Domenica 25 Febbraio 2024
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa alcol e guida del 11 luglio 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


IL MESSAGGERO (Viterbo)
LA SERATA
Ritornavano dal Magic Country
Alcuni hanno raccontato di averli visti esagerare con i drinks.

I tg nazionali hanno raccontato il fatto, succintamente e senza nomi, nei notiziari di pranzo, ma già la città sapeva. Sapeva che per tre giovani civitavecchiesi la serata di sabato non si era mai trasformata in domenica mattina. Una ridda di voci, telefonate, sms, domande nei bar più frequentati e non ci sono stati più dubbi. A schiantarsi ad oltre 200 chilometri all’ora erano stati Flavio Scarmigliati, 27 anni, Massimiliano Mori, 29 e Massimo Capuani, 32 anni. Tre amici nati e cresciuti a Campo dell’Oro. Nella loro corsa contromano sull’Aurelia hanno trascinato via pure una ragazza di Capalbio, di 23 anni.
I tre amici erano stati in discoteca a Pescia Romana, un locale enorme con molte piste, che va per la maggiore fra i giovani del litorale, la Magic Country. Erano andati con altri ragazzi, su macchine diverse. Avevano chiacchierato, avevano ballato e, probabilmente, bevuto troppo. S’erano fatti notare: diversi conoscenti - la discoteca era piena di civitavecchiesi - li hanno visti un po’ alticci. (*) Sembra addirittura che avessero litigato con altri ragazzi, tanto che la sicurezza della discoteca li aveva invitati ad andarsene. Sono quindi saliti in auto, una Golf grigio antracite, alla cui guida c’era il più giovane dei tre, Flavio.
Un quarto amico, che aveva intenzione di ritornare in macchina con loro, raccontava ieri mattina che ad un certo punto della notte, non li ha più trovati in giro per la Magic Country e così ha cercato un altro “passaggio”. Ieri mattina, lo raccontava ancora sotto shock: era vivo per miracolo!
Erano da poco passate le 3 e mezza del mattino. La Golf ha imboccato la statale Aurelia, a velocità incredibile, ma non nel giusto senso di marcia. Forse non si saprà mai se si è trattato di un fatale errore, magari causato dalla vista annebbiata dall’alcol, oppure se si sia stata una assurda prova di coraggio. La corsa contromano è durata un paio di chilometri fino a quando non ha incontrato la Fiat Brava di Antonietta Zizi, di Capalbio. E’ stato uno schianto terribile.
Le salme sono a disposizione del magistrato, il dottor Pantaleo Polifemo, che dovrà disporre l’eventuale autopsia da affidare al medico legale dottor Cristiano Caringi. di particolare importanza sono soprattutto gli esami tossicologici per stabilire se chi era alla guida avesse assunto alcool o sostanze tossiche ed in che misura.
Capuani era seduto dietro (per sua scelta non amava guidare) ed al volante c’era probabilmente Scarmigliati. La Golf, infatti, l’aveva comprata da poco ma sembra che non fosse ancora stato fatto il passaggio di proprietà: risultava ancora intestata ad una ditta, la stessa che tratta prodotti ittici, presso la quale Flavio lavorava. E’, questo, un particolare importante - insieme al tasso alcolemico del guidatore - ai fini di eventuali rimborsi assicurativi.

L SECOLO XIX
Test dell’alcol, i giovani dicono sì
OPERAZIONE BRILLO
Iniziativa di prevenzione a Borgo Prino dopo incidenti, multe e patenti ritirate. In 140 "provano" l’etilometro dei carabinieri: 10 non in regola .
Imperia Non capita spesso che più di 140 giovani, ragazzi e ragazze, chiedano di loro spontanea volontà di essere sottoposti al controllo dell’etilometro sotto lo sguardo attento dei carabinieri. E’ accaduto la notte scorsa, a Borgo Prino, nel cuore del divertimento estivo imperiese. I risultati sono stati in linea con i risultati degli accertamenti compiuti nelle scorse settimane: 10 i giovani trovati con un tasso alcolemico nel sangue superiore al limite consentito (0.5). Nei loro confronti, per ovvie ragioni, non è scattato alcun provvedimento, né penale né amministrativo. Soltanto, per così dire, i preziosi suggerimenti dei rappresentanti delle forze dell’ordine.
