Lunedì 27 Maggio 2024
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa alcol e guida del 21 luglio 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


LA REPUBBLICA
Revoca definitiva anche in caso di droga, sì del Senato
Scontro in aula sugli autovelox
Incidente mortale per alcol via la patente

ROMA - Tolleranza zero per chi si mette al volante in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe: a chi provocherà incidenti mortali sarà revocata per sempre la patente. La novità è contenuta in un emendamento al decreto legge sulla pubblica amministrazione, approvato ieri dal Senato. Sarà revocata definitivamente la patente a coloro che provochino incidenti mortali guidando "sotto gli effetti di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza, con un tasso di alcol pari o superiore al doppio del consentito". (*) Il voto: 161 sì e 4 no.
Soddisfatto Roberto Salerno (An), il promotore dell’emendamento. Il consenso è stato trasversale. "I colleghi - spiega il senatore - al di là delle visioni politiche, hanno compreso la necessità di prevedere una norma severa per quanti si mettono al volante sotto l’effetto di alcol o droga". Fino ad oggi il guidatore ubriaco o drogato poteva incappare al massimo in una revoca della patente per sei mesi se aveva compiuto più violazioni in un anno. Il senso dell’emendamento sta tutto qui: "Si pone così fine - chiarisce Salerno - allo "scandalo-beffa" di quanti hanno provocato incidenti mortali, ottenendo in seguito la riconsegna della patente".
E intanto ieri, sempre al Senato, è andato in scena il tentato blitz di alcuni esponenti di Forza Italia per eliminare gli autovelox dalle strade italiane. Il senatore Luciano Falcier (Fi) ha presentato un emendamento al nuovo Codice della strada, tema la necessità di contestare immediatamente la violazione al trasgressore. Polemico il collega Donati (Verdi-Un): "L’emendamento vanifica la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie per il controllo delle strade". La Lega si è schierata con Falcier e l’azzurro Cicolani ha bacchettato il compagno di partito: "La norma si tradurrebbe in un accessibile segnale di allentamento dei controlli proprio alla vigilia dell’esodo estivo". Alla fine gli applausi hanno accompagnano l’ultimo atto: il ritiro dell’emendamento.
Mentre ciò accadeva a Palazzo Madama, dall’altra parte della città società Autostrade, Anas e Polizia stradale, hanno presentato "Via libera all’estate", il piano viabilità in vista dell’esodo estivo. E tra le novità proposte c’è anche un nuovo autovelox, il "Safety Tutor", un sistema per rilevare la velocità media di una vettura tra un punto e un altro. Un autovelox più "equo" quindi: 20 esemplari verranno usati da subito sulle autostrade italiane. Altra novità: la segnalazione, tramite cartelloni, del tempo previsto di percorrenza fra una città e l’altra.

 

ASAPS
LE MODIFICHE INTRODOTTE DAL SENATO ALL’ART.5 DL 115 DEL 30 GIUGNO 2005 RECANTE DISPOSIZIONI URGENTI PER ASSICURARE LA FUNZIONALITA’ DI SETTORI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
IMPORTANTI NOVITA’, "QUASI UNA RIVOLUZIONE" PER I CICLOMOTORI E MOTOCICLI.
OBBLIGO DI FREQUENZA DEI CORSI ANCHE PER IL PATENTINO AI MAGGIORENNI. CONFISCA DEL VEICOLO PER MOLTE TIPOLOGIE DI INFRAZIONI.
MODIFICHE ANCHE PER LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA, MA MENO SIGNIFICATIVE DI QUEL CHE SI RITENEVA.

Il Senato nella seduta antimeridiana n. 847 e pomeridiana n. 848 del 20 luglio 2005 ha apportato sostanziali modifiche con il recepimento di appositi emendamenti al testo dell’art. 5 del DL 115/2005, che si riportano a seguire.
Attenzione si tratta della ricostruzione sulla base dei testi di resoconto stenografico della seduta stessa. Pertanto i testi potrebbero subire delle variazioni correttive nella forma, anche se non nella sostanza.
Sostanza che ad un primo e veloce esame sembra portare una ventata "rivoluzionaria" per la circolazione di ciclomotori e motocicli con pesanti sanzioni che portano fino alla confisca dei mezzi in numerosi casi.
- In particolare è stato inserito con emendamento l’obbligo di frequenza degli appositi corsi anche per conseguire il patentino da parte dei ciclomotoristi maggiorenni. Confermata pure la necessità del certificato medico. Mentre rimangono non previsti gli esami. Un cambiamento decisamente sostanziale per molti maggiorenni, anche anziani, sprovvisti di patente che ora dovranno comunque frequentare i corsi previsti.
- Aggravate sostanzialmente le ipotesi delle infrazioni di cui agli articoli 169/2 e 7, 170 e 171, cioè il trasporto di persone in numero superiore a quello consentito e mancato uso del casco, casi nei quali viene ora prevista la confisca del veicolo. Ipotesi prevista anche nei casi in cui l’infrazione sia stata commessa da un minorenne.
- Anche chiunque circola con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, ricadrà nella confisca del mezzo.
- Modifiche importanti anche per l’articolo 186, guida in stato di ebbrezza e 187, sostanze stupefacenti.
- Viene prevista la revoca della patente nei casi in cui si provochi la morte di altre persone alla guida di un veicolo con qualsiasi violazione prevista dal titolo V del CdS (Norme di comportamento) qualora la citata violazione sia commessa in stato di ubriachezza o ebbrezza da alcol o sostanze.
Il valore alcolemico per l’ebbrezza deve però risultare pari o superiore al limite indicato dal comma 9 dell’art. 186. In sostanza poiché quel limite è di 1,5 g/l, il valore considerato dovrà essere pari o superiore a 3 g/l, quindi molto elevato. Ipotesi che potrebbe essere a questo punto residuale...
- Viene poi modificato l’art. 208 comma 4 del CdS, prevedendo che i proventi delle contravvenzioni siano destinati anche per consentire agli organi di Polizia locale di effettuare nelle scuole di ogni ordine e grado corsi didattici finalizzati all’educazione stradale.
Ulteriori approfondimenti saranno pubblicati sul sito www.asaps.it dopo l’approvazione definitiva del testo anche alla Camera.

