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Rassegna stampa alcol e guida del 28 settembre 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


IL GAZZETTINO (Udine)
 
CODROIPO
Dibattito tra gli amministratori sul disagio giovanile dopo gli ultimi episodi
Troppa droga tra i minori
In forte aumento il consumo di quelle leggere, crack e ecstasy, e di alcol .

In aumento la diffusione di droghe cosiddette «leggere» quali il crack o l’estasi, e dell’alcol tra i giovanissimi, soprattutto minori. (*) È questa la vera piaga sociale che Codroipo, orgogliosa del suo status di città, ma ancora invischiata - nel bene e nel male - nella dimensione di paesotto di provincia, è chiamata a fronteggiare. Da un lato lo sviluppo del settore produttivo, con l’accelerata di questi ultimi anni, che ha portato alla costruzione e successiva saturazione di vaste aree artigianali, dall’altro la crisi di storiche realtà industriali della città. Benessere diffuso, con crescenti sacche di povertà. In questo tessuto sociale si inserisce, trova linfa la nuova piaga. Il tema del disagio giovanile e minorile in particolare è stato al centro di un lungo dibattito nel corso dell’ultima seduta dell’assemblea civica. Ad introdurre il tema, la forzista Maria Grazia Coianis, che, allacciandosi ad un episodio in particolare avvenuto all’esterno del palazzetto dello sport in occasione della serata finale del torneo di basket dei rioni e che ha visto tra l’altro coinvolto direttamente il sindaco Boem, pare insultato da un ragazzino, ha lanciato un grido d’allarme, soprattutto «come madre di famiglia» per la situazione di disagio in cui si trovano molti giovani codroipesi e per il conseguente rischio che corrono i cosiddetti ragazzi «sani». «Mi risulta - ha affermato - che ci sia anche tra i giovani di buona famiglia un forte consumo di droghe «leggere». Cosa fa l’amministrazione comunale per combattere il fenomeno?». La conferma ai timori espressi da Coianis è arrivata da Soramel, capogruppo il quale (forte della conoscenza in materia, essendo medico) ha aggiunto che la situazione desta preoccupazione anche perché il tipo di sostanze che vengono usate provoca danni devastanti, sicuramente difficili da curare». In merito poi al problema del vandalismo e del bullismo, entrambe fenomeni particolarmente «tenaci» in città e per i quali qualcuno suggeriva misure più forti da parte delle forze dell’ordine, Soramel ha affermato: «Lo so che l’amministrazione sta facendo molto contro il disagio minorile. Ci sono diversi casi seguiti dai servizi sociali, situazioni di tensione che non devono essere risolti con la repressione, ma incanalati in altre possibilità di sfogo». «Sono consapevole - ha replicato il primo cittadino, Vittorino Boem - che quello del disagio minorile è un tema fortissimo a Codroipo. L’amministrazione comunale lo ritiene un tema centrale nella sua politica e su di esso sta investendo moltissimo». «Per questo - ha concluso - mio sento sereno». Tra le forme di contrasto e/o prevenzione al disagio minorile l’assistenza domiciliare ai minori, i centri di aggregazione, i interventi a scuola, i progetti in mediateca, il progetto «Linea retta».
Silva Dorigo
 
(*) Nota: la distinzione delle sostanze in leggere e pesanti è un po’ superata. Ma, riferendoci all’articolo, se crack, estasy ed alcol sono droghe leggere c’è da chiedersi quali siano quelle pesanti.
In ogni caso parlare del vino come droga leggera è un passo avanti rispetto al considerarlo “una sana bevanda da diffondere tra i giovani”.

IL GAZZETTINO (Treviso)
 
L’Ombralonga torna in discussione ....