«Oltre ad appurare se tra queste persone ci fosse qualcuno che da lì a poco doveva guidare - conferma il tenente dei carabinieri, Lorenzo Toscano - abbiamo spiegato loro di non mettersi al volante ma di farsi accompagnare a casa dagli amici. Il tutto nell’ottica della prevenzione: con l’iniziativa "Brillo", voluta dal comando compagnia del nucleo operativo e dal radiomibile di Imperia, si è voluto cercare di svolgere un’azione preventiva nei confronti dei giovani, inducendoli a riflettere su rischi e pericoli nella guida di un veicolo in condizioni psico-fisiche non ottimali».
La maggior parte dei 140 ragazzi che si sono auto testati lo ha fatto per curiosità, ma anche per verificare come e in quale quantità influiscono birre, gin tonic e vodka sulle condizioni (e sull’etilometro) dell’individuo. Il test, sia elettronico che "a palloncino", è stato in tutto e per tutto simile a quello utilizzato per gli accertamenti di rito.
L’operazione "Brillo" verrà ripetuta anche nel prossimo week-end. Va sottolineato, ad ogni buon conto, che non si tratta di un’azione sostitutiva a quella normalmente messa in atto, all’uscita dei locali notturni dalle forze dell’ordine. I "normali" accertamenti con l’etilometro di carabinieri, polizia stradale e vigili urbani, quelli che prevedono le sanzioni previste dal codice (denuncia penale e ritiro della patente), non si fermano.
Dall’inizio dell’anno, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Arma, sono quasi 250 gli automobilisti, di ogni età, provenienza ed estrazione sociale, colti in fallo dagli etilometri piazzati davanti o nei pressi di discoteche, pub, dancing. Un fenomeno, quella della guida in stato di ebbrezza, che sta preoccupando non poco, e che è causa nel trenta per cento dei casi di incidenti.
«Quella degli ubriachi al volante - ha infatti avvertito nei giorni scorsi il comandante della Polstrada di Imperia, Andrea Frumento - è un’emergenza e come tale va trattata. Per questo i controlli verranno intensificati. La tolleranza zero, da parte nostra, è inevitabile se si vogliono evitare tragedie sulle strade».

LA SICILIA
La quiete dopo la tempesta
San Leone.
Un sabato notte tranquillo, una domenica serena a mare.

Scena da coprifuoco a San Leone. A poche ore dall’ennesima rissa sfociata venerdì negli otto fermi in carcere effettuati dalla Polizia di Stato, la notte tra sabato e ieri è filata via liscia come l’olio. Non solo per il massiccio spiegamento di forze dell’ordine su tutto il territorio sanleonino, ma anche perché in molti hanno preferito andare a passeggiare altrove.
L’effetto rissa ha dunque causato i primi riscontri negativi sulla vivibilità della frazione balneare agrigentina che, fino a venerdì sera, era punto di riferimento dell’intera provincia per trascorrere qualche ora in allegria e spensieratezza. Ovviamente una sola sera senza folla non può voler dire fuga da San Leone, dal lungomare Falcone e Borsellino e da tutti gli altri abituali punti di ritrovo di tanti ragazzi e famiglie perbene. Ma è sintomatico notare come, alla luce delle frequenti scazzottate e gazzarre tra giovinastri spesso ubriachi, in molti decidano di evitare spiacevoli incontri o di finire involontariamente nel bel mezzo di qualche tafferuglio. Tutto tranquillo, dunque, nella San Leone tenuta strettamente, ma discretamente, sotto controllo da polizia, carabinieri e vigili urbani.
Il totale relax della notte è stato poi spazzato via dall’assalto alle spiagge registrato già di buon mattino. Lungo tutto l’arenile sanleonino è stato un tripudio di bagnanti che, giunti da ogni parte dell’agrigentino, hanno preso possesso di stabilimenti balneari e spiagge libere.
Il caldo opprimente scatenatosi dopo la leggera spruzzata di pioggia dell’alba, ha indotto migliaia di persone a fare il bagno nel mare di San Leone. Come al solito a risentirne è stato il traffico veicolare, molto rallentato a causa del notevole afflusso di autovettura dai paesi limitrofi.
Una giornata di pace, allegria e spensieratezza dunque per una località che da tempo si erge, suo malgrado, a protagonista della cronaca nera.