SALUTE (La Repubblica)
Perché subiamo le stragi sulle strade?

Lettera al giornale
I telegiornali hanno detto che nel weekend tra l’8 e il 10 luglio sulle strade italiane sono morte 48 persone. Le immagini erano raccapriccianti, con macchine accartocciate. Non so se sia giusto paragonare queste immagini a quelle degli attentati di Londra (o di Baghdad), però guardandole ho avuto una reazione quasi rabbiosa. Perché assistiamo alla morte per incidente stradale come se fosse normale? Perché accettiamo che ogni giorno giovani, donne, anziani, bambini muoiano inutilmente? Secondo me è una strage assurda alla quale bisogna opporsi.
Anna Di Marco
Sottoscrivo: mi è capitato di provare le stesse emozioni vedendo i servizi tv sulle ordinarie stragi del fine settimana. Siamo rassegnati a questi eventi, mettiamo nel conto che "tanto sulle strade si muore", sappiamo di essere vittime e carnefici e pensiamo che sia inevitabile pagare un prezzo alla civiltà dell’automobile. Civiltà? Forse è una parola grossa. Sicuramente ha un costo troppo alto per la collettività. In vite umane (e non dimentico gli animali), sanitari, economici, sociali. Qualcosa si può comunque fare. Nel weekend da lei segnalato si è verificato un aumento degli incidenti mortali e delle vittime: l’anno scorso, nelle stesso periodo, sono state 43, due anni fa 34. Mettendo nel conto quel che è fisiologico (azzerare gli incidenti è impossibile), si può sicuramente ridurre il danno. Se il pericolo aumenta significa che sulle nostre strade si sono allentati i necessari controlli. Quelli normali, contro le imprudenze e gli eccessi di velocità (che rimane il primo, vero nemico degli automobilisti), e quelli straordinari, contro chi guida in stato di ubriachezza. Se non c’è la vigilanza dovuta da parte della polizia, non c’è possibilità di scampo, perché appena possiamo diventiamo piloti di Formula Uno. Ma anche i limiti di velocità andrebbero rivisti: 130 chilometri all’ora sono eccessivi. Si torni ai 110, magari solo sperimentalmente: sono convinto che le vittime diminuirebbero. Nel frattempo, chi può dovrebbe dare l’esempio, e non vantarsi, come ha fatto il ministro Stanca, di superare i 150 all’ora.

IL MESSAGGERO (Pesaro)
Oltre a spot, manifesti e messaggi anche concreti strumenti per dissuadere chi non rispetta il codice. Due autovelox nell’operazione sicurezza Massiccia campagna della Provincia per fermare le stragi sulle strade

PESARO - «Non possiamo assistere senza fare niente alle morti causate da chi non rispetta le regole del codice stradale e non è pensabile che nella nostra provincia ci siano così tanti incidenti, soprattutto tra i giovani». Così, il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli che ieri mattina, insieme al neo assessore ai trasporti Giuseppe Lucarini e al capo della Polizia Provinciale Daniele Gattoni, ha presentato la nuova campagna di comunicazione istituzionale che punta a sensibilizzare gli utenti della strada con lo slogan “Quando guidi, pensa alla vita....non ne hai un’altra”, concetto che verrà ripetuto su volantini, poster, spot radiofonici e cartelloni pubblicitari affissi in tutto il territorio provinciale e sugli autobus dell’Ami. «Il sottoscritto e l’intera Giunta - prosegue Ucchielli - hanno voluto con forza questa campagna, garantendo il nostro impegno anche finanziario (l’intera operazione costerà circa 15.000 euro, ndr) non solo per questi mesi estivi, particolarmente intensi per il traffico, ma per tutto l’anno». Ma non è solo con le campagne di sensibilizzazione che la Provincia intende dare il suo contributo nel miglioramento della sicurezza stradale. Dal primo di agosto infatti (e fino al mese di ottobre), entreranno in servizio 10 nuovi agenti di polizia provinciale insieme a due nuovi autovelox (costati circa 50.000 euro). «Segnaleremo le strade dove avverrà il controllo elettronico della velocità - precisa Ucchielli - in modo che nessuno si possa lamentare e, in ogni caso, l’autovelox non va inteso come uno strumento che serve ad aumentare le multe ma come un mezzo per far rispettare le regole». E dovrebbe aumentare anche l’uso dell’etilometro, strumento di cui la Polizia Provinciale è già stata dotata, oltre al pattugliamento sulle strade più battute da motociclisti e ciclisti. «Il nostro impegno - conclude Ucchielli - sarà anche per la messa in sicurezza delle nostre strade, ma non dobbiamo dimenticare che nella nostra provincia c’è una rete viaria di oltre 1600 chilometri e che nella stragrande maggioranza dei casi, non sono le condizioni della strada a causare gli incidenti ma la disattenzione o le imprudenze dei guidatori. Ecco perché, siamo convinti che una campagna di sensibilizzazione sia particolarmente utile per ridurre il numero dei morti».

