Lunedì 27 Maggio 2024
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna stampa alcol e guida del 2 agosto 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


IL GAZZETTINO (Treviso)
Dopo l’ennesimo grave incidente causato dallo stato di ebbrezza e da guida spericolata dure le considerazioni della Procura della Repubblica
Fojadelli: «Credo solo nella repressione»
«Un’intera classe politica ha permesso che nel perseguire questi reati siano consentite solo pene lievi».

«Le lesioni colpose anche gravissime sono perseguibili in Italia solo a querela di parte.
Se una persona non avesse parenti e venisse ridotta ad un vegetale, nulla accadrebbe al responsabile del fatto, perchè non potrebbe presentare querela. Sono leggi diseducative volute da un’intera classe politica; l’arresto in flagranza di reato può avvenire solo se la pena prevista è "non inferiore" ai 5 anni: l’omicidio colposo è "al massimo 5 anni", dunque un guidatore non si può arrestare: nemmeno in casi come quello di Paderno del Grappa in cui una ventenne è stata colpita da un segnale stradale divelto da un’auto impazzita ed è finita in coma». Il Procuratore della Repubblica Antonio Fojadelli commenta amaramente il fatto avvenuto sabato alle 23 ai danni di una ragazza di Castelfranco.
L’investitore è rimasto lievemente ferito, ha rifiutato i soccorsi e ha colpito in faccia il medico con un oggetto sporco di sangue. La vittima è Giulia Guidolin, ora in terapia intensiva a Treviso; responsabile un rumeno di 39 anni residente ad Asolo che guidava una Land Rover. L’uomo era in evidente stato di ebbrezza: ha fatto un giro vorticoso sulla strada antistante un bar, poi un secondo giro sbandando e finendo sul marciapiede, colpendo il cartello stradale con il segnale della rotatoria che si è staccato ed è finito addosso alla ragazza.
«Le mie prediche sugli argomenti che riguardano gli incidenti sulla strada le ho già fatte e sono anche stato giudicato querulo - dice Fojadelli - ho smesso di credere alla bontà e sensibilità degli esseri umani, credo solo nella repressione».
Parole durissime: il responsabile della Procura di Treviso ha sempre predicato la mano dura con chi guida ubriaco o peggio, provoca incidenti mortali o molto gravi, come in questo caso. Ma le lesioni per il codice si differenziano in colpose (non volute) e volontarie. In quest’ultimo caso si possono perseguire se la malattia che ne deriva alla vittima supera i venti giorni; se invece sono colpose, involontarie, si perseguono solo a querela. Insomma, il rumeno in questione - in assenza di denuncia specifica - può essere multato per aver sradicato il segnale stradale o perseguito per aver guidato in stato di ebbrezza (ammesso che gli accertamenti sullo stato siano stati eseguiti perfettamente nelle norme), ma niente altro. «La coscienza civica è estranea al Dna dei popoli mediterranei, è triste ma è così», conclude Fojadelli. Analoga triste osservazione sulle norme stradali la faceva da poco il presidente dell’associazione Manuela, Andrea Dan, che raccoglie le famiglie delle vittime della strada, affranto per l’ennesima vanificazione di norme maggiormente repressive da parte del Parlamento italiano pur dopo un’approvazione alla Camera.
Domenica si è chiuso il campionato del mondo di nuoto a Montreal: a chi dedica il suo argento, è stato chiesto al nuotatore italiano Luca Marin. «Al mio amico morto un anno fa in un incidente stradale», ha risposto il giovane che, al pensiero, invece che gioire per la sua straordinaria medaglia, ha pianto.
Antonella Federici.

TGCOM
La mamma killer confessa
Germania, "Due li ho uccisi io”.
Avrebbe ammesso di aver ucciso 2 dei  9 bambini partoriti la madre tedesca arrestata dopo che la polizia ha trovato i corpicini in una casa di Brieskow-Finkenheerd, a una decina di chilometri da Francoforte sull’Oder, alla frontiera polacca. La donna, che è in stato confusionale, sarebbe alcolizzata. "Ci occorrerà molto tempo per interrogarla", ha detto il portavoce della polizia Peter Salender.
Riguardo agli altri, la procura di Francoforte sull’Oder ha reso noto che durante gli interrogatori la donna ha detto di non poter ricordare le circostanze in cui erano venuti alla luce gli altri bambini perchè completamente ubriaca. In un primo momento la donna aveva ammesso che tutti e nove i bambini erano figli suoi, ma non aveva ammesso alcun omicidio. Un portavoce della polizia ha precisato che "la donna ha detto che i bambini sono suoi, ma nega di averli uccisi". E poi ha aggiunto: "Ai primi interrogatori, Sabine ha mostrato vuoti di memoria e nel suo caso non si può parlare né di ammissioni piene né di menzogne. Avremo bisogno di tanto tempo per interrogarla in maniera completa".
Da quanto accertato finora, i 9 bambini sarebbero stati messi al mondo e uccisi in un arco di tempo che va dal 1988 al 2004. I bambini sarebbero stati uccisi subito dopo la nascita. I resti dei loro corpicini erano nascosti nelle fioriere e in un vecchio acquario nascosto nella sabbia.
