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Rassegna stampa alcol e guida del 10 agosto 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-Insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


 

IL GAZZETTINO (Treviso)

 

«Stefano non è un mostro E’ stata una tragica fatalità»

 

Volpago del Montello

 

Mentre ad Arcade si svolgevano le esequie funebri della piccola Melania Grassedonio, nella sua casa di Selva Stefano Girardi stava scontando la prima giornata agli arresti domiciliari. Il caso dell’investimento di giovedì sera alla sagra di San Lorenzo, che è costato la vita alla bambina, e il provvedimento cautelare notificato a Girardi nel pomeriggio di lunedì sta colpendo duramente le comunità di entrambi i paesi, alle prese con un evento tragico che a fatica sarà rimarginato.

 

A Volpago, comune di residenza di Stefano Girardi, non si parla d’altro. "È un avvenimento troppo grande, non sappiamo proprio che cosa dire ­ è il commento di Ivano Sfoggia dell’omonima osteria in via Castagnè, abituale punto di ritrovo del responsabile dell’incidente mortale e buon conoscente della famiglia ­ siamo tutti affranti per quanto successo a quella povera bambina. Per quanto riguarda Stefano posso solo ribadire che è sempre stato un ragazzo sensibile e sono sicuro che porterà dentro di sè questo dolore da qui in avanti. Vorrei solo aggiungere che lo Stefano che conosciamo non è quello descritto da molti mass-media, non è un mostro nè tantomeno uno che si riempie di alcolici per fare il gradasso. Purtroppo è capitato quell’incidente, io credo una tragica fatalità, che ha spezzato una vita e ne ha segnato irrimediabilmente un’altra. (*)

 

Giulio Mondin

 

 

 

(*) Nota: quando succede un incidente causato da un guidatore ubriaco appare inaccettabile che si parli di fatalità.

 

L’ADIGE

 

Troppi ubriachi al volante: il mio doppio dramma

 

Gentili lettori dell´Adige, mi viene naturale rispondere al dibattito che in questi giorni si svolge sul tema della guida in stato di ebbrezza.
Capisco la rabbia e lo sdegno per quello che è successo e lo condivido, ma egualmente desidero esporvi la mia esperienza. 10 anni fa perdevo mia sorella, investita in un incidente stradale. Non so dirvi se chi l´ha investita avesse bevuto o meno, posso dirvi che non ho mai provato rancore né odio ma un grande grandissimo vuoto, questo sì... e questo vuoto mi ha condizionato la vita e mi accompagnerà per sempre.
Ebbene, 5 anni fa uccisi a mia volta una persona investendola con la mia auto: avevo bevuto, ho ripetuto la scena all´opposto. Non immaginate quante volte avrei desiderato che la "giustizia" mi avesse fatto pagare per questo crimine mettendomi in prigione per un tempo ragionevole, in questo modo avrei potuto scontare la mia colpa... ed invece cosi non è stato. Il mio dolore l´ho scontato nella testa, nella vergogna e nella stupidità del mio gesto.
Sono 5 anni che non guido una macchina, per mia scelta ho preferito non rifare la patente dopo la sospensione di 6 mesi inflittami. Ora, dopo un decennio buio sto ritrovando la voglia di vivere, quello che ho commesso insieme alla perdita di mia sorella mi accompagnerà per sempre e per sempre dentro di me pagherò per lo sbaglio che ho fatto.
Vado ad un alcol club, anche se dopo l´incidente non ho più bevuto, ma egualmente ci vado perché in quella sede ho trovato delle persone che come me hanno sofferto e mi capiscono.
Quest´anno ho deciso di riprendere la patente. Quello che non condivido nella vostra rabbia è che se una persona sbaglia non possa avere mai più l´opportunità di rimediare. Ognuno di noi conosce le proprie colpe, grandi o piccole che siano, e guardandoci dentro con sincerità ognuno può trovare le proprie. Ma io credo che se a questo mondo non ci è data l´opportunità di capire i nostri errori e rimediare agli sbagli commessi, allora non c´è via d´uscita per nulla.
Perché il mondo è malato e se davvero vogliamo una società migliore dobbiamo parlare di perdono e non di condanne a vita. Anch´io condivido in pieno che chi ha commesso un crimine DEVE pagare, ma DEVE anche avere una seconda opportunità, specialmente se si CAPISCONO I PROPRI SBAGLI e si vuole rimediare ad essi.
Purtroppo, chi non capisce non capirà mai. Ma, per fortuna, non tutti siamo recidivi.

 

L.

 

IL GAZZETTINO (Treviso)

 

IN TRIBUNALE

 

Domani mattina l’interrogatorio di Girardi

 

Treviso. È stata fissata per domani alle 9 e 30 in tribunale a Treviso l’udienza di convalida degli arresti domiciliari per Stefano Girardi. Il 32enne di Volpago del Montello, che ha investito giovedì scorso un’intera famiglia ad Arcade, causando la morte delle piccola Melania Grassedonio, 10 anni, e ferendo tre fratellini, dovrebbe essere assistito dall’avvocato d’ufficio Fabio Giuggiola. Il condizionale è d’obbligo perché il difensore d’ufficio fino alla tarda serata di ieri non era riuscito ancora a parlare con Girardi. L’unico numero telefonico in suo possesso era quello del cognato Bruno Baù, che aveva comunicato all’avvocato Giuggiola di aver già dato incarico ad un altro studio legale, tra l’altro chiuso per ferie.

 

Ma oltre alle parole del Baù, per l’avvocato Fabio Giuggiola non è arrivata nessuna conferma ufficiale, e se non dovesse arrivare entro le 9 e 30 di oggi resterà lui il difensore del Girardi, per questa prima udienza. Gli arresti domiciliari sono stati decisi dal gip Valeria Castagna, su richiesta della Procura per il pericolo di reiterazione del reato e per la gravità oggettiva dell’incidente, seppur non volontario, ma colposo. Non sarebbe il primo caso. Risale al 2000 un episodio simile avvenuto nel milanese. Il protagonista si era reso responsabile di due incidenti mortali in pochi anni ed in ambedue era in stato di ebbrezza. Per lui la Procura di Milano aveva chiesto gli arresti domiciliari.

 

IL GAZZETTINO (Treviso)

 

Fiori bianchi e tanto dolore per l’ultimo saluto a Melania 

 

Arcade. Sono le urla strazianti di Jessica, sorella maggiore della piccola Melania, a chiudere in cimitero la toccante cerimonia della sepoltura della bambina che a soli 10 anni giovedì scorso è stata travolta dall’auto impazzita di Stefano Girardi. "È colpa mia, non c’ero io là, io non c’ero...". Un dolore insostenibile per la ragazza, colta da malore prima di arrivare in chiesa.

 

Nella grande parrocchiale di Arcade, ieri pomeriggio interdetta a fotografi e cameramen, c’era praticamente tutta la comunità ed anche il vicepresidente della Regione Luca Zaia, accompagnato dal presidente della provincia Leonardo Muraro e dalle autorità cittadine. Dall’amministrazione provinciale un grande mazzo di fiori, che si accompagnava alle rose bianche della famiglia Grassedonio e ai gigli gialli donati dall’associazione ferrovieri, nella quale lavora il compagno di Rita, Fabrizio Musa, ancora ricoverato in Ortopedia.

 

Papà Michele, mamma Rita, i cinque fratelli e sorelle di Melania: nessuno si è seduto durante la cerimonia. Tutti in piedi accanto alla piccola bara bianca, abbracciati per l’ultima volta alla loro bambina strappata prematuramente alla vita. Un dolore composto, invece, quello dei parenti, arrivati direttamente dal Trentino, dalla Lombardia e da Caltanissetta, assieme alla maestra di Rovereto, Wilma Festi. "A volte non ci sono risposte al perchè di tanta sofferenza - ha detto don Diego Semenzin durante l’omelia - Pensiamo al perchè gli strumenti di benessere diventino spesso veicolo di morte: è solo nostra la responsabilità di saperli usare senza divenirne schiavi. La vita è un valore grande perchè tesoro di amore ricevuto. Dobbiamo avere il massimo rispetto per la sofferenza, sia di chi ha perso una vita, sia di chi ha provocato la tragedia".

 

Parole dunque concilianti anche verso Girardi, quelle di don Diego. "Resta una tristezza che si apre alla speranza. Cercheremo di rimanere vicini a questa famiglia appena arrivata e che già ha subito una tragedia così grande". Nel vicino cimitero, mamma e sorelle di Melania si aggrappano alla piccola bara bianca: una disperazione troppo violenta, un distacco improvviso di cui faticano a rendersi conto. Tanto da non voler lasciare che la cassa sia deposta nel loculo, quasi dandosi la colpa di quanto accaduto. Un dolore che non può più essere consolato, al di là delle frasi pronunciate a caldo, nemmeno dall’apprendere che Stefano Girardi è da due giorni agli arresti domiciliari. Serena Masetto

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Monte S. Adesione al «gowine»

 

 «Vai col vino»

 

Stasera degustazione in piazza

 

Monte Sant’Angelo. Anche Monte S.Angelo entra nel prestigioso circuito «GoWine». Quest’oggi in tutta Italia si terrà l’iniziativa «Moscato sotto le stelle». Verranno presentati vini moscato di importanti produttori nazionali e gli scenari saranno in ogni parte d’Italia luoghi storici e turistici di assoluto prestigio. Ed è proprio in questo circuito che è entrata anche la cittadina garganica. L’iniziativa è stata organizzata dalla costituenda sezione garganica «GoWine» che avrà sede proprio a Monte Sant’Angelo: l’idea di aderire al circuito nazionale è venuta a un gruppo di giovani montanari che si propongono come obiettivo sociale la promozione della cultura dell’accoglienza e del turismo di qualità. L’appuntamento con la tappa garganica è fissato per questa sera, alle 21, presso l’atrio delle clarisse. I vini saranno degustati con l’accompagnamento di prodotti dolciari della tradizione gastronomica montanara e garganica, grazie al contributo gratuito di produttori locali. E’ prevista anche la presenza di produttori e distributori vinicoli locali. Nella stessa serata, sempre nell’area delle Clarisse, si terranno concerti di musica sinfonica. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al patrocinio dell’assessorato comunale al turismo. La speranza degli organizzatori è che la risposta del pubblico li incoraggi a ulteriori iniziative.

 

Paolo Troiano

 

LA SICILIA (Siracusa)

 

Madre dice basta alle minacce del figlio e lo fa arrestare dai Cc

 

Floridia. Alla fine, la madre stanca, esasperata e preoccupata dalla continue minacce ricevute dal figlio, non ne ha potuto più, per cui si è recata alla locale tenenza dei carabinieri per presentare una circostanziata denuncia nei suoi confronti. E così sono scattate le manette per il ventiquattrenne Antonino Blanco giovane nullafacente con a carico qualche precedente di polizia. E’ stato arrestato dai carabinieri nella flagranza di reato di tentata estorsione ai danni della madre.
L’episodio si è verificato all’interno di un abitazione di via Leonardo da Vinci. Il giovane Antonino Blanco, da tempo assuntore di sostanze alcoliche, aveva continuato a chiedere ai suoi congiunti, in primo luogo la madre, altro denaro per continuare a bere. L’ennesima richiesta è avvenuta con violenza e minacce.
Ricevuta una risposta negativa, il giovane alcolista non ha esitato a scagliarsi contro la madre, in quel momento sola in casa ( il marito lavora facendo i turni di notte), in compagnia di una figlia di 13 anni che allibita e nel contempo preoccupata ha assistito alla nuova sfuriata di violenza del fratello. Quando sono intervenuti i carabinieri della tenenza il giovane è stato trovato sempre in preda ai fumi dell’alcol, che ha smaltito in una cella del carcere di Cavadonna. La difesa del giovane alcolista è stata assunta dall’avvocato Sofia Amoddio. Il pubblico ministero che ha coordinato le indagini sull’episodio di degrado e violenza (causata dall’uso dell’alcol), fra le mura domestiche è Antonio Nicastro.

 

Nei prossimi giorni è previsto l’interrogatorio di garanzia del giovane alcolista floridiano.
Saretto Leotta

 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

 

E’ già tempo di bilanci per la manifestazione interamente dedicata al mondo dell’enologia

 

Fascino e cultura del vino 

 

Una edizione da record per la Sagra di Carosino

CAROSINO Mai vista tanta gente alla sagra del vino di Carosino, che ha chiuso i battenti domenica scorsa. La XXXIX edizione verrà ricordata non solo per le migliaia di persone che hanno visitato la festa di Bacco, ma anche per la qualità delle iniziative prodotte. Una delle ultime che ha lasciato il segno è stata «Calici di Primitivo». Nella suggestiva cornice del giardino del castello D’Ayala di Carosino, l’attuale Amministrazione comunale, in stretta collaborazione con L’A. I. S. (Associazione Italiana Sommelier) ha organizzato una serata consistente nella degustazione di alcuni primitivi di Manduria, provenienti anche dalla stessa Carosino, Lizzano, Sava e da altre località limitrofe, le cui caratteristiche, i cui odori e sapori sono stati sapientemente esaltati ed accuratamente descritti da un gruppo di sommelier appartenenti all’associazione tarantina «Delfini di-vini». «E’ stata forse una delle serate più particolari di quest’ultima sagra del vino - ha commentato Onofrio Di Cilllo, assessore alle Attività Produttive - poiché si è venuto a creare una clima molto coinvolgente e l’iniziativa è stata molto apprezzata dai numerosissimi visitatori che, per la modica cifra di tre euro, hanno ricevuto un calice di vetro ed una borsetta porta calice, degustando con interesse e curiosità i vari primitivi che venivano loro offerti ed accompagnati da gustosi assaggini preparati con cura dal locale centro polivalente per anziani». Anche Carosino, dunque, ha scelto un percorso sempre più orientato verso la valorizzazione non solo della qualità del prodotto enologico, ma anche e soprattutto della qualità del vino. E lo stesso assessore Di Cillo è orgoglioso di questo risultato, anche perché sei dei sommelier presenti alla manifestazione erano carosinesi doc: Giuseppe Carrieri, Giampiero Corciulo, Mario Frascella, Salvatore Gigantiello, Ciro Sibilla e Roberto Sibilla, i quali hanno messo a disposizione degli amanti del vino le loro competenze. In queste ore, intanto, si saprà se il concerto di Giorgia, che avrebbe dovuto tenersi il 3 agosto, rinviato all’ultimo istante a causa di problemi organizzativi, si farà. Se dovesse saltare del tutto, allora le migliaia di biglietti venduti saranno rimborsati alla gente. Angelo Occhinegro

 

LA SICILIA (Trapani)

 

Mazara: «i carabinieri non sono intervenuti»

 

Aggressione sul lungomare un giovane è stato operato

Mazara.  Preoccupa l’escalation criminale che si registra in particolare nei fine settimana in città. La gente teme che gli extracomunitari, negli ultimi week-end protagonisti di aggressioni, divengano i "padroni" delle serate mazaresi e, così, invoca un maggiore controllo del territorio, un coordinamento interforze pronto ad intervenire in situazioni di emergenza. Ed è proprio una di queste emergenze, l’aggressione subìta da un gruppo di castelvetranesi, ad avere sollevato dubbi e perplessità sulla tempestività di un intervento mai effettuato in chi, purtroppo, ha dovuto vivere l’evento in prima persona.
«Gli extracomunitari che ci sono improvvisamente piombati addosso, circa otto o dieci tutti ubriachi - racconta V. E., una delle giovani aggredite - credo avessero premeditato il gesto. Quando, senza alcuna ragione, hanno cominciato a picchiarci, ci siamo infilati in auto e abbiamo telefonato al "112". Per tre volte abbiamo fatto questo numero, ma i carabinieri non si sono visti. Gli extracomunitari, intanto, tra le altre cose, avevano rubato una collana e preso le chiavi della nostra auto poi recuperate a fatica. Se non fossimo riusciti a caricare il mio ragazzo sull’auto e a trasportarlo in ospedale sarebbe morto dissanguato. Io e i miei amici siamo in vacanza e ci volevamo divertire sabato sera. Non ci ubriachiamo e non facciamo uso di droghe. Non ci aspettavamo di essere aggrediti mentre consumavamo un panino al chioschetto sul Lungomare Mazzini e neanche che, nonostante le diverse telefonate, tutte memorizzate nel cellulare, i carabinieri non arrivassero. Ci potevano ammazzare tutti e non arrivava ugualmente nessuno».
I militari dell’Arma pare fossero impegnati in un altro intervento e quando sono giunti sul posto dell’aggressione non hanno trovato più nessuno. Dei castelvetranesi arrivati all’Abele Ajello il ferito in modo più grave è subito apparso il fidanzato di V. E. che ieri è stato sottoposto a un intervento chirurgico, mentre per altre due vittime la prognosi è stata di sei giorni. Una denuncia sull’aggressione, intanto, è stata presentata agli agenti del Commissariato.
Margherita Leggio

 

VIRGILIO.IT

 

GB/ MAGISTRATI DICONO NO A LEGGE SU VENDITA CONTINUATA DI ALCOL

 

Documento: provocherà aumento di violenze

 

Roma, 10 ago. (Apcom) - I giudici del Galles e dell’Inghilterra criticano il lassismo del governo nei confronti delle leggi sull’alcol approvate negli ultimi anni e si mostrano particolarmente preoccupati per le legge, già approvata ma che entrerà in vigore il 24 novembre, che darà il via libera alla vendita di alcolici senza limiti di orario.

 

Secondo i giudici, scrive il Times citando un documento inviato dal consiglio dell’Alta Corte di giustizia di Inghilterra e Galles al ministero degli Interni, le leggi permissive già approvate sarebbero alla base di numerosi atti di violenza, sia per le strade che dentro casa, e stupri che si sono verificati in tutto il Regno Unito.

 

Afferma il documento: "Coloro che sono abituati a vedere le conseguenze delle violenze causate dall’assunzione di alcolici (...), non hanno dubbi che si verificherà un’escalation di casi simili con l’entrata in vigore della nuova licenza sugli alcolici approvata dal Governo".

 

Così, mentre il governo pensa che il nuovo ’Licencing Act’ possa ispirare agli inglesi comportamenti più responsabile e un ’continental-style’ nei confronti dell’alcol, i giudici temono che le città si trasformeranno in caotici centri, sullo stile di posti di vacanza come Faliraki in Grecia dove gli inglesi ubriachi fanno sesso in strada, e nel loro documento suggeriscono, come unica misura per contenere le violenze, l’aumento dei prezzi degli alcolici. Ma, scrive il Times, i giudici sanno che una simile misura verrà difficilmente approvata.

 

YAHOO SALUTE

 

Alcopops: problema e soluzioni

 

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Il consumo di bevande alcoliche da parte dei giovanissimi sta diventando un problema diffuso. Grazie anche a bevande apparentemente innocenti ma "attraenti per il loro colore vivace che le fa somigliare ad una limonata o ad una aranciata, ma che hanno in realtà una gradazione alcolica che va dal 5 al 7 per cento", così sono definite le ‘alcopops’ in un articolo uscito sull’ultimo numero di Recenti Progressi in Medicina.

 

L’articolo in questione tratta in generale del problema creato dal binomio adolescenza e alcol ma con diversi riferimenti al fenomeno del consumo di alcopops. La loro apparente innocenza, il loro sapore dolce, e il loro prezzo abbordabile rispetto ai superalcolici le hanno rese indispensabili per la riuscita di ogni serata, portando ragazzi tra i 13 e i 17 anni a diventare di fatto consumatori abituali di alcol.

 

Lo scorso anno i Germania si è cercata una soluzione e si è deciso di imporre una tassa speciale su queste bevande alcoliche frizzanti. Il risultato, presentato recentemente, è stato quasi un dimezzamento dei consumi, dal 28 per cento al 16 per cento dei giovani compresi nella fascia d’età considerata. Gli stessi ragazzi indicano come causa principale del loro diminuito consumo l’aumento del prezzo delle loro bevande preferite.

 

"La sorpresa più piacevole è che non c’è stata alcuna sostituzione con altre bevande alcoliche", commenta Marion Caspers-Merk, la rappresentante della commissione governativa contro l’uso di droghe, "siamo riusciti a centrare l’obiettivo di proteggere i ragazzi e gli adolescenti dai pericoli dell’alcolismo".

 

Sicuramente quella tedesca è una soluzione valida ma, forse, lontana dall’origine del problema. L’adolescenza è un periodo di crisi e ricostruzione in cui l’imposizione, anche se corretta in linea di principio, non può essere il solo strumento di relazione.

 

Fonte: Giorgi PL.  Adolescenza e alcol. Recenti Progressi in Medicina 2005;96(7-8):329-37.

 

Caterina Visco

 

IL MESSAGGERO (Rieti)

 

Tenta di accoltellare poliziotto: arrestato

Da Roma a Roma o, meglio, a Rebibbia passando per Turania. Stefano Nugeni, 42 anni, romano, già noto alle forze dell’ordine, è finito nuovamente nei guai la notte dell’altro ieri. Tutto è cominciato quando da Turania è giunta al 112 una telefonata d’allarme. Una pattuglia della stazione d’Orvinio è arrivata bruciando le curve della tortuosa strada che collega i due centri della bassa Sabina e qui si è trovata di fronte Nugeni che, probabilmente dopo aver alzato il gomito, aveva aggredito e tanto di accoltellare un concittadino e anche un agente della polizia penitenziaria che abita a Pescorocchiano.
Perché? Nulla di importante, a parte l’effetto dell’alcool, almeno così sembra di capire dopo i primi accertamenti da parte dei militari. L’intervento della pattuglia si è rivelato tuttavia assai poco agevole, come hanno avuto di notare molti abitanti di Turania svegliati prima dalle urla di Nugeni e quindi dalla sirena dalla gazzella dei carabinieri: neppure davanti alle divise il quarantaduenne romano si è calmato, anzi, nonostante non fosse più armato, ha colpito con una serie di pugni un carabiniere ed anche l’agente di polizia penitenziaria che sono stati così costretti a raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale De Lellis. Per fortuna per i due solamente contusioni giudicate guaribili in pochi giorni.
Una volta immobilizzato il romano, il resto della notte gli altri militari l’hanno trascorsa alla ricerca del coltellaccio con cui Nugeni aveva aggredito il poliziotto.
Non è stato facile, ma alla fine l’arma è stata ritrovata anche se era stata ben nascosta nei pressi di una casa di Turania che risulta essere utilizzata dal romano, poi accompagnato in una celle delle carceri di Rebibbia. Nugeni finirà oggi davanti al giudice per le indagini preliminari: le ipotesi di reato per ora sono di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
A Forano Sabino i Carabinieri hanno infine arrestato Humagiu Gheorghe, 28enne romeno che non aveva rispettato il decreto di espulsione.

 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

 

Giovani Margherita: con Santarsiero contro gli attacchi di An

 

Provvedimento anti-alcol «Noi stiamo col sindaco»

Potenza I giovani della Margherita difendono il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, e il suo provvedimento anti-alcol nel centro storico. «Ancora una volta registriamo una volontaria e strumentale interpretazione di ciò che è stata ed è l’ordinanza del sindaco - affermano - sulla questione alcolici, nelle parole di un importante esponente di Alleanza Nazionale». «Non si tratta di alcun "divieto"», spiegano i giovani della Margherita. Piuttosto si tratta del tentativo di «definire delle regole civili e soprattutto, legittime, come ce ne sono tante in città degne di essere considerate tali». «Lo spirito con il quale nasce l’ordinanza - spiegano - non è certo quello di chi vuol trovare il rimedio a tutti i mali con un semplice provvedimento, bensì quello di tentare di tamponare, stabilendo delle regole, una serie di fenomeni ed episodi poco piacevoli che purtroppo si sono registrati numerosi negli ultimi tempi per i vicoli del centro storico». Il tema centrale è quello del «malessere» e del «disagio» che si percepisce. Un problema che «va ben oltre semplici questioni». Pertanto, dicono i giovani della Margherita, «l’ordinanza del sindaco di Potenza ha avuto in primis il merito di porre al centro dell’attenzione e del dibattito temi importanti come quelli emersi dall’incontro che lo stesso sindaco ha voluto e tenuto nei giorni scorsi con i rappresentanti dei movimenti giovanili di tutti i partiti». Le preoccupazioni riguardano «uso-abuso degli alcolici», ma anche «le questioni relative alle tossicodipendenze», le attese e le aspettative riguardanti «l’università, le questioni strutturali della città capoluogo e via discorrendo». «Tutti temi - ricordano i giovani della Margherita - che hanno riempito di entusiasmo ed interesse un incontro i cui partecipanti hanno rinnovato l’appuntamento con il sindaco e l’amministrazione comunale per il 5 settembre prossimo». «Sappiamo bene, che la proposta di Alleanza Nazionale di istituire delle ronde cittadine non poteva non essere che una provocazione - aggiungono. - Solo chi pensa che estremizzando le azioni volte a trovare un adeguato rimedio ai problemi di una società civile potrebbe credere, anche solo per un attimo, alla fattibilità di una proposta del genere. Nessuno fa finta di non sapere o appare impreparato rispetto ai tanti problemi che pure ci sono, ecco perché ci permettiamo di consigliare ai due esponenti di An di comunicare maggiormente tra di loro al fine di evitare di fare affermazioni poco veritiere». L’ordinanza del sindaco Santarsiero, impegnato peraltro a convocare incontri periodici per affrontare le questioni giovanili, «soprattutto per lo spirito con il quale è stata redatta, rappresenta solo un allegato alle tante azioni amministrative che l’amministrazione comunale sta mettendo in campo, molte delle quali interesseranno proprio le giovani generazioni: pensiamo alla fruizione ed al rilancio di numerosi spazi oggi poco utilizzati (centro sociale di Malvaccaro, piscina di Montereale, realizzazione e riqualificazione di spazi di incontro e attività sociali in numerosi rioni della città ?), al rilancio del forum cittadino impantanatosi ormai da diversi anni, nonché ai numerosi investimenti sulle attività culturali di vario genere atte a dare un volto nuovo alla città ed a costituire numerose e valide alternative ai disagi ed al vuoto assoluto che spesso si cela dietro problemi come quello dell’alcolismo».

 

EMILIANET

 

Ubriaco al volante corre per le strade di Montecchio

 

Denunciato 45enne: qualche giorno fa era stato arrestato per minacce al maresciallo dei Cc

 

MONTECCHIO (10 ago. 2005) - Solo qualche giorno fa in evidente stato d’ebbrezza era andato in escandescenza proferendo minacce al comandante della Stazione ed ad un suo commilitone "rei", secondo il 45enne tunisino residente a Montecchio Emilia, di avergli ritirato la patente per guida in stato d’ebbrezza.

 

Intemperanze che alla fine si conclusero con l’arresto del 45enne in ordine ai reati di minacce e resistenza a pubblico Ufficiale per i quali il tribunale di reggio Emilia l’ha condannato a tre mesi di reclusione rimettendolo in libertà avendo usufruito del beneficio della sospensione della pena.

 

La scorsa sera lo stesso 45enne e’ risalito alla ribalta delle cronache scambiando le strade del centro abitato di Montecchio Emilia per una sorta di autodromo incappando, nonostante l’inutile fuga che l’ha visto rifugiarsi in un bar, nei controlli dei Carabinieri della Stazione di Montecchio Emilia che l’hanno scoperto nuovamente ebbro al volante.

 

Con l’accusa di guida in stato d’ebbrezza i Carabinieri del Maresciallo Carlo Chiuri hanno denunciato alla Procura della repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia il 45enne A.H. residente a Montecchio Emilia operando nei suoi confronti il ritiro della patente che ora rischia una pesante sospensione alla luce della specifica recidiva accertata a carico dell’uomo.

 

L’origine dei fatti intorno alle 22,15 della scorsa sera quando una pattuglia dei carabinieri della Stazione di Montecchio Emilia nel corso di regolare servizio transitando in Piazza della Repubblica di Montecchio Emilia notavano un’autovettura Ford Escort SW, riconoscendo nel conducente il sunnominato 45enne, che proveniente dalla Via Garibaldi si immetteva in Piazza della Repubblica con una velocità pericolosa considerata la presenza di numerose persone – tra cui diversi bambini – che affollavano l’esterno di una gelateria.

 

Alla vista della pattuglia dei Carabinieri l’uomo con una manovra azzardata e pericolosa – alla luce della presenza per strada di numerose persone - ha svoltato a sinistra immettendosi nella via Zannoni del centro storico, a folle velocità , e cercare di guadagnare la fuga per la Via G. Verdi.

 

I componenti l’equipaggio al fine di salvaguardare la sicurezza dei numerosi cittadini presenti per strada evitavano di dar corso a quello che sarebbe certamente divenuto un pericoloso inseguimento optando per effettuare una manovra di raggiro e bloccare l’auto in fuga all’uscita dalla strada imboccata in quanto strada a senso unico.

 

Giunti lungo la via i Carabinieri notavano l’autovettura ferma al centro della carreggiata in stato di abbandono rintracciando il conducente all’interno di un Bar posto nei paraggi dove lo stesso si era rifugiato ordinando una bottiglia di birra da 66 cl. Con lo scopo di ingannare gli operanti fingendo di essere sempre stato al bar.

 

Alla contestazione degli addebiti circa le infrazioni stradali rilevate l’uomo – in evidente stato d’ebbrezza alcolica – inizialmente cercava di far credere di essere stato al bar tutta la sera per poi chiedere scusa implorando gli operanti di non ritirargli la patente ed ammettendo quindi di essere stato alla guida del suo veicolo, circostanza peraltro inconfutabilmente già accertata dagli operanti.

 

Anche gli accertamenti specifici eseguiti con l’utilizzo dell’etilometro confermavano lo stato di ebbrezza come confermato dal risultato dei due accertamenti eseguiti a distanza l’uno dall’altro che rivelavano un tasso alcolemico ben di gran lunga superiore rispetto a quello di 0,5 g/l come limite dal codice della Strada.

 

Visti gli esiti dei suddetti accertamenti l’uomo veniva denunciato previo ritiro della patente di guida mentre il veicolo, in assenza di persone idonee a cui affidarlo e/o disponibili a riceverlo in custodia, e stato affidato ad un ente competente.

 

Giovedì, 11 Agosto 2005

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