GIORNALE DI BRESCIA
Su cinque esercizi commerciali visitati, solo uno ha rispettato l’ordinanza del sindaco che vieta la vendita di sostanze alcoliche per asporto
Coprifuoco, indifferenza a tutta birra
Anche dopo le 21 è stato possibile acquistare bevande. La tolleranza dei commercianti

Nove di sera di un mercoledì qualsiasi. O meglio, di quello che sarebbe stato un mercoledì qualsiasi se non fosse stato per l’entrata in vigore dell’ordinanza comunale firmata dal sindaco Paolo Corsini che, più o meno, recita così: «...dalle 21 alle 6 è vietata la vendita di alcolici per asporto su tutto il territorio comunale» . Misura giusta e necessaria? Lasciando agli addetti ai lavori le inevitabili polemiche sul caso, si va a caccia di locali che (eventualmente) vogliano assecondare una irrefrenabile voglia di acquistare una birra fresca. Alle 20.45 la prima tappa è un supermercato, luogo che rappresenta (in attesa di chiarimenti da parte dell’Amministrazione comunale) la terra di mezzo riguardo all’applicazione del decreto. Mi aggiro distratta tra le corsie poi, come se nulla fosse, alle 21.03 mi metto in coda alla cassa, con in mano una confezione da tre bottiglie di birra. Il cliente prima di me ha nel carrello tutto il necessario per una festa in casa, compresi vino e liquori. Lo guardo incuriosita, in attesa di una reazione da parte della commessa che, invece, lascia tranquillamente scorrere i prodotti sul lettore ottico della cassa, prende i soldi e si accomiata dall’avventore. La scena si ripete anche quando porgo alla cassiera le mie tre birre, nonostante l’ordinanza fosse in vigore già da cinque minuti. Borsa della spesa in mano, salgo in auto dirigendomi verso una vicina pizzeria d’asporto. Evidentemente è la mia serata fortunata perché dopo aver chiesto una fumante fetta di pizza margherita e due lattine di birra il gestore dell’esercizio non ha fatto altro che aprire il frigorifero sotto il bancone e tirare fuori le due lattine. Poi, messe pizza e birre in un sacchetto di plastica, mi ha dato regolarmente lo scontrino. Tutto normale dunque, se non fosse che la ricevuta fiscale riportava come orario le 20.59, nonostante le 21 fossero passate già da un bel pezzo. La terza tappa, consumata tra i tavoli all’aperto di un chiosco, ha avuto una trama leggermente diversa, senza però proporre il classico finale a sorpresa. Superata agevolmente l’indecisione tra le due marche di birra proposte, mi accingo a pagare quando la cassiera domanda minacciosa: «Ma sono passate le nove... Dove le bevi?». Evidentemente il mio racconto su una tranquilla bevuta tra le mura domestiche deve aver fatto effetto. Perché la cassiera ha semplicemente risposto: «Va bene, basta che non le bevi all’aperto e non le butti per la strada». Non mi arrendo e mi dirigo con decisione verso la stazione ferroviaria, uno dei posti «caldi» della notte bresciana. Il locale che scelgo vende ogni sorta di genere alimentare ma io cerco solo una cosa: la birra. La risposta stavolta è un secco rifiuto. Ma sapete perché? Purtroppo la birra è finita. Infine, la piadineria di via Solferino, l’ultima speranza (stavolta esaudita) di toccare con mano gli effetti del decreto del sindaco Paolo Corsini: «Sono passate le nove e quindi la birra non la possiamo vendere». Ma sul sedile dell’auto vantavo già cinque bottiglie ghiacciate di birra che ora mi attendono.