La terribile vicenda ha scioccato la Germania. La stampa tedesca ha pubblicato le foto della casa degli orrori ed è andata a scavare nella vita della donna, per tentare di capire l’accaduto. Secondo quanto sostengono i giornali tedeschi, oltre alle piccole nove vittime, la donna ha avuto anche altri quattro bambini. I primi 3, quasi maggiorenni, sono il frutto del primo matrimonio con Oliver, che ha divorziato da Sabine dopo la nascita del loro terzo figlio, precisa il quotidiano Bild. I tre bambini da allora non hanno vissuto con la madre. I 9 neonati, assassinati alla nascita, sono invece di padri diversi, spesso avventori di bar conosciuti solo per una notte. Il padre dell’ultimo bambino, impiegato in un bar si chiamerebbe Bernd. L’ultimo dei 13 figli è ancora vivo e dovrebbe avere circa un anno. Bernd avrebbe dichiarato che "non sapeva nulla" di ciò che avrebbe fatto la sua nuova compagna, che adesso sarebbe incinta di un quattordicesimo bambino.
Intanto, per tentare di dare una spiegazione alla vicenda, i giornali tedeschi hanno chiamato in causa i più grandi psicologi del Paese, come Uwe Wetter, vicepresidente dell’Associazione degli psicologi tedeschi,secondo cui la madre sospettata dell’infanticidio plurimo sarebbe una donna prostrata mentalmente e abbrutita psicologicamente dalla prolungata solitudine e dall’emarginazione sociale. Casi di neonati uccisi dalle madri si verificano da secoli, ha detto Wetter. Tali decisioni estreme, ha notato, vengono prese in stati emozionali estremi, subito dopo la nascita del proprio figlio.
"La donna con tutta probabilità è stata vittima di un abbrutimento interiore", ha aggiunto. E ha spiegato che la donna, essendo disoccupata, si sarebbe ritirata e chiusa in sé stessa, nascondendo le gravidanze. L’uccisione del proprio figlio subito dopo il parto "non è assolutamente un fenomeno del nostro tempo", ha ancora detto lo psicologo, secondo cui ciò sarebbe stato per secoli per molte donne l’unica possibilità di liberarsi del peso piuttosto che prendersi cura del figlio.
Ma la teoria dello psicologo Wetter contrasta in parte con la notizia data da alcune fonti secondo cui la donna abitava ancora insieme ai genitori. in una casa unifamiliare, dal tetto rosso e dall’aspetto idilliaco che per nulla al mondo avrebbe mai indotto a pensare che nel suo cortile ci fossero nove neonati uccisi e sotterrati in vasi di fiori.

IL MESSAGGERO (Marche)
Serata a tutta birra bloccati a l’Ancora.

FESTA della birra in spiaggia! Venerdì e sabato lo stabilimento balneare l’ Ancora si è trasformato in un vero e proprio padiglione da Oktoberfest . Nata dalla collaborazione tra i titolari dello chalet e il Bully bar , per due giorni fiumi di birra si sono consumati in riva al mare. Al bancone, montato per l’occasione in spiaggia si potevano degustare vari tipi di birra, dalla normale, alla doppio malto e la più particolare birra cruda. Non solo birra, ma anche cibo cotto in megagrigliate rigorosamente in spiaggia. Sabato sera, dopo la gara con i pedalò, i 48 partecipanti si sono dati appuntamento lì per festeggiare la giornata e ritirare i premi messi in palio dall’organizzazione. Dopo la cena, musica dal vivo con i Rivista Avvocato Pavone Club Social , che fino a tarda notte hanno intrattenuto gli appassionati della birra, con il loro vasto repertorio, culminato in una scatenatissima pizzica. Sarà stata la musica o il grado alcolico a trascinare tutti in pista? Visto il successo riscosso per la prima edizione, gli organizzatori già rinnovano l’appuntamento per l’anno prossimo. Nell’attesa che i pedalò spuntassero all’orizzonte nella spiaggia libera antistante allo chalet animazione e giochi per bambini, mentre il mitico Pino Diomede , in contatto con le imbarcazioni, aggiornava in tempo reale la classifica. Anche il fratello di Riccardo era tra i partecipanti, per ricordare il grande amore che legava il ragazzo al mare.
V.C.
