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Rassegna stampa alcol e guida del 28 giugno 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


L’ADIGE
LETTERE AL DIRETTORE
Fiumi di alcol salute a mare.

Nuovi fiumi in Trentino, oltre all´Adige. Dai titoli dei giornali: «Fiumi di vino» a Riva del Garda, «fiumi di birra» praticamente in tutte le feste, le sagre ecc.: e spesso con la presenza, il patrocinio, la sponsorizzazione degli amministratori pubblici, che dovrebbero avere a cuore il benessere delle loro comunità. Alcol alcol alcol... e con questo caldo! A quando maggiore attenzione alla salute pubblica, invece che al tornaconto economico dei produttori e dei venditori di sostanze alcoliche?

IL RESTO DEL CARLINO (Reggio Emilia)
L’appello antialcol della Mariani (Vittime della Strada) induce al ripensamento i fautori della Kermesse di Cerese
Birra cancellata dalla festa
Sarà eliminato dalla titolazione il riferimento alla bevanda
“Iniziativa lodevole”
Il CPS di Reggio sta con Mamma coraggio
“Troppe Associazioni sedotte dai fondi danno egide morali”.
L’invito lanciato dall’Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada inizia a trovare adesioni.
Nei giorni scorsi la coordinatrice dell’Associazione, la reggiana Carla Maria Portioli, di Luzzara, aveva proposto di togliere ogni riferimento a sostanze alcoliche dai nomi delle feste. Dunque niente più feste della birra o della sangria, ma altre denominazioni come segno di sensibilizzazione a favore della lotta contro l’abuso di alcol, causa di tante tragedie della strada. “Siamo davvero soddisfatti – dice ora Carla Mariani Portioli – della decisione degli organizzatori della festa di Cerese, nel Mantovano, che dal prossimo agosto non avrà più la birra nella sua denominazione. Pensiamo che sia stato lodevole e coraggioso essere andati controcorrente, decidendo di eliminare quel riferimento all’alcol. La decisione di questi ragazzi, organizzatori dell’iniziativa, è un passaggio culturale estremamente importante”. Di feste della birra, senza il nome della bevanda, ne esistono: come Riomania di Rio Saliceto, di inizio di giugno. Ma ne esistono altre che mantengono la denominazione contestata dall’Associazione anti incidenti, con qualche caso in cui la variazione richiesta non viene presa affatto in considerazione nella convinzione che la parola “birra” possa essere letta anche come un’occasione per stare in compagnia. Intanto la tesi dell’Associazione Vittime della Strada trova d’accordo il Centro di prevenzione sociale (Cps) di Reggio: “Le feste alcoliche – dicono i responsabili – sono spesso promozione agli abusi e alle conseguenze correlate. E resta l’amarezza di fronte a tante benemerite associazioni di volontariato che “sedotte” dagli utili a loro versati, si prestano a coprire moralmente simili iniziative”.

IL MESSAGGERO
IPOTIZZATE RESPONSABILITA’ PER L’ANNEGAMENTO
Ragazzo morto, due indagatI
La tragedia di Campo di Mare causata dall’abuso di alcol

E’ l’abuso di alcol, a quanto emerge dalle indagini dei carabinieri, alla base della tragedia che l’altra notte, sul litorale di Cerveteri, è costata la vita a Tobias Gierczakwski, il diciannovenne polacco il cui cadavere, avvistato da un sub a circa trenta metri dalla riva, è stato recuperato domenica mattina davanti alla spiaggia libera di Campo di Mare.
La conferma della morte accidentale dei giovane è giunta dall’autopsia effettuata ieri dal medico legale Gino Saladini presso l’obitorio dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia. L’esame autoptico ha fugato i dubbi circa l’ipotesi di un’eventuale azione violenta: i tagli trovati sul corpo di Tobias Gierczakwski sarebbero infatti ferite provocate dall’urto contro gli scogli ed i fondali dopo l’annegamento. Decesso per affogamento, quindi: una disgrazia, però, alla quale ha quasi certamente contribuito lo stordimento causato dall’eccessivo consumo di vino e birra, mescolati con psicofarmaci. La conferma, purtroppo, di come il diciannovenne fosse un ragazzo difficile, sovente fermato dai carabinieri di Campo di Mare per ubriachezza, travolto forse dalla lontananza da casa, da lavori sempre precari e dall’essere cresciuto troppo in fretta.
Sulla drammatica vicenda, però, il sipario non è ancora calato definitivamente. La Procura della repubblica di Civitavecchia ha deciso di aprire un’inchiesta sulle circostanze che hanno preceduto l’incidente e sembra siano già stati inviati avvisi di garanzia nei confronti di due componenti il folto gruppo di ragazzi che ha partecipato alla festa in spiaggia, ipotizzando il reato di abbandono di incapace. Dagli interrogatori effettuati dai carabinieri è infatti emerso che Tobias Gierczakwski era stato fermato un paio di volte dai suoi amici mentre tentava di tuffarsi in mare durante il festino notturno in cui sarebbe stata consumata una grande quantità di birra e di vino. Poi all’alba, forse vinti anche loro dallo stato di profonda ubriachezza, tutti i ragazzi polacchi se ne sarebbero tornati a casa, lasciando Tobias da solo sulla spiaggia. Abbandonato ed in preda ad un micidiale cocktail di alcool e psicofarmaci, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ragazzo si sarebbe tuffato tra le onde non trovando poi la forza di tornare a riva e affogando per una congestione, senza che nessuno lo vedesse e potesse portargli aiuto.
Proprio queste circostanze avrebbero indotto il magistrato di Civitavecchia a formalizzare le accuse.
IL TEMPO
Polacco ubriaco uccide donna su bici. Preso
Ogni anno gli incidenti stradali provocano in Italia ottomila vittime e 20 mila disabili
Tragedia alle porte della Capitale. Lo straniero si è dato alla fuga dopo aver travolto la ciclista.
ALLA guida di una Ford Fiesta ha investito e ucciso una donna di 31 anni su una bicicletta. L’incidente è avvenuto intorno alle 20,30 ad Aranova, nel territorio comunale di Fiumicino, sulla strada complanare che corre parallela alla statale Aurelia. Paola Carta, 31 anni, era in sella alla sua bicicletta, quando è stata urtata frontalmente dall’auto, che procedeva nell’opposto senso di marcia. Secondo alcuni testimoni, la Fiesta si è improvvisamente spostata sulla sinistra e dopo aver urtato di striscio un muro, si è schiantata contro la bicicletta, trascinandola per più di 20 metri. Il conducente si è subito allontanato a forte velocità, senza neppure scendere per rendersi conto delle condizioni della giovane ciclista. La dinamica non fa escludere che l’investitore fosse ubriaco. Paola Carta, ricoverata in gravissime condizioni all’Aurelia Hospital, è deceduta poco dopo mezzanotte. Il «pirata» è stato rintracciato e arrestato ieri pomeriggio. È un polacco di 40 anni, Adam Milewski, ubriaco al momento dell’incidente. L’ uomo, residente a Passoscuro, è accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso. Interrogato, Adam Milewski ha dichiarato di non ricordare quasi nulla dell’incidente perchè quando è avvenuto era ubriaco. L’auto era stata notata in mattinata da una pattuglia dell’Arma della stazione di Passoscuro. Era parcheggiata in un’area di sosta della località di mare con la parte anteriore nascosta sotto la folta vegetazione che delimita il grosso spiazzo destinato al parcheggio. Ai militari è bastato avvicinarsi per non avere più dubbi: la Fiesta presentava infatti evidenti segni di urto nella parte anteriore ed aveva il parabrezza frantumato. Dalla targa i carabinieri sono poi risaliti al proprietario. Gli incidenti stradali nel nostro Paese provocano ben 8mila decessi in un anno, per una media di 22 morti in un solo giorno, 170mila ricoveri ospedalieri e 600mila prestazioni di pronto soccorso. E poi, i disabili permanenti, almeno 20mila in dodici mesi. Le stragi sull’asfalto che rimangono la prima causa di morte tra gli uomini sotto i quarant’anni. Le autostrade e le strade italiane sono percorse da una lunghissima scia di sangue. E sull’asfalto rimangono sempre più spesso giovani e giovanissimi. Una perdita enorme per il Paese. Senza contare i costi sociali ed economici: il gran numero di persone che subiscono lesioni più o meno gravi in seguito ad incidenti stradali rimangono legati all’assistenza e alla riabilitazione. Nonostante il calo di vittime dello scorso anno, dopo l’inserimento della nuova patente a punti i numeri della tragedia rimangono da brivido.
LA PROVINCIA DI SONDRIO
Indagini alle battute finali
Presunto stupro, morbegnese denunciato
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Morbegno C’è anche un morbegnese tra le tre persone denunciate per il presunto caso di stupro ai danni di una ragazza di 16 anni su una spiaggia di Dervio. Si tratta di un ragazzo di vent’anni. Con lui altri due giovani, entrambi residenti a Colico. Nella vicenda sarebbe coinvolta anche un’altra persona - ancora una volta un ragazzo valtellinese - nei cui confronti non risulta però sia stato preso alcun provvedimento. Potrebbe aver fatto da palo mentre si consumava la violenza che gli altri tre avrebbero perpetrato a turno. Le indagini sulla vicenda sarebbero alle battute finali. Tutto sarebbe successo all’inizio dello scorso mese di marzo su una spiaggia di Dervio. L’episodio era stato denunciato da una studentessa di soli sedici anni allontanatasi da una discoteca di Colico assieme a quattro giovani che conosceva appena. Buona parte dei protagonisti dell’accaduto, ora al vaglio della magistratura, sarebbero stati sotto l’effetto di bevande alcoliche e le versioni sono del tutto contrastanti. Al punto che, analizzati i vari aspetti della delicata vicenda, la magistratura non è andata per il momento oltre una serie di denunce a piede libero. Le versioni sono contrastanti. I giovani, pur non negando l’incontro e l’allontanamento con la giovane, sosterrebbero di non aver usato violenza come ha fatto sapere l’avvocato Michele Cervati che tutela gli interessi degli indagati. Non si esclude nemmeno una contro denuncia per calunnia da parte dei denunciati. All’uscita dalla discoteca il gruppo si sarebbe allontanato, raggiungendo una spiaggia e lì sarebbe avvenuto l’episodio ora da chiarire in prima battuta attraverso il vaglio dell’udienza preliminare. Sulla base delle indagini svolte dalla polizia e della visita alla quale a suo tempo venne sottoposta la sedicenne, rivoltasi all’ufficio dei minori, sono scattate via via le denunce ma non provvedimenti restrittivi. Alla versione della giovane, fa per il momento da contrasto quella fornita dagli accusati restati a piede libero. L’udienza preliminare a porte chiuse per il primo esame degli atti in possesso del pm potrebbe tenersi alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno.
IL SECOLO XIX
Un orologio incastra i violentatori
L’AGGRESSIONE DI SAMPIERDARENA Sono stati individuati dai carabinieri e denunciati per violenza sessuale e rapina
Due ecuadoriani nei guai. Uno è minorenne.
Un orologio ha dissolto ogni dubbio sull’identità dei due giovani, di 22 e 17 anni, accusati dello stupro di Sampierdarena, la violenza sessuale sulla ragazza ecuadoriana avvicinata all’interno di una discoteca, fatta bere e poi aggredita in un’automobile. Lo "Swatch", che apparteneva alla vittima, le era stato sfilato da uno dei due connazionali nel corpo a corpo, in macchina. I carabinieri della compagnia e della stazione di Sampierdarena, coordinati dal tenente Luciano Passera, lo hanno trovato durante la perquisizione dell’abitazione di uno dei due giovani, il maggiorenne. E così il sospetto si è trasformato in una denuncia per violenza sessuale in concorso, formalizzata ieri mattina dai militari al termine di un’indagine fulminea.
La cortina di riserbo che da subito aveva avvolto l’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Pier Carlo Di Gennaro, si è diradata un po’. E così sono apparsi in modo più nitido i contorni dell’intera vicenda, rivelata dal Secolo XIX nei dettagli essenziali sabato. Una storia di brutalità che ha riportato l’attenzione su un quartiere, quello di Sampierdarena, nel quale la percezione di sicurezza degli abitanti non sempre premia gli sforzi di carabinieri e polizia. Mentre da una parte vengono sgominate organizzazioni criminali come quelle che vivono e prosperano nell’ombra dei night, come le bande di ladri rumeni e di rapinatori albanesi; dall’altra continui episodi di violenza assediano la vita quotidiana del quartiere. Succede in tutta la città, ma Sampierdarena è un quartiere simbolo, più effervescente di quanto non sia più il centro storico. Tra piazza Montano e Fiumara, tra Campi e Rivarolo, la comunità ecuadoriana e quella orientale stanno soppiantando il nucleo degli abitanti italiani, con tutti i problemi che ciò comporta sotto ogni profilo.
In questo contesto si inserisce lo stupro della ragazza sudamericana, una vicenda a suo modo diversa dalle violenze sessuali di Milano, Bologna e Chiavari che hanno fatto salire la tensione a livello nazionale. Qui a Sampierdarena siamo all’uscita di una discoteca. È il 16 giugno. Un giovedì sera, giorno che rappresenta l’antivigilia del week end e che, spesso, nella comunità dei latinos, si associa a una prima tranche di festeggiamenti a base di birra. La protagonista e vittima di questa storia, che chiameremo Anna, ha 30 anni e non 20 come detto in un primo tempo. Sono le 22 quando, con un’amica, entra nel locale da ballo. Anna per vivere e mantenere il permesso di soggiorno fa la badante, vive con i genitori e ancora non si è sposata. È una donna molto bella, ma non appariscente.
Nella discoteca, balli e musica favoriscono l’incontro tra le due amiche e un gruppo di connazionali. Si siedono allo stesso tavolo e cominciano a bere. La giovane dirà ai carabinieri di essere stata drogata, non riuscendo a spiegarsi con il semplice abuso di alcol il senso di stordimenti in virtù del quale è stata violentata. Le analisi mediche escluderanno l’assunzione di stupefacenti.
Le bottiglie di birra e i boccali affollano i tavolini. Anna comincia ad avere sonno, le gira la testa. Qualcosa scatta nella mente di due ragazzi del gruppo. Le propongono di farsi accompagnare a casa in macchina. Il confine tra gioco e abuso è sottile ma nessuno lo sorpassa fino a quando Anna e i suoi due nuovi amici non si trovano a tu per tu nell’automobile.
A questo punto la violenza, raccontata dalla trentenne ai carabinieri della stazione di Sampierdarena. Uno tiene la giovane, mentre l’altro approfitta di lei. I due si danno il turno. La loro vittima urla, inutilmente. Si divincola, prova a sfuggire alla morsa dei suoi aggressori, con le poche forze che l’alcol le ha lasciato. Quando la bestialità dei due ecuadoriani si esaurisce, Anna viene scaricata.
I ragazzi tornano in discoteca. Non avevano alcuna intenzione di accompagnarla a casa. Anche la trentenne, stordita, rimane nei pressi del locale prima di andarsene. Ci vorrà qualche giorno prima che il senso di vergogna, l’inquietante e spesso inevitabile residuo di ogni stupro, lasci spazio al desiderio di giustizia. Dopo meno di una settimana Anna si presenta ai carabinieri raccontando l’orrore subìto da due connazionali. In un primo tempo precisa che gli aggressori erano in tre. In una seconda denuncia, corregge il tiro, limitando le accuse a due soltanto. Il sostituto procuratore Pier Carlo Di Gennaro ha detto di volerla ascoltare nuovamente nei prossimi giorni prima di interrogare il primo dei due denunciati. L’altro toccherà alla procura per i minorenni. Graziano Cetara.

IL SECOLO XIX
Caldo, scatta il livello d’attenzione
Protezione civile in preallerta. In tutto l’Alessandrino temperature dieci gradi oltre la media. Oggi previste massime di 39 gradi
Appello per gli anziani: «La comunità vigili su chi vive solo»
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Alessandria Massima attenzione verso gli anziani che vivono da soli. È la parola d’ordine di queste infuocate giornate, con temperature di dieci gradi superiori alla media del mese di giugno. Oggi sono previsti 39 gradi come temperatura percepita, tenendo conto del tasso di umidità tra il 50 e il 55 per cento.
Il bollettino dell’Arpa regionale indica il livello di pericolo, come per Novarese, Torinese e Vercellese. Di conseguenza «grande disagio. Evitare sforzi, cercare un luogo fresco. Possibili crampi e spossatezza. Elevata probabilità di colpi di calore dovuti a prolungate esposizioni al sole o attività fisica». Su decisione della Provincia, per i 22 Centri operativi misti della protezione civile dislocati sull’Alessandrino è scattato il ’livello di attenzione’.
Negli scorsi giorni sono state trasmesse, anche alle strutture di volontariato, le linee guida diramate dal ministero della Salute per fronteggiare eventuali emergenze. «Al momento non viene segnalata alcuna situazione particolare», dice l’assessore Domenico Priora. Ma la ’macchina’ è mobilitata per un costante monitoraggio. Le persone soggette a rischio sono i bambini piccoli, anziani affetti da patologie croniche, in particolare i diabetici che devono assumere insulina, quelli che vivono da soli, chi ha difficoltà ad orientarsi nel tempo e nello spazio, le persone non autosufficienti e quelle che lavorano all’aperto o in ambienti in cui c’è produzione di calore.
Si sta facendo affidamento anche sulla solidarietà. Oltre a medici di famiglia e servizi sociali, ogni persona è invitata a segnalare se ci sono anziani con particolari problemi o necessità. Per tutti alcune indicazioni-base da seguire: bere molto e spesso anche quando non si ha sete, evitando bibite gassate o contenenti zuccheri e in generale bevande ghiacciate o fredde; fare pasti leggeri e consumare più frutta e verdura, preferibilmente cruda; evitare alcool e caffeina (*); se si assumono farmaci in maniera continuativa consultare il medico di famiglia per conoscere eventuali controindicazioni. Inoltre uscire di casa nelle ore meno calde, ricordando che la temperatura massima si raggiunge tra le 17 e le 19. «Sino a questo momento non abbiamo avuto segnalazioni particolari», dichiara Dante Ferraris, presidente provinciale della Croce Rossa.
Secondo le previsioni, da domani le temperature dovrebbero calare sui 33-34 gradi. E per fine settimana è probabile l’arrivo della pioggia, che dovrebbe attenuare il clima africano, che fa dell’Alessandrino la zona più calda d’Italia. La punta massima ancora nel Tortonese mentre è la zona del Casalese a registrare la temperatura meno alta.
Silvana Fossati.
IL GAZZETTINO (Rovigo)
LE FESTE DELLA BIRRA
Castelgugliemo e Arquà nel segno della "bionda”.
In questi giorni afosi non c’è niente di meglio che un buon boccale di birra in compagnia. Tanto che in ben due paesi, a Castelguglielmo e ad Arquà Polesine, fervono i preparativi per organizzare due diverse feste dedicate alla bevanda al malto. Visto il successo avuto nelle due passate edizioni, Picci & Friends propongono anche quest’anno la manifestazione all’aperto nella vasta corte ex Cestarollo tra Castelguglielmo e Canda, in località Rebona a qualche centinaio di metri dall’uscita Castelguglielmo della superstrada Transpolesana. La festa inizierà il 30 giugno e terminerà il 5 luglio. Sei serate all’insegna, oltre che della bionda e rinomata bevanda, anche delle buona musica e, perché no, di uno stand gastronomico con fritto misto, panini, piadine e altre gustose pietanze tipiche. In queste sei serate si alterneranno sul palcoscenico le migliori cover band della zona: da Mister Pig a Rad1, da Mobby band a Giulari band, da Rocka Manetta a Diapason band, per terminare il 5 luglio con i progetti A ruota libera e Dylan Dog, insieme al dj Yano.
Giunge invece alla sua terza edizione il Luglio Berfest, organizzato dal Gap (Giovani Arquà Polesine). La manifestazione è in programma dal 14 al 17 luglio nel castello di Arquà Polesine e prevede quattro serate con gruooi musicali. Questo il programma: 14 luglio, Autoinmoto ladies, cover band molto conosciuta con due brave e splendide cantanti; 15 luglio, Schegge sparse, il gruppo più blasonato della festa, in quanto sono la cover band ufficiale di Luciano Ligabue e vengono da Biella; 16 luglio, Vascombriccola, cover band di Vasco Rossi; 17 luglio, Mister No, serata dedicata ai bikers. Ci saranno naturalmente birreria e pizzeria aperte dalle 20. Il Luglio Berfest è ispirato alla più famosa festa della birra del mondo ovvero l’Oktoberfest di Monaco. Infatti sono servite solo birre baveresi (Lowenbrau, Paulaner, Hb, Franziskaner). Il Gap destinerà parte del ricavato della festa per l’istituzione di una borsa di studio per studenti meritevoli residenti nel Comune di Arquà. L’edizione 2005 del Luglio Berfest è patrocinata dalla Provincia di Rovigo.
M.S. - P.Z.
L’ADIGE
Episodio amaro dopo i fuochi d´artificio. La mamma: «Nessuno ci ha aiutato»
Bimbo strattonato da balordo
Il piccolo, 4 anni, si è inciampato e è stato aggredito.
l bimbo si è inciampato perdendo l´equilibrio e la persona che è stata urtata per tutta riposta ha preso il malcapitato per il braccino, strattonandolo e tirandolo verso di sé. È stata la mamma ad intervenire prontamente e a cercare di calmare il figlio, che piangeva e strillava, spaventatissimo.
«Nessuno mi ha aiutata, nessuno si è voltato per vedere cosa stava accadendo, ho cercato un poliziotto o un carabiniere per chiedere aiuto, ma non l´ho trovato in quel momento».
A raccontare l´episodio è una giovane mamma di Rovereto che domenica sera ha portato il figlio di 4 anni a vedere i fuochi d´artificio delle Feste Vigiliane, a Trento. I due si sono fermati lungo le roste dell´Adige, vicino al ponte di San Lorenzo ad ammirare lo spettacolo pirotecnico, particolarmente affascinante soprattutto per i più piccoli. Alla fine dei fuochi, verso le 23.30, madre e figlio stavano avvicinandosi alla scaletta che li avrebbe portati in via Sanseverino, dove la donna aveva lasciato l´auto.
«Stavamo camminando lungo le roste e c´erano tantissime persone - spiega la mamma - avevo per mano il mio bambino e ad un certo punto l´ho sentito mio figlio che si era fermato ed è scoppiato a piangere. Tutto è accaduto in pochi attimi. Mi sono voltata e ho visto un uomo seduto sulle roste che aveva afferrato con violenza mio figlio per un braccio e lo stava tirando verso di sé. Allora ho preso il bambino per il braccio ed una spalla e sono riuscita a strapparlo a quell´individuo. Poi siamo scappati. Accanto a me c´era una ragazza che si è messa anch´essa correre impaurita e si è rivolta a me chiedendomi se quell´uomo fosse un pazzo».
La giovane mamma è poi riuscita a salire velocemente le scalette, cercando un agente di polizia o un carabiniere nei dintorni per denunciare l´accaduto. «Purtroppo non ho trovato nessuno delle forze dell´ordine in quel momento in via Sanseverino. Mio figlio era molto spaventato, ma per fortuna non si è fatto male: mi ha detto che nel camminare lungo la stradina che costeggia l´Adige si è inciampato nei piedi di un uomo che era seduto e che questo lo ha preso per un braccio e lo tirava verso di sé. Pochi istanti prima che succedesse questo fatto avevo per un istante incrociato il volto di quell´uomo: era alterato forse dall´alcol tanto che non saprei nemmeno dire se era giovane o vecchio. Era seduto sull´erba con le gambe allungate in avanti, portava i pantaloni di jeans molto sporchi ed era a piedi scalzi. Quando sono salita sul ponte di San Lorenzo mi sono affacciata e lo ho visto ancora seduto, assieme ad altre persone simili a lui».
Dopo aver calmato il bambino, la donna ha fatto ritorno a casa. «Questo episodio mi ha angosciata: mio figlio ed io eravamo in mezzo a centinaia di persone eppure nessuno è intervenuto alle sue urla - conclude la mamma - Ci si scandalizza quando accadono aggressioni nei parchi, ma pare che nessuno sia intenzionato ad intervenire nemmeno quando sente un bambino di solo 4 anni che chiede aiuto fra le lacrime». M.Vi.
 
IL MESSAGGERO (Abruzzo)
I guai dell’estate Mancano 60 mila euro, trattative febbrili per salvare il cartellone
I soldi sono finiti: concerti a rischio
Di Pietrantonio chiede lo sconto a De Gregori, tagliati tutti i compensi.
Non era già un granché in partenza, adesso rischia addirittura di perdere pezzi perché all’improvviso ci si è accorti che i soldi non bastano: parliamo del cartellone del Comune per l’estate pescarese.
La notizia del giorno è che in cassa mancano almeno 60 mila euro per la copertura delle spese ovvero dei compensi: il programma nel suo insieme ha un costo superiore ai 310mila euro, la disponibilità iniziale di 180 mila euro è stata arricchita di altri 70mila con una variazione di bilancio ma si è appena a quota 250mila, ben lontani dalla meta.
Come fare? Semplicissimo: ai manager degli artisti già annunciati in conferenza stampa due settimane fa si sta chiedendo in questi giorni uno sconto forfettario nella misura del 20 o del 30 per cento, e la scure non risparmia neppure un big del calibro di Francesco De Gregori, tanto per fare un nome, atteso per l’evento clou di Ferragosto. Della serie ”così è se vi pare”: e se agli artisti ”non pare” l’estate pescarese si trasformerà in un flop clamoroso. Per rimettere in ordine i conti, in verità, sarebbe bastato cancellare un concerto “pesante” ma ha prevalso la scelta di ridurre un po’ a tutti quanti, che rischia però di trasformarsi in un pericoloso boomerang.
In buona sostanza, in attesa del sì o del no di De Gregori, i pezzi pregiati del cartellone saranno gli eventi a pagamento: lo show di Fiorello allo stadio Adriatico il 29 luglio (per assicurarsi un posto in tribuna o in parterre si devono sborsare dai 27,50 ai 51,50 euro) e quello di Beppe Grillo il 10 settembre (a 23 euro), passando per Zelig Off (23 euro pure quello e non c’è ancora nessuna certezza sui nomi). L’assessore è riuscito in extremis ad aggiungere alla lista degli eventi gratuiti il concerto dei Tiromancino, band di straordinario spessore nel panorama nazionale, «saranno a Pescara il 10 agosto» ha annunciato con soddisfazione Moreno Di Pietrantonio, salvo poi mettersi le mani nei capelli di fronte al budget sempre più assottigliato. Nel cartellone è inserito il gruppo vastese ”La Differenza” protagonista a Sanremo, c’è il redivivo Jarabe De Palo e pure Tony Esposito, ma c’è anche il Radio Città Rock, la comicità “made in Abruzzo” di ’Nduccio, Papa e Di
Mercoledì, 29 Giugno 2005
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