IL MESSAGGERO (Marche)
AL POZZO
Concerto jazz ma c’è troppo chiasso: volano insulti, boccali di birra e spintoni

Inizio di “fuoco” per il jazz in piazza Oberdan. Protagonista della prima serata il polistrumentista argentino Javier Girotto che ha regalato al pubblico, con la voce del cantante dei Aires Tango, un concerto in solitudine con più basi elettroniche preregistrate. Peccato però per la quasi-rissa esplosa tra un fan dell’artista giunto da fuori città e uno spettatore maceratese che ha interrotto bruscamente la complessa e delicata performance dell’artista argentino al Pozzo.
Un cinquantenne, che segue l’artista argentino da anni, è stato disturbato dal vociare in un tavolo ed ha chiesto di fare silenzio. Ne è nata una discussione finita con il fans che ha tirato un boccale di birra allo noto spettatore maceratese. Sono volate anche un paio di spinte, il maceratese è caduto a terra e si è fatto male a una mano. Solo grazie al tempestivo intervento del personale del Pozzo, che ospitava la serata, non è finita peggio. L’organizzatore della rassegna, Paolo Piangiarelli, dice: «Prendiamola per un inizio rovente di una stagione musicale maceratese offerta, giorno dopo giorno per tutta la lunga estate, dal Comune e da alcuni locali come il Pozzo», conclude Piangiarelli.
Gli appuntamenti con il jazz continuano nelle piazze di Macerata, a partire giovedì prossimo con l’arte del chitarrista e cantante brasiliano Nelson Machado, all’Osteria lungo il Fiume a Piediripa, martedì 26 in piazza Cesare Battisti (Riccardo Arrighini incontra Bepi D’Amato) e giovedì 28 luglio con il Danielle Di Majo Quartet, in piazza Oberdan.
Jazza anche oggi, Il Caffé del Viale che per una notte si trasferisce in Filarmonica (via dei Velini) ai bordi della piscina de “Il Glicine” con Stefano Conforti (sax tenore, contralto e voce), Marco Collazzoni (sax baritono, tenore e contralto), Emanuele Quatrini (pianoforte), Jhoe Barabucci (contrabbasso) e Leo Angeletti (batteria). Alle 20,30 un aperitivo e alle 22,30 party di summer swing. Per informazioni: 0733260360 e 3387649685.
E c’è jazz, stasera alle 21,30, anche al Pozzo che ospita il Filippo Gallo trio.

LA PROVINCIA DI CREMONA
Il 43enne Laurentiu Marinel Lazea ha ammazzato la compagna 41enne, Mariana Huh, a coltellate. La figlia testimone
Da Annicco per uccidere la moglie
Delitto di Lecco: l’omicida partito da Grontorto, era da parenti
.

Da dieci giorni era ospite da alcuni parenti a Grontorto di Annicco il 43enne rumeno che lunedì sera ha ammazzato a coltellate la moglie, la connazionale 41enne Mariana Huh, davanti agli occhi della 19enne figlia di quest’ultima, in una palazzina di Bosisio Parini, provincia di Lecco. E da Grontorto, secondo le indagini, Laurentiu Marinel Lazea è partito proprio poche ore prima del delitto, un omicidio che il sostituto procuratore di Lecco che si occupa dell’inchiesta, Giovanni Gatto, non esclude essere stato premeditato. Dunque pianificato, o almeno meditato, proprio nelle ore di permanenza nel Cremonese, trascorse lontano da quella compagna con la quale, da tempo, non andava più d’accordo: continui litigi, un rapporto ormai compromesso e, spesso, allontanamenti. Anche per questo, oltre che per riprendersi dai postumi di un incidente, Lazea aveva raggiunto i famigliari a Grontorto. Il delitto tra le 20 e le 20.30. Il rumeno non suona nemmeno alla porta della moglie, un appartamento del residence ‘Il Roppolo’. Nonostante sia stato invitato a starsene lontano, ha conservato una copia delle chiavi e con quelle entra. In casa ci sono Mariana e la figlia nata da un primo matrimonio, Dalila. Tra i coniugi inizia subito una discussione, animata. Dalila, per non assistere all’ennesima lite, si chiude in bagno e inizia a fare la doccia. Smette dopo pochi minuti, quando dal salotto rieccheggiano le urla disperate della madre. Dalila corre. E si trova di fronte alla scena del crimine: la madre è girata di spalle, la schiena insanguinata. Tenta di raggiungere la porta d’ingresso. Lazea le sta dietro, nella mano destra un coltello da cucina preso probabilmente da un cassetto poco prima, insanguinato pure quello. E’ la lama con cui ha colpito più volte la 41enne, non solo alla schiena ma anche all’addome. La lama che ha ucciso Mariana, che morirà sull’ambulanza, durante il trasporto all’ospedale. Laurentiu Marinel Lazea è stato ammanettato dai carabinieri della compagnia di Merate e ora si trova dietro le sbarre, chiuso in una cella del carcere di Lecco Pescarenico. L’arresto è già stato convalidato e il rumeno, difeso dall’avvocato Giuseppe Visconti, deve rispondere di omicidio volontario. Si indaga ancora, però. Per capire se l’accoltellamento è stato anche premeditato. E, soprattutto, per stabilire quale sia stato il movente, certamente da ricercare in quel rapporto deteriorato da tempo, tanto che la vittima aveva anche già chiesto il divorzio. Non si esclude che a compromettere ulteriormente la situazione possa essere stato il momento difficile attraversato dallo straniero, che aveva il vizio dell’alcol e che in seguito a un incidente — guidava ubriaco ed era finito contro un palo — rischiava anche di perdere l’impiego. I suoi datori di lavoro, titolari di una manifattura di Bosisio, avevano già avviato le procedure di licenziamento. Anche questo potrebbe aver contribuito a scatenare la follia omicida

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Alcol vietato Ds e Margherita allo scontro

Potenza Il divieto serale della vendita di alcol da asporto nel centro storico di Potenza alimenta un dibattito che coinvolge politici, commercianti e cittadini. Non c’è una convergenza di giudizi. Ieri i giovani diessini hanno invitato il sindaco Santarsiero a ripensarci, etichettando l’ordinanza come «frutto di un neo-proibizionismo». Dai giovani della Margherita, invece, arriva un segnale di incoraggiamento al primo cittadino e una frecciata ai colleghi della quercia: «Riteniamo - dicono - sia un valido strumento per porre rimedio ai tanti episodi di inciviltà, molto spesso sconfinanti anche in momenti di pericolo per tanti cittadini, che si registrano sempre più numerosi lungo le vie del centro cittadino. E’ strano come siano proprio quei giovani che esaltano la cultura e la civiltà di città multietniche per eccellenza come Londra a contestare un provvedimento che risulta molto meno rigido e, certamente, una civile regola per un centro cittadino di una città che si rispetti». Secondo la Margherita, non si tratta di proibizionismo o coercizione ma semplicemente «di una regolamentazione che contribuisce a rendere via Pretoria ed il centro storico davvero un punto di aggregazione sociale ma privo di episodi di teppismo o schiamazzi ingiustificati che turbano la quiete dei tanti cittadini che pure vivono nel cuore della città. Il consumo degli alcolici, nonché gli orari, all’interno dei bar e nei locali del centro non viene minimamente messo in discussione con quanto contenuto nell’ordinanza». Se i politici, anche all’interno di una stessa coalizione, evidenziano diversità di vedute, dai commercianti giunge quasi sempre una nota critica. Il responsabile dell’Ascom Potenza, Marco Trotta, contesta il provvedimento: «L’idea non risolve affatto il vandalismo notturno e, aspetto ancora più paradossale, finisce per addebitare ogni responsabilità agli incolpevoli titolari degli esercizi commerciali». Trotta contesta la facile equazione vandalismo uguale vendita o somministrazione di alcol e aggiunge: «La categoria non è affatto benevolmente collusa, come qualcuno lascia velatamente intendere, con le frange di vandali che scorrazzano indisturbati per la città. Del resto - si chiede il responsabile dell’Ascom - che senso ha vietare la vendita di alcolici nel centro storico e consentirla, invece, nelle immediate vicinanze oppure nei supermercati dove è possibile fare incetta di superalcolici da consumare dove e come più aggrada?». Sulla stessa lunghezza d’onda Gianni Brienza, presidente regionale dell’Arci. «L’ordinanza - dice - non fa certo bene al commercio nel centro storico. Mentre sono allo studio iniziative da parte di una nascente associazione di imprenditori per cercare di far arrivare gente nel centro, dall’altra parte c’è chi vuole chiuderlo. E’ un provvedimento «islamico». Siamo alle solite, si cerca di risolvere un problema che è soprattutto sociale, con il proibizionismo (*). Se i ragazzi, in particolar modo i minorenni, acquistano e consumano alcolici in quantità preoccupanti, non è vietandone la vendita dopo le 21.30 (tra l’altro non si comprende perchè solo nel centro storico), che si risolve il problema».

GIORNALE DI BRESCIA
Le clausole da valutare per stipulare una polizza che offra il miglior rapporto prezzo-garanzia
Rc auto, contratti su misura
Franchigia, rivalsa, esclusione: non tutte le assicurazioni sono uguali

