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Sempre più incidenti vedono coinvolti cittadini stranieri
Una intera famiglia di romeni muore sulla Provinciale 567 tra Mantova e Brescia in uno scontro con una macchina condotta da cittadini albanesi
Tanti incidenti e tante vittime tra le persone immigrate nel nostro Paese
Alcuni dati dell’Osservatorio Asaps – il Centauro. Oltre 300 incidenti con già 97 morti nel 2012

di Gianluca Galeotti
Le auto coinvolte nell'incidente

 

(ASAPS) L’ultimo incidente in ordine di tempo, e forse anche di gravità, è quello accaduto nella notte del 1° aprile lungo la Provinciale 567 tra Mantova e Brescia.
Una intera famiglia di cittadini romeni residente da anni ad Asola in provincia di Mantova ha trovato la morte in un gravissimo incidente stradale: uno scontro frontale con un’automobile condotta, sembra quasi uno scherzo malvagio del destino, contro una vettura con a bordo due cittadini albanesi.
Non c’è stato nulla da fare per la famiglia romena, padre di 45 anni, madre di 36 e due figli maschi di 15 e 6 anni. Nello scontro frontale solo il capofamiglia è sopravvissuto, seppur per poche ora, a moglie e figli che sono sbalzati fuori dall’auto morendo sul colpo.
I due ragazzi albanesi che occupavano l’altra automobile non sono in pericolo di vita.


Sempre nella notte tra sabato e domenica si è verificato un altro incidente sul ponte tra Castelsangiovanni (nel Piacentino) e Pieve Porto Morone, nel Lodigiano. Un giovane romeno di 31 anni sembra abbia perso il controllo della propria automobile e, invadendo la corsia opposta, si è scontrato con la vettura condotta da un padre di famiglia di 35 anni che è morto durante il trasporto in ospedale: gravi anche le condizioni del romeno che, però, non è in pericolo di vita.
Gli incidenti accaduti in questo fine settimana, però, ad una attenta osservazione appaiono come episodi non isolati nella casistica dell’incidentalità sulle strade italiane.
L’osservatorio dell’ASAPS, infatti, ha immagazzinato nei primi tre mesi dell’anno 2012 dati che inducono ad una più approfondita riflessione.


Su 309 incidenti rilevati dal 1° gennaio 2012 82 sono stati mortali, 227 con lesioni.
Le vittime totali sono state 98 di cui 75 cittadini stranieri.
Delle 98 vittime  23 sono pedoni (18 stranieri) 9 ciclisti (5 stranieri) 57 trasportati o conducenti (45 stranieri) 9 motociclisti (7 stranieri).
I feriti complessivi sono stati 483: 85 pedoni, 20 ciclisti, 342 trasportati o conducenti, 36 motociclisti.
Dei 309 incidenti 65 (21%) sono avvenuti di giorno, 244 (79%) di notte forse a evidenziare anche uno stato psico-fisico non ottimale,  confermato dai 45 eventi di ebbrezza accertata (14,7%) e i 4 che con presenza di droga (8,9%).
Dei 309 episodi che hanno visto coinvolti cittadini stranieri è interessante rilevare che 97 (31,4%) sono comunitari e, nello specifico, 62 romeni (63,9% dei comunitari). I cittadini extracomunitari che si sono resi protagonisti di incidenti sono 72 cittadini dell’Est Europeo, 40 asiatici, 13 dell’America Latina, 65 africani, 1 dell’America del Nord. Per 21 persone non è stato possibile rilevare la nazionalità.


I casi di pirateria al 31 marzo 2012 sono stati 45 con un numero di stranieri pari a 25 (8,1%)
Interessante anche la localizzazione geografica degli episodi che vede “primeggiare"la Lombardia con 74 episodi, l’Emilia-Romagna 39, il Veneto 32, la Toscana 25, la Liguria 24, Sicilia e Lazio 18, Piemonte 15, Campania 11, Friuli Venezia Giulia 9, Marche e Abruzzo 8, Puglia 7, Umbria 6, Calabria 5, Sardegna e Trentino 4, Valle d’Aosta 2.
Volendo dare una spiegazione a numeri e percentuali possiamo dire che gli episodi con il coinvolgimento di cittadini stranieri comunitari assumono una portata così rilevante in ragione del fatto che l’accordo di Schengen firmato il 14 giugno 1985 fra il Belgio, la Francia, la Germania, il Lussemburgo e i Paesi Bassi ha eliminato progressivamente i controlli alle frontiere comuni e ha introdotto un regime di libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari, degli altri Stati membri della Comunità o di paesi terzi.
Per i cittadini extracomunitari occorre fare riferimento alle migrazioni dai Paesi cosiddetti poveri verso le nazioni che promettono (almeno agli occhi pieni di illusioni di chi vive nella miseria) un posto di lavoro ed una vita dignitosa.


Per questa ragione, come abbiamo visto parlando della dislocazione territoriale degli episodi, il numero più alto degli incidenti avviene dove più alta è la concentrazione di stranieri e, cioè, nelle regioni che offrono sempre maggiore possibilità di lavoro oppure differenziato a seconda delle stagioni.
Il rimedio a questa situazione può essere trovato con un impegno maggiore, anche da parte delle istituzioni, per agevolare il percorso di inserimento dei cittadini stranieri nel mondo della mobilità forse troppo caotica e difficoltosa anche in ragione della lingua diversa, così come dovrebbe essere richiesto un atteggiamento propositivo da parte dei tanti stranieri che, forse elaborando un concetto distorto, ritengono il nostro Paese abbastanza permissivo e tollerante in caso di gravi episodi come quelli accaduti. Ricordiamo in proposito il problema sempre più significativo delle “scoperture assicurative”.
Sempre parlando di numeri e statistiche vogliamo concludere evidenziando la “costante” di questa triste equazione di incidenti, morti e feriti: la sicurezza sulle strade non conosce il colore della pelle e la morte non è assolutamente settaria, sulla strada siamo tutti uguali sia con l’utilitaria che con il Suv perché le regole sono uguali per tutti: un po’ come la “Livella” senza scomodare Totò. (ASAPS)

 


 

Martedì, 03 Aprile 2012
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