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Rassegna stampa alcol e guida del 23 ottobre 2005

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


L’ADIGE
Dati inquietanti da un’indagine.
Per il 90% degli adolescenti conta l’esempio della comunità adulta
Allarme alcol: controlli inefficaci
Oltre la metà dei ragazzi alle feste dove ci si ubriaca
Di ALBERTO PICCIONI.
  

PERGINE – Più della metà dei ragazzi dell´alta Valsugana frequentano gruppi dove abitualmente ci si ubriaca per divertirsi e la legge, i controlli sui locali, sono inefficaci.
È il dato inquietante che emerge da una indagine realizzata dal Centro di alcologia del distretto Alta Valsugana in occasione della «Festa analcolica» lo scorso 28 aprile. Alcuni giovani (401) hanno risposto ad un questionario i cui risultati sono stati presentati venerdì sera al tavolo del Coordinamento alcol e guida dei comuni di Pergine e Levico. Per il 90% dei ragazzi tra i 13 e i 18 anni l´uso di sostanze alcoliche è diffuso nella comunità in cui vivono: l´esempio degli adulti non è di certo d´aiuto a creare una cultura del divertimento slegata dall´eccesso del bere.
Al coordinamento, oltre ad alcuni politici locali (gli assessori alle politiche sociali Mara Carli per Pergine e Arturo Benedetti di Levico) c´erano il direttore del centro di alcologia Innocenzo Cignini, l´operatrice Teresa Moltrer e il comandante della polizia intercomunale Savio Gonzo.
«Devo lanciare un grido di allarme: cosa succederà tra qualche anno quando questi ragazzini avranno dei figli e si troveranno nelle condizioni di bere abitualmente e guidare l´auto? Noi più volte ci rechiamo nei locali, in borghese, il sabato sera per controllare che venga rispettato il divieto di vendita di alcolici ai minori di 16 anni. Ma è praticamente impossibile evitare che avvenga. Il più delle volte i gestori si vedono arrivare al banco dei maggiorenni: loro fanno le ordinazioni che poi distribuiscono anche ai minori».
Gonzo ha ribadito che i controlli continuano e per quanto possibile si cerca di sensibilizzare i gestori ad una maggiore rigidità. Ma non esita a dirsi molto preoccupato.
L´85% dei giovani del questionario, dopo la festa analcolica che riempì la discoteca «Paradisi Nr. 1» di quasi mille ragazzi provenienti da Pergine, Levico, Baselga e Valle dei Mocheni, pensa che ci si possa divertire anche senza l´uso di sostanze. Ma praticamente gli spazi dove ritrovarsi sono esclusivamente locali e discoteche dove l´alcol è il tema dominante. Dal questionario emerge che i 400 ragazzi vorrebbero più centri ricreativi: su questo versante in Valsugana si può fare ancora molto. Mara Carli ha ribadito che l´argomento è oggetto di attenzione dei prossimi passi delle politiche sociali. Ma è chiaro ormai che si arriva tardi e la cultura del bere per divertirsi è proprietà per gli adolescenti della Valsugana.
Il 67% dei ragazzi ha risposto che avrebbe piacere di partecipare ad altre iniziative libere dall´alcol: allo studio del coordinamento c´è una nuova festa analcolica, da realizzarsi in aprile. Contemporaneamente si sta cercando la possibilità di coinvolgere gli esercenti in un circolo virtuoso di eventi «alcol free»: delle serate in cui il locale non serve alcolici ed aiuta i ragazzi a riflettere sui rischi della guida in stato di ubriachezza.
Allo scopo sarà utilizzata la campagna pubblicitaria «No sobrio? No parti!» realizzata dai ragazzi dell´istituto Marie Curie di Pergine. La voce unanime dei rappresentati del tavolo è che a livello politico provinciale dovrebbe esserci maggiore sensibilità. «I politici del resto da una parte devono sostenere le aziende vinicole e i loro guadagni: dall´altra dovrebbero dissuadere i giovani dal bere (*) - ha detto Cignini - forse c´è più sensibilità sui problemi alcol correlati nell´Azienda sanitaria che nel palazzo della Provincia». Cignini ha promesso che in merito si farà sentire al prossimo convegno «Alcol e comunità: da un problema di sicurezza alla promozione della salute» che si terrà a Riva del Garda il 18 novembre.
 
(*) Nota: più che “devono”, i politici “decidono di” sostenere le aziende vinicole e i loro guadagni.

IL GAZZETTINO (Treviso)
LETTERE
L’Ombralonga non aiuta i giovani.

La Consulta Femminile di Treviso già in passato si era rivolta agli organi istituzionali, facendosi interprete del disagio sofferto dai concittadini in occasione della cosiddetta "Ombralonga". Pressante l’invito a cambiarne almeno la formula e la dislocazione, in modo da riconvertirla in qualcosa di meno dannoso e disdicevole per il delicato tessuto urbano del centro storico.
Ma la preoccupazione maggiore riguarda la salute dei giovani, specialmente alla luce dei dati relativi al consumo di bevande alcoliche tra i giovani nel Veneto e in particolare nella provincia di Treviso (Ulss 9), rilevati dall’Aidm (Associazione Italiana Donne Medico). Premesso che secondo l’Oms in Europa un decesso su 4 nei giovani maschi fra i 15 e i 29 anni è dovuto al consumo di alcolici.
Nel Veneto i consumatori di vino dai 14 anni in poi erano nel 1994 il 60,9\%; nel 2001 il 69,6\%. I bevitori di alcolici fuori pasto dai 14 ai 24 anni sono il 35,5\% (media nazionale 25\%) soprattutto maschi. Tra i ragazzi dai 14 ai 17 anni il 17,3\% beve superalcolici; il 16,2\% beve aperitivi; il 44,7\% consuma birra.
I dati dell’Ulss 9 (provincia di Treviso): nel 2004 all’unità operativa di alcologia del Sert si sono rivolte 450 persone, di cui 200 appartengono al distretto TV città. C’è stato un incremento di incidenti stradali correlati al consumo di bevande alcoliche. Nel 2004 sono state sottoposte a visite alcoliche su segnalazione del CMLP 995 persone. Dal 2003 è in atto all’Ulss 9 il progetto "Kambio Marcia" volto alla sensibilizzazione delle persone fermate per guida in stato di ebbrezza.
La Consulta Femminile di Tv si augura che questi dati suscitino una giusta preoccupazione in chi ha a cuore la salute dei giovani. Essi vanno aiutati, anche con l’esempio, ad adottare uno stile di vita che li induca ad amarla e rispettarla e a non sprecarla.
Giovanna Montagni
Presidente Consulta Femminile Treviso.

L’ADIGE
Illeso un ventiquattrenne di Trento che stava scendendo da Tenna
Ubriaco si cappotta con l´auto.

Un ventiquattrenne di Trento si è cappottato ieri mattina verso le 7 sulla strada che scende dal colle di Tenna verso Ischia. Nonostante sia finito con le ruote all´aria il ragazzo è uscito illeso dall´abitacolo della sua Lancia Dedra.
Sono stati degli automobilisti di passaggio ad avvisare le forze dell´ordine che una persona aveva perso il controllo dell´automobile e che ad una curva a sinistra aveva preso un dosso e si era cappottata.
Sul posto sono giunti i vigili della polizia municipale di Pergine, i vigili del fuoco volontari e l´ambulanza del 118. Fortunatamente il giovane, comprensibilmente spaventato, non aveva bisogno di cure tanto che ha rifiutato il trasporto.
La spiegazione dell´uscita di strada è arrivata dall´esame dell´alcol-test a cui il giovane è stato sottoposto poco dopo il sinistro. L´esame era positivo così a R.S. è stata ritirata la patente. L´auto è stata invece recuperata da un carro attrezzi date le pesanti ammaccature riportate nell´uscita di strada.

GIORNALE DI BRESCIA
Due giovani soccorsi in una discoteca e ricoverati al nosocomio di Chiari
Droga e alcol, ragazzi in ospedale.

Nel giro di un quarto d’ora, due ragazzi di 18 e 20 anni l’altra notte sono stati soccorsi in una discoteca dell’Ovest bresciano e trasportati d’urgenza al Pronto soccorso di Chiari perché colpiti da un malore riconducibile ad un cocktail di alcol e droga. Avrebbero infatti abusato di sostanze alcoliche e hascisch. Dopo la segnalazione dell’ospedale, i carabinieri hanno iniziato a scavare e nel parcheggio del locale notturno hanno arrestato un marocchino clandestino di soli 21 anni che nascondeva oltre un etto di cocaina. Si tratterebbe di uno spacciatore viste le dosi di «neve» che teneva in tasca e mille euro in contanti, frutto di quell’attività clandestina.

CORRIERE ROMAGNA (Rimini)
“A ruba” i vini di Albano sulla scia del successo tv.

Mondaino - Felicità.... è un bicchiere di vino alla cantinetta del Pellegrino. L’effetto mediatico “Albano Carrisi” oltre agli ascolti del reality show della Rai aumenta anche le vendite dei vini. Succede così che le bottiglie prodotte nella tenuta del famoso cantante pugliese di Cellino San Marco, improvvisamente, siano tra le più richieste alla cantinetta del Pellegrino. L’uomo più chiaccherato del momento, per la travagliata unione con Loredana Lecciso, infatti, è anche un quotato produttore vinicolo, con 2 milioni di bottiglie all’anno distribuite in tutto il mondo. Da tempo i rotocalchi si occupano della passione per la terra di Albano, ma la partecipazione all’Isola dei Famosi, la trasmissione Rai che sta mietendo un successo dopo l’altro con un share del 60% il mercoledì sera, sta mandando la popolarità dei Carrisi alle stelle. E, a quanto pare, lo stesso sta succedendo anche ai prodotti delle vigne di famiglia, di cui Albano ha chiesto più volte notizie al fratello, Franco Carrisi, intervenuto in studio da Simona Ventura.“Questi vini - spiega l’oste Massimo Giorgi - non sono facilmente reperibili nella nostra zona. Sono riuscito a rimediare qualche bottiglia direttamente da un amico in Puglia, sotto la pressione delle richieste dei clienti incuriositi all’assaggio”. Ci sono anche le etichette evocative dei più grandi successi canori in duo con Romina Power, come il Felicità, bianco e spumante o il Nostalgia rosso. Dei vini oltretutto di una certa qualità; il Platone annata 98 ha preso tre bicchieri nella guida del Gambero Rosso.“Ieri sera ho stappato per dei clienti un Don Carmelo, il nome è del padre di Albano, una miscela di uve negroamro e primitivo. Se dai alla terra, la terra ti da, recita l’etichetta”. Em.s.

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Sono in continuo aumento, soprattutto quelli del sabato sera. Ecco cosa fare
«Incidenti, pene più severe»
Da Ruvo i suggerimenti dell’esperto Pasquale Tedone.

RUVO«Il numero degli incidenti stradali, maggiormente quelli del sabato sera, con il coinvolgimento soprattutto di giovani, è in continuo aumento. Da qualche anno si parla frequentemente di legalità e di applicazione di norme severe ma non si è approdati a nulla, allora proviamo ad ottenere una sicurezza stradale attraverso le buone maniere». È lo sfogo esternato dall’esperto in sicurezza stradale Pasquale Tedone, contitolare della Autoscuole riunite di Ruvo e da anni a diretto contatto con i giovani automobilisti, «girovago», peraltro per le piazze delle città limitrofe a mostrare immagini su cui riflettere e ad elargire consigli utili ad una corretta fruizione della strada come l’uso del casco e della cintura e il non uso di sostanze alcoliche. «Le forze dell’ordine preposte alla vigilanza - dice - devono essere più severe verso quei motociclisti che indossano caschi alla texana, che guidano senza cintura soprattutto in città e che ignorano le più elementari norme di prudenza. L’abbassamento della guardia in fatto di controlli naturalmente favorisce situazioni di illegalità.» Cosa fare allora? «Occorre - dice Tedone - proseguire con l’opera di sensibilizzazione nelle scuole così come da qualche anno sta avvenendo a Ruvo, con buoni risultati emersi durante le prove per il conseguimento dei patentini per ciclomotori con gli studenti del Liceo scientifico e dell’ITC, attenti a seguire tutele più elementari norme del codice stradale» «Allora, avanti con le buone maniere magari agevolando in qualche maniera chi controlla costantemente il proprio veicolo o, perché no, donando fiori alle fermate dei semafori a quanti rispettano le regole per dimostrare che le forze dell’ordine sono dalla parte degli automobilisti. Proporrei inoltre ai genitori di seguire i figli durante le lezioni per il conseguimento della patente, a costo zero, al fine di diventare buoni consiglieri tra loro nella guida.» «Ai dirigenti scolastici, poi, di proseguire con i corsi di educazione stradale inserendoli nel programma scolastico». Angelo Tedone.

LA PROVINCIA DI COMO
A Tremezzo ritirata la patente a un giovane di Corrido
Ubriaco al volante finisce contro un muro sulla Regina.

Tremezzo (gdv) Dopo aver rischiato di causare più di un incidente frontale nel cuore della notte sulla Regina, è finito contro un muro con la sua Renault. Fortunatamente non si è fatto male nessuno ma il giovane di Corrido che si trovava al volante della vettura avrà i suoi guai: i carabinieri di Menaggio gli hanno ritirato la patente e lo hanno denunciato per guida in stato d’ebbrezza. Da quanto ricostruito, venerdì notte diversi automobilisti sulla Regina hanno avuto la sfortuna di incrociare la vettura che procedeva a zig-zag e hanno telefonato a 112 e 113. I carabinieri lo hanno rintracciato all’altezza di Bolvedro, quando era già finito contro un muro con l’auto. Il giovane si è rifiutato di effettuare l’alcol-test: a quel punto è scattato il ritiro automatico della patente e la contestazione dello stato d’ebbrezza sintomatico.

CORRIERE DELLA SERA (Milano)
UN SORSO E VIA.

Gara enopodistica di 3 chilometri con rifornimento obbligatorio di vino a ogni giro (*).
Arena Civica, ore 9-13, info 339.348.78.14
 
(*) Nota: “un sorso e via” quest’anno raddoppia e cambia regolamento.
Oltre alla tradizionale manifestazione di Palermo, anche Milano ha proposto la stessa iniziativa.
Fino all’anno scorso era d’obbligo bere un bicchiere pieno di vino ad ogni giro di pista (per un totale di sei bicchieri), Quest’anno il regolamento prevede il consumo ad ogni giro di un dito e  mezzo (in orizzontale) di vino ( http://www.unsorsoevia.it/regolamento%20Milano.htm ).

L’ARENA DI VERONA
Dopo la bagarre in Consiglio comunale. Due esponenti di Forza Italia reagiscono alle accuse del centrosinistra
«Ubriachi in aula? False insinuazioni»
Polato e Gruberio: «Realtà distorta per nascondere il fallimento dell’amministrazione».

La domanda resta uguale, il giorno dopo: avevano esagerato con le bevute a cena o no, quei consiglieri comunali della Casa delle Libertà? «Le dichiarazioni apparse sulla stampa dei capigruppo consiliari di maggioranza che criticano i comportamenti di alcuni consiglieri di opposizione definiti “squadristi” e “fascisti”, e in cui si ipotizza che cinque di loro abbiano premeditato un intervento in Consiglio comunale a tarda sera e ubriachi, lascia allibiti sullo spessore politico di chi afferma ciò. Non si possono diffamare delle persone con insinuazioni così basse dopo averle provocate ripetutamente».
È la replica di Marco Gruberio e Daniele Polato, consiglieri di Forza, due dei cinque protagonisti del blitz serale di giovedì nell’aula di Palazzo Barbieri improvvisamente trasformata in teatro di offese, insulti e versacci. Per loro la versione dei fatti raccontata dal centrosinistra è «propaganda». E poi: «Nessun ostruzionismo. Se si ritiene che intervenire su un ordine del giorno o richiedere la verifica del numero legale sia un comportamento squadrista, significa definire così il diritto di compiere il proprio dovere da parte di un consigliere come previsto dal regolamento».
L’accusa, però, è che la richiesta d’intervento giovedì sera sia stata accompagnata, almeno da parte di alcuni, da una sospetta «allegria» male accolta dalla maggioranza. Insomma, a molti sembrava - e qualcuno l’ha detto - che fra i cinque del centrodestra ci fosse chi s’era presentato in aula dopo cena rinvigorito e caricato da generose concessioni al bicchiere. Polato e Gruberio parlano però di «insinuazioni false di basso profilo».
E spiegano: «È abitudine di questa amministrazione nascondere le proprie difficoltà interne, che spesso sfociano in insulti tra i vari componenti di maggioranza durante il Consiglio, accusando l’opposizione di comportamenti irresponsabili. È bene ricordare che lo stesso assessore Pozzerle sul piano triennale delle opere pubbliche ha avuto parole di apprezzamento per gli interventi dei consiglieri. È evidente il fallimento politico di questa amministrazione; l’entusiasmo, se mai c’è stato, è svanito. Sarebbe opportuno dare la parola agli elettori affinché Verona possa avere una amministrazione capace e una maggioranza adeguata e non a brandelli come è ora. In questi tre anni in Consiglio abbiamo visto di tutto: il sindaco mandare a qual paese i consiglieri di opposizione, espressioni blasfeme ripetute da un consigliere di maggioranza, auguri di sventure familiari a colleghi consiglieri, mancanza di rispetto. Ogni volta ci siamo opposti strenuamente, ogni volta abbiamo sopportato propagande diffamatorie e distorsioni dei fatti. Mai abbiamo desistito. Il nostro unico fine è la corretta amministrazione, ed evitare lo sperpero del denaro dei veronesi. Se questa nostra fermezza causa tentativi denigratori, ciò non ci crea problemi: la gente vede i fatti e gli elettori valuteranno al momento opportuno».

LA SICILIA (Trapani)
Agricoltura.   
Non si ferma la protesta. I vitivinicoltori ieri in marcia anche a Castelvetrano
Con i trattori fino a Birgi
.

Tregua sì, ma tregua armata. Gli agricoltori del Belice sono stati ai patti (niente colpi di testa almeno fino a lunedì), ma non hanno rinunciato a far sentire, forte, la loro voce. E ad inscenare, ieri, una nuova, civile, forma di protesta. Hanno, infatti, sfilato, con i propri trattori, per le strade della Valle: da Gibellina, da Salaparuta, da Poggioreale, da Santa Ninfa, da Partanna, trecento viticoltori hanno formato un serpentone lungo un decina di chilometri che, nella tarda mattinata, s’è fermato nei pressi dello svincolo autostradale di Castelvetrano, da dove sono andati via solo poco prima delle 19. Sul posto sono arrivati gli agenti del Commissariato e i loro colleghi della Polstrada. Il traffico ha subìto rallentamenti fino alla conclusione della manifestazione, ma non è stato mai interrotto. Difatti, gli agricoltori hanno reiterato ciò che giovedì pomeriggio s’era verificato una quindicina di chilometri più a valle, allo svincolo di Salemi dell’A29. Hanno sfidato un tempo inclemente, perché l’esasperazione può più della pioggia che, fitta, ha bagnato il corteo. Perché l’esasperazione di un padre di famiglia che, nonostante ammassi 1300 quintali di uva, non sa se riuscirà a sfamare i propri figli, può più di qualunque intemperie.
«Fino a qualche anno fa - dice Giuseppe Bivona, un viticoltore di Gibellina - chi ammassava un migliaio di quintali d’uva poteva campare più che dignitosamente; oggi, invece, i bassi prezzi di remunerazione e gli alti costi di gestione non garantiscono più nessuno». La crisi, insomma, non è qualcosa di astratto: i viticoltori la sperimentano quotidianamente nelle loro tasche. «Se il prezzo del prodotto continuerà ad abbassarsi - continua Bivona -, se le anticipazioni fornite dalle cantine saranno sempre più risicate, scomparirà quella grossa fetta di coltivatori che non vivono direttamente del lavoro della terra, perché hanno altre entrate; poi, però - conclude amaramente - toccherà agli altri, toccherà a noi che ricaviamo l’indispensabile per vivere dall’uva e dal vino».
Eclatante la manifestazione cui hanno dato vita gli agricoltori del versante nord-occidentale della provincia. Questi si sono radunati al quadrivio d’accesso dell’aeroporto di Birgi.
Davanti lo scalo, super presidiato, si sono radunati circa 600 manifestanti, con 350 mezzi al seguito. I dimostranti, tuttavia, non hanno impedito l’accesso all’aeroporto. Poco dopo le 20 gli agricoltori hanno ripreso la strada di casa. Oggi riposeranno, ma domani, che è un altro giorno, se da Palermo non giungeranno le risposte attese, torneranno a dar battaglia. Una promessa, più che una minaccia.



Lunedì, 24 Ottobre 2005
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