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Editoriali 27/08/2012

SCACCO AL PEDONE!
Dal 2000 al 2010 sono 8.473 i pedoni che hanno perso la vita sulla strada 210.413 sono rimasti feriti
Quasi 2 morti e 59 feriti al giorno
Nel 46% dei casi il pedone non è responsabile,è corresponsabile nel 40%, imprecisata responsabilità nel 14%
Il 60% delle vittime è over 65 anni
11 invece i bambini uccisi. 71 pedoni vittime dei pirati della strada

Il nostro Paese paga un costo assurdo di vite sulle strade. Nel 2010 con 4.090 morti abbiamo toccato la quota minima delle vittime della strada negli ultimi 30 anni. Tuttavia cima 4.090, pur facendoci raggiungere il calo delle vittime del 42,4% dal 2000 al 2010, non ci ha risparmiato dalla conquista del primo posto in Europa nella poco appetibile classifica delle vittime dell’asfalto.
In questa guerra stradale la “fanteria” ha ampiamente la peggio. Da decenni contiamo picchi da brivido di vittime fra i pedoni. 614 “caduti” nel 2010, erano stati 667 nel 2009. Dal 2000 al 2010 sono ben 8.473 i pedoni stesi per sempre sull’asfalto e 210.413 sono rimasti feriti più o meno gravemente. Ci verrebbe da dire che l’Italia è una Repubblica quasi fondata anche sull’investimento del pedone. Non a caso abbiamo di fatto un record europeo e non guardiamo in faccia a nessuno. Si pensi che persino la signora Clio moglie del nostro Presidente fu investita nel giugno del 2007 sulle strisce nei pressi del Quirinale.
Sulle strade perdono la vita quasi 2 pedoni al giorno, e altri 59 ogni 24 ore entrano in un pronto soccorso.
La nostra è una società che invecchia e il rischio fra i più deboli degli utenti deboli è destinato a rimanere elevato proprio per la minor capacità reattiva degli anziani. Infatti il 60% delle vittime ha più di 65 anni.
Sono invece 11 i bambini da 0 a 14 che sono stati uccisi mentre camminavano sulla strada 4 maschi e 7 femmine, 2.180 sono rimasti feriti spesso in modo molto serio.(dati ISTAT)
Nel 2011 ben 71 pedoni sono stati uccisi da pirati della strada che si sono dati poi alla fuga. (Osservatorio il Centauro – ASAPS). Cosa fare per migliorare questi dati? Si dovrebbe iniziare dalla messa in protezione dei passaggi pedonali con una più attenta manutenzione della segnaletica orizzontale.
Servono nuove strategie con innovativi sistemi di illuminazione e sistema led, con più frequenti passaggi a chiamata. Non è più rinviabile anche una campagna di sensibilizzazione sia verso i conducenti che verso i pedoni stessi, ricordando, fino allo sfinimento, che ci si deve rendere il più visibili possibile, specie di notte e col maltempo e che quando noi vediamo una macchina in arrivo, non è affatto detto che il conducente abbia visto noi. Servono poi sanzioni frequenti per chi viola le regole.
Ben vengano le recenti modifiche all’art.191 del CdS che prevede ci si debba fermare e non solo rallentare quando il pedone è sulle strisce o accenna ad attraversare. Si tratta di far rispettare questa semplice regola.
Servono poi controlli specifici e puntuali nelle strade a maggior rischio delle aree urbane. L’autovelox, strumento preziosissimo per la sicurezza sulle strade, va utilizzato prevalentemente dove la “malattia” è conclamata e non dove è di fatto quasi sconosciuta. Le regioni che contano il maggior numero di vittime fra i pedoni, secondo i dati ISTAT 2010 sono la Lombardia con 95, il Lazio con 73, l’Emilia Romagna con 63, la Toscana 60, la Sicilia 50, il Veneto 42. Ultime Basilicata con 5, Molise, 4 e Valle d’Aosta con 1.
Fra le città il maggior scacco al pedone è appannaggio di Roma con 57 vittime, (con alcune strade che per attraversarle di notte è consigliabile fare prima testamento), segue Milano con 32, Torino con 21, Bologna con 20, Napoli con 18, Firenze 16, Palermo 12, Ancona e Verona 9, Trieste e Catanzaro 7, Trento 6, Bari 4.
Secondo i dati ufficiali nel 46% dei casi il pedone non ha responsabilità, nel 40% è corresponsabile, nel 14% degli investimenti la responsabilità è imprecisata.
Serve più rispetto delle regole da parte di tutti, ma soprattutto più senso civico. E’ incredibile vedere come di fronte ad un pedone sulle strisce la maggior parte dei conducenti non si fermi, pochissimi rallentano e i più eseguono poco eleganti veroniche sfiorando il bipede.
Per questo riproponiamo infine un nostro vecchio slogan, poi utilizzato da molti: ricordiamoci che nasciamo tutti pedoni e – se ci va bene – torniamo ad essere tutti pedoni.

 


Giordano Biserni
Presidente ASAPS

 

Lunedì, 27 Agosto 2012
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