L’Ombralonga torna in discussione in consiglio comunale. Lunedì è stata l’oggetto di uno scambio tra il consigliere d’opposizione Giampaolo Sbarra e il vice sindaco Giancarlo Gentilini. "Da anni si fa l’Ombralonga e da anni assistiamo allo stesso spettacolo - ha attaccato Sbarra -. L’anno scorso come ogni anno ho presentato un ordine del giorno dopo lo svolgimento della manifestazione, perché non mi pareva che in città ci fosse opinione favorevole. L’ho presentato dopo, perché ogni anno prima che si svolga la manifestazione si spera che non si verifichi ciò che invece puntualmente accade". Per sottolineare il concetto il consigliere ha mostrato ai colleghi le foto delle chiazze di vomito sul monumento di piazza Indipendenza. "Mi pare la sintesi più efficace. Chiedo che il consiglio discuta l’ordine del giorno e che ci sia un’assunzione di responsabilità. Periodicamente si parla di alcolismo e di consumo di alcol tra i giovani, si mette in evidenza che la nostra provincia soffre di questo specifico problema e purtuttavia questo Comune da anni autorizza lo svolgimento di una festa che ha il suo acme nell’eccesso del consumo di alcol. Abbiamo il dovere di decidere se questa festa deve svolgersi ancora o no, il mio avviso è che non si debba più svolgere, almeno in questi modi". Immediata è seguita la replica di Gentilini: "Si è mai domandato cosa succede con le "notti bianche" di marchio comunista, con falce e martello? Si è mai chiesto cosa pensavano la mattina i cittadini di Padova o di Roma? Se lei ascoltasse cosa pensano quei cittadini dopo una notte insonne in mezzo a urla, grida, bevute, bicchieri e bottiglie rotte allora potrebbe convenire che l’Ombralonga che si svolge in cinque ore non è neanche il pallido riflesso delle "notti bianche", o meglio rosse".
M.G.

CORRIERE ROMAGNA
 
Ordinanza contro i ‘turisti indecenti’.