IL MESSAGGERO (Latina)
Successo della manifestazione “L’isola che non c’è” nella zona di via Neghelli voluta dalla prima circoscrizione
Il quartiere dei pub cambia volto
Via il caos e il traffico, dilagano musica, spettacoli e divertimento.
“L’isola che non c’è” e che diventa, per l’intera nottata di sabato, realtà. Un successo. Un tripudio di festa, musica e spettacolo come a Latina non se si vedeva da anni. Lungo le strade, in via Neghelli, via Lago Ascianghi e via Battisti, finalmente chiuse al traffico delle auto, in quello che è ormai diventato il quartiere dei pub e dei locali notturni, si riversano centinaia di persone per tutta la serata. I tavoli lungo i marciapiedi e fino in strada, la gente seduta che mangia o beve una birra, gruppi di amici che chiacchierano, famiglie che passeggiano e si fermano a guardare gli spettacoli. Non ci sono solo i giovani del solito sabato sera in strada, ci sono bambini e anziani, fuochisti e ballerini. E c’è perfino in sindaco che gira con aria soddisfatta per le vie, stringe la mano ai gestori dei pub, saluta la gente tra i tavoli e spilla perfino una birra al Gambrinus.
L’iniziativa nata e promossa dai consiglieri della prima circoscrizione in collaborazione con i proprietari di bar e locali del quartiere è stata un successo. Lo dicono i giovani, ai quali si è proposta una volta tanto una serata diversa, lo dicono i residenti, liberi dal fastidio di ingorghi e file di auto sotto casa. E ne sono convinti, naturalmente, i gestori di tutti i 15 locali del quartiere, per i quali gli affari ieri si sono triplicati. «Siamo davvero soddisfatti – dice il gestore del Caffè Battisti, mentre continua a servire al banco – Questa è un’iniziativa che si dovrebbe ripetere più spesso, per noi che lavoriamo e per i ragazzi che si divertono». Fuori ci sono due ballerini che danzano sui ritmi di un percussionista africano. Proprio al centro di via Battisti invece, lo spettacolo di un saltimbanco che fa spettacoli con il fuoco attira l’attenzione dei bambini e tiene incollate decine di persone, poco più in là un altro gruppo di percussionisti, e poi ancora musica, in ogni angolo. Mentre il traffico e le auto restano lontani, le strade sono trasformate, i volontari della Protezione civile sono lì a controllare che tutto proceda nel migliore dei modi. Ma forse non ce n’è neanche bisogno. Perché per tutti, questa, è una festa. Con un occhio, però alla sicurezza stradale. All’angolo tra via Battisti e via Neghelli, in uno stand, è esposta un’auto incidentata. Sta lì a ricordare che la prudenza non è mai troppa e che divertirsi fa bene, ma senza esagerare con il consumo di alcol. Nel banchetto dello stand Luigi Gallo, Mauro Cattacin e Dino Iavarone, consiglieri della prima circoscrizione, distribuiscono ai giovani magliette con incisa la frase della campagna sulla sicurezza stradale “Se la notte ti corre incontro troppo veloce, rallenta e aspetta che arrivi il giorno”. Una t-shirt in cambio di un piccolo gioco, un test sulla sicurezza stradale e un esame con l’etilometro. «Siamo qui – dicono – per capire quanto sanno i ragazzi sui rischi che si corrono sulle strade. Attraverso questo gioco, vogliamo informarli e abbiamo approfittato dell’iniziativa “L’isola che non c’è” per aprire la campagna sulla sicurezza stradale. In poche ore abbiamo distribuito 500 magliette». Le indossavano cameriere e gestori dei locali e, qualche ora più tardi, anche i clienti seduti ai tavoli.
Solo alle due, le transenne si riaprono, la festa finisce, il traffico torna lentamente a scorrere.
CORRIERE DI COMO                                                                    
Violento litigio tra albanesi sabato a mezzanotte. Residenti esasperati dalle urla e dalle minacce.
(m.pros.) Il solito copione. La solita, inaccettabile sequenza. Due persone in mezzo a una strada. Che alzano la voce. Si insultano, si minacciano. Prima vola qualche spintone. Poi i pugni, gli schiaffi. Altri ragazzi, intorno, che assistono alla scena, senza intervenire. Fino a quando un residente chiama le forze dell’ordine. Allora, mentre si avvicinano i lampeggianti delle pattuglie, tutti scompaiono. Nessuno ha visto niente. E ai poliziotti non resta che ricostruire la dinamica di una delle tante risse del sabato sera.
Una delle tante, troppe risse che si sono consumate in via Foscolo, a poche decine di metri dal centro di Como. Protagonisti dell’ennesimo episodio di violenza giovani albanesi. Il litigio esplode intorno alla mezzanotte di sabato. Sul posto giungono due pattuglie della polizia e una dei vigili urbani. I testimoni ricordano le urla dei due extracomunitari. La zuffa che hanno scatenato. Le bottiglie rotte. I lunghi minuti che gli agenti trascorrono in via Foscolo, per placare gli animi e riportare la situazione sotto controllo. Difficile, se non impossibile, ricostruire la scintilla che ha scatenato il diverbio. Anche perché spesso basta una mezza parola di troppo. Una mano che si allunga. L’alcol e la rabbia fanno il resto.
Ma adesso i residenti alzano la voce. E fanno sentire la loro esasperazione. La loro voglia di dire basta a una situazione che si trascina da troppo tempo. Ognuno è stato testimone involontario di un litigio, a volte perfino di aggressioni in piena regola.
«La rissa di sabato sera è stata solo l’ultima di una lunga serie - afferma una 30enne che vive in una palazzina di via Foscolo - Nella notte tra venerdì e sabato si è consumato un altro episodio simile. Un ragazzo, intorno alle 2, si è steso in mezzo alla strada. Così, senza motivo. Era evidentemente ubriaco. Le auto non potevano passare. La gente gridava. Roba da non credere. Per noi che viviamo qui casi simili sono all’ordine del giorno. Ogni notte, nei nostri appartamenti sentiamo le urla che salgono dalla via. Riusciamo a dormire tranquilli solo lunedì e martedì notte. Per il resto della settimana è sempre la stessa storia».
«In questa zona vi sono molti locali - aggiunge un altro residente - A causa del divieto di fumare nei pubblici esercizi, adesso decine e decine di giovani sono sempre sui marciapiedi con le loro sigarette in mano. Il problema è che, spesso, nell’altra mano hanno bicchieri e bottiglie. È un comportamento pericoloso. Ho provato personalmente cosa significa trovare dei ragazzi ubriachi fuori dal portone di casa. Ed essere insultato per il solo fatto che volevo entrare nella mia abitazione».
Una signora anziana allarga le braccia, in segno di rassegnazione. «Ormai sono vecchia - dice - A me non resta che chiudermi in casa. E fingere di non sentire quelle urla o, peggio, il rumore che fanno le bottiglie di vetro quando sono scaraventate a terra. C’è una cosa che però non sopporto, a cui non potrò mai abituarmi: le bestemmie. Quelle proprio no. A volte sento urlare in piena notte frasi semplicemente irripetibili. Via Foscolo è stretta. Le urla rimbombano più che da altre parti. Abito al quarto piano, ma quando è notte sento urlare oscenità contro Nostro Signore. E mi sento male».
È la voce di un intero quartiere. Che non può sopportare oltre. Che non può, non vuole rassegnarsi alla violenza, alle urla. E chiede maggiore sicurezza. «Abbiamo avuto tutti vent’anni - commenta una signora che abita al primo piano della palazzina che si affaccia sul luogo della rissa - Ma non ci siamo mai ridotti in questo modo. A urlare e a muovere le mani in mezzo a una strada. A molte cose ci si può fare l’abitudine. Ad avere le pattuglie della polizia tutte le sere sotto casa, però, no, non voglio proprio abituarmi».
BRESCIA OGGI
Il controllo «antistragi» coordinato dalla polizia stradale di Chiari è stato effettuato nella notte tra sabato e domenica in Franciacorta
Alcool e droga: ritirate dodici patenti.
Dodici patenti di guida sono state ritirate dalla polizia stradale nell’ambito di un servizio «antistragi» che dalla mezzanotte di sabato sino a ieri mattina all’alba ha interessato la Franciacorta.
La polizia stradale effettua questi controlli ogni fine settimana nell’Ovest bresciano e nel basso Garda. Impegnati in questi servizi anche gli agenti della polizia locale e della polizia provinciale.