Le polizze di assicurazione per la responsabilità civile per le auto non sono tutte uguali. Per muoversi nel mare magnum delle compagnie e delle diverse possibilità è bene tenere presenti alcuni accorgimenti che permetteranno una corretta valutazione della convenienza del prodotto. Innanzitutto occorre valutare non solo il premio di tariffa, ma anche i massimali a copertura, le condizioni contrattuali, tenendo d’occhio soprattutto le clausole di franchigia e quelle di esclusione e di rivalsa. Le prime sono quelle che limitano, se non addirittura, escludono la copertura dal rischio ed escludendo questa escludono anche il rimborso in caso di danno. Il che significa che la compagnia è tenuta a risarcire l’eventuale danneggiato, ma può rivalersi sull’assicurato chiedendogli la restituzione totale o parziale di quanto ha versato al terzo. Quali sono i casi più frequenti? Lo stato di ebbrezza, tanto per cominciare, per non dire della guida sotto gli effetti di sostanze stupefacenti. Differente il discorso che riguarda l’individuazione del conducente. Alcune polizze, infatti, prevedono che la copertura sia garantita solo nei confronti di automobilisti indicati nel contratto. Pertanto potrebbero escluderla qualora alla guida del veicolo coinvolto in un incidente vi sia soggetto non riconosciuto dalla compagnia. Altro aspetto da tenere ben presente sono le garanzie accessorie: incendio, furto, atti vandalici, tutela giudiziaria, assistenza, che sono oggetto di tariffazione e tassazione separate dalla Rc auto. La formula utilizzata dalle compagnie assicuratrici è senza dubbio il cosidetto contratto bonus-malus. È il sistema di tariffazione che premia il conducente in base alla sua condotta. Il minor numero di sinistri dà luogo all’abbassamento della graduatoria, mentre il maggiore ad un innalzamento. Decremento e crescita sono direttamente proporzionali al premio della polizza da pagare. Quindi meno incidenti si hanno, meno verrà a costare la polizza assicurativa sull’Rc auto. Collegato alla polizza bonus-malus c’è l’attestato di rischio. Un documento che fa la cronostoria dei sinistri del proprietario del veicolo. Al suo interno sono contenuti i dati degli ultimi cinque anni con le differenti classi di merito di provenienza e di assegnazione. Chi si assicura per la prima volta un veicolo si troverà automaticamente nella 14a classe di merito, il trasferimento ad altra compagnia però di regola permette all’assicurato di mantenere la classe raggiunta e quindi di vedersi riconosciuta la sinistrosità maturata. Tra le diverse compagnie assicurative ci si può anche muovere. Ma come? Quali sono gli obblighi che incombono su un contraente qualora decida di cambiare polizza e compagnia di assicurazione? Molto dipende dalla presenza nel contratto della clausola di tacito rinnovo. Quando questa manca il contraente alla scadenza, solitamente annuale, è libero di fare quello che desidera. Quando invece il tacito rinnovo è presente con obbligo da parte della impresa di comunicare al domicilio la variazione di premio, l’assicurato ha l’obbligo di comunicare, con raccomandata A.R. o con fax, la disdetta contrattuale almeno 30 o 60 giorni prima della scadenza della polizza. Il contraente ha diritto di disdire il contratto con la compagnia e di cambiare l’assicurazione se l’aumento della sua polizza è superiore al tasso di inflazione programmato. In questo caso può farlo senza dover per questo premurarsi di avvisare con l’anticipo richiesto. Sono diversi i parametri che danno luogo al premio della polizza e che concorrono quindi a determinare l’entità della spesa assicurativa per il veicolo. Ecco i principali. Innanzitutto la determinazione è effettuata sulla potenza della vettura. Più l’auto è potente più sale la probabilità di un danno costoso e con questo il costo della polizza. Ad incidere è anche l’alimentazione del veicolo: benzina, diesel o gas possono infatti dare una dimensione della strada che la macchina percorrerà in un anno e quindi anche della probabilità che questa incappi in un sinistro. Altro dato determinante è il luogo di immatricolazione. Ci sono province in cui è decisamente più alta la probabilità di incidenti che in altre. Ma anche il sesso e l’età del contraente: non è un mistero che giovani e donne sotto questo profilo pagano più di uomini maturi. Secondo le stime sono le prime due categorie quelle che, per inesperienza, determinano in percentuale il maggior numero di sinistri. Indipendentemente dall’età a incidere è sicuramente anche l’anzianità di patente. I neopatentati statisticamente provocano più incidenti. Ad incidere è anche la modalità di utilizzo dell’auto. Grossa differenza se è per lavoro o per il tempo libero. Anche in questo caso ad aver rilievo è la quantità di strada mediamente percorsa, quindi la probabilità di rischio che l’assicurazione va ad assumersi. Se tutte le caratteristiche prese in esame danno luogo all’identikit dell’automobilista ideale, e quindi a caratteristiche di rischio favorevoli, si applica una riduzione del premio che tiene conto anche della limitata circolazione del veicolo sempre condotto da una stessa e sola persona.