CERVIA - Basta con gli spogliarelli in pieno centro, le trasgressioni di chi non rispetta le regole (del resto troppo a buon mercato), il fracasso del turismo che alza il gomito. Il presidente della Confesercenti Celso Lombardini sventola il cartellino rosso in faccia ad una categoria di vacanzieri (tutta decibel ed alcool) che “cozza” con gli interessi delle famiglie. I giovani insomma devono comportarsi con “decenza”, altrimenti prevale la cultura dello “sballo” a scapito della “identità locale”. Ma urge l’intervento del Comune, al quale l’Associazione chiede alcuni provvedimenti. Presidente, partiamo dalla stagione 2005: gli alti e bassi vi preoccupano?“Di positivo va detto che la città tiene e contiene la perdita meglio delle concorrenti, segno di maggiore capacità di attrazione e maggiore qualità dei servizi offerti. Di contro occorre tener conto di alcuni segnali preoccupanti. Ad esempio, vi sono cambiamenti nel modo di fare turismo comuni a tutte le destinazioni (vacanze più brevi e frazionate nel corso dell’anno), ma vi sono fenomeni più marcati nella nostra realtà. E cioè, la graduale diminuzione del bacino geografico di provenienza, la sempre maggiore concentrazione delle presenze nei fine settimana, l’aumento di una particolare componente di giovani (per fortuna ancora minoritaria) interessata più alla trasgressione ed alla musica alta che alla qualità dei servizi”.E’ possibile trovare un punto di equilibrio fra le varie tendenze, coniugando tradizione e innovazione?“Occorre soprattutto far rispettare le regole, che sono sempre più disattese da molti colleghi, sempre più spregiudicati; anche perché le sanzioni si sono rilevate spesso inefficaci e non fungono da reale deterrente. Questo perché sono di difficile applicazione (vista la complessità dei regolamenti), oppure risultano finanziariamente troppo esigue per gli alti interessi in gioco, fino ad essere considerate, da qualcuno, come un normale costo di gestione da mettere in preventivo. Come associazioni siamo impegnati, nei vari tavoli presso l’Amministrazione comunale, a rivedere il quadro normativo locale; sia dal punto di vista regolamentare (rendendolo più semplice da applicare e più consono alle modificate tendenze del mercato), sia da quello delle sanzioni affinché diventino efficaci”. Il commercio sembra avere fatto le spese di tutta questa situazione: come se ne esce?“Non ci stancheremo mai di insistere, affinché sia rispettato un adempimento della legge Bersani relativo alla redazione dei Piani di valorizzazione commerciale, unici in grado di compiere un’analisi dei punti di forza e di debolezza dei vari centri. Solo così si possono avviare le politiche di valorizzazione e di promozione di ciascuno di essi, in stretta sintonia con gli operatori e le loro forme di aggregazione. Dai suddetti piani dovrebbero, o avrebbero dovuto scaturire, scelte importanti relative alla pedonalizzazione, alla viabilità, alla sosta, all’arredo urbano, al piano delle insegne e via via, fino alle iniziative di animazione e di promozione. La questione più urgente da risolvere comunque, e non da oggi, è quella dei posti auto. Sollecitiamo quindi la realizzazione di quanto previsto da tempo. L’iter per la gestione integrata dei tre parcheggi (ex tiro a volo, ex Mantovana ed ex Lunapark di Pinarella) deve, finalmente, trovare una conclusione. Dal piano della sosta dipende la funzionalità dell’intero sistema viabile”. Sul fronte degli street bar invece è tutto a posto?“Va gestito tramite ordinanza, l’impatto acustico dei locali che si rivolgono ad un pubblico marcatamente giovanile. Preoccupa poi la moda di bere birra fuori dai locali, direttamente dalle bottiglie che non si sa dove finiscano: possono diventare rifiuti sparsi se non, addirittura, corpi contundenti. Occorrerebbe una presenza di forze dell’ordine anche nelle ore notturne, utile fra l’altro ad evitare il parcheggio selvaggio. L’Amministrazione comunale inoltre dovrebbe adottare un’ordinanza che vieta di circolare a torso nudo o in costume dopo le 17, come hanno fatto altre città turistiche di prestigio. Si tratterebbe, certo, di una piccola cosa; ma darebbe un segnale preciso di stile ed indicherebbe la direzione verso cui la località vuole andare”. Per quanto riguarda l’arredo invece, è tutto in ordine?“Va trovato un sistema per garantire la normale ed ordinaria manutenzione del patrimonio pubblico. Non possiamo vedere per anni marciapiedi sconnessi e pericolosi o elementi di arredo degradati; nelle passeggiate centrali questi luoghi devono diventare altrettanti salotti dedicati ai turisti. Va prevista una specifica voce del bilancio, o un contratto affidato all’esterno esclusivamente dedicato alla manutenzione”.

Massimo Previato
 
IL MESSAGGERO (Viterbo)
 
Il polacco che si è tolto la vita aveva investito ed ucciso una signora in bicicletta, poi si era dato alla fuga
Nella lettera al cappellano i motivi del suicidio.

Non ha retto al rimorso di aver ucciso una persona innocente, e si è tolto la vita a sua volta.
E’ questo il motivo per cui A.M., un polacco di quaranta anni detenuto presso il carcere di borgata Aurelia, domenica scorsa si è fatto trovare impiccato all’interno della sua cella, usando una cintura e due lacci di scarpe. Sul fatto che sia questa la motivazione del gesto, pare proprio non ci siano dubbi, visto che l’extracomunitario ha fatto trovare una lettera, indirizzata al cappellano dello stesso penitenziario, dove appunto spiega il perché di questo suo suicidio.
A.M. era stato arrestato nel giugno scorso, in quanto aveva ucciso una giovane ciclista nei pressi di Aranova, quando ubriaco l’aveva investita con la propria auto. (*) La donna, prima di morire, era rimasta tra la vita e la morte per alcune ore, e questo particolare ha peggiorato la situazione del polacco, che non si era nemmeno fermato a soccorrere la donna.
Per lui, una volta individuato , arrestato e processato, è arrivata la condanna per omicidio colposo e per omissione di soccorso. Forse proprio il fatto di non averle prestato aiuto lo ha gettato in una forte depressione, l’aver saputo che la giovane non sia morta sul colpo, e che quindi un suo intervento immediato forse avrebbe anche potuto salvarle la vita.
Il quarantenne era stato poi rintracciato dai carabinieri, che erano risaliti a lui grazie soprattutto al fatto che sulla sua auto venne rinvenuta un’ammaccatura assolutamente compatibile con l’incidente in questione. Venne quindi eseguito il processo, conclusosi con la sentenza di condanna a tre mesi di reclusione.
Ma c’è un ulteriore particolare che avvalora questa ipotesi, ovvero il fatto che A.M. sarebbe dovuto uscire dal carcere lunedì scorso, il giorno dopo il suo suicidio. Il polacco aveva infatti scontato tutta la sua pena, e dunque sarebbe potuto tornare in libertà. Forse anche questo, l’aver capito di non poter reggere in una vita "normale", ha avuto il suo peso. Insomma un dramma nel dramma. A questo punto, dal punto di vista giudiziario, è praticamente scontata l’archiviazione del caso quale suicidio da parte del sostituto procuratore Giuseppe Deodato, che in ogni caso ha aperto un fascicolo sull’episodio.
Ste.Pet.
(*) Nota: la varietà di modi in cui l’alcol uccide fa ritenere che le stime sui decessi alcolcorrelati siano facilmente sottostimate.

IL TEMPO
 
Giovane ucciso a Puerto Escondido, paese sconvolto
PERETO
Lutto cittadino nel giorno in cui si svolgeranno i funerali. Parenti sgomenti e amici increduli in attesa di notizie.

di RENO GIOVAGNORIO. PERETO – Come si dice in casi del genere, la notizia della tragica morte di Corrado Iannola si è abbattuta su Pereto come un fulmine a ciel sereno. Trentadue anni compiuti lo scorso 23 maggio e una vita piena di speranze e progetti lungimiranti, stroncati in un attimo da una pallottola sparata da un tale rispondente al nome di Santiago Vargas Lopez, di anni 24, arrestato dalla polizia locale mentre tentava di darsi alla fuga. Le notizie provengono da El Mazunte, villaggio vicino a Puerto Escondido, località dove si è consumata la tragedia, riportate dal giornale della regione di Oaxaca, "El Imparcial”. Quel colpo di arma sparato nel corso di una festa che si teneva al ristorante-bar "La Estrella Fugaz" intorno alle cinque della mattina di lunedì scorso, ha spento la giovane esistenza di Corrado. Circa la dinamica dei fatti o particolari inerenti l’accaduto, il giornale messicano riporta la versione secondo la quale l’assassino, in preda ai fumi dell’alcool, si sarebbe risentito poiché gli era stato negato l’ingresso nel locale, riservato per l’occasione soltanto agli stranieri. Offeso per il diniego, sarebbe tornato successivamente armato di una pistola calibro 32 sparando in pieno petto a Corrado Iannola. Motivi futili, quindi, alla base del tragico fatto di sangue che è costato la vita al giovane brillante e intraprendente, lo sfortunato Corrado, che voleva ad ogni costo affrancarsi dalla quotidianità grama e dalle alterne fortune offertegli dal paese natìo, dal quale si era allontanato per tentare la "buena suerte" in Tierra Blanca. Il destino ha voluto che il suo sogno non si realizzasse. Lo ricordano con strazio e rimpianto gli amici di king-boxing di Carsoli, i compagni di sempre di Pereto, tutti coloro che in un verso o nell’altro avevano avuto modo di conoscerlo. Il sindaco di Pereto, Giovanni Meuti, della cui Giunta fa parte anche il papà dello sfortunato giovane, ha proclamato per il giorno in cui si terranno i funerali il lutto cittadino. «Per esprimere il sentimento di profondo cordoglio dell’intera comunità al papà Luigi, alla mamma Francesca, ai fratelli Massimiliano ed Anastasia», ha dichiarato commosso ed emozionato, interpretando così il pensiero dell’intera Piana del Cavaliere.

IL MATTINO
 
Per alcuni anni è stato un padre e un marito snaturato e ieri mattina è stato bloccato….

Per alcuni anni è stato un padre e un marito snaturato e ieri mattina è stato bloccato dalla Squadra Mobile a Sant’Agata dei Goti. Un operaio di 42 anni è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Di Carlo su richiesta del pm, Maria Amalia Capitanio. È accusato di abusi sessuali sulla propria figlioletta di dieci anni. L’accusa infatti è di violenza sessuale aggravata e continuata oltre che di corruzione di minorenne. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe infatti abusato ripetutamente della figlioletta (fin da quando la ragazzina aveva sette anni), anche alla presenza della moglie e di un’altra figlia, anche loro destinatarie di violenze e maltrattamenti. Le indagini della polizia hanno avuto inizio nel 2003 in seguito ad alcune segnalazioni anonime. Di qui la raccolta di prove che hanno portato all’arresto dell’uomo. In particolare gli inquirenti della Mobile, diretta dal vice questore Pio Amoriello, e con la speciale sezione preposta ai reati in danno di minori, hanno ricostruito le terribile situazione in cui si trovavano mamma e due figlie. L’uomo le minacciava con un coltello o con una roncola per poi usarle violenza. Inoltre l’uomo era costantemente sotto l’effetto dell’alcol. Una coesistenza divenuta impossibile anche perchè l’operaio faceva mancare il necessario alla famiglia. Tutto ciò ha portato la donna a lasciare l’abitazione e infatti, insieme alle figlie, è stata ospitata da qualche tempo in una casa famiglia. Ma ciò che era accaduto è stato oggetto di accertamenti, e attraverso una serie di testimonianze si è giunti all’informativa alla Procura e alla richiesta al Gip per l’emissione dell’ordine di custodia cautelare che è stato eseguito ieri. L’uomo alla vista dagli agenti non ha opposto resistenza e da Sant’Agata ha raggiunto gli uffici della Squadra Mobile da dove è stato trasferito alla casa circondariale di contrada Capodimonte.

LA PROVINCIA DI CREMONA
 
Guida ubriaco fradicio con in auto il figlioletto .

Ubriaco fradicio al volante di una vettura che sbanda paurosamente, compie zigzag uno dopo l’altro, rischia di sfracellarsi a bordo strada da un istante all’altro. E a bordo il figlioletto, cinque anni appena. Roba da non crederci. C’erano tutti gli ingredienti della tragedia, l’altra notte su una strada statale del Cremonese, quando l’intervento, tanto rapido quanto efficace, di alcuni finanzieri ha impedito il peggio. Alla guida un indiano. In azione un paio di militari del Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria, retto dal capitano Alessandro Ferri che ieri mattina, insieme al pari grado Agostino Brigante, comandante della Compagnia, ha assistito alla conferenza stampa tenuta dal comandate provinciale, tenente colonnello Mauro Santonastaso. C’è un antefatto che illustra bene quanto la situazione fosse d’emergenza. I due finanzieri si trovano impegnati in una operazione in borghese: assolutamente vietato farsi riconoscere, mettere in moto sirene, palette e via discorrendo. Ma la scena che si sono trovati sotto gli occhi non ha consentito loro alternative. I finanzieri hanno inseguito la vettura, fatto fermare l’uomo alla guida utilizzando la sirena e il resto, quindi gli hanno contestato la guida in stato di ebbrezza. Inequivocabili i segnali: alito vinoso, impossibilità di pronunciare frasi, addirittura di stare in piedi. Poi è stata chiamata la madre, che si è occupata del piccolo. L’indiano non si è voluto sottoporre al test con l’etilometro, ma la denuncia è scattata lo stesso. L’indagine in corso non è stata pregiudicata: filotto.

WWW.ALBANESI.IT
 
Alcol, diabete e... ricerca(?) .

Daniele ci segnala (Repubblica) che l’australiano James Miller avrebbe scoperto che l’aumento di zucchero nel sangue si riduce del 25% se si beve una birra o un bicchiere di vino (o del gin!!!) un’ora prima di un pasto. L’articolo premette che "è noto che un aumento eccessivo dello zucchero nel sangue dopo un pasto è uno dei primi segni del diabete ed è di per sé uno dei fattori di rischio di infarto".
Faccio un ultimo strappo alla mia decisione di non commentare ricerche come questa (leggete l’articolo sull’affidabilità della ricerca per capire tutti i trucchi) per evidenziare come:
a) il giornalista confonde ciò che è fisiologico (aumento della glicemia) con ciò che è patologico (aumento eccessivo).
b) Il giornalista non ha azionato i neuroni e non ha capito che ciò che riduce ciò che è fisiologico non necessariamente è positivo. Esempio: avere un ematocrito alto (troppi globuli rossi) può provocare una trombosi, ma una sostanza che riduce del 25% i globuli rossi di una persona normale, non è utile: è tossica!
c) Il dott. MIller applica il principio "importante è pubblicare la ricerca con il mio nome". Infatti ognuno capirebbe che un bicchiere di vino a digiuno, prima dei tre pasti principali, è una dose da alcolizzato. Se si suppone che poi il soggetto ne assuma una anche al pasto fanno sei bicchieri di vino al giorno, cioè circa un litro di vino. Morale: è certo che il soggetto non morirà d’infarto perché morirà prima con il fegato spappolato.

SANIHELP.IT
 
Quando il sesso fa male … alla testa.

saniNews - Ci sono casi in cui il sesso dà alla testa, e sono molto più comuni di quanto possiamo pensare. Senza scomodare strane fobie, sembra che ci sia un collegamento piuttosto forte tra attività sessuale e manifestazioni di emicranie e cefalee.
Secondo gli esperti della Società italiana per lo studio delle cefalee (SISC) fare l’amore, a causa dell’impegno cardiaco e vascolare che comporta, può scatenare un’emicrania latente. Un problema, quest’ultimo, che affligge circa 9 milioni di italiani.
Il rischio, spiegano gli esperti SISC, è superiore nei maschi perché tradizionalmente hanno un ruolo più attivo, ma si può dire che in generale il dolore è proporzionale all’eccitazione e non è un caso se raggiunge il massimo col picco di piacere.
La situazione peggiora se i rapporti sono trasgressivi, se ingeriamo vino, formaggi cioccolata e crostacei e se utilizziamo farmaci per l’erezione. Se invece evitiamo situazioni di particolare stress, e ci dedichiamo ai preliminari con estrema tranquillità possiamo evitare l’insorgere del problema.
La cefalea primaria da attività sessuale, così viene chiamato il disturbo, colpisce nel 50% dei casi uomini che gia soffrono di emicrania, cefalea da sforzo o ipertensione, ma attenzione in un 4% di pazienti può nascondere problemi gravi come un aneurisma.

WINENEWS
 
SAN PATRIGNANO IN PUNTA DI FORCHETTA: DAL 1 AL 3 OTTOBRE OSPITA “SQUISITO!”, KERMESSE DEDICATA ALL’ ENOGASTRONOMIA ITALIANA … GLI EVENTI DEDICATI AL VINO.

Focus - Il vino a “Squisito!”
“Squisito!” (1/3 ottobre, San Patrignano, Rimini) è molto ricco anche sul fronte enologico: si parte con il convegno (3 ottobre) dal titolo “Ma il vino è una droga?”. Come si evince dal titolo, l’attenzione dei relatori si concentrerà su una delle componenti organolettiche del vino, l’alcool, che, se assunto in forti quantità e per lunghi periodi, può creare dipendenza. Ma il vino non è una sostanza stupefacente: è un alimento. Educare a un uso attento e consapevole del vino è una sfida per tutti i produttori e un dovere per l’intera società.(*) Partecipano il ministro della Salute Storace, il presidente dell’Associazione italiana alcolisti in trattamento Ennio Palmesino, il responsabile della comunità di San Patrignano Andrea Muccioli, il produttore vinicolo Angelo Gaja, il presidente di Fedagri Paolo Bruni, il critico Daniel Thomases e il professor Piergiorgio Pietta dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr di Milano. Il convegno sarà chiuso dal Ministro delle Politiche Agricole Alemanno. Oltre a questo momento, i Sommeliers gestiranno uno spazio con numerose degustazioni e verticali imperdibili: Avi di San Patrignano, Don Antonio di Morgante, Flaccianello della Pieve della Tenuta Fontodi, San Leonardo di San Leonardo, sei baroli di Aldo Conterno, Taurasi di Montevergine di Feudi di San Gregorio, alcuni vini di Angelo Gaja, Barolo di Roberto Voerzio.
 
(*) Nota: il tentativo di San Patrignano di insegnare alle persone ospitate nella comunità a bere vino moderatamente ha tutta la nostra disapprovazione.
Le proposte terapeutiche devono esser il più possibile svincolate da ideologismi e atteggiamenti di chi li propone, o, molto più semplicemente, è doveroso proporre le indicazioni con più probabilità di successo. Una persona che abbia avuto problemi con le droghe se cerca di bere vino moderatamente si espone ad un rischio altissimo.
È piuttosto improbabile che San Patrignano modifichi i suoi propositi. Sarebbe oltremodo utile se accettasse un follow up per valutare nel tempo l’esito dell’esperimento.

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
 
VINO E EUROPA, AMORE E ODIO.

Con i due terzi del bilancio europeo per il settore vitivinicolo destinati al governo delle eccedenze di produzione e con la sola distillazione e relativo stoccaggio dell’alcool che assorbono circa 700 milioni di euro, su un bilancio complessivo di 1,3 miliardi di euro «in Europa si spende più per distillare che per migliorare e valorizzare la produzione». Lo evidenzia, in vista della riforma dell’Ocm (organizzazione comune di mercato), Confagricoltura. D’altro canto, la spesa europea per i programmi di riconversione e ristrutturazione ammonta, invece, a circa 450 milioni di euro l’anno: circa il 36% del budget. «Le recenti manifestazioni di protesta in alcune regioni d’Italia dimostrano che - continua la confederazione - siamo in presenza di un malessere diffuso che richiede risposte adeguate ed urgenti. A ciò si aggiungono dati di mercato non buoni con la domanda di vino che a livello europeo (Ue a 15) è scesa da 127 milioni di ettolitri nel 2002-2003 a 121 nel 2004-2005». «È necessario - sostiene l’organizzazione - mettere un argine alla difficile situazione che si è determinata per effetto del disequilibrio di mercato tra domanda e offerta, lavorando su due distinti piani. Quello dell’emergenza, con misure specifiche per scongiurare la crisi di reddito delle aziende agricole; e con interventi di ampio respiro, da assumere a livello europeo e nazionale, per conferire stabilità ed assicurare competitività e trasparenza al mercato del vino». Secondo Confagricoltura la nuova Ocm dovrà essere più orientata alla riqualificazione, al controllo del potenziale produttivo e agli interventi per sviluppare la commercializzazione, l’innovazione e la penetrazione nei mercati internazionali. «Ma la grande sfida - conclude la confederazione - è quella di promuovere a livello nazionale un processo di ammodernamento e di razionalizzazione del settore vitivinicolo, sviluppando una strategia di marketing moderna ed efficace, con particolare riferimento ai prodotti di fascia media del mercato».



Giovedì, 29 Settembre 2005
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