IL MESSAGGERO (Rieti)
In manette il sessantenne Veniero Romolo Bordon che ha anche minacciato il nipote della donna
Arrestato per tentato omicidio
Seminudo e armato di sciabola e coltello contro la padrona di casa.
n mutande e scalzo, ma con sciabola e coltellaccio. Nessun carnevalata: per Veniero Romolo Bordon è scattato l’arresto per tentato omicidio visto che con tale arsenale si è scagliato contro la padrona di casa e il nipote, per fortuna senza riuscire in quanto minacciava. Impugnando la sciabola di oltre 60 centimetri e un coltello, e con una tenuta estiva da tinello, il 62enne è entrato in azione domenica pomeriggio. Un episodio che ha tenuto con il fiato sospeso le numerose persone che si trovavano a passare in via Terme, a Contigliano, l’altro ieri intorno alle 18.30. Protagonisti della vicenda - oltre a Bordon, 62 anni, residente a Contigliano dal 1998 -, un’ottantenne, vedova, romana, la signora N.P., e uno studente di 30 anni, F.P., nipote di quest’ultima. Bordon non era nuovo ad uscite del genere. Già un anno fa era finito in caserma, per una notte, sempre per lo stesso motivo: aveva pesantemente minacciato la signora N.P. da cui affittò, sette anni fa, l’abitazione al civico 17/A di via Terme. Lì Bordon abita con la moglie e una figlia. Ma i rapporti tra quest’ultimo e la proprietaria di casa, che abita cento metri più avanti, sono sempre stati tesi. Mezze minacce, paroloni, grida nel giardino e così via. Bordon, a sentire la padrona di casa, non paga l’affitto da circa un anno e entro l’11 luglio scorso avrebbe dovuto lasciare l’abitazione essendo diventato esecutivo lo sfratto promosso dalla proprietaria di casa. Ma il 62enne, già noto alle forze dell’ordine, non ha mai mostrato l’intenzione di lasciare l’abitazione. E così ogni minima sciocchezza, da mesi, era diventata motivo di lite con i padroni di casa. Domenica Bordon era agitatissimo, hanno raccontato ai carabinieri tutti i suoi vicini, gridava dalla finestra, scendeva in strada in continuazione.
«Ci ha riempito di parolacce, cose pesanti da sentire per una donna, spregevoli, - racconta la signora N.P. che di recente è stata anche operata al cuore e che a Contigliano, salvo minacce e insulti, ci torna ogni tanto per riposarsi - minacciava me, mio nipote, e tutti i nostri parenti da mesi. Ad un certo punto, saranno state le 14.30, ha cominciato a dire che ci ammazzava, che voleva spaccare tutto, oppure che ci dava fuoco. La cosa è andata avanti per qualche ora finché in mutande, scalzo, è sceso di sotto con la sciabola e il coltello e si è presentato qui in giardino». Bordon, sarà stato il caldo, ma probabilmente aveva anche alzato un po’ troppo il gomito, con una certa decisione si è avvicinato al cancello dell’abitazione di N.P. brandendo la sciabola di ben 67 centimetri e un coltello di discrete dimensioni.
L’anziana e suo nipote di sono barricati in casa, hanno subito chiamato i carabinieri, e nel frattempo si erano avvicinate altre persone sentendo le grida di Bordon. Lui è rimasto lì, in mezzo alla strada, ad agitarsi mostrando tutte le sue doti da maestro d’armi. Alla fine sono arrivati i carabinieri dalla vicina stazione. Bordon sentendo la sirena si è allontanato dall’abitazione dell’80enne: è corso, sempre scalzo e in slip, lungo il marciapiede fino ad arrivare vicino al ristorante "Giardinetto", che si trova proprio di fronte casa sua.
Lì i carabinieri lo hanno bloccato: era talmente agitato che i militari hanno dovuto intavolare una sorta di trattativa perché il 62enne continua ad agitare in aria la sciabola e ad inveire contro tutto e tutti.
Alla fine il maresciallo Amedeo Vallese, comandante della stazione di Contigliano, è riuscito ad ammanettarlo. Bordon, prima di finire in una cella del carcere di Santa Scolastica su ordine del pm Fabio Picuti, è stato portato in caserma dove sua moglie gli ha portato i vestiti. Anche l’esagitato continuava a gridare ovviamente contro la signora N.P.
IL MESSAGGERO (Latina)
I dati e le statistiche di luglio della Polstrada
Oltre mille auto controllate: sospese 227 patenti di guida.
Il luglio 2005 della Polstrada vede il bilancio globale dei controlli notturni del week-end all’insegna dell’estate tranquilla e della prevenzione delle cosiddette ”stragi del sabato sera”.
Nei cinque fine settimana del mese che si è appena concluso sono stati controllati oltre mille autoveicoli e sospese ben 227 patenti di guida a chi correva ben al di sopra dei limiti di velocità. I punti decurtati dalle patenti sono stati 1.810. I test sull’alcool ingerito hanno portato alla denuncia a piede libero di ben quindici guidatori che sono risultati essere in preda a uno stato più o meno palese di ubriachezza: una situazione ad alto rischio per se stessi e per gli altri (*).
Il piano di controlli on the road è stato predisposto dal Compartimento Lazio della Polizia stradale coordinato dal dottor Roberto Gabrieli. Il dirigente della Polstrada di Latina, vicequestore Bruno Agnifili, ha coordinato anche alcuni equipaggi della Squadra volante nell’ottica di una sinergia d’intervento con la Questura. In 190 casi la patente di guida è stata ritirata all’istante: si tratta di quei casi nei quali i guidatori avevano superato il limite di velocità di 40 chilometri orari.