Ogni mese in provincia sono decine le patenti di guida ritirate perché chi era al volante di un’auto o una moto risulta positivo alla prova dell’alcol-test o del narco-test. Nonostante le punizioni anche pesanti, però, molti giovani continuano a bere .
Sabato sono state impegnate le pattuglie di Chiari, Iseo e Desenzano che hanno controllato decine di giovani automobilisti tra Erbusco e Rovato, quasi tutti diretti in pub o discoteche o che stavano imboccando l’autostrada A4 per far rientro a casa dopo una di musica e ballo e spesso di ...sballo.
A coordinare il servizio l’ispettore superiore Pasquale Cardillo in forza alla Polstrada di Chiari.
Denunciata per guida sotto gli effetti di sostanza stupefacente una ventunenne milanese che si è vista ritirare la patente e sottrarre 10 punti. Stessa sorte per 11 maschi, nove bresciani, un veronese e un toscano di Carrara, che avevano invece ecceduto con il bere. Cinque hanno un’età tra i 18 e i 22 e i neopatentati avranno un periodo doppio di sospensione della patente di guida; quattro tra i 23 e i 27 anni, uno tra i 28 e i 32, mentre un solo automobilista ha più di 32 anni. La polizia effettua questa sorta di censimento durante ogni servizio «antristragi». Il controllo che si è concluso alle sei ha portato anche alla constatazione di infrazioni minori, velocità oltre il limite o mancato rispetto del codice della strada. In molti casi a essere alterato per il bere era il trasportato: nessuna conseguenza, quindi, per il conducente risultato a posto.

CORRIERE ROMAGNA
Vola dalle scale, grave una donna.

CESENATICO - Le urla di una lite tra marito e moglie, poi, dopo qualche minuto, lei ritrovata sul pianerottolo delle scale priva di sensi, con ferite gravissime. E’ quanto è successo ieri mattina a Cesenatico in via Raffaello, all’altezza del civico 30. Una vicenda su cui i carabinieri stanno cercando di far luce. Resta infatti da chiarire una circostanza decisiva. Gli investigatori devono capire se quel rovinoso volo dalle scale e quelle lesioni sono stati causati da qualcuno o se si è trattato di una caduta accidentale. La donna ritrovata dai carabinieri e dagli operatori del 118 in un lago di sangue nella tromba delle scale è una ragazza di origine polacca di 31 anni. Vive in quella stessa palazzina da qualche tempo con il suo compagno, anch’egli polacco. Ieri mattina, secondo le prime testimonianze raccolte, attorno alle 11 i vicini e i commercianti della zona hanno sentito delle urla e un vivace scambio di battute. Una serie di grida che non lasciavano spazio a dubbi, anche perchè, a sentire i racconti di chi abita in via Raffaello, non sarebbe la prima volta che da quella casa arrivano i segnali di alterchi tra la coppia. Dopo quelle urla e quello che sembrava essere un litigio piuttosto animato, il marito, secondo un testimone, sarebbe uscito di casa. Qualche minuto dopo è stata trovata la donna esanime sul pianerottolo delle scale. Sul posto si sono portati i carabinieri e gli operatori del 118. Dopo le prime cure in via Raffaello, la 31enne è stata portata verso il Bufalini. Nel nosocomio cesenate è stata ricoverata in gravi condizioni. Il compagno è stato ascoltato dai carabinieri. Durante l’intervento di soccorso il polacco è rimasto in via Raffaello, dove si trovava quando 118 e pattuglia dell’Arma sono arrivati. Dalle analisi effettuate sulla donna al Bufalini, sembra che nel sangue sia stata riscontrata una forte percentuale di alcol. Insomma, i segni di una bella bevuta.(*) Un testimone avrebbe poi riferito che, dopo aver visto l’uomo uscire di casa ieri mattina dopo il litigio, avrebbe intravisto anche la donna affacciarsi sull’uscio senza ferite o segni di percosse. Circostanze che dovranno essere chiarite dal lavoro degli investigatori dei carabinieri per accertare eventuali responsabilità.
AFFARI e FINANZA (La Repubblica)
Moglie ideale? Quella che beve il vino rosso….
Non potendo più dare il cattivo esempio, diamo un po’ di buoni consigli sui cinque tipi di femmina da impalmare. Argomento, si capisce, rischiosissimo anche d’estate. Ai signorini che amano il brivido della gelosia, passione di nicchia riconosciamolo, va suggerita l’allumeuse, che fa girare la testa agli uomini senza mai concedersi. Ma quante volte si può giocare senza deragliare nel tradimento? Per bearsi di questi equilibrismi, il maschio deve essere tanto sicuro di sé da governare la gelosia così da trasformare le prodezze di lei in un omaggio alla propria onnipotenza. Più generalmente ambita è la seduttrice, che conquista le tre anime del compagno: la razionale, l’irascibile e la concupisciente. La seduttrice sa che l’uomo non è suo una volta per sempre, ma lo deve riconquistare ogni giorno. E ha l’onestà di ammetterlo. Cari ragazzi, quando sarete diventati vecchi al suo fianco, capirete che per la seduttrice siete stati il sole della vita. Vedete di meritarvela.
Gli uomini hanno spesso bisogno di un consiglio, che non di rado si riassume nel giudizio di ultima istanza sulle persone. Ma fare l’advisor, per una moglie, è molto difficile. Deve sapere di che cosa e di chi si parla, e dunque coltiva le giuste curiosità, informandosi dell’alta e della bassa cucina. E deve saper dire la sua, talvolta anche non richiesta, avendo l’accortezza di non sovrastare il partner: l’advisor lascia la gloria al cliente. Diversamente, rischierebbe la castrazione intellettuale del maschio che oggi è debole. E il rango? Il rango del Nuovo Millennio non è più quello di un tempo: non contano né il nome né il titolo e nemmeno il patrimonio, ma l’educazione, il gusto, la cultura. Di questo rango è saggio tener conto. Essere pari rango non garantisce nulla, ma nel tempo aiuta. Le distanze monetarie vanno e vengono, ma non si può non sapere che, come diceva Mike Buongiorno, Michelangelo non è una motonave. Così reimpostato democraticamente, l’antico detto asinus asinum fricat rivela la sua immortale validità. E infine, come direbbe ancora il grande Mike: allegria, allegria! La moglie ideale resta la femmina che non solo sorride ma ride proprio, e non deride. Ottimista, vede il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. E se lo beve, purché sia rosso e non champagne. E’ la compagna che mangia la trippa e lo spiedo assieme agli uomini. Che, smentendo Paolo Conte, ama il jazz. Che balla e canta. Ed è generosa di sé, perché è nel dare che trova la sua soddisfazione.
VIRGILIO NOTIZIE
USA/ BAMBINA UCCISA IN UNA SPARATORIA, IL PADRE LA USA COME SCUDO
Avviene a Los Angeles: la polizia spara.
Los Angeles, 11 lug. (Ap) - Una bambina di un anno e mezzo è morta ieri notte in una sparatoria a Los Angeles tra la polizia ed un uomo, risultato poi ubriaco e sotto stupefacenti. L’uomo, il padre della bimba, l’aveva usata come scudo per proteggersi. L’uomo, identificato poi come Jose Raul Lemos, è stato ucciso mentre un ufficiale di polizia risulta ferito. Non è ancora stato chiarito chi dei poliziotti abbia sparato il colpo che ha ucciso la bambina, riferisce il capo della polizia Jim McDonnell.
Tutto è iniziato verso le 3:50 della notte quando la polizia è intervenuta a Watts, a sud di Los Angeles, dopo che alcuni residenti hanno segnalato un uomo armato che si comportava in maniera aggressiva, fermo vicino ad un incrocio con una bambina.
Lemos si è poi rifugiato in un appartamento insieme alla bambina, che teneva come ostaggio. La polizia ha provato a trattare, , ma quando a un certo punto ha cercato di aiutare un vicino ad uscire dalla zona pericolosa, Lemos ha sparato. Il fuoco di risposta delle forze dell’ordine ha ucciso sia l’uomo che la bambina.
Secondo il regolamento della polizia, i poliziotti possono sparare solo "quando appare ragionevolmente necessario" per proteggere se stessi o altri dalla morte o da ferite gravi.
CORRIERE ROMAGNA
Motoraduno internazionale con De Angelis ospite.
 SAN MARINO - La Federazione Sammarinese Motociclistica organizza il primo Motoraduno internazionale di San Marino, la “Festa della Birra”, in calendario il 16 e 17 luglio. (*) Il programma prevede per sabato la visita guidata di San Marino e del Montefeltro, la cena nella piazza di Borgo Maggiore ed una romantica serata per tutte le coppie nella zona più suggestiva del Monte Titano. Domenica è in programma la sfilata delle moto per i Castelli di San Marino, il pranzo e le premiazioni. Ospite d’onore Alex De Angelis.
AFFARI e FINANZA (La Repubblica)
Birra, il governo aumenta le tasse.
Il settore birrario in Italia conta su 19 impianti produttivi, di cui 9 nel CentroSud, 20 mila occupati tra diretti e indiretti per una produzione di 13,2 milioni di ettolitri di birra, pari ad oltre il 70% della birra bevuta in Italia. Nel 2004 le vendite di birra in Italia si sono contratte dell’1,5%. In parte per ragioni climatiche (l’estate del 2004 è risultata molto più fresca di quella, torrida, del 2003), ma anche agli effetti negativi sui consumi provocati dalla decisione del Governo di aumentare del 14% l’accisa sulla birra. Adesso, in una fase di ulteriore contrazione dei consumi, il Governo ha deciso un ulteriore aumento del 24% dell’accisa: 5 volte superiore a quella dei superalcolici.
IL GAZZETTINO
A picco il consumo di vini da messa: i parroci risparmiano.

Va a picco il consumo dei vini da messa in Italia, più generale è in «netta diminuzione» in tutta Europa. Non solo perché scende il numero delle messe celebrate, ma anche perché i sacerdoti vanno sempre più al risparmio nella scelta dei prodotti destinati al rito eucaristico sull’altare, accontentandosi di vini meno costosi di quelli prodotti appositamente per essere utilizzati nella Messa.
Roberto Bava, produttore di vini piemontesi, esperto di vini da Messa, che rifornisce il Vaticano dei suoi prodotti, spiega: «In Europa si sta riscontrando un calo dei consumi di vino da messa».E se in Europa il consumo dei vini per uso sacramentale è calato, un leggero incremento, riferisce ancora Bava, si può riscontare «in Africa, in Asia e nell’America del Sud». Calano dunque i consumi dei vino da messa a livello europeo e i parroci, lamenta il produttore piemontese, «sono più disattenti nella scelta dei vini per uso sacramentale».
Malgrado il diritto canonico specifichi che il vino da messa, oggi quasi sempre bianco anche se fino a pochi anni fa era in uso il rosso, «debba essere naturale, di pura uva e non alterato», Roberto Bava evidenzia la «crescente tendenza da parte dei preti ad utilizzare vini qualsiasi».

VIRGILIO TECNOLOGIA
Vino: nasce in Italia la bottiglia parlante (*)
Una società toscana propone un’etichetta dotata di chip RFID, che indicherà automaticamente annata, provenienza e qualità del vino imbottigliato.

Un tempo, a pensare che le bottiglie di vino parlassero erano soprattutto i più accaniti bevitori, in preda a una forte sbornia. Ora, invece, le cose cambiano grazie a una nuova tecnologia nata in Italia.
   Un’azienda toscana ha prodotto infatti uno speciale chip RFID da inserire nelle bottiglie. In questo modo l’etichetta, una volta avvicinata a uno speciale lettore (grande come un pacchetto di sigarette) sarà in grado di fornire dati relativi alla provenienza e all’annata del vino, oltre ai consigli per consumarlo al meglio. E forse anche un sottofondo musicale.
   "La nostra idea è portare un enologo a ogni tavolo, in modo che sia il vino a presentarsi in prima persona", afferma Daniele Barontini, titolare del progetto, in un’intervista all’agenzia Reuters. "Forniremo l’etichetta parlante a ristoranti, enoteche e cantine in cui si offrono assaggi". La soluzione viene prodotta da Modulgraf, una società in provincia di Pisa, ed entrerà in commercio a novembre, dopo aver debuttato al prossimo Salone del Vino a Milano.
I produttori di alcuni grandi vini italiani, tra cui il Brunello, si sarebbero già detti interessati. Modulgraf è una società specializzata nella creazione di etichette per bottiglie e prodotti per impedire le contraffazioni. L’etichetta con chip RFID incorporato è stata brevettata dal tedesco Florentin Doring, che collabora con la società pisana.

 



Martedì, 12 Luglio 2005
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK