri dovevano abbellirlo con murales e ceramiche
Appello degli scolari per il sottopasso di corso Tardy e Benech I lavori di pulizia, costati 4 mila euro, erano finiti da tre giorni.
Dici graffiti e pensi a Basquiat, il genio che di un apprendistato underground ha fatto un’arte eccelsa. «Ecco, il nostro non è esattamente il caso di Basquiat». Giorgio Amico, direttore didattico delle Fornaci, è un uomo colto, tollerante ed aperto. Ma, ieri mattina, ha davvero perso la pazienza di fronte allo "spettacolo" che ha accolto i piccoli delle Astengo nel sottopasso di corso Tardy e Benech. Dovevano dipingerlo con murales e a fissare dei pannelli di ceramica che avevano preparato a scuola. Venerdì avevano finito di ripulirlo. Ma i vandali sono tornati in azione tra sabato e domenica. Ora, i 140 bambini delle classi terze, quarte e quinti coinvolti nel progetto lanciano un appello: «Graffitari, per favore, lasciateci lavorare. Non veniteci più a disturbare». Hai un bel parlare, ai bambini, di sicurezza e di senso civico, di senso della comunità, di lotta al degrado urbano, se poi il segnale che mandano i "grandi"è di non rispettare il loro lavoro. Eppure, il Comune, per quel sottopasso, ha stanziato la bellezza di 4 mila euro: quel che serviva per sistemarlo e restituirlo all’onor del mondo. La ristrutturazione era finita giusto venerdì: appena in tempo per consegnare il sottopasso ieri mattina ai bambini delle Astengo. Ma sono bastate appena due notti, quella tra venerdì e sabato e quella tra sabato e domenica, perché i soliti ignoti tornassero nel tunnel, lo sporcassero, lasciassero i resti di banchetti a base di birra e superalcolici e lo "dipingessero" di nuovo con i loro graffiti. Il bello è che il sottopasso è chiuso da un cancello e le chiavi erano state consegnate alla scuola: «Ma, probabilmente, la catenella di chiusura è stata forzata», racconta il direttore didattico. La sistemazione del sottopasso è solo l’ultima parte di un progetto sul recupero dei percorsi a piedi tra casa e scuola che la direzione didattica delle Fornaci sta portando avanti da due anni. In quest’ambito il tunnel era stata individuato come uno dei "nodi" nevralgici da rendere sicuro, ma anche esteticamente gradevole. Il Comune ha fatto la sua parte, anziani e genitori la loro: «Le famiglie dei bambini hanno ripulito e ridipinto le cancellate - dice ancora Amico - Il Comune ha stanziato 4 mila euro. C’era di tutto, lì dentro, sulla pareti e sul travertino. Sporcizia di ogni genere e scritte: non Basquiat, appunto, ma scritte porno e le solite sigle». Tutto era stato ripulito: ma non avevano fatto i conti, gli adulti di buona volontà, con i vandali tornati subito in azione: loro, in servizio permanente effettivo. Antonella Granero.
IL TEMPO.IT
Cocaina, hascish e alcol.
di CLEMENTE PISTILLI SABAUDIA — Cocaina, hascisc e alcol. Avevano già alzato abbondantemente il gomito due studenti di Sezze, diretti ad una festa di compleanno sul lungomare della «città delle dune», quando sono stati bloccati dai forestali della stazione di Fogliano, a cui non è sfuggita quell’auto che nella notte sfrecciava zigzagando sulla lungomare. Per il conducente è scattata la denuncia alla Procura, per il passeggero soltanto una segnalazione al prefetto. I due sono stati fermati l’altra sera nei pressi di Caterattino. Alla vista degli investigatori di pattuglia il passeggero della Ford Fiesta aveva buttato dal finestrino un involucro, nel quale è stato poi trovato mezzo grammo di cocaina. In un vano portaoggetti è poi saltato fuori un grammo di hascisc. Tanto il conducente dell’auto, A.C., che il passeggero, C.F., entrambi 19enne ed entrambi di Sezze, erano ubriachi e sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale «Santa Maria Goretti». Il conducente è stato denunciato alla Procura per guida in stato di ebbrezza, gli è stata ritirata la patente e tolti dalla stessa 20 punti. Entrambi inoltre, per la droga, sono stati segnalati alla Prefettura.
IL MESSAGGERO (Umbria)
Un processo su quattro per le liti in famiglia
Di Umberto Maiorca.
Per molte donne la famiglia è un luogo pericoloso. È proprio all’interno del nucleo familiare che avvengono gran parte dei casi di violenza: secondo i dati della Procura 1 fascicolo su 4, infatti, riguarda le violenze tra fidanzati, coniugi e parenti. Nel 70 per cento dei casi trattati dai servizi sociali e dalle forze dell’ordine, inoltre, risulta che le violenze sono perpetrate da coniugi, conviventi o fidanzati, molto spesso diventati ex proprio per il carattere violento. Il 67 per cento delle vittime, ha subito violenze di vario genere dal partner, nel 9,5 per cento da altri familiari.
In genere fanno scalpore i casi più violenti, come i 4 omicidi passionali verificatisi in Umbria nel 2003. Tra questi l’efferato delitto di Roberta Antiochia, che era andata a Roma per riprendere possesso di un appartamento di sua proprietà, occupato dall’ex marito. Una volta fatta entrare la donna, l’uomo non ha esitato a freddarla, davanti a due agenti e polizia e un ufficiale giudiziario.
Alcune settimane fa, invece, è stato condannato a 30 anni di reclusione Lorenzo Bitini. La vigilia di Natale di due anni fa, il giovane, non riuscendo ad accettare il fatto che la fidanzata avesse troncato il rapporto si presentava sotto casa, per portarle un regalo. All’ultimo rifiuto, però, ha estratto la pistola e le ha scaricato addosso un caricatore intero.
A fronte di questi casi giunti all’estremo, nelle aule di giustizia passano anche tante altre storie di violenza, con 250 persone indagate per lesioni; 150 per percosse; 30 per violazione degli obblighi familiari; 25 per "generici" maltrattamenti in famiglia. Gli autori della violenza, vengono definiti "normali" nell’86,8 per cento dei casi; seguono gli etilisti intorno al 5,3% (*), gli affetti da disagi psichici (4%) e i tossicodipendenti (3,6%).
Droga e incomprensioni, sono alla base dell’aggressione di un uomo, difeso dall’avvocato Michela Ulli, a danno della moglie e della cognata, che vive al piano inferiore. Le due donne, si trovavano nell’appartamento al piano di sotto. Secondo l’uomo, però, facevano troppo rumore. Così è sceso e ha iniziato ad urlare. Le due donne, impaurite, non hanno aperto; e lui ha sfondato la porta, è entrato e ha picchiato entrambe le signore. Le quali hanno cercato di chiamare la polizia, ma lui ha distrutto i cellulari, il telefono di casa e buona parte del mobilio. Alla fine è stato denunciato.
La fine di una storia d’amore, invece, si è rivelata un incubo per una professionista perugina, picchiata e ricattata dall’ex.
Lui si era dichiarato pittore, scultore, artista, affascinando subito la donna; ma con il tempo si era rivelato solo uno scansafatiche. Così quando la donna ha capito come andavano le cose lo ha cacciato di casa; ma lui si è mostrato violento, ha bruciato i libri, le lettere personali e la documentazione fiscale della professionista e le ha chiesto 50mila euro per non rivelare “segreti inconfessabili”. Siccome la donna non aveva nulla da nascondere, lo ha denunciato e l’uomo, difeso dall’avvocato Ciurnelli, è sotto processo per estorsione, danneggiamento e ingiurie. La signora si è costituita parte civile con l’avvocato D’Acunto.
 
(*) Nota: così come per gli incidenti stradali, anche per gli episodi di violenza alcolcorrelati solo una parte sono legati ad “alcolisti”: perlopiù si tratta di conseguenze a bere occasionale, in persone che non si possono considerare dipendenti da alcol.
Così, se il 5,3% delle violenze domestiche è legato all’alcolismo, certamente molti altri sono legati all’alcol.
LA PROVINCIA DI SONDRIO
Arrestato a Dizzasco Fugge dopo l’incidente Patteggia quattro mesi.
DIZZASCO - Domenica pomeriggio è scappato a piedi dopo un incidente frontale fra la sua auto e quella con a bordo due ragazzi ma la fuga è durata poche ore. Fabio Magretti, 39 anni di Dizzasco, è stato rintracciato dai carabinieri del nucleo radiomobile di Menaggio che lo hanno arrestato per omissioni di soccorso, fuga e guida in stato di ebbrezza. Magretti è stato giudicato ieri mattina con rito direttissimo al tribunale di Como e ha patteggiato una pena di 4 mesi e 20 giorni, poi convertita in un’ammenda. I due ragazzi che si trovavano a bordo dell’altra auto coinvolta nell’incidente sulla provinciale a Dizzasco hanno riportato ferite lievi, giudicate guaribili in 5 giorni.
LA PROVINCIA DI SONDRIO
Villa: aumentano i controlli contro vandalismi e incidenti.
villa di chiavenna(d.p.) Villa di Chiavenna ratifica l’accordo con per il servizio associato di Polizia Locale. Il consiglio comunale tenutosi giovedì sera ha affrontato diversi punti all’ordine del giorno, i più importanti dei quali sono stati la prima variazione al bilancio di previsione per l’anno in corso e, appunto, l’accordo con Chiavenna, Mese, Gordona, Prata Camportaccio e San Giacomo Filippo per la vigilanza unica in base al progetto varato lo scorso anno e rinnovato, con alcune sostanziali novità nelle scorse settimane. Il nuovo accordo prevede impegni precisi per quanto riguarda il controllo del territorio, con un aumento dei servizi notturni contro i vandalismi e un maggiore impegno sul fronte della prevenzione degli incidenti dovuti all’abuso di alcool. Il consiglio guidato dal sindaco Silvana Snider ha approvato due piani di recupero di iniziativa presentati da privati e la variante al piano regolatore comunale per la realizzazione della strada comunale denominata “Quartino”. Il consiglio si è concluso con l’approvazione di un’al
Mercoledì, 18 Maggio 2005
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