ASAPS
Sicurezza stradale, Marocco: dopo la legge per le cinture di sicurezza, arrivano gli alcoltest.
È una dichiarazione di guerra allo stato di ebbrezza
CASABLANCA (MAROCCO) – Sono ormai alcuni mesi che monitoriamo con attenzione anche le politiche sulla sicurezza stradale di paesi esterni all’UE. Paesi in via di sviluppo, con pochi abitanti o con un livello di motorizzazione che potremmo definire primitiva, e che per questo assolutamente insicura. Alcuni di questi stati, però, hanno cominciato con assoluta serietà una politica di progressiva securizzazione: è il caso del Vietnam o del Senegal, della Cambogia o della Tunisia. Anche il Marocco non è rimasto immune da questa esigenza di sicurezza, e dopo un codice della strada rinnovato e una complessiva rieducazione anche delle forze di polizia, l’azione è entrata nel vivo. Il governo ha parlato senza mezzi termini della necessità di mettere la parola fine alla guerra sulle strade, e considera questa una politica prioritaria. In questa prospettiva, un piano di azione mediatica è stato alla base della linea del 2004 e, soprattutto, del 2005, quando la strategia è divenuta maggiormente concreta. Nei giorni scorsi, proprio a Casablanca, si è tenuta una conferenza stampa alla sede del Comitato nazionale per la prevenzione della circolazione, il cui direttore – Azzeddine Chraîbi – ha spiegato ai giornalisti locali la natura delle nuove misure appena adottate. In effetti la strategia del Comitato, è ora improntata alla sensibilizzazione, con il piano d’azione mediatica nel pieno della propria attività e con un impegno finanziario di tutto rispetto, per il quale sono stati stanziati 16 milioni di dinari, l’equivalente di circa 1 milione e 60mila euro. L’impegno di spesa servirà coprire la diffusione di spot radiofonici sui canali marocchini in arabo, francese e amazigh, il dialetto berbero; saranno poi affissi migliaia di manifesti pubblicitari di grande formato nelle aree di servizio e di riposo lungo le principali arterie di comunicazione che mettono in collegamento le 15 città del regno. Come nella migliore tradizione di questi paesi, poi, sono stati allestiti due camper dotati di altoparlante, che diffonderanno nei centri abitati messaggi “… in grado di inculcare una nuova cultura di civismo e di cittadinità quali servono per una migliore sicurezza stradale…”, come ha precisato Azzedine Chrâbi. I due camper, saranno continuamente riforniti di materiale informativo ed uno coprirà la zona nord del paese ed una quella più a sud, fino al 13 settembre. Dopo quella data, i due mezzi saranno messi a disposizione del ministero della pubblica istruzione, per una nuova campagna scolastica. Sul fronte delle misure, spiccano poi le nuove dotazioni della polizia marocchina. Ne è stata data notizia dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Karim Ghellab, che nelle scorse settimane aveva comunicato l’istallazione di 40 postazioni fisse per il rilevamento della velocità e di 100 autovelox portatili, di cui dotare le pattuglie, ai quali si aggiungeranno altre 150 postazioni automatiche entro la fine dell’anno. Un impegno davvero importante, che spicca nella lotta all’insicurezza stradale africana e che precede l’arrivo anche di 10mila etilometri in distribuzione dal primo di agosto alla polizia stradale, che riceverà la consegna di controllare il conducente di ogni veicolo fermato, a prescindere dalla presenza o meno di segnali di una sua ebbrezza.(*) Infine, è stato dato il via alla costruzione di 185 centri di revisione, che a partire dal prossimo anno dovranno controllare l’efficienza del parco veicolare marocchino.
SALUTE (La repubblica)
CEFALEE
Svariati i motivi che, in estate, possono far scoppiare il mal di testa. "Possono scatenarlo l’intolleranza verso alcuni alimenti, ad esempio i prodotti che contengono solfiti, come i vini bianchi e la frutta secca. Dunque, anche un innocuo aperitivo durante l’happy hour può riservare l’incognita di un improvviso mal di testa", sottolinea Alessandro Targhetta, specialista in geriatria e gerontologia a Venezia e docente del Centro Italiano di Studi e Documentazioni in Omeopatia. In vacanza, anche l’alimentazione, talvolta eccessiva o disordinata, impegnando oltremodo la digestione, può favorire le cefalee. Comunque, attenzione a gelati, bibite ghiacciate e simili. "In alcuni soggetti, il palato è particolarmente sensibile ai cibi freddi e può scatenare improvvise emicranie", dice Targhetta. Non ultima, l’aria condizionata: gli sbalzi di temperatura tra l’esterno "infuocato" e gli ambienti da "ibernazione" possono far risvegliare le cervicalgie.
Consigli
Se si sospetta un’intolleranza alimentare, in attesa di accertamenti, abolire gli aperitivi; se proprio si deve, succhi di frutta e torte salate son meglio di vino e frutta secca. "Contro le emicranie da cibi freddi, basta scaldare i gelati sulla lingua e sorseggiare le bevande evitando, per quanto possibile, di metterli a contatto con il palato", suggerisce Targhetta. Aria condizionata: vale il buon senso. "Basta regolare le temperature su 4, massimo 5 gradi inferiori a quella esterna", aggiunge Angelico Brugnoli.
WINENEWS
IL CAUSTICO PENSIERO DI BEPPE GRILLO SUL VINO E LE SUE VANITA’ CONDENSATO IN POCHE RIGHE DAL TITOLO EMBLEMATICO E DIVERTENTE: “L’ODIO AL VINO”
 

E così anche Beppe Grillo esprime il suo pensiero sul vino e lo fa con la sua solita verve polemica e provocatoria, con un commento “fuori dai denti”, che non pratica nessuno sconto. Allo showman genovese, noto per i suoi attacchi a qualunque genere merceologico, non poteva certo sfuggire il prodotto vino, che pare essere diventato uno degli argomenti di comunicazione più “alla moda” del momento. Ecco qui di seguito il “Grillo pensiero” enoico:
L’Odio al vino
Odio il vino, quello "buono".
Il vino barricato con retrogusto di muschio, il vino degustato non bevuto, il vino tenuto in bocca, il vino fatto respirare. Questo vino lo odio con tutte le mie forze.
Odio il vino prodotto dai Panerai, Rotschild, con le cantine fatte dai grandi architetti Botta, Weber, Yokonimo, Rikowski. Cantine arredate, attrezzate a sala congressi, con sopra un Relais Chateaux con 50 camere lusso.
Odio le vigne perfettamente allineate, senza un filo d’erba superfluo.
Odio lo spreco delle bottiglie di vetro, belle, straordinarie, e buttate vie dopo l’uso.
Odio il tappo di silicone.
Odio i grandi intenditori.
Odio tutto ciò che gravita intorno al vino: le riviste, le trasmissioni televisive, i sommelier, gli accessori.
Il vino buono è un’altra cosa.
Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici.
Il vino dai 20 euro in su va odiato.
Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente.
Mi raccomando solo di non farvelo stappare, altrimenti vi applicano un servizio stappo che vi rovina.
Beppe Grillo

 

IL GAZZETTINO (Belluno)
CASO HEINEKEN Al sindaco Franco Zaetta è arrivato un fax inviato dalla Tarricone Spa una ditta potentina interessata ad acquisire lo stabilimento
Per la Birreria di Pedavena ora arrivano i lucani
Siro Celli presidente del Comitato: «È una novità positiva. Noi continuiamo però a portare avanti le nostre iniziative»

Pedavena
È un colpo di reni sul traguardo che a Pedavena ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Non più solo svedesi quindi interessati all’acquisto. A dieci giorni dalla chiusura della storica Birreria, sul tavolo del sindaco Franco Zaetta martedì sera è arrivato un fax "pesante". Un documento recapitato anche ad Heineken Italia, al sottosegretario Maurizio Sacconi e alla Regione, inviato da Balvano in provincia di Potenza, dalla Tarricone Spa. Una ditta tutta italiana che da qualche tempo si occupa anche della produzione di Birra. Nello stabilimento di Baragiano, acquistato nel 1999 dalla Moretti di Udine (marchio diventato poi Heineken) la ditta produce la birra Morena.
Dopo la Kopparberg spunta così a poco più di una settimana dall’addio al Feltrino della multinazionale olandese, un’altra ditta pronta ad acquisire lo stabilimento di Pedavena. Un gruppo nazionale che ha chiesto di poter avere un faccia a faccia con l’Heineken, con il sindaco Zaetta seguendo anche la stessa via del Mistero e della Regione intrapresa in questi giorni dalla ditta scandinava.
Quella della Tarricone Spa, hanno spiegato dal Comune, è una novità che ci rincuora e che ci fa vedere un futuro sicuramente meno nero».
Facce meno tirate anche tra i membri del Comitato Pro Birreria che da mesi ormai combatte contro lo spettro della chiusura.
«Che ci siano più ditte interessate alla Birreria - sottolinea con soddisfazione Siro Celli, presidente del Comitato - è un fattore molto importante. Che la Tarricone si sia fatta avanti significa che qualche cosa di sta muovendo. Noi da parte nostra continueremo la battaglia. Domenica esporremo gli striscioni dipinti uniti per la prima volta fra loro. La lunga tela partirà dalla Birreria e, lungo viale Vittorio Veneto raggiungerà la piazza del paese. venderemo le magliette del Comitato e il libro "Una fabbrica paese - il caso Birreria Pedavena". Questo per finanziare la nostra attività».
Alessandro Tibolla.

LA GAZZETTA DI CREMONA
Un girasole da record, 5 metri E’ stato cresciuto con il barbera

SONCINO — Piace il vino barbera al girasole record dell’azienda agricola Portici di Soncino. La pianta alta 5 metri e 10 centimetri si è sviluppata in modo esponenziale quando il suo coltivatore Primo Barnabò ha incominciato a somministrarle qualche caraffa del tipico vino piemontese. «Nella fase di levata della pianta — dice Primo Barnabò — ho provato a darle da bere un goccio del mio barbera per vedere come si comportava. Un esperimento che aveva dato frutti positivi con alcune piante ornamentali che mia moglie tiene in casa. Giorno dopo giorno la pianta di girasole mostrava di gradire. E i segni si vedevano a vista d’occhio. Due delle 6 piante di girasole presenti nel mio orto sono state trattate col barbera: la prima è alta 5 metri e 10 centimetri, la seconda 4 metri e 70 mentre quelle ‘astemie’ non raggiungono i 4 metri». Le piante record sono state seminate ai primi del mese di aprile. Provengono da sementi normalmente in commercio. Posizionate a margine dell’ortaglia non hanno richiesto particolari cure da parte del coltivatore Primo Barnabò. «Volevo battere il record di 4 metri e 85 fatto registrare la scorsa estate da un girasole allevato dal custode dello stabilimento Simon di Villacampagna e ci sono riuscito».




Giovedì, 21 Luglio 2005
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK