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Rassegna stampa alcol e guida del 21 settembre 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


ASAPS
 
VENETO, NASCE L’OSSERVATORIO REGIONALE PER LA SICUREZZA STRADALE. LO DIRIGERÁ ANTONIO FOJADELLI, PROCURATORE CAPO DI TREVISO NOTO PER LE SUE INIZIATIVE RESTRITTIVE IN MATERIA DI GUIDA IN STATO DI EBBREZZA.

VENEZIA – Tra i dirigenti del neonato Osservatorio Regionale per la Sicurezza Stradale, c’è proprio lui, Antonio Fojadelli, procuratore capo di Treviso: in quella provincia è divenuto un punto di riferimento nella sicurezza stradale, ordinando alla Polizia Giudiziaria che accerti guide in stato di ebbrezza da alcol o da sostanze stupefacenti di procedere al sequestro preventivo dei veicoli, qualora l’indagato sia recidivo o abbia provocato, in quelle condizioni psicofisiche, incidenti stradali. Un uomo coraggioso, che si è messo di traverso sulla strada del garantismo ed al quale la nostra associazione ha già rivolto in passato la convinta gratitudine. L’idea di far nascere l’osservatorio è stata portata avanti con convinzione dalla giunta regionale, con il proposito di migliorare le condizioni infrastrutturali delle arterie venete e di monitorare i punti neri della viabilità, quelli cioè dove si concentrano il maggior numero di morti. L’azione sarà quella tradizionale, con iniziative a carattere educativo e sociale, che avranno lo scopo di ottenere la maggior condivisione possibile da parte degli utenti. Presidente dell’osservatorio è stato nominato Renato Chisso, assessore regionale alle politiche della mobilità, mentre la gestione sarà affidata ad un comitato permanente ristretto, diretto appunto da Fojadelli. In Veneto, come in gran parte d’Europa, gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i giovani tra i 18 ed i 29 anni. Per questo, un centro di monitoraggio sarà subito attivato, ed avrà lo scopo di analizzare tutti i dati relativi al fenomeno infortunistico, e coordinerà le attività di contrasto sia in chiave locale che regionale, secondo le linee guida del Piano Nazionale di Sicurezza Stradale.

LA PROVINCIA DI CREMONA
 
Presentato un progetto condotto dal SerT di Cremona
Quando la dipendenza entra nel mondo del lavoro.

Il mondo del lavoro, le aziende artigiane, anche le più piccole, sono esenti dal rischio di avere al loro interno problemi con sostanze che danno dipendenza? L’uso o l’abuso di alcune sostanze è lontano dalla nostra esperienza lavorativa? Un sondaggio, svolto da parte del SerT (il Servizio Dipendenze dell’Asl locale), ha dato esiti sorprendenti, quanto inaspettati. L’occasione per conoscere questo spaccato di società è stata data da un progetto iniziato nel 2002 e presentato al pubblico il 16 settembre scorso, al quale hanno partecipato anche Confartigianato Cremona, la Coop. Iride, i Comuni di Cremona e Crema, la Provincia di Cremona, CGIL, CISL, le ACLI, la Medicina del Lavoro, il Centro di Solidarietà "Il Ponte" di Cremona e l’Associazione Industriali. Il progetto, finanziato dalla L. 45/99 (Fondo nazionale lotta alla droga) ha per titolo "Nuovi consumatori e mondo del lavoro: quando ecstasy, marijuana e alcol timbrano il cartellino..." e ha come obiettivo principale quello di portare la prevenzione dell’uso di droghe all’interno dei luoghi di lavoro, mondo sino ad oggi sconosciuto sotto questo profilo. Ambiti in cui si è scoperta una scarsa conoscenza dei danni e dei rischi che l’uso di sostanze possono causare ed i dati emersi confermano l’aumento di persone "a rischio", che mantengono un’attività lavorativa. L’Associazione Artigiani di Cremona è stata sin dall’inizio co-protagonista del progetto e si rende disponibile alle aziende artigiane quale tramite per eventuali casi o problematiche riscontrate.

IL TEMPO
 
Ragazza investita, accusa di omicidio preterintenzionale.

Non ce l’ha fatta Florina Janscu, la ragazza rumena di 19 anni investita la notte tra domenica e lunedì sul centralissimo Corso Vittorio Emanuele. Il suo cuore ha smesso di battere alle 6.40 di ieri mattina, a seguito delle gravi lesioni interne riportate nell’incidente. Si delinea diversamente pertanto il capo d’accusa per chi era al volante della macchina: Massimo Chiarieri, diciottenne di Pescara. Fermato pochi minuti dopo l’incidente, era stato arrestato con l’accusa di lesioni personali gravissime, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. Ma, dopo la morte della giovane rumena, la sua posizione si complica: ora rischia l’accusa di omicidio preterintenzionale. Sembra infatti che dietro l’investimento, inizialmente considerato come una tragica fatalità, ci sia in realtà una fitta rete di mistero. Gli uomini della squadra Volante che si sono occupati del fatto, stanno ricostruendo la complessa dinamica dei pochi istanti che hanno preceduto la tragedia. A questo punto è necessario appurare quali siano stati i motivi che abbiano spinto Chiarieri a voler far del male alla ragazza, pur non avendo però l’intenzione di ucciderla. Forse voleva solo spaventarla: ma perché? Sarà quindi determinante l’interrogatorio di oggi: il giovane comparirà davanti al Gip del tribunale di Pescara, Guido Campli. Sono tanti i punti ancora da chiarire per fornire una risposta in grado di giustificare o, per lo meno, spiegare i tanti dubbi sollevati dalla prima versione dei fatti fornita dall’arrestato. Chiarieri, infatti, fermato dopo mezz’ora dall’incidente, è stato rintracciato a bordo della propria autovettura sulla strada per Spoltore all’altezza della clinica De Cesaris. Inizialmente, con solo gli slip addosso, aveva raccontato di essere stato vittima di un rapimento da parte di due nomadi. Ma la sua versione faceva acqua da tutte le parti. Grazie ai testimoni oculari e all’attenta e scrupolosa ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti, è stata accertata la sua responsabilità. Ma per definire il quadro d’accusa, ora, è necessario capire quali fossero le sue vere intenzioni.

CORRIERE ROMAGNA
 
Ragazza salvata dallo stupro, preso l’aggressore.

Ravenna - Un cileno di 34 anni, I.G., è stato fermato ieri dalla polizia di Siena con l’accusa di tentata violenza sessuale e violenza sessuale.Si tratta dell’uomo che sabato scorso ha aggredito nella città toscana la ragazza di Cervia sfuggita per un soffio a uno stupro che si sarebbe consumato a ridosso del centro storico. L’uomo, che ha precedenti per furto e per droga, ha ammesso i fatti, dicendo di essere ubriaco al momento delle due aggressioni. Il suo volto non era nuovo alla questura di Siena, ma mai si era macchiato di reati del genere. Ad aggravare la sua situazione c’è però un nuovo, inquietante, elemento. Appena mezz’ora prima dell’aggressione alla giovane cervese, aveva tentato di violentare anche una ragazzina di soli 15 anni.Quest’ultima era stata avvicinata in pieno centro, anche a lei era stata messa una mano sulla bocca per farla tacere. La giovane, però era riuscita a comporre il 113 con il cellulare e le sue urla avevano messo in fuga l’uomo. Una volta tornata a casa aveva poi raccontato tutto al padre che si era messo sulle tracce dell’aggressore, vagando a lungo per le strade di Siena.All’indomani dell’uscita dell’articolo di un quotidiano locale che riportava dell’aggressine subita da una giovane di origini romagnole, il padre della 15enne si era recato in questura per raccontare anche della disavventura della figlia.Sia la descrizione fatta dalla 15enne che quella della cervese combaciavano.L’identikit aveva prodotto il ritratto di un uomo non molto alto con i capelli neri e inumiditi forse dal gel.Dopo poche ore gli uomini della Mobile di Siena hanno chiuso il cerchio. Il 34enne è un cileno da tempo trapiantato nella città (dove lavora come operaio) e quindi con un forte accento toscano che in un primo momento aveva dirottato le indagini tra persone di nazionalità italiane.L’uomo si trova ora in carcere sottoposto a fermo di polizia. Per l’aggressione alla 15enne, che è riuscita a scappare dopo pochi secondi, l’accusa è quella di tentata violenza. Mentre per quella alla ragazza cervese, spinta con forza a terra, l’accusa è di violenza sessuale.

IL GAZZETTINO (Belluno)
 
SEGUSINO
Ubriaco e con l’auto piena di lattine di birra vuote.

(MPS) L’altra notte lungo viale Europa si sono vissuti momenti di paura. La pattuglia dei vigili in servizio ha notato un’auto, una Ford Escort, che procedeva da Belluno in direzione di Valdobbiadene, andando a zig zag e invadendo di frequente la corsia opposta. La Polizia municipale ha intimato l’alt, ma il conducente non si è fermato e ha continuato la sua folle corsa. I vigili hanno inseguito quindi il mezzo, chiedendo anche l’intervento dei carabinieri di Montebelluna, che sono riusciti a bloccarlo. Nel frattempo, chi proveniva da Sud in direzione di Segusino- Belluno si è trovato di fronte l’auto impazzita e ha dovuto mettersi repentinamente a destra per evitare l’impatto. Alla guida della Ford Escort c’era B. F., del ’45, originario dell’Est Europa, di professione camionista e residente a Col San Martino. L’auto era piena di lattine di birra vuote, stecche di sigarette e borse di varie dimensioni, segni di un viaggio abbastanza lungo. L’uomo, in evidente stato di ebbrezza, è stato accompagnato a Montebelluna per il controllo del tasso alcolico, risultato ben sei volte superiore al limite previsto. Pesanti le conseguenze: ritiro della patente, con relativa impossibilità a svolgere il lavoro di camionista, sequestro dell’auto, oltre alla procedura penale per lo stato di ebbrezza. Riportato a Segusino, il conducente si è addormentato su una panchina antistante il municipio, dove ha smaltito la sbornia.

EMILIANET
 
Molesta barista e picchia vigili, arrestato
Il magrebino 47enne, che era ubriaco, verrà processato per direttissima.

CASTELNOVO MONTI, (RE, 20 set. 2005) - Intervento piuttosto delicato nella serata di ieri per gli agenti della Polizia Municipale di Castelnovo Monti. Verso le ore 18 è giunta al numero di pronto intervento una chiamata telefonica da parte della giovane titolare di un bar situato nel pieno centro del paese. La ragazza richiedeva la presenza degli agenti per le molestie che stava subendo da parte di un avventore del locale, un maghrebino di 47 anni.
Arrivati subito al bar, gli agenti hanno potuto constatare che l’uomo era ancora al bancone ed in visibile stato di forte ebbrezza. Con delicatezza i due uomini della Polizia lo hanno convinto ad uscire all’aperto, evitando così ulteriori conseguenze per la barista, ma anche per gli altri avventori del locale ed eventuali danni allo stesso, visto che come sono riusciti a portare fuori il soggetto questo è andato in escandescenza, resistendo agli agenti e causando una prima colluttazione. A scatenare la reazione è stata la richiesta dei vigili di mostrare i documenti, o quanto meno comunicare le proprie generalità, cosa che l’uomo si è rifiutato di fare.
Dopo la colluttazione i due agenti sono riusciti a calmare l’individuo, che ha spiegato di essere residente a Gatta e che lì si trovavano i suoi documenti. E’ quindi stato caricato sull’auto della Polizia, ed i tre si sono recati proprio nella frazione castelnovese. Qui come l’immigrato è sceso dalla vettura ha afferrato un sasso del peso di circa due chili cercando di utilizzarlo per colpire alla testa uno degli agenti, fortunatamente fermato in tempo dal collega. Ne è comunque nata una seconda, ancor più violenta colluttazione al termine della quale, con fatica, i vigili sono riusciti ad ammanettare l’aggressore.
Non senza conseguenze comunque, visto anche che l’uomo è alto più di 1 metro e 80 e di costituzione robusta: per i due agenti, che si sono dovuti rivolgere più tardi alle cure del pronto soccorso del Sant’Anna di Castelnovo, sono stati emessi referti per 10 e 4 giorni di prognosi. L’uomo è stato immediatamente arrestato, condotto alla centrale di Castelnovo e poi a Reggio a disposizione della Magistratura. Domattina sarà prelevato dal carcere della Pulce e processato per direttissima; dagli accertamenti è comunque emerso che il maghrebino, A.M., risulta in possesso dei regolari documenti per il soggiorno, ed ha la residenza a Castelnovo. Ancora un intervento della Polizia Municipale nell’ambito della sicurezza del territorio, che da alcuni mesi a questa parte è divenuto sempre più un aspetto primario dei compiti della forza d’ordine comunale, con risultati importanti.

IL GAZZETTINO (Venezia)
 
Gli agenti della Polizia municipale stavano eseguendo alcuni rilievi tecnici in via Naccari quando sono stati avvicinati dall’uomo che poi è stato sottoposto alla prova dell’etilometro
Ubriaco aggredisce a botte e spintoni vigile e vigilessa
Sul posto è intervenuta anche una pattuglia del Commissariato che ha provveduto al suo arresto. Dovrà rispondere di violenza e oltraggio.

Chioggia
Un uomo di 53 anni, ieri, verso le 18,30 di ieri, ha bistrattato due agenti della Polizia municipale, intenti ad eseguire alcuni rilevamenti tecnici in via Naccari al rione Tombola. Se l’è presa indifferentemente con il vigile e la vigilessa. Arrestato, dovrà rispondere di resistenza, violenza ed oltraggio a pubblico ufficiale. Sottoposto alla prova dell’etilometro è risultato completamente ubriaco.
Il forsennato s’è fatto avanti mentre la giovane agente stava provvedendo ad alcune misurazioni nelle immediate adiacenze del marciapiedi. Avvicinatala, l’uomo l’ha ben presto tempestata d’improperi. Secondo lui, nessuno avrebbe dovuto misurare e fotografare quel luogo che, secondo le sue strampalate convinzioni, sarebbe rintrato in una proprietà privata inaccessibile agli estranei. La vigilessa, in un primo momento, stentava a credere alle affermazioni dello sconosciuto; tendeva a scambiarle per semplici battute. Ben presto, però, ha dovuto constatare che faceva sul serio e che le sue condizioni psichiche erano certamente alterate dall’alcol. A questo punto, s’è fatto avanti il collega il quale, per tutta risposta, dopo essersi buscato una raffica di insulti, è stato preso a botte e spintoni. Battendo contro un palo, ha riportato lesioni guaribili in 3 giorni.
Nel frattempo, in appoggio ai vigili, è sopraggiunta una pattuglia del Commissariato. Circondato, l’energumeno ubriaco è stato bloccato e costretto a salire sull’auto. Il comando della Pm, dopo avergli contestato i reati, ha preso atto di precedenti gesta analoghe di cui il medesimo soggetto s’era reso protagonista. Nel 2001, fu denunciato per aver preso a spintoni e pedate alcuni agenti della Polizia di Venezia.
R.P.

IL MESSAGGERO (Abruzzo)
 
Esce dal bar e lancia il bicchiere contro un’auto.

AVEZZANO - Esce dal bar ubriaco e, nell’euforia del momento, getta in aria il bicchiere che aveva in mano colpendo però un’automobile che si era appena fermata al semaforo dopo essere scattato il rosso. E’ accaduto ieri a San Pelino. Denunciato per danneggiamento aggravato l’autore del gesto segnalato alla polizia dallo stesso automobilista protagonista involontario della vicenda e subito rintracciato dagli agenti della pubblica sicurezza. Questi i fatti. Un automobilista sta percorrendo la strada lungo la quale è anche situato un bar. Sta per scattare il rosso da un semaforo che si trova proprio vicino al bar stesso. Se l’automobilista fosse transitato qualche istante prima o dopo del rosso forse non sarebbe stato l’insolito bersaglio.

SUPEREVA NOTIZIE
 
BOLOGNA: UCCISE IL MARITO, NOMADE SLAVA CONDANNATA A 8 ANNI.

Slavica Jovanovic venne arrestata la sera del 7 agosto 2004 per aver ucciso il marito Ilia di 34 anni. L’episodio avvenne nella periferia bolognese dove i coniugi vivevano. Intorno alle 20, dopo l’ennesimo litigio tra i due, la donna aggredi’ alle spalle il coniuge che nonostante fosse grande e grosso non ebbe modo di difendersi perche’ ubriaco. Come accertato dall’autopsia disposta dall’allora magistrato Lucia Musti, che poi ha passato il caso al collega Lazzarini, Slavica inferse all’uomo un colpo mortale alla gola con un grosso coltello da cucina. Poi, per sfogare la rabbia accumulata negli anni, o forse per essere sicura che non ne uscisse vivo, continuo’ a colpirlo con delle pietre.

DICA33
L’alcol nuoce al colon
M.M. .

Birra e alcolici aumentano il rischio di tumore colorettale. Lo sostiene uno studio statunitense dal quale emerge però che il vino potrebbe, al contrario, abbassare il rischio. Lo studio ha preso in esame l’impatto di un regolare consumo di alcolici sulla neoplasia colorettale in 2291 pazienti sottoposti a colonoscopia. Per i pazienti definiti “bevitori pesanti” di birra e alcolici il rischio di sviluppare il tumore è pressoché raddoppiato se confrontato con gli astemi o con quelli più moderati. Il dato più sorprendente, però, è che un consumo moderato di vino sembra dimezzare il rischio. (*) La ricerca ha considerato, oltre al consumo di alcolici, altri fattori associati alla neoplasia come l’età, il fumo e l’alto indice di massa corporea. Si tratta, dicono i ricercatori, di un target interessante rispetto alla modificazione del rischio. Ora una nuova ricerca metterà a confronto vino bianco e rosso.
(*) Nota: dato che il vino non viene mai considerato uno stupefacente, in queste indagini i bevitori moderati e i bevitori pesanti vengono considerati separatamente. Ma se valutiamo che il bere problematico è uno sviluppo dl bere moderato i problemi alcol correlati andrebbero computati tra i rischi del bere moderato. In altre parole, essendo l’alcol uno stupefacente, dobbiamo aspettarci che di tutti i bevitori moderati qualcuno svilupperà una neoplasia colorettale perché è passato ad un bere “pesante”.

WINENEWS
I VITICOLTORI SICILIANI IN RIVOLTA COME QUELLI PUGLIESI: UVA A PREZZI TROPPO BASSI E I TRATTORI PARALIZZANO IL TRAFFICO DI PALERMO.

Traffico bloccato nel centro e nella circonvallazione di Palermo a causa della protesta dei viticoltori siciliani, che da tutte le parti dell’isola sono giunti nel capoluogo per manifestare contro la crisi del comparto vitivinicolo. Sono molte le aziende siciliane che producono uva da vino a rischio di collasso, perché incapaci di ammortizzare i recenti investimenti, per centinaia di migliaia di euro, effettuati per reimpiantare vitigni innovativi, come chardonnay e cabernet, seguendo le politiche di programmazione regionale. Il prezzo di vendita promesso dall’amministrazione era di 90 centesimi al chilo di uva, invece dei 20 per i trebbiani, il che ha indotto i viticoltori siciliani ad aumentare la produzione di quelle uve. Il risultato, complice l’attuale crisi diffusa del mercato del vino, è stato un surplus che ha fatto abbassare vorticosamente il prezzo di vendita delle uve. A contribuire alla pesantissima situazione, anche l’introduzione di uve provenienti dall’estero, in barba alla legge introdotta quest’anno sulla tracciabilità, vendute anche a 10 centesimi al chilo, ulteriore elemento di destabilizzazione per il mercato delle uve siciliane, che rischiano di non essere più competitive. Ma l’attuale crisi è figlia anche della politica delle cosiddette "anticipazioni", che per anni ha permesso ai produttori di vendere l’uva alle cantine a un prezzo stabilito, grazie ai contributi regionali a fondo perduto. Da quando sono venuti a mancare questi fondi, le cantine sociali si sono rivolte alle banche, attualmente creditrici di grosse somme e non più disposte al prestito. Oggi nessun prezzo è stato fissato e c’è il rischio concreto di una perdita finanziaria generalizzata. Il contributo regionale per far uscire cantine e produttori dalla crisi, fissato a 1,5 euro al quintale d’uva, secondo i viticoltori siciliani non è neanche lontanamente sufficiente. I viticoltori siciliani richiedono pertanto un concreto intervento della Regione, che deve farsi carico della crisi oppure esiste il rischio che molte aziende chiuderanno. Già pronta una delegazione che chiederà di incontrare il presidente Guido Lo Porto, i capigruppo parlamentari, e il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, mentre l’Ars esaminerà la crisi dell’agricoltura siciliana, e in particolare quella del settore vitivinicolo.
 
(*) Nota: politici e agricoltori sono vittime della loro stessa propaganda al vino. Una informazione a senso unico ed una sorta di ottimismo obbligatorio, hanno fatto loro dimenticare che in consumi sono in costante calo da decenni (nonostante i grossi investimenti di denaro pubblico e privato) e che in futuro caleranno ancora.



Giovedì, 22 Settembre 2005
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