Ma c’è di più, in azione è stato anche il Provida , la vettura che non ha i colori d’istituto e si mimetizza perfettamente con le altre auto ma è dotata di autovelox di bordo e di telecamera che registra le manovre pericolose. Si tratta di tecnologie che la Stradale sta incrementando per un controllo più incisivi degli stili di guida pericolosi. In azione anche lo Short live , un apparecchio in grado di verificare all’istante se un’auto risulta rubata o comunque segnalata come da ricercare: la verifica attraverso una telecamera che legge i dati in diretta e li trasmette a un computer centrale.
«I controlli proseguiranno anche tutti i week-end notturni di agosto spiega il dottor Agnifili all’insegna della prevenzione e del controllo capillare lungo le strade più frequentate dai giovani diretti alle discoteche».
RADIO AMICIZIA
Imperia: 16 persone denunciate dai Carabinieri per guida in stato di ebbrezza .
Controlli a tappeto questa notte da parte dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Imperia. I controlli si sono concentrati lungo le maggiori arterie stradali del capoluogo in particolare nei pressi dei locali notturni del Prino e di Borgo Peri nonché nel Golfo Dianese.
I Carabinieri, attraverso l’etilometro, hanno denunciato 16 persone, ritirando altrettante patenti per un totale di 160 punti, in quanto sorprese alla guida di autoveicoli sotto l’effetto di bevande alcoliche. Si tratta di 15 uomini, di età compresa tra i 20 ed i 40 anni, residenti in provincia di Torino, Imperia e Genova, e di una donna di 29 anni, residente in provincia di Imperia. Le professioni sono le più disparate: operaio, studente, impiegato, musicista. Sono stati inoltre controllati 100 veicoli e 150 persone, elevando 20 multe, decurtando un totale di 78 punti e ritirando due carte di circolazione per omessa revisione. Le violazioni contestate maggiormente sono quelle per le cinture, l’uso del cellulare e la dimenticanza dei documenti di guida. Dall’inizio dell’anno i Carabinieri di Imperia hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza 100 persone ritirando altrettante patenti per 1000 punti complessivi.

IL GAZZETTINO (Venezia)
BIBIONE Una giovane di 19 anni di Sacile aggredita vicino ad un chiosco da un venticinquenne egiziano
Arrestato per violenza sessuale
Inutili i tentativi di fermarlo di alcuni amici sino all’arrivo dei Carabinieri.

Fermato e arrestato dai Carabinieri di Bibione per violenza sessuale. È questa la grave accusa di cui dovrà rispondere E.L.A. cittadino egiziano di 25 anni. I fatti risalgono all’1.30 della notte tra sabato e domenica scorsa nella spiaggia antistante piazzale Zenith a Bibione. Vittima una ragazza diciannovenne di Sacile che si trovava con la sorella in un chiosco della spiaggia attiguo al piazzale dove le aspettavano due amici. La giovane era uscita dal bagno dello stabile assieme alla congiunta per avvicinarsi ai due giovani. Dall’oscurità è uscito lo sconosciuto che ha cercato subito il contatto invitando le due ragazze a fermarsi e a parlare. Il rifiuto delle sorelle non è stato accettato dall’ egiziano che è passato subito ai fatti. Preso dalla foga del momento, forse alimentata dall’alcol, l’uomo ha afferrato con violenza la diciannovenne cercando di trascinarla nuovamente nei bagni. Ne è nata subito una colluttazione nel corso della quale la ragazza cercava di divincolarsi ma l’inarrestabile foga dell’egiziano stava per avere il sopravvento. L’uomo si era letteralmente avvinghiato addosso alla sacilese iniziando a toccarla insistentemente nelle parti intime e tentando di baciarla. Tentativo questo non riuscito perchè la giovane, seppur in preda alla paura, si dimenava il più possibile.
All’incredibile episodio di violenza hanno assistito i due amici e la sorella che si sono scagliati contro l’extracomunitario nel tentativo di aiutare la ragazzina. Il raptus dell’uomo però non ha permesso ai sacilesi di frenare la sua violenza. La vittima ha quindi riacquistato coraggio mettendosi a gridare a squarciagola chiedendo aiuto. Le urla sono state udite da una pattuglia dei Carabinieri che stava perlustrando la zona. Immediatamente accorsi sul posto i militari hanno immobilizzato l’aggressore che cercava di continuare nel suo intento. Tranquillizzata la ragazza, i Carabinieri hanno ascoltato quanto era accaduto, arrestando l’uomo. Identificato l’egiziano, è emerso che è in regola con il permesso di soggiorno e che lavora per la stagione come cuoco in un hotel della cittadina balneare. A suo carico fino ad ora nessuna pendenza. È stato trasferito nel carcere di Venezia in attesa della convalida del fermo.
Nel corso dell’attuale stagione estiva è già la seconda volta che accade una violenza sessuale. Solo due settimane fa un episodio a Bibione è stato denunciato da una donna abitante a Gorizia. Le indagini di quel caso sono ancora in corso e portano nell’ex Jugoslavia dove si sarebbe rifugiato il responsabile.
IL SECOLO XIX
«Posa il coltello». Poi lo stende
Il titolare del Mickey Mouse a Santa Margherita costretto a difendersi da un uomo armato
L’aggressore, un serbo, arrestato e accusato di tentato omicidio.
Santa Margherita. «Posa il coltello, gli ho detto. Ma lui si avvicinava sempre più. Quando è arrivato a un passo l’ho colpito. E’ caduto a terra. Allora ho chiamato i carabinieri e il 118».
È ancora sotto choc il titolare del "Mickey Mouse", il pub di via Gramsci, a Santa Margherita, che l’uomo gestisce con due soci, un ragazzo e una ragazza. Nel racconto ricostruisce gli attimi drammatici che ha vissuto domenica notte.
L’uomo che lo ha minacciato con il coltello è un muratore di 42 anni, nato a Belgrado ma residente a Santa Margherita. Ora si trova in stato di fermo nel carcere di Chiavari con l’accusa di tentato omicidio. Vive solo al secondo piano del palazzo dove si trova il pub, alle spalle dell’hotel Lido, ha un regolare permesso di soggiorno e non ha precedenti. Una pattuglia del nucleo radiomobile del comando dei carabinieri di Santa Margherita che si trovava nelle vicinanze l’ha bloccato dopo l’allarme lanciato dal titolare del locale. L’uomo è stato fermato e il coltello sequestrato.
«È venuto ad abitare qui all’inizio dell’estate e ci minacciava da tempo - racconta il titolare del pub -. Ce l’aveva con i ragazzi che, fuori del locale, si fermavano a parlare. Tirava giù acqua e altro. Si metteva a urlare. E se la prendeva con noi se non gli davamo da bere. Birra o vino, spesso quando arrivava era già "bevuto". Ho provato a parlargli diverse volte, ho provato a farlo ragionare. Ma lui, niente». Una pausa, poi: «Ci minacciava. Minacce pesanti. "Vi taglio la gola", diceva. Oppure: "Vi faccio saltare il locale", "Vengo giù col kalashnikov". Minacciava anche i clienti. Siamo qui da cinque anni e non abbiamo mai avuto nessun altro problema. Lavoriamo praticamente solo in estate e controlliamo sempre che i ragazzi quando escono non facciano troppo rumore. Del resto nessuno degli altri vicini si è mai lamentato».
Anche domenica, verso mezzanotte e mezza, il muratore serbo è entrato nel locale. «Voleva da bere. Era ubriaco e l’abbiamo accompagnato alla porta, invitandolo ad andarsene - racconta il proprietario - Lui è uscito dicendo: "Vedrai cosa ti capita stasera". Poco dopo è tornato con un coltello in mano. Io ero fuori con dei ragazzi, il resto lo sapete». La breve colluttazione, poi l’arrivo dei carabinieri. Infine il fermo e il trasferimento dell’uomo nella casa circondariale di Chiavari dove la sua posizione è al vaglio del magistrato.
Il titolare del "Mickey Mouse" ha sporto denuncia ai carabinieri.
MOTONLINE.COM
Patentino e multe salatissime
guidare i ciclomotori un corso obbligatorio per i maggiorenni.
Sanzioni molto pesanti se si va in due in motorino e se si causano incidenti guidando ubriachi. Possibile la confisca del mezzo e la revoca della patente.
La definitiva conversione in legge del decreto 115 del 30 giugno, ha regalato ancora novità per il patentino per i motorini. Ma anche un inasprimento delle sanzioni, fra le quali svetta la confisca del veicolo per chi circola senza casco o trasporta un passeggero nel caso in cui questa possibilità non sia prevista dalla carta di circolazione. Norme sulle quali crediamo si dovrà tornare con regolamenti, circolari e chiarimenti, perché poco chiare nella possibilità di applicazione o, addirittura, troppo severe.
Ma vediamo in dettaglio le novità.
Patentino per motorini
Come avevamo anticipato, dal 1° ottobre 2005 sarà obbligatorio anche per i maggiorenni. Chi a quella data avrà già compiuto i 18 anni, potrà ottenerlo dopo aver frequentato un corso di formazione di 12 ore presso un’autoscuola, e presentando un certificato di generica idoneità (quest’ultimo aspetto sarà meglio regolato da una successiva circolare) rilasciato dal medico curante.
Chi invece i 18 anni li compirà dopo il 1° ottobre 2005, avrà anche l’obbligo dell’esame teorico, analogo a quello che i minorenni sostengono già dal 1° luglio dello scorso anno.
Relativamente al certificato medico d’idoneità rilasciato dal medico di base, questo è obbligatorio per tutti con effetto retroattivo, dal 1° luglio scorso. Diverrà un certificato analogo a quello necessario per le altre patenti, solo dal 1° gennaio 2008. Per quanto riguarda la durata del patentino, questa è stata fissata in 10 anni, con limite a 5 per gli over 50 e 3 per gli over 70.
Non dovrà prendere il patentino chi è titolare di altre patenti e anzi dovrà restituirlo chi conseguirà una patente superiore. In compenso, un emendamento dell’ultim’ora ha stabilito il diritto di guidare il ciclomotore per chi avrà la patente ritirata per essere stato pizzicato da un “velox”. Confermate la sanzione per i maggiorenni pescati senza patentino (516 euro e 60 giorni di fermo del mezzo) e la multa per incauto affidamento, 357 euro per chi darà il proprio ciclomotore a un guidatore senza patentino.
Confisca facile!
Un emendamento contestato, ma approvato, stabilisce la confisca del veicolo (non il sequestro, che è temporaneo, ma la perdita definitiva del bene!) per tutti quelli che saranno pizzicati a circolare in due su un ciclomotore, o su una moto omologata per il solo guidatore e per chi circolerà senza casco. La norma, però molto probabilmente dovrà essere rivista, perché di difficile applicabilità. Soprattutto perché gli articoli cui fa riferimento (169, 170 e 171 del Codice della Strada) abbracciano moltissimi casi, compresi coloro che guidano senza mani, che impennano, che trasportano un carico male ancorato o che portano un passeggero in posizione non stabile (anche il bambino in piedi sulla pedana?). Così com’è congegnata, insomma, la legge in certe città comporterebbe la confisca di tutti i veicoli...
Leggendola poi, due domande ci sorgono spontanee. Perché non si confiscano anche le auto di chi viaggia senza cinture? E poi, non sarebbe stato più giusto ritirare la patente al trasgressore, lasciando la possibilità di usare il veicolo ad altri familiari?
Revoca della patente
Chi causerà incidenti mortali violando uno degli articoli del Titolo V (“Norme di comportamento”) del Codice della Strada in stato di ubriachezza, si vedrà la patente definitivamente revocata.
Stessa misura punitiva per chi viene colto a guidare sotto l’effetto di stupefacenti o con un tasso alcolemico nel sangue superiore a 3 g/lt; un valore quest’ultimo, comunque, elevatissimo. (*)
Soldi per educazione stradale
Una formale modifica del 4° comma dell’art 208 del Codice della Strada, devolve una parte dei proventi delle contravvenzioni anche agli organi di polizia urbana, per la copertura dei costi dei corsi di educazione stradale e di preparazione all’esame per il patentino.
Autovelox
Sono invece stati ritirati già al Senato gli emendamenti che avevamo annunciato, relativi a regole più severe per gli appostamenti e le multe con apparecchiature che misurano la velocità.
IL TERRITORIO
ENTRA NEL CORTEO COME AL BOWLING .
 Mentre un gruppo di pellegrini procedeva verso il Santuario della Madonna della Civita, un uomo a bordo di una Panda ha travolto alcuni fedeli che prendevano parte alla processione. Fortunatamente solo alcuni di loro hanno riportato ferite giudicate guaribili dai medici in trenta giorni. L’autore dell’investimento era completamente ubriaco.
Un fuori programma che poteva avere conseguenze ben più gravi ha interrotto la consueta visita al santuario della Madonna della Civita di un nutrito gruppo di fedeli.
Una macchina, con a bordo un uomo in stato di ebbrezza ha travolto il corteo, ferendo numerosi pellegrini. Ma andiamo per ordine. Erano all’incirca le 3.30 della notte di domenica quando a Campodimele, all’altezza  della località Taverna, una Panda arrivava sparata travolgendo il corteo. Al volante dell’automobile un 35enne, un operaio del posto, di ritorno da una serata tra amici rigorosamente all’insegna dell’alcol.
Il ragazzo, che percorreva la statale 82 Valle del Liri, evidentemente non deve essersi accorto che davanti a lui procedeva il corteo. L’automobile ha preso in pieno alcuni di questi pellegrini. Alcuni di questi hanno riportato vari traumi in seguito all’urto,  ai più gravi sono stati prescritti 30 giorni di prognosi, e si trovano attualmente ricoverati negli ospedali di Fondi, Terracina e Formia. Illeso, invece, il conducente della Panda che non si è reso conto di nulla fino a quando avanti a lui non sono piombati come marziani i carabinieri di Lenola e una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Gaeta.
Ad accertare le condizioni di salute del conducente della vettura sono stati i medici dell’ospedale di Fondi, San Giovanni di Dio. I carabinieri avevano intuito che l’uomo avesse alzato un po’ il gomito, ma mai avrebbero immaginato quanto. Da test alcolemico è infatti emerso che il quantitativo di alcol assunto dall’uomo era superiore di quattro volte il limite consentito. (*) Al conducente della Panda è stata ritirata la patente di guida - documento che rivedrà fra molto e molto tempo ancora - e naturalmente sequestrata l’automobile. Per la festa più importante per gli abitanti di Itri, insomma, un brutto fuori programma.
E pensare che poteva andare peggio. Molto peggio.
IL GAZZETTINO (Treviso)
LA FESTA DELL’UOMO A QUINTO, "RITO" DA NON ABOLIRE.
Che oggi sia un giorno di festa, non tutti lo sanno. Ma a Quinto, sulle rive del Sile, la giornata dedicata agli uomini è invece una ricorrenza che ogni anno viene festeggiata con un grande pranzo cui partecipano fino a duecento persone provenienti sia dal paese che da quelli vicini, come Zero Branco e Morgano. A organizzarla è un impresario, Gigetto Marangon, che per tutti prepara risotto con i fegatini e bollito. La giornata continua poi con la musica di un’orchestrina e quattro chiacchiere in compagnia. Lo stesso vicepresidente della Regione Luca Zaia è un assiduo partecipante.
«Le donne, com’è giusto che sia, sono molto sensibili a ricorrenze come la festa della donna e la festa della mamma - dice il presidente del consiglio provinciale Fulvio Pettenà, che abita proprio a Quinto -, ma poche conoscono la festa dell’uomo. Queste sono invece tradizioni che è giusto tramandare». I "rituali" legati ai primi due giorni del mese di agosto, in effetti, rischiano di scomparire.
Quanti, ieri, si sono ricordati di bere la classica "mezza ombra" di vino bianco, che secondo la tradizione mette al riparo dai malanni dell’inverno? Proprio a Quinto, anche quest’anno, il gestore dell’edicola di fronte alla chiesa parrocchiale ha iniziato di buon mattino, armato di botticella, a offrire ai suoi clienti bicchierini di bianco. Solo un assaggio, sia chiaro, visto che la tradizione vuole che il vino lo si beva a stomaco vuoto, prima di fare colazione, ma sufficiente per risvegliare questa simpatica abitudine in chi l’aveva scordata o non la conosceva affatto. «Un tempo quel vino doveva servire da "antidoto" contro le infezioni - continua Pettenà -. Di fatto, bere un bicchiere tutti insieme, all’osteria o a una frasca, ha sempre costituito una forma di aggregazione per i nostri paesi».
IL GIORNALE DI VICENZA
Le volanti lo hanno bloccato su ordinanza di custodia. Frequenta i punkabbestia
Non lavora e pretende danaro Picchia i genitori, arrestato.
Negli ultimi tempi ha reso la vita famigliare un inferno. Non lavora, beve e fuma e pretende che i genitori, pensionati di circa 80 anni, gli paghino i suoi vizi. Quando si rifiutano usa violenza. Sono queste le motivazioni che hanno spinto il gip Eloisa Pesenti a firmare l’ordinanza di custodia cautelare a carico di Bruno Bogoni, 38 anni, residente in città nel quartiere S. Lazzaro. Le volanti lo hanno rintracciato nel primo pomeriggio di ieri a Campo Marzo, e gli hanno notificato il provvedimento prima di accompagnarlo in carcere. L’accusa è maltrattamenti in famiglia.
L’attenzione della volanti della questura si era concentrata su Bogoni nei mesi scorsi, tanto che da marzo in avanti è stato controllato una quindicina di volte in compagnia dei punkabbestia. Ma, aspetto ben più grave, gli agenti sono stati chiamati ad intervenire a casa sua per le violenze che usava contro gli anziani genitori ammalati. Un atteggiamento, il suo, che madre e padre per l’affetto che nutrono nei suoi confronti hanno sempre sopportato, ma nelle ultime settimane Bogoni è diventato così prepotente da costringerli, contro le loro stesse intenzioni, a chiedere aiuto all’esterno. L’arresto sarà sentito come una sconfitta, ma era l’unico modo per gli inquirenti per calmare il figlio.
I poliziotti del commissario Cecchetto e del vice Sulis erano intervenuti il 22 luglio scorso, verso le 20. Il 113 l’aveva fatto il padre, solo in casa con Bruno perché la madre era andata per qualche giorno in vacanza con la figlia. Bruno sarebbe tornato a casa ubriaco, come molte altre volte, ed avrebbe preteso i soldi per le sigarette. Il padre s’è opposto e lui l’ha prima insultato, poi ha preso un coltello da cucina e ha ferito il genitore alle mani, quindi ha iniziato a danneggiare i soprammobili di casa con delle forbici, infine ha puntato delle chiavi al collo dell’anziano. Era fuori di sé, e non s’è calmato nemmeno di fronte alla polizia, continuando a tenere con gli agenti un atteggiamento di sfida tanto che gli operatori hanno dovuto ammanettarlo per placarlo. In quell’occasione fu denunciato, ma gli agenti convinsero il padre e farsi medicare in ospedale e a denunciarlo. Un atto dolorosissimo per il genitore, che raccontò di mesi di soprusi, sia a lui che alla moglie, pensionata e ammalata. Il 16 luglio Bruno li bloccò con violenza mentre stavano per chiamare la polizia. In precedenza aveva buttato a terra la madre. Sempre perché, ubriaco, non si controllava.
Di fronte alla relazione delle volanti, il pm Monica Mazza aveva chiesto il carcere, e il gip è stata dello stesso avviso. Bogoni è ritenuto pericoloso, non ha autocontrollo e non servono nemmeno le divise degli agenti per calmarlo. Potenzialmente, le sue violenze in casa avrebbero potuto diventare sempre più pesanti. Non giovavano, in questa situazione, le sue frequentazioni; in maggio aveva ricevuto l’avviso orale del questore.
Ora Bruno Bogoni avrà modo di meditare in carcere. Sarà difficile tornare a farsi stimare in famiglia.
IL GAZZETTINO
AREZZO La tragedia in un capanno utilizzato dall’uomo come cantinetta e ripostiglio per gli attrezzi usati per la coltivazione di un orto
Ucciso dallo scoppio di una bottiglia di vino
La vittima aveva 74 anni. Tra le ipotesi un’esplosione dovuta al grande caldo oppure una caduta.
Un pensionato di 74 anni, Gino Rabatti di Loro Ciuffenna (Arezzo), è morto dissanguato dopo che l’arteria ascellare gli è stata recisa dalle schegge di vetro di una bottiglia di vino andata in frantumi che lui stesso stava portando a casa.
Tra le cause che hanno provocato la rottura della bottiglia gli inquirenti ipotizzano anche quella di una possibile esplosione per via del caldo (41 gradi raggiunti nell’Aretino in questo periodo).
Al momento, però, dopo esami necroscopici compiuti presso l’istituto di medicina legale di Arezzo, sembra più probabile che l’uomo sia caduto per un malore e, inciampando, sia finito in pieno sulla bottiglia mandandola in pezzi.
Frammenti di vetro hanno trafitto il pensionato al torace e ad un braccio facendogli perdere molto sangue fino a provocarne il decesso in assenza di soccorso.
L’infortunio infatti è avvenuto in un luogo isolato, all’ interno di un capanno che l’uomo utilizzava sia come cantinetta sia come ripostiglio degli attrezzi agricoli con i quali coltivava un piccolo orto a 200 metri dalla propria abitazione.
Era abitudine della vittima rincasare dopo essere passato dalla cantina dove prendeva una bottiglia di vino di sua produzione. L’allarme è stato dato dalla moglie che non aveva visto rientrare il marito.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Parte la sagra del vino.

CAROSINO Boom di presenze alla prima giornata inaugurale della XXXIX edizione della sagra del vino. Da diversi anni non si vedeva un afflusso di gente così numeroso alla festa di Bacco. Piazza Vittorio Emanuele è stata presa d’assalto da tantissimi visitatori che si sono subito recati a visitare la tradizionale mostra dei vini, giunta alla XXXI edizione, ospitata come sempre nelle bellissime sale del castello D’Ayala Valva, dove hanno fatto sfoggio i migliori vini del nostro territorio jonico. Ma l’agorà cittadina pullulava anche di militari in divisa, sia in rappresentanza dell’arma dei Carabinieri che dell’Esercito Italiano, partner di spicco della sagra di Carosino. I militari della compagnia di Martina Franca, guidati dal capitano Giovanni Tamborrino, hanno allestito uno stand nel quale oltre ad un manichino con la grande uniforme storica dei carabinieri, facevano bella mostra di sè libri sull’Arma, numerose copie delle due pubblicazioni dell’ente editoriale dei carabinieri, stampe e quadri dedicati alla benemerita. La stazione mobile del comando di San Giorgio Jonico, inoltre, hanno mostrato ai cittadini le modalità di accesso al sito internet www.carabinieri.it. Successo, infine, per l’esibizione del robot in dotazione agli artificieri antisabotaggio del Reparto operativo di Taranto. Alla cerimonia di inaugurazione della sagra sono intervenuti le autorità locali, tra cui il sindaco Francesco Sapio e gli assessori Onofrio Di Cillo e Maria Teresa La Neve. Al loro fianco c’erano i rappresentanti della Provincia, in primis il Presidente Gianni Florido, l’assessore provinciale ai Lavori Pubblici Costanzo Carrieri e il consigliere provinciale Mino Sampietro. E’ intervenuto anche il segretario provinciale dei Ds Vico. L’evento più emozionante, ricco di significato storico, è stato quando il primo cittadino ha premuto il bottone per l’accensione della fontana monumentale, da cui ha iniziato a zampillare vino. Poi si è esibito con successo il noto complesso musicale degli anni ’70 dei New Trolls. Ieri sera la manifestazione bacchica ha proposto un appuntamento enogastronomico con un pasta-party a cura dell’associazione provinciale cuochi di Taranto e lo spettacolo di music show Carosinissimo, che ha deliziato il pubblico con Luant Dance. Stasera 2 agosto, invece, nella terza giornata, consueto convegno, dal titolo «Il vino e la sua creativa capacità do attrazione: una risorsa inesauribile per un turismo di qualità». Si parlerà di dunque di enoturismo, in tutte le sue sfaccettature culturali ed enologiche all’interno del castello D’Ayala (ore 19). Interverranno: Vittorio Cisonno, presidente regionale movimento Turismo Italiano; Andrea Occhilupo, coordinatore delle risorse naturali del litorale tarantino orientale; Gianni Perona, del consorzio operatori Turistici Jonici «Scegnus"; Luigi Primicerj, presidente del consorzio di Tutela del Primitivo doc di Manduria; Franco Carbotti, assessore provinciale all’Agricoltura e il sindaco di Carosino Franco Sapio. Modererà i lavori la collega Pamela Giufrè, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.
Angelo Occhinegro .




Mercoledì, 03 Agosto